La scuola fa notizia ha chiuso i battenti, ma il lavoro dei nostri studenti non è andato perduto

L’archivio recuperato degli articoli pubblicati dal 2018 al 2025 su “La scuola fa notizia” trova spazio nella Redazione del D’Oria.

Per sette anni, le voci del Liceo Classico Andrea D’Oria hanno trovato spazio sulle pagine di Lascuolafanotizia.it, la piattaforma editoriale nata dalla collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito  e l’Agenzia di Stampa DIRE per promuovere il giornalismo scolastico in Italia. Dal 2018 al 2025, studentesse e studenti dell’indirizzo umanistico si sono cimentati con articoli, reportage e approfondimenti, imparando sul campo il mestiere della scrittura giornalistica e della comunicazione digitale, con il prezioso supporto di giornalisti e docenti.

I primi articoli della Redazione del D’Oria quando nel 2018 ci fu il crollo del ponte Morandi.

Un patrimonio costruito anno dopo anno, notizia dopo notizia.

Quando il Ministero ha cessato di sostenere l’iniziativa e l’Agenzia DIRE ha deciso di chiudere il canale, quei testi, quelle idee, quella memoria hanno rischiato di svanire per sempre. La chiusura è stata improvvisa: nessun preavviso e nessun tempo per organizzare un salvataggio ordinato. Eppure non ci siamo arresi. È stato proprio grazie alla collaborazione con l’Agenzia DIRE che – rivelatasi determinante anche dopo la chiusura – siamo riusciti a ottenere un backup pressoché integrale dei contenuti: tutti i testi sono stati recuperati insieme a un buon numero di immagini.

Nel frattempo, a gennaio abbiamo dato vita su questa piattaforma alla sezione dedicata alla Redazione del D’Oria: un nuovo spazio in cui le studentesse e gli studenti dell’indirizzo umanistico possono continuare a scrivere, raccontare e misurarsi con il giornalismo, esattamente come hanno sempre fatto. Un luogo che guarda avanti, ma che non dimentica da dove viene. Ed è proprio qui che oggi annunciamo con soddisfazione la disponibilità dell’archivio completo dei testi prodotti dalla redazione tra il 2018 e il 2025: oltre 700 articoli da rileggere, riscoprire e da cui ripartire, tutti accessibili su Agoraliceodoria.it.

La scuola fa notizia è stata molto più di un progetto didattico: è stata una palestra in cui imparare a guardare il mondo con occhi critici, a scegliere le parole con cura, a capire che informare è un atto di responsabilità. Chiuderla è stata una perdita reale. Conservarne la memoria per continuare da dove ci siamo fermati è il modo migliore per onorare chi ci ha lavorato.

La Redazione di Agoraliceodoria.it

NOI MARE. I segreti del grande navigatore Cristoforo Colombo svelati al Galata

La nuova sezione del Museo del Mare di Genova rivela dettagli e curiosità sul famoso navigatore ligure

di Leonardo Scarrone, 1B

Nella giornata di venerdì 5 Dicembre 2025 al Museo del Mare Galata è stata inaugurata una nuova sezione dedicata a Cristoforo Colombo. L’esposizione racchiude in un’unica grande sala numerosi cimeli, fonti e innovativi strumenti per scoprire e approfondire la storia di Colombo e l’enorme impatto che le sue scoperte hanno avuto per il mondo.

L’esposizione può essere suddivisa in due parti: le riproduzioni ed i reperti storici. All’interno della mostra sono presenti diverse accurate riproduzioni inerenti le spedizioni di Colombo: tra tutti spiccano quelle delle tre caravelle, la Nina, la Pinta e la Santa Maria, ricreate fedelmente in miniatura e accompagnate da brevi descrizioni che aiutano a capirne la storia in maniera più dettagliata.

Ma possiamo trovare anche altre riproduzioni, come i diversi tipi di prodotti alimentari che vennero scoperti durante le spedizioni e, successivamente importati, come pomodori, cacao, mais e tuberi.

Per quanto riguarda invece i reperti e i cimeli relativi al famoso navigatore genovese, la sezione del museo è dimora di alcuni tra i più famosi e preziosi conosciuti, tra questi spicca il ritratto di Cristoforo Colombo di Ridolfo Ghirlandaio (1520 circa)  protetto, proprio per il suo valore immenso, da una teca in vetro anti-proiettile.

Un altro eccezionale reperto è l’ampolla contenente le ceneri di Colombo, creata da un anonimo artigiano genovese, molto tempo dopo la sua morte. Infatti, sebbene Colombo sia morto il 20 maggio del 1506, il suo corpo venne trasferito successivamente da Valladolid a Siviglia, per poi passare da Santo Domingo e Cuba per essere sepolto “definitivamente” in Spagna. Ma nel 1877 il nunzio di Santo Domingo, aprendo il sarcofago dove un tempo era seppellito lo storico navigatore, scoprì che il corpo era ancora lì, e che i resti spostati prima a Cuba e poi a Siviglia erano del figlio, Diego Colombo.

Un altro cimelio di rilievo che possiamo trovare è il Codice dei privilegi di Cristoforo Colombo. Prodotto nel 1502 da un copista della corte spagnola, contiene i privilegi concessi a Colombo dai reali di Castiglia e Aragona sulle terre scoperte. Di questo libro esistono in tutto quattro copie: una venne affidata al convento di Las Cuevas di Siviglia, un’altra al suo procuratore a Santo Domingo, mentre le altre due copie vennero affidate all’ambasciatore genovese in Spagna, Nicolò Oderico, affinché le portasse a Genova e le affidasse al Banco di San Giorgio. Mentre i primi due volumi andarono dispersi (ne rimane solo un estratto a Providence, negli USA), le due copie genovesi furono rubate dagli emissari napoleonici: una è rimasta a Parigi, mentre la seconda è conservata alla Biblioteca Berio a Genova. 

L’esposizione permette di conoscere il navigatore e le sue imprese, ma anche gli strumenti e le tecniche disponibili al tempo che gli permisero le sue scoperte in un percorso approfondito che cattura l’interesse del visitatore.

Questa nuova sezione impreziosisce la già ricca offerta del Museo Galata, il più grande museo marittimo dell’area del Mediterraneo, che è diventato negli anni meta di migliaia di visitatori.