DIRITTI IN AZIONE | Art. 4 Intervista alla sindaca Salis: c’è necessità di cambiare, ma manca la volontà politica

Salis: i salari sono troppo bassi e le morti sul lavoro sono ancora troppe. “Il problema? Non è tecnico, è politico

di Giacomo Bertelli, Camilla Danero, Dorotea Dighero, Libero Maiani, 2d

L’articolo 4 della Costituzione italiana:La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Al giorno d’oggi è più importante che mai ricordare l’importanza di questo principio, poiché troppo spesso sentiamo parlare di persone che, nonostante lavorino a tempo pieno, fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Inoltre, in questi ultimi anni sono purtroppo aumentate significativamente gli incidenti che conducono alla morte sul luogo di lavoro, rendendo quest’ultimo un posto spesso insicuro nel nostro Paese.

La scelta dell’intervista

Per parlare dell’articolo 4 abbiamo scelto di rivolgerci direttamente alla Sindaca di Genova Silvia Salis. Abbiamo pensato a lei, poiché la sua amministrazione sta lavorando molto in questo ambito, cercando di rendere le condizioni di lavoro dei cittadini più dignitose possibili. 

Il percorso per arrivare a lei non è stato molto difficile, vista la grande disponibilità della sindaca e del suo staff. Siamo entrati in contatto con la segreteria, che ci ha poi fornito i recapiti del suo portavoce e del suo segretario. Tramite questi abbiamo poi organizzato l’intervista. L’intero procedimento è durato circa una settimana.

La scelta dell’articolo è dovuta alla notevole attenzione mediatica che sta ricevendo il tema del lavoro, utile a mettere in luce le lacune del nostro sistema. Abbiamo poi raccolto numerosi dati (le morti sul lavoro sono cresciute del 12% nel 2025) su più siti di informazione, su Istat e stampa web locale come ad esempio GenovaToday e facendo un’analisi accurata del problema, senza accusare nessuna forza o esponente politico, ci siamo focalizzati sui fatti e sui dati. All’inizio pensavamo che la Sindaca avrebbe cercato di mettere principalmente in luce gli sforzi della sua amministrazione, ma al contrario, si è espressa mantenendo una posizione piuttosto imparziale e facendo un’analisi accurata del problema, fornendoci anche possibili soluzioni concrete pur mettendo in risalto le difficoltà che ostacolano l’applicazione delle norme a tutela dei lavoratori.

Volete sentire le parole della sindaca Silvia Salis?

Guardate l’intervista completa qui sotto

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DIRITTI IN AZIONE | Una testimonianza della Costituzione: vivere l’Articolo 3 all’Istituto Gaslini-Meucci

“La crescita personale è più importante del risultato finale”  –  il preside Gabriele Baroni

di Federica Campi, Ludovica Dolcini, Edoardo Messina, Mario Zingirian, 2d

L’Articolo 3 della Costituzione dichiara che tutti i cittadini hanno diritto a una pari dignità sociale e di conseguenza anche a un’istruzione che riesca a trasmettere a chiunque la migliore conoscenza possibile, affinché ognuno capisca in che maniera può aiutare la società a progredire.

I protagonisti                                                                  
Gabriele Baroni

Per capire meglio il concetto di “buona istruzione”, il gruppo si è  recato alla sede situata nel quartiere di Marassi dell’Istituto Professionale di Stato per l’Istruzione Superiore (I.P.S.I.S.) Gaslini-Meucci per intervistare Gabriele Baroni, il preside del plesso. Dopodiché l’intervista si è allargata ad altri membri della scuola che si sono mostrati disponibili ad esporre come vivano questo principio nella loro quotidianità; questo momento ha coinvolto la professoressa Lucy Principato e gli alunni Luigi Graziano e Mattia Morelli. L’istituto è stato scelto per questa indagine perché attualmente ha un gran numero di studenti stranieri tra gli iscritti e ciò è certamente un ottimo spunto da cui partire se si vuole comprendere come sia affrontato il tema di fornire a tutti una valida istruzione, iniziando da basi differenti.

Dietro le quinte                                                                                                                              

Inizialmente si voleva denunciare un’applicazione non ideale del principio costituzionale; il gruppo ha reperito l’indirizzo email del preside dell’Istituto Gaslini-Meucci, presente sul sito web della scuola. La risposta è arrivata subito ed è stata seguita dalla mail della professoressa Principato che ha gentilmente messo a disposizione alcune attrezzature utili all’intervista. I pregiudizi che il gruppo poteva avere a causa delle maldicenze purtroppo frequenti sul plesso sono stati fugati dall’accoglienza del preside e del personale che in modo cordiale hanno aiutato a disporre l’attrezzatura e ad impostare il lavoro sul posto. A riprese concluse, lo staff dell’Istituto si è reso disponibile per un’ulteriore conversazione, nella quale il gruppo ha spiegato in modo più preciso il tema dell’intervista, ringraziando per la collaborazione.

Dentro una scuola che affronta le difficoltà

“La scuola è l’Articolo 3, il luogo dove si possono appianare le differenze […]
Lo stereotipo è il punto di partenza […]
Non bisogna guardare la prestazione finale, ma il passaggio che la scuola permette di fare”

In queste parole e più approfonditamente nell’intervista intera, il Dirigente Scolastico, Gabriele Baroni, spiega come lui e il personale si impegnino per far valere il concetto costituzionale di istruzione, partendo da una situazione non facile, per consentire agli studenti di compiere il “passaggio” permesso dall’istituto. Perciò il suo obiettivo quotidiano è contribuire a rendere questo cammino il più formativo possibile assieme ai docenti e ai collaboratori scolastici.

Mai fermarsi alla prima impressione

L’esperienza ha insegnato che talora, dove si crede che ci sia una forma di disagio educativo e sociale, ci sono delle persone che lavorano sodo per migliorare la situazione. Spesso non ne parliamo perché ognuno di noi tende a pensare in modo estremamente superficiale, quasi non rendendoci conto che nulla è ben definito e chiaro alla prima impressione. Ragion per cui è fondamentale comprendere a fondo una situazione prima di giudicarla o parlare di come viene trattata. Incontrare il preside, i professori e gli alunni dell’Istituto Gaslini-Meucci è stata un’esperienza molto formativa e arricchente. Inoltre è stata di grande aiuto per capire che, anche se la Costituzione sembra essere considerata sempre meno, ci sia ancora chi si impegna sul serio per promuoverne il rispetto, anche indirettamente e in contesti impegnativi.

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA

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DIRITTI IN AZIONE | Art. 2 – Il diritto alla vita: la voce del primario Lorella Mazzarello sul territorio genovese

La culla per la vita e il rispetto dei diritti dell’uomo 

di Noa Braggio, Laura Grimaldi, Grazia Raito, Ludovica Zocchi, 2d.

Una bambina, un nome e la scelta della madre: è questo il caso della dottoressa Lorella Mazzarello, primario di pediatria dell’ospedale Villa Scassi di Genova, che ci ricorda l’importanza di parlare delle culle per la vita. Le culle per la vita tutelano i diritti inviolabili del neonato, promuovendo anche la solidarietà sociale attuando l’articolo 2 della Costituzione italiana che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo. L’articolo della Costituzione  è rilevante poiché oggi più che mai si tende a dimenticare il valore della dignità, del diritto e della solidarietà che sono elementi  importantissimi per il mantenimento della società. La scelta di intervistare Lorella Mazzarello è motivata dalla presenza della culla per la vita che a Genova è attiva solamente in due ospedali: Villa Scassi e Galliera. Abbiamo svolto l’intervista dopo che la dottoressa ci ha dato la sua disponibilità  e per questo la ringraziamo per il suo contributo e il suo tempo prezioso. 

▶️ Qui la nostra videointervista

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Meno abbandoni del previsto: i dati ci sorprendono

Grazie a questa intervista abbiamo potuto approfondire alcuni elementi importanti sul funzionamento e mantenimento delle culle per la vita. Attribuiamo grande importanza non solo al funzionamento e al mantenimento della culla ma anche a quello successivo ovvero il processo di affidamento del bambino e il senso di responsabilità che tutti i collaboratori sanitari offrono dal momento in cui il bambino viene accolto. Durante questa esperienza i dati che ci hanno maggiormente colpito sono stati  sicuramente quelli legati alla Culla per la vita, che ha registrato un unico ritrovamento avvenuto nel 2021. Inoltre, la dottoressa ci ha voluto raccontare un episodio che l’ha colpita particolarmente e che ha catturato la nostra attenzione ovvero un caso di una bambina trovata in  determinate circostanze: con sé  aveva  tutto ciò che le era stato dato dalla madre insieme a  un foglietto di carta in cui era segnato il suo nome che ovviamente i medici hanno mantenuto per il rispetto della madre. Non siamo solo rimaste colpite dalle parole della dottoressa ma ci siamo accorte anche che le nostre attese erano diverse rispetto a ciò che abbiamo scoperto nel corso di questa esperienza: ci aspettavamo infatti molti più abbandoni all’interno della culla. Abbiamo scoperto anche che molto spesso le mamme preferiscono partorire direttamente in ospedale in incognito se sanno di non potersi prendere cura del neonato.

Un gesto d’amore: comprendere la Culla per la vita 

Il principio costituzionale si ricollega al territorio grazie al lavoro che ogni giorno la dottoressa Lorella Mazzarello svolge, offrendo assistenza sanitaria a soggetti più fragili: i bambini. 

A seguito di questa esperienza abbiamo imparato non solo come funziona una culla per la vita ma anche il suo valore umano. Abbiamo compreso tramite le parole della dottoressa quanto sia importante questo servizio e soprattutto, come ha voluto specificare lei stessa, come questa scelta non debba  essere vista come un abbandono bensì come un gesto di amore incondizionato, la speranza di dare al proprio figlio un futuro migliore o semplicemente la possibilità di vivere, di vedere la bellezza di questo mondo, di provare emozioni, di innamorarsi e tutto quello che la vita ci regala ogni giorno. Tramite questa intervista, la nostra comprensione dell’articolo costituzionale è cambiata: non lo abbiamo visto solo come un principio teorico, ma lo abbiamo vissuto e osservato negli occhi della dottoressa Lorella Mazzarello, nella gioia con cui raccontava il proprio lavoro, nel modo in cui ci ha accolte e ci ha ringraziato di porre la nostra attenzione su questo tema.

Cosa rimane dopo l’intervista

Al termine dell’intervista, durante il viaggio di ritorno, abbiamo avuto la possibilità di riflettere su ciò che avevamo vissuto e  ci siamo poste nuove domande.

Qual è il futuro del bambino accolto nella culla per la vita?

Come affronterà un giorno la scelta della madre?

Come si combatte il giudizio di chi vede l’abbandono dove c’è invece amore?

e soprattutto: come si insegna a una società intera a fare lo stesso?

Non abbiamo risposte. Ma forse, per ora, bastano le domande.

Storia del Liceo Classico Andrea d’Oria di Genova

Il Liceo Classico Andrea D’Oria di Genova nacque nel 1623 con le Scuole Pie. Trasformato in Scuole Civiche durante la Rivoluzione Francese, divenne un’istituzione pubblica di prestigio…

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