Fridays for Future

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Il 15 marzo anche a Genova lo sciopero scolastico per il clima

Di Francesco Ricci 1 b.

Venerdi 15 marzo si svolgera in tutto il mondo la manifestazione Fridays for Future, organizzata da un movimento giovanile ambientalista , non legato ad alcuna corrente politica, che trae ispirazione dalla giovane  Greta Thunberg, ragazzina svedese di soli 15 anni , attivista ecologista. Questa ragazza, che ha solo un anno piu di me, mi ha molto colpito, con la sua determinazione davanti ai politici e alle persone importanti, davanti a tutto il mondo, per la sicurezza con cui ha parlato.

Greta è stata testimone nel suo paese di terribili incendi che hanno distrutto molte foreste cosi ha deciso di scioperare ogni venerdi, con un cartello appeso al collo, con scritto “sciopero della scuola per il clima”.  La manifestazione si terrà anche a Genova, oltre che in altre 54 citta italiane: l’appuntamento  è in piazza De Ferrari alle ore 9:30.

Altro che Black Friday, shopping e sconti! Questi sono i “Fridays for future. Una ragazzina fa vergognare i grandi della terra.[btx_image image_id=”35330″ link=”/” position=”center”][/btx_image]

Classicisti sì, classisti no

di Giulia Zambrano

Il 22 febbraio per le strade del centro di Genova ha sfilato una manifestazione contro tutte le discriminazioni. Hanno partecipato tanti alunni del liceo classico Andrea D’Oria per dire no ai pregiudizi e ribadire l’importanza dell’articolo 3 della costituzione. Il corteo è partito da piazza della Vittoria al termine delle lezioni e si è snodato fino a piazza de Ferrari. Molti alunni erano attrezzati di manifesti contro le discriminazioni e bandiere. “Homo sum. Humani nihil a me alieno puto”, “D’Oria: in varietate concordia” “Classicisti sì, classisti mai!”: questi gli slogan scanditi e sbandierati dal corteo.
La protesta è stata voluta con forza dagli studenti e ciò è significativo: le discriminazioni sono sempre molto diffuse e non è giusto. Le critiche, ancora oggi, possono colpire qualunque aspetto, dal colore della pelle all’orientamento sessuale, dall’appartenenza ad una cultura diversa all’aspetto fisico o alla posizione economica.
Anche gli studenti di questo liceo vengono a volte giudicati, per il fatto di studiare in una scuola che qualcuno definisce classista.
La partecipazione al raduno è stata molto allegra e festosa, ma sarebbe stato meglio se ci fossero stati tutti, compresi gli insegnanti, per gridare tutti insieme: “Classicisti sì, classisti mai!”

 

Fulvio Roiter al Palazzo Ducale: perché avvicinare i giovani alla fotografia

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

[/btx_image][btx_image image_id=”34933″ link=”/” position=”center”][/btx_image][btx_image image_id=”34934″ link=”/” position=”center”][/btx_image]Di Francesco Ricci

Sono stato di recente a vedere una mostra fotografica al Palazzo Ducale di Genova. La mostra è dedicata a Fulvio Roiter, fotografo veneto scomparso nel 2007.

Mi ha colpito anzitutto la sua storia, come abbia intrapreso seriamente la carriera di fotografo partendo per la Sicilia con pochi soldi in tasca, vaggiando con mezzi di fortuna, chiedendo al padre di dargli un ultima possibilita, poiché egli voleva che facesse il tecnico chimico. Questo mi ha molto colpito. Poi mi hanno colpito  i suoi scatti.[btx_image image_id=”34931″ link=”/” position=”center”][/btx_image]

Fulvio Roiter ė diventato un fotografo italiano di fama internazionale, conosciuto soprattutto per l’uso della luce nelle sue foto in bianco e nero. Le foto di maggiore impatto  sono quelle dei minatori siciliani, ma anche quelle scattate a Venezia. Ho osservato attraverso le sue fotografie  luoghi che avevo gia visitato,  e li ho guardati da un diverso punto di vista.

La fotografia secondo me è una forma di arte piu moderna ed immediata, molto comunicativa, soprattutto per noi giovani. In un attimo puoi raccontare una storia e comunicarla velocemente agli altri. Sarebbe bello se nelle scuole fossero proposti dei corsi e concorsi di fotografia a noi studenti: la fotografia aiuta ad approfondire il nostro punto di osservazione e guardare le cose con piu attenzione.

A palazzo Ducale fino al 10 marzo Paganini e Jimi Hendrix: due figure iconiche in contrasto

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

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Niccolò Paganini, nato a Genova nel 1782, dopo 4 anni di carriera lasciò l’orchestra per un lavoro individuale. Voleva essere un impresario di se stesso come solista. Le sue capacità lo portarono a raggiungere la perfezione. L’artista non ripeteva i suoi spettacoli perché credeva nel valore dell’improvvisazione.
Hendrix, nato a Seattle nel 1942 divenne il più grande chitarrista elettrico di tutti tempi. Dopo la prima tappa di un tour infuocò e distrusse la propria chitarra. Il sacrificio della chitarra alla fine di ogni suo concerto diventerà la sua firma.
A Genova fino al 10 marzo sarà possibile visitare a Palazzo Ducale la mostra “Paganini rockstar“. L’intento della mostra è quello di mettere a paragone due artisti così  in contrasto. Due universi molto distanti fra loro e il cui intreccio è quasi impossibile da immaginare se non fossero state entrambe due figure iconiche, di virtuosi in dialogo con il loro pubblico.
Consiglio vivamente di fare un salto a questa incredibile mostra che – attraverso filmati, immagini, articoli, quadri, mostra la vita dei due artisti e offre anche la possibilità di suonare una chitarra elettrica e un violino.
Tra i visitatori della mostra vi sono stati molti  studenti, a cui è piaciuta molto questa esperienza.

Affrettatevi, perchè la mostra chiuderà il 10 marzo! [btx_gallery images=”35494,35493,35492,35491,35490,35489,35488,35496,35497,35496,35497″ style=”carousel”]Insert gallery caption[/btx_gallery]

Safer Internet Day 2019. Contro il cyberbullismo.

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

[btx_image image_id=”33619″ link=”/” position=”center”][/btx_image]Gioie e dolori dell’amicizia online: ne parlano i Mates

di Alice Vassallo

In occasione della 16° edizione del Safer Internet Day (SID) , svoltasi a Milano e dedicata a Carolina Picchio, il fenomeno ‘Internet’ è stato affrontato attraverso la disamina di sei punti fondamentali: la relazione tra il web e lo studio e l’informazione, le passioni, l’identità digitale, l’amicizia, la massificazione e con relazioni familiari.

Novità di quest’anno è l’alleanza tra il Ministero dell’Istruzione e quello delle Politiche per la Famiglia, finalizzata a sensibilizzare tutti sia sull’uso consapevole della rete che sul ruolo attivo e responsabile di ognuno di noi per creare un internet sicuro e positivo.

I sei temi sono state illustrati da diversi personaggi appartenenti al mondo delle istituzioni, come il ministro Marco Bussetti, il Garante per l’infanzia Filomena Albano, il direttore della Polizia postale Nunzia Ciardi, da esperti e professionisti come Daniele Grassucci, fondatore del sito skuola.net, Marta Nicoletti dell’Agenzia di stampa Dire, l’avvocato Giuliano De Luca, espero in cybersecurity. Erano presenti anche alcuni dei Creators più conosciuti sul web: LaSabriGamer, Jack Nobile, Giulia Penna, Favij e i Mates; Vegas, St3pny, Surreal Power e Anima, ognuno dei quali ha raccontato la propria esperienza “from zero to hero”.

Il punto che forse ha colpito maggiormente i giovani è stato quello che approfondiva la relazione tra Internet e l’amicizia. Non a caso era il tema affrontato da due membri dei Mates, un gruppo di influencer molto conosciuti in Italia. “Quattro normalissimi amici, quattro persone di età diverse, di città diverse, tutti uniti dalla passione per i videogiochi e che si sono incontrate per la prima volta in quello spazio che è di tutti noi e al tempo stesso non appartiene a nessuno: il web.” E’ la storia raccontata da “Veri amici”, il libro che li vede come protagonisti e che racconta la loro storia, dall’inizio di una semplice amicizia “virtuale” al consolidamento del loro rapporto divenuto reale e profondo che ha portato a creare il progetto Mates, a vivere insieme e soprattutto ad instaurare un’amicizia vera che esiste da ben cinque anni.

Gli aspetti negativi e i rischi legati allo stringere rapporti online – come dimostrato dai dati allarmanti della polizia postale – sono numerosissimi, dal possibile allontanamento dalla vita reale, come gli hikikomori che si ritirano in un proprio mondo virtuale, agli account fake usati per adescare ragazzini minorenni o per organizzare truffe.

Ma i Mates hanno voluto raccontare la loro storia per farci comprendere appieno anche gli aspetti positivi di un’amicizia nata sul web, sperimentata sulla propria pelle.

Perché il web – se usato con consapevolezza – è un’opportunità straordinaria anche per l’amicizia.

Klaus, Giulia Penna e Giuseppe Vegas al Safer Internet Day.

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

[btx_image image_id=”33564″ link=”/” position=”center”]“Il lato positivo del web: ecco come una passione diventa un lavoro”

di Alessia Gerini

La novità della sedicesima edizione del Safer Internet Day, che ha avuto luogo a Milano ieri, 5 febbraio 2019, è contenuta proprio nel pay off dell’evento: “Together for a better internet”.

Infatti quest’anno il Ministero dell’Istruzione e Generazioni Connesse sono stati affiancati dal Ministero per la famiglia, con un’alleanza che simboleggia quella tra scuola e famiglia, per creare una rete che accompagna i ragazzi, con il supporto degli adulti, ad un uso più consapevole di internet.

L’evento è stato dedicato a Carolina Picchio, vittima di cyberbullismo diventata simbolo di questo fenomeno.

Durante il corso della mattinata sono stati invitati a salire sul palco molto ospiti, tutti legati al mondo di internet per professione o per passione, che hanno evidenziato i rischi che si corrono sul web.

Ma si è anche discusso del lato positivo di internet che, usato in modo consapevole, può essere un mezzo per esprimere se stessi, addirittura una professione. Lo è per molte persone come la cantante e youtuber Giulia Penna, che ha trasformato le sue passioni in un vero e proprio lavoro. “Creo contenuti tutti i giorni, foto, video creativi, prendo anche lezioni di canto e di chitarra -spiega Giulia- in seguito sul web condivido il prodotto finito di tutto quello che faccio. Intrattengo le persone, cerco di farle divertire.”

Giulia, grazie al web, ha trovato il modo per mostrare il suo talento. “Sul web parlo attraverso la mia musica, tutto questo con responsabilità.”

Un sondaggio rivela come i ragazzi considerano youtubers e creators: a giudicare dalle risposte si tratta di un argomento abbastanza divisivo. Circa 1/3 del campione li considera come dei modelli da seguire, il 12% non ritiene che il loro sia un lavoro, mentre il 13% vede in loro un modello per una futura carriera.

“Quest’ultimo dato è molto positivo perché rappresenta uno degli usi possibili della rete.” spiega Daniele Grassucci, creatore del seguitissimo sito skuola.net che aggiunge: “Questo successo non è casuale, infatti dietro ad ogni youtuber c’è un grande lavoro, che spesso viene ignorato.”

Giuseppe Vegas, noto youtuber membro dei Mates, un gruppo molto famoso fra i giovanissimi, così come Giulia e i suoi colleghi, è riuscito a fondere la sua passione per i video e l’intrattenimento con il lavoro.

Occorre avere talento e passione, così come per ogni lavoro – dichiara Vegas – occorrono anche moltissime ore da dedicare a imparare, magari proprio grazie allo stesso web per diventare più esperti nel settore. Bisogna rimanere sempre informati per far sì che i tuoi contenuti siano in linea con gli argomenti che i ragazzi vogliono sentire.” Vegas inoltre spiega che per editare un video servono molte ore di lavoro.

Per noi creator essere video maker è solo una parte del lavoro. Chi fa il creator ha l’idea, la mette in pratica, filmandola con i propri mezzi, esprime un concetto e infine pubblica il video, ideando anche la strategia di marketing” chiarisce Giuseppe, spiegando le varie fasi della creazione dei video.

Il mondo di Youtube è molto cambiato in questi anni. Sintetizza Vegas: “In principio non era così complicato, girare video e postarli era solo un semplice hobby. Ora è diventato un vero e proprio lavoro. Io come creator spendo dalle sei alle dieci ore al giorno per curare i miei contenuti e il progetto Mates.”

È bello sapere che ci sono persone che ci ritengono un modello da seguire, anche se i modelli vanno “presi con le pinze”, soprattutto dai genitori. Dovrebbero controllare quali contenuti e quali video il figlio stia guardando per evitare che segua modelli sbagliati” conclude Vegas.

Anche Tudor Laurini, in arte Klaus, condivide le sue tante passioni sul web, e grazie all’amplificazione della rete, come nel caso di Giulia e Giuseppe, le ha trasformate in un lavoro.

YouTube per me è stato un diario dove ho raccontato, attraverso i video, la storia della mia adolescenza e dove tutt’ora continuo a scrivere la mia vita.”

Attraverso i video da lui realizzati, Klaus condivide il suo amore per lo sport e per i viaggi, nella speranza di trasmettere queste sue passioni ai giovani, invitandoli ad abbandonare un po’ la vita virtuale per concentrarsi su quella reale, vivendo esperienze bellissime e coltivando passioni.

Trovate un obbiettivo e raggiungetelo -si rivolge ai ragazzi- farete tanti sacrifici, ma poi sarete felici.”

Ricordate che questo è stato. Conoscere il passato per comprendere il presente.

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

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Il commento della Preside, Maria Aurelia Viotti

Nella  mattina di venerdì 25 gennaio si è tenuta al liceo classico Andrea D’Oria una conferenza sulle leggi razziali, meglio definibili, secondo la relatrice Alessandra Jarach, come “leggi  razziste”, a causa della loro intolleranza verso determinate etnie o religioni.

La conferenza è stata organizzata da Virginia Monteverde, nell’ambito di un più ampio programma di eventi realizzato per il Giorno della Memoria, per far sì che il ricordo resti vivo nelle menti dei giovani. A Palazzo Ducale a Genova è stata infatti inaugurata il 24 gennaio la mostra ” Segrete”, allestita nella Torre Grimaldina, che espone opere di artisti contemporanei ispirate al tema della Shoah.

Negli stessi locali è possibile visitare una mostra legata alla resistenza opposta dai partigiani, ragazzi che già a 14 anni combattevano per quella che rappresnetava per loro la giusta causa.

Abbiamo chiesto alla Preside, Maria Aurelia Viotti, un commento sull’iniziativa

Perchè ha voluto portare questo evento a scuola?
Ho pensato di ospitare questo incontro, facendovi partecipare le quarte e le quinte,  sia perché la ricorrenza del giorno della memoria è a breve, sia perché trovo sia importante che i giovani conoscano il passato e i fatti più recenti non solo attraverso i libri di scuola, ma anche ascoltando testimonianze dirette, provando a capire i sentimenti di chi ha vissuto quegli eventi. In modo tale da comprendere il presente sulla base di ciò che è stato, del passato.

Nel suo discorso introduttivo che ha detto che “senza memoria non c’è futuro”. In che senso secondo lei è vero?
Per avere un futuro da persone consapevoli non si può non ricordare quello che è stato, non si può non avere una consapevolezza del passato.

Ha mai parlato con un testimone, con qualcuno che è stato vittima della guerra o della deportazione?
Ho parlato con un signore che è morto da pochi anni che mi ha raccontato la sua prigionia. Una cosa interessante che mi ha detto sono stati i motivi che lo hanno tenuto in vita: il primo è il ricordo del figlio piccolo ed il secondo è la solidarietà alla quale i prigionieri si “tenevano aggrappati” durante la prigionia.

Si dice che dalla storia si impara, eppure molti errori si ripetono. Cosa ne pensa?
Partendo dal presupposto che l’uomo ha le sue aspirazioni, i suoi conflitti, le sue crudeltà, giungo alla conclusione che in forme diverse è normale che la storia si ripeta.

La differenza si può fare ogni giorno, non voltandosi dall’altra parte.

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

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di Alice Mosca e Anna Sartini

Venerdì 25 gennaio l’Aula Magna del Liceo Classico Andrea D’Oria ha ospitato un incontro sulle Leggi razziali del 1938, un’occasione di riflessione, a distanza di 80 anni dall’emanazione del Regio decreto con cui si sanciva la discriminazione di migliaia di italiani in base alla loro religione.

Ma l’intervento iniziale della conferenza ha riguardato la Resistenza.  La prima a parlare infatti stata Antonella Cinelli, che si è interessata alla vita dei partigiani, utilizzando la pittura come strumento di indagine  storica. Antonella infatti dipinge e raffigura nei propri quadri i partigiani, dopo averli conosciuti e aver parlato con loro.

Essi – che adesso sono anziani – avevano quasi tutti tra i 14 e i 19 anni e un nome in codice.  Come Condor, un ragazzo di diciassette anni che sminava a mani nude gli esplosivi nei canali, immergendosi nell’acqua gelida in pieno inverno, e aiutava le famiglie ebree a raggiungere  le loro case e i paradadutisti alleati dispersi a ritrovare la strada nelle Valli del Comacchio allagate. O come Gildo, che decise di entrare nei partigiani dopo aver visto morire atrocemente il padre, che i fascisti avevano costretto a bere olio di macchine. O come Gina, che già a 18 anni sapeva dattilografare e che batteva a macchina tutti i proclami partigiani, avvolta in un tappeto, in una stanza foderata di tappeti per non farsi sentire dai vicini… e che verrà poi denunciata, torturata e deportata.

Ha preso poi la parola Alessandra Jarach, responsabile del Memoriale della Shoah,  che ha ricordato come – secondo Raul Hilberg, autore di un’opera fondamentale per la compresione della Shoah, “La distruzione degli Ebrei d’Europa”,  il genocidio è stato scientificamente perseguito, a partire dalla Conferenza di Wannsee del 1942, secondo un percorso progressivo sintetizzabile in tre fasi: separazione tra gli ebrei e i tedeschi e cancellazione dei diritti (lavoro, scuola, studio…), espulsione (gli ebrei dovevano allontanarsi dalla Germania) e infine eliminazione.

Intere famiglie ebree venivano deportate nei campi di concentramento da ogni nazione d’Europa, uomini e donne venivano rasati, indossavano lo stesso indumento. L’omologazione così perseguita  precedeva l’insulto finale: il loro nome veniva sostituito con un numero, in questo modo perdevano la loro identità, venivano fatti schiavi, uccisi nelle camere a gas, successivamente  i loro corpi venivano bruciati.  Il processo di annientamento era a questo punto completo.

Ma il progetto di eliminazione della cultura ebraica europea, nonostante i morti siano stati 6,5 milioni su 11 milioni è fallito. Anche grazie a chi – come i “Giusti delle nazioni”, che hanno messo a rischio la propria vita per salvare anche solo un’altra vita o come gli uomini della Resistenza – ha scelto di non girarsi dall’altra parte.

Ognuno di noi può fare la differenza, ogni giorno. Anche oggi.

Non dobbiamo commettere gli errori del passato e ricordare che siamo tutti uguali.

Notte nazionale dei licei classici:la 3F racconta Andrea D’Oria

L’11 gennaio 2019, il liceo classico Andrea D’Oria di Genova, in contemporanea con oltre 430 licei classici in tutta Italia, in occasione della notte nazionale dei licei classici ha aperto le sue porte al pubblico, offrendo una vasta varietà di progetti realizzati dagli studenti e dai docenti.
La classe 3F ha realizzato uno spettacolo riguardante la vita di Andrea D’Oria raccontata dal punto di vista dei suoi due animali domestici ai quali l’uomo era estremamente affezionato, il cane Roldano è il gatto Dragut.
La recita si apre con la personificazione di Palazzo Principe, che racconta di come il sontuoso palazzo è stato costruito e di come nel tempo è cambiato. Il palazzo, descrivendo le parti più importante dell’edificio, arriva a parlare dei tre quadri custoditi nella sala del trono, raffiguranti i due animali, introducendone lo sketch.
Roldano e Dragut, discutendo su a quale di loro Andrea D’Oria fosse più affezionato, narrano la storia del padrone.
Leonardo Gardella, studente della 3F che durante lo spettacolo ha interpretato Palazzo del Principe, racconta di questa esperienza e di come lui e i suoi compagni hanno organizzato questo progetto.

Ti è piaciuto interpretare questo ruolo?
Sì, molto. La professoressa ci ha proposto molti ruoli all’inizio, ma io mi sono offerto subito di interpretare Palazzo del Principe.

Di chi è stata l’idea di realizzare questo spettacolo?
L’idea è stata della professoressa Bottazzi, in seguito noi abbiamo cercato delle informazioni riguardanti Palazzo del Principe e Andrea D’Oria, così è nato il progetto.

Avete visitato Palazzo del Principe?
Sì, lo abbiamo visitato qualche settimana dopo la nascita di questa idea. Aver visitato il palazzo e aver visto i quadri di Roldano e Dragut è stato fondamentale per scrivere la storia che volevamo raccontare.

Chi ha scritto le battute dei personaggi?
I copioni sono stati scritti interamente da noi, così come la stesura della storia. Ognuno ha scritto le battute per il proprio personaggio è in seguito, mettendo insieme i vari pezzi, abbiamo strutturato lo spettacolo.

di Alessia Gerini, Arianna Brandi, Elena Dellacasa e Alice Vassallo

Notte nazionale dei Licei Classici: la 3F recita “Parliamo di teatro”

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

       

 

L’11 Gennaio 2019, in occasione della Notte Nazionale dei Licei Classici, la classe 3F del Liceo Classico Andrea d’Oria di Genova ha messo in scena uno spettacolo basato sul dibattito tra personaggi di tragedie greche molto noti. Fra questi troviamo Antigone e Ismene, ma anche i due grandi filosofi Platone e Aristotele, per i quali è stato preso spunto da alcune loro opere, in particolare dalla “Repubblica” di Platone e dalla “Poetica” di Aristotele.

Isabella Loi, Elisabetta Roncaralo e Marianna Rao, tre studentesse che hanno preso parte al progetto, ci svelano alcune curiosità.

“Parliamo di teatro”, è questo il titolo dello spettacolo, giusto?

Marianna: Sì, esattamente

Perché questa scelta?

Marianna Rao: A noi piace la tragedia, anche perché siamo nella sezione dell’artistico-espressivo, quindi non poteva essere diversamente. Volevamo fare qualcosa, partendo dalla nostra passione, che mettesse in evidenza le caratteristiche e i vari talenti di ognuno. La professoressa Terrana, che ha iniziato il progetto con noi ci ha poi però dovuto un po’ “abbandonare”, perché si è concentrata sulla classe 2F. Siamo comunque stati aiutati dalla professoressa Bottazzi nella scelta delle tragedie, ma soprattutto nella traduzione di queste ultime, e dalla professoressa Capra che ha scritto il dialogo, traendolo dalle opere dei due filosofi. Con la professoressa Capra abbiamo intrapreso uno studio approfondito sulla tragedia, in particolare dal libro I de “La repubblica” di Platone e da passi  della “Poetica” di Aristotele, soffermandoci sui diversi punti di vista dei due filosofi.

Com’è stata per voi questa esperienza?

Isabella Loi: E’ stata molto stimolante perché abbiamo lavorato tutti insieme, cosa che in una classe non è facile soprattutto se si è in tanti, e noi siamo in trenta, ma ci siamo comunque divertiti. Abbiamo cominciato a preparare questo lavoro già a settembre-ottobre, praticamente all’inizio della scuola.

Quale messaggio volete trasmettere ai nuovi studenti? 

Elisabetta: Vogliamo trasmettere il messaggio che la cultura classica è molto importante per noi e che desideriamo diffonderla e farla conoscere anche alle persone che magari non la conoscono così a fondo perché ci puo’ dare degli insegnamenti validi per la vita di tutti i giorni ancora oggi.

di Alessia Gerini, Arianna Brandi, Elena Dellacasa e Alice Vassallo

 

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