Cinema e Identità di Genere

Incontro in aula magna per ascoltare una lezione riguardo il ruolo dei generi all’interno del mondo dello spettacolo

di Alice Crosa di Vergagni, 2D

Al giorno d’oggi è molto frequente sentire parlare di identità di genere e sempre di più si capisce come questo argomento stia diventando parte rilevante all’interno della società. Il mondo del cinema e dello spettacolo hanno sicuramente contribuito a rendere visibile ciò che per lungo tempo era rimasto ai margini.

Iniziamo a parlare di modifiche nell’ambito cinematografico concentrandoci particolarmente sulla figura della donna negli anni delle Guerre Mondiali, in cui è evidente la sua presenza come, però, oggetto per la promozione di prodotti o modello estetico volto al compiacimento degli uomini. Negli anni ’50, ad esempio, si afferma la star Marilyn Monroe all’interno del cinema di Hollywood diventando una figura molto rinomata soprattutto all’interno del pubblico maschile.Marilyn Monroe - Wikipedia

Con il passare degli anni la figura della donna si afferma sempre di più all’interno dei film, ricoprendo ruoli importanti e non più marginali come un tempo.

Tempo dopo, con la nascita delle comunità LGBTQ, compaiono all’interno dei film i primi personaggi omosessuali segnando così un periodo di cambiamenti all’interno della società di quegli anni. Il primo vero esempio di film, in cui si trovano all’interno esponenti della comunità LGBTQ, co-sceneggiato e diretto da Jim Sharman, fu “The Rocky Horror Picture Show” che dopo esser uscito nei cinema nel 1975 riuscì ad impressionare la gente e spingere i più insicuri a fare “coming out”, termine coniato proprio in quegli anni.The Rocky Horror Picture Show (1975) - Informazioni sull'uscita - IMDb

Nei primi anni ’90 esplode quello che viene definito il “New Queer Cinema“, in cui personaggi generalmente marginali o assenti prendono il sopravvento davanti agli schermi, portando un messaggio anche di condanna verso il patriarcato e la figura dell’uomo virile, da sempre idealizzata.

Negli anni 2000 il movimento continua a svilupparsi e vengono prodotti diversi altri film, come “I segreti di Brokeback Mountain“, che con i loro protagonisti omosessuali riescono a “rompere gli schemi” distruggendo la figura dell’uomo etero perfetto e virile.

Dopo l’avvento nelle sale dei cinema di questi film così “particolari” per il tempo, si riuscì a dimostrare definitivamente che i ruoli di genere non sono leggi di natura rigide, ma costrutti narrativi e sociali che possono essere riscritti e sfidati.

Il cambiamento che la società stava vivendo riuscì ad organizzarsi chiaramente all’interno degli schermi che sempre di più promuovevano l’ascesa di ruoli completamente differenti cancellando la parola “normale” dai dizionari comuni. La comunità LGBTQ+ aggiunge per l’appunto un “+” all’interno del suo nome evidenziando le diverse categorie che stavano crescendo tra la gente e che con lo sviluppo del cinema venivano promosse tra le persone.

Più recentemente sono stati prodotti film come “Chiamami col tuo nome” in cui è sempre presente la figura dell’uomo omosessuale che viene continuamente promossa a causa delle continue discriminazioni che avvengono all’interno della società anche al giorno d’oggi. Oltre all’omosessualità, sono stati trattati argomenti più complessi e che sono stati più difficili da accettare, nel 2024, esce al cinema il film “Emilia Perez” che affronta il tema della transessualità e si impone velocemente conquistando la vittoria di ben 4 Golden Globes.Emilia Pérez | Selena Gomez Wiki | Fandom

La società è in continuo sviluppo e con lei sempre anche il mondo del cinema che non si limita a registrare i cambiamenti della gente, ma li anticipa e li promuove. Infatti, basta uno schermo, a volte, per riuscire a capire il mondo e le persone che lo abitano.

NotteDoria: raccontare l’umanità attraverso pratiche universali

La notte in cui è permesso andare a letto tardi: pochi giorni dopo l’equinozio di primavera i talenti dei licei classici sbocciano.

di Pietro Enrico Barbieri, 1B

Il termine humanitas, nato dal Circolo degli Scipioni, indica tutto ciò che eleva il genere umano rispetto al regno animale. I Licei Classici di tutta Italia lo hanno incoronato come argomento centrale nella notte a loro dedicata. Il Liceo D’Oria – ispirandosi idealmente a Pericle, che durante la Pentecontaetia introdusse il diritto di andare a teatro – ha aperto le sue porte alla comunità genovese, offrendo esibizioni artistiche di vario genere, dalla musica al teatro, passando per performance miste. Parlando di musica, durante la notte del 27 marzo si sono alternati diversi generi, che vanno dal pop rock alla musica classica, fino all’heavy metal. Qualsiasi ascoltatore si sarebbe trovato a suo agio tra il pubblico dell’Aula Magna.

Le tracce, nonostante fossero tutte collegate al concetto di “Humanitas”, toccavano tematiche differenti. Per esempio la guerra: da un lato quella combattuta sul fronte, narrata dalle parole di Zombie (Auxilia-Vaccari-Trigona-Wilkinson) e dall’altro quella combattuta quotidianamente da tante donne all’interno delle mura domestiche, denunciata con Behind The Wall (Villa). Entrambe le canzoni, interpretate da voci femminili, erano molto differenti da un punto di vista musicale. Infatti “Behind the Wall” è stata cantata a cappella, proprio come fece la leggendaria Tracy Chapman, mentre “Zombie” è stata la traccia musicalmente più ricca, sottolineata da un accompagnamento di chitarra, basso e percussioni.

Durante la serata sono stati esplorati argomenti di natura psicologica ed emotiva, finalizzati a sondare il mistero della mente umana e dei sentimenti che proviamo. Le canzoni maggiormente rappresentative, da questo punto di vista, sono state Sola (Farina) e Don’t Look back in Anger (Vaccari, Salanitro). Entrambe raccontano storie di introspezione personale. “Sola” è un richiamo alla solitudine, però in maniera positiva: ci invita a vedere la solitudine come mezzo per scoprire noi stessi. “Don’t Look back in Anger“, canzone icona del Britpop anni ’90, è invece un inno a non guardarsi indietro e a non rimuginare, accettando quello che è stato e vivendo la vita con più leggerezza. E’ stato molto apprezzato l’arrangiamento in stile classico rispetto all’originale, che si sposava bene con la voce femminile.

La serata ha anche trattato di temi delicati come l’omosessualità, narrati attraverso le note di Mann gegen Mann (Wilkinson) – una tra le due canzoni heavy metal suonate – e in Take me to Church(Auxilia, Vaccari, Trigona). Sebbene il titolo tragga in inganno, la canzone difende l’amore omosessuale, definito sacro e naturale, opponendosi agli ideali tradizionali delle istituzioni religiose cattoliche. La performance heavy metal è stata particolare – perché ad esibirsi era effettivamente soltanto la batteria, senza ulteriori strumenti- e adrenalinica, in stretta successione a “Zombie“.

È stata quindi la volta di Hometown Glory (Sabbia), canzone che esprime il senso di appartenenza verso il luogo in cui si è nati e cresciuti. Nonostante sia stata scritta molti anni dopo, e in un contesto culturale totalmente diverso, trova delle similitudini con la celebre poesia di Ugo Foscolo “A Zacinto“. La melodia malinconica, resa ancor più efficace dalla voce del pianoforte solo, enfatizza il messaggio universale della nostalgia per la propria terra d’appartenenza. Labour (Auxilia, Vaccari, Villa) invece è un potente inno femminista che denuncia le dinamiche distorte di una relazione tossica: le pressioni psicologiche, l’ingiusto carico di lavoro e il generalizzato senso di impotenza provato dalla protagonista.  Si può arrivare addirittura ad immaginare la possibile vittima narrata nei versi di “Behind the Wall” canticchiare il motivetto di “Labour” prima di entrare in casa. Change (in the House of Flies) (Wilkinson) mostra, in maniera aperta e senza censura, una situazione ipotetica di ambiente tossico. Il punto di vista adottato è quello di un narratore interno che descrive il deterioramento psicologico del suo partner. Con l’avanzare del tempo il protagonista è sempre più vittima del suo senso di colpa che, probabilmente, lo porterà al suicidio.

Nonostante l’ascolto delle performance sia stato piacevole, sarebbe stato preferibile che una tale varietà di canzoni e generi venisse maggiormente valorizzata da una ampia varietà di voci e interpreti. Ma di questo non si può dare colpa agli artisti che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco, anche a volte uscendo dalla comfort zone dei loro generi preferiti.

Tutto sommato la Notte dei Licei è riuscita a ricreare l’atmosfera di un teatro greco, ovvero un centro di aggregazione sociale, dove riflettere e discutere riguardo concetti universali che hanno a che fare con la nostra umanità.