a cura della redazione Acta Diurna,  classe 4B (Chiara Bottino, Giovanni Porceddu, Francesco Repetto)

Andare in gita in Sicilia significa vedere con i propri occhi, dal vivo, il teatro che si è studiato durante tutto l’anno. Significa vivere una giornata intera, per noi giovedì 21 maggio, fra il teatro di Palazzolo Acreide e quello di Siracusa, ad assistere a rappresentazioni realizzate con adattamenti da studenti di tutta Italia e ad una tragedia messa in scena da attori professionisti alla luce del tramonto di Siracusa.

A Palazzolo abbiamo assistito, oltre alla “Pace” di Aristofane dei nostri compagni, anche alle commedie di “Lisistrata” e “Le Nuvole” e la tragedia “Antigone” messe in scena dagli studenti di altre scuole provenienti da parti diverse d’Italia in occasione del Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani.  I ragazzi delle altre scuole hanno scelto diverse modalità di rappresentazione, scegliendo testi adattati o originali, rappresentando i personaggi tradizionalmente o in modalità corale, come hanno fatto i nostri compagni. Ecco che cosa ci ha detto Anna, una delle attrici:

“Come avete messo in scena la commedia?”

“Una professoressa incaricata di seguire il progetto ha tradotto il testo originale, al quale siamo rimasti fedeli solo con piccole variazioni per venire incontro alle caratteristiche di ognuno di noi. Le modifiche più grandi sono state l’eliminazione dei ruoli singoli e la divisione delle battute maschili e femminili.”

”Qual’è stato il momento più difficile?”

”Durante la messa in scena a Palazzolo abbiamo avuto delle difficoltà nella rappresentazione del momento che precedeva la pace, poiché prevedeva l’uso di corde che avremmo dovuto attorcigliare intorno a noi. Tuttavia siamo riusciti a non dare troppo a vedere il fatto che alcuni di noi si sono impigliati!”

”Cosa ti porti dietro da questa esperienza?”

”Nonostante l’esperienza a tratti si sia rivelata molto pesante, poiché coincidente con i numerosi impegni scolastici, sono contenta di aver fatto questo viaggio sia per l’esperienza formativa sia perché non è cosa da tutti i giorni recitare in un vero teatro greco!”

La sera dello stesso giorno le classi si sono dirette al teatro greco di Siracusa, all’interno del parco archeologico della Neapolis, per assistere alla messa in scena di Alcesti di Euripide, diretta da Filippo Dini.

Siamo arrivati nell’isola in traghetto, a Palermo, da cui in pullman ci siamo diretti ad Agrigento. Mercoledì 20 maggio abbiamo visitato al mattino la Valle dei Templi e nel pomeriggio la città di Noto. In entrambi i luoghi abbiamo partecipato ad una visita guidata. Prima di trasferirci nella struttura di pernottamento abbiamo avuto un po’ di tempo libero da passare a Noto, cuore del barocco siciliano.

Venerdì 22, prima di tornare a Palermo per imbarcarci sul traghetto, abbiamo avuto modo di visitare Taormina in autonomia, dall’ora di pranzo sino al pomeriggio. Alcuni di noi hanno scelto di entrare nella splendida cornice del teatro greco, posto nel punto più alto della cittadella, da cui si può godere insieme della vista dell’Etna e del Mediterraneo. In realtà in età romana il teatro ha perso la propria autenticità greca, a causa dell’aggiunta della scena dietro il palcoscenico.

Il viaggio ha dimostrato il valore più autentico del liceo classico. Vedere i testi di Aristofane o Euripide uscire dalle versioni pomeridiane per riprendere la loro funzione originaria — quella di parlare a una comunità riunita in un teatro — ha dato un senso concreto a mesi di studio formale. Il viaggio si chiude così non come una semplice parentesi di svago, ma come la naturale prosecuzione delle ore passate sui banchi, dimostrandosi come uno dei momenti più stimolanti e emozionanti di tutti i cinque anni.