Un pacco di pasta può salvare una vita?

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Jacopo Di Leo

L’associazione Music For Peace è un’associazione di volontariato non a scopo di lucro formatasi per aiutare i deboli e gli oppressi.
La sua unica sede è a Genova sampierdarena, in via Balleidyer, dove tutti i weekend raccoglie cibo, medicine, materiale scolastico, giocattoli, giochi elettronici e beni di prima necessità che periodicamente dona alle popolazioni del mondo in difficoltà, ma anche a famiglie italiane, in casi di emergenza, come è accaduto ad esempio per le popolazioni terremotate. A Genova i pacchi di Music for Peace aiutano ogni settimana circa duecento famiglie di “nuovi poveri”  in difficoltà.

La filosofia di “Music for peace” è proprio questa: non chiedere un contributo in denaro, ma piuttosto un pacco di pasta, una confezione di tonno, giocattoli, quaderni… anche per costringere chi dona a pensare al reale valore del suo gesto, per dare concretezza al rapporto di solidarietà che si instaura.

Anche gli studenti – che ogni giorno numerosi visitano la sede genovese di Music for peace – sono invitati a portare un piccolo dono, un pacco di zucchero, di farina, di biscotti… che poi collaboreranno a impacchettare e confezionare in “pacchi” personalizzati con messaggi e scritte, che verranno posizionati nei container, pronti per essere consegnati a chi ne ha più bisogno.

Con un pacco da 20 kg  di generi alimentari non deperibili una famiglia palestinese va avanti anche per un mese. Forse un pacco di pasta o di zucchero non salverà una vita, ma porterà affetto e solidarietà, aiuterà a dare speranza.

I beni vengono trasportati tramite container non più in uso, destinati ad un ultimo viaggio e poi – spesso – ad una nuova vita. “Alcuni container- spiega infatti Raffaella Lariccia, volontaria a tempo pieno per l’Associazione – sono diventati magazzini, spartane abitazioni, o addirittura …scuole!” Le forniture  di cibo, giocattoli e materiale didattico vengono consegnate direttamente dai volontari alle famiglie indicate dagli enti locali come più bisognose   e le medicine direttamente agli ospedali.
Le missioni più importanti  di “Music for peace” negli ultimi anni hanno raggiunto dal 2008 la Striscia di Gaza, dove sono tuttora l’unica associazione con il permesso di entrare, il Nord Sudan, la Bosnia (dove è stata svolta la prima missione).
L’obiettivo di tutte le missioni è anche quello di far arrivare i diritti fondamentali dell’uomo in posti in cui non sono ancora presenti, come ad esempio a Gaza, dove anche i pochi bambini che vanno a scuola possono essere obiettivo di bombardamenti.  Ma mirare ai bambini significa uccidere il futuro di un paese.
E’ anche per sensibilizzare i più giovani alla solidarietà, alla pace e all’accoglienza che è nato il “Che Festival”, l’evento musicale che a giugno vedrà  susseguirsi sul palco di via Ballaydier concerti e spettacoli serali di famosi artisti e quest’anno anche tornei sportivi. Il costo del biglietto?

Un pacco di pasta, o di zucchero…

Le problematiche di un mondo digitale: il cyberbullismo

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

[btx_image image_id=”36904″ link=”/” position=”center”][/btx_image]di Chiara Zuanazzi

I social media e in particolare i social network sono da tempo sotto accusa. L’utilizzo scorretto delle nuove tecnologie è infatti all’origine di nuovi problemi.

Che cosa è il cyberbullismo

Il problema all’ordine del giorno è il cyberbullismo, ovvero una forma di prevaricazione mirata su una persona (o più raramente un gruppo) ritenuta più debole. Tale comportamento ha come scopo quello di danneggiare la vittima.

A tutti gli effetti questi fenomeno è una questione sociale e porta, nel soggetto indifeso, una serie di mutamenti nei propri comportamenti abituali poiché si verifica un’oppressione in primo luogo di tipo psicologico e, talvolta, anche fisico. La vita della vittima cambia radicalmente, a partire da un ritiro più o meno totale dalle relazioni, i suoi sentimenti diventano cupi e solitamente il rendimento scolastico muta negativamente.

Questo “bullismo digitale” è molto più difficile da trattare rispetto ad un atto puramente fisico poichè non lascia segni visibili e soprattutto perchè il bullo adotta particolari strategie che proteggono la sua identità, quali la creazione di uno pseudonimo, l’assenza di contatto diretto e la creazione di profili fake.

Come riconoscerlo:

E’ bene quindi saper riconoscere questo fenomeno che solitamente ha caratteristiche ben identificabili come, ad esempio, il suo sviluppo in età pre o adolescenziale e unicamente tra coetanei (o tra soggetti con poca differenza di età), la sua massima espansione all’interno dell’ambiente scolastico, l’utilizzo di un linguaggio offensivo nei confronti del soggetto oppresso e talvolta, la diffusione di immagini o video che ritraggono quest’ultimo in momenti imbarazzanti o durante uno scontro diretto tra lui e il bullo.

Tanti tipi di cyberbullismo:

Purtroppo a causa dell’espansione continua negli anni dei social insieme alle piattaforme web, non si può più definire il fenomeno con un solo nome, perchè ormai esistono ben otto tipologie nettamente suddivise di cyberbullismo, ovvero: flaming l’invio di messaggi violenti con lo scopo di creare uno scontro verbale, harassment ripetuto invio di messaggi con obbiettivo di ferire la persona, denigration che punta specialmente a danneggiare la dignità di qualcuno, impersonation ovvero spacciarsi per qualcuno che non si è per poter inviare in sicurezza contenuti poco piacevoli, exposure che implica la diffusione di contenuti e informazioni riservati, trickery cioè stabilire un certo legame con la vittima per poi pubblicare informazioni che precendentemente erano state confidate, exclusion che porta ad una esclusione totale del soggetto preso di mira da qualsiasi gruppo ed in fine il cyberstalking molestie e minacce che si ripetono nel tempo.

Come agire per difendersi:

Fortunatamente è oggi possibile chiedere ai gestori del sito internet di intervenire: si può pretendere l’oscuramento dei contenuti delicati, diffusi da altri, ritraenti la vittima. La richiesta può essere inviata direttamente dal minore coinvolto, purchè abbia compiuto 14 anni, o dal genitore in caso contrario, oppure può essere effettuata direttamente dall’ente della polizia postale che monitora il web e attua progetti di informazione e sensibilizzazione nelle scuole, oltre a sanzionare e punire, attraverso l’esercizio di attività socialmente utili, i minori autori di cyberbullismo.

 

 

In visita a Music for Peace

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

[btx_image image_id=”36144″ link=”/” position=”center”][/btx_image]di Ludovico Carpaneto e Francesco Ricci

Il 22 marzo la classe 1 B del liceo D’Oria si ė recata in visita all’ associazione no profit Music  for Peace, per prendere parte ad un laboratorio organizzato dalla professoressa Bertolotto in collaborazione con l’associazione che ha sede in zona porto, in uno spazio di circa 4000 mq. Questo spazio era in abbandono ma grazie al lavoro di volontari ė stato riqualificato e oggi offre anche spazi di svago a disposizione di tutti; ogni cosa che si trova qui ė stata realizzata con materiale di riciclo. Vi ė un magazzino dove vengono stoccate le donazioni che l’ associazione riceve. Music for Peace opera sul territorio nazionale ma anche in varie parti del mondo, persino nella striscia di Gaza, attraverso missioni umanitarie, distribuendo derrate alimentari e generi di prima necessita come per esempio prodotti per l’igiene. Music for Peace nacque negli anni Novanta da un’intuizione: il fondatore era un organizzatore di eventi musicali e pensò che poteva raccogliere generi alimentari utilizzando ciò che sapeva fare: organizzò una serata di concerti e divertimento. Per partecipare non era richiesto il pagamento di un biglietto, bisognava offrire generi alimentari.

Su Genova, l ‘associazione distribuisce prodotti alimentari ai cittadini che si trovano in un momento magari  transitorio di difficoltà, perche magari hanno perso il lavoro. I volontari preparano dei kit studiati per le esigenze delle famiglie e noi studenti, in questa occasione, li abbiamo aiutati. I volontari hanno spiegato che bisogna fare molta attenzione alle scadenze dei cibi che ovviamente consistono non in cibi freschi, ma in alimenti confezionati a lunga durata come la pasta , lo zucchero o lo scatolame, tutti donati dai cittadini attraverso la raccolta di generi alimentari organizzata periodicamente all’ uscita dei supermercati.

Con questa visita ci è stata offerta un’esperienza del tutto nuova:  abbiamo capito la grande importanza del volontariato, quanto possiamo fare per chi ha bisogno, con un piccolo impegno da parte nostra. Abbiamo compreso il valore di una spesa, il valore che ha il cibo. Dobbiamo imparare a rispettarlo e non sprecarlo: sono principi che a casa ci vengono spiegati, ma non ci siamo mai resi conto veramente che ci sono persone anche molto vicine a noi, nella nostra città, che hanno difficoltà a mettere un piatto in tavola. Abbiamo anche compreso il valore del tempo: il nostro tempo libero possiamo utilizzarlo in parte per aiutare chi ha bisogno e allo stesso tempo aiutare noi stessi perchė sentirsi utili puó essere molto gratificante.

Difendiamo il nostro pianeta: il corteo di Fridays for future il 15 marzo a Genova

 

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Di Paolo Di Bella

Venerdì 15 marzo lo sciopero per il “global warming” ispirato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg e indetta da Fridays for future, ha coinvolto molte scuole di Genova e addirittura alcuni bambini della scuola elementare. Lo sciopero era infatti indirizzato a un pubblico di giovani piuttosto che ad un pubblico adulto.

La manifestazione a Genova è iniziata alle 9:30 in Piazza De Ferrari ed è proseguita attraverso via San Lorenzo fino al Porto Antico dove si è fermata.

I manifestanti erano “armati” di cartelloni con frasi, anche simpatiche come “La Terra è come la birra, calda fa schifo” in difesa della salute dell’ambiente, contro i grandi della Terra che si rifiutano di prendere provvedimenti contro ogni forma di inquinamento, ma anche per chiedere ai governi di tutto il mondo di dare la prova del loro impegno per la giustizia sociale e climatica.

Quando i manifestanti hanno raggiunto il “traguardo” del corteo, si è usata la statua di Ghandi come palchetto ed è stata letta, da una bambina, una lettera destinata agli adulti che diceva: “Ci amate abbastanza da fermare il riscaldamento globale?”. Purtroppo, però, non si è riuscito a realizzare il flash mob per il quale tutti si sarebbero dovuti sdraiare per terra simulando la vita futura se il nostro stile di vita rimarrà questo.

I partecipanti al corteo avevano età differenti , dai bambini più piccoli, anche nel marsupio delle madri, a persone anziane o molto anziane.

La manifestazione ha coinvolto principalmente gli studenti, a Genova, in Italia e in  tutto il mondo: le manifestazioni infatti si sono tenute in 1600 città, di cui 150 solo in Italia

Greta Thunberg è considerata un’ attivista nel campo del clima: a partire dal 20 Agosto 2018, tutti i venerdì, si reca davanti al parlamento svedese munita di un cartellone, il cui slogan è Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima), facendo semplicemente un sit-in.

A lungo andare a lei si sono unite sempre più persone fino a diventare un gruppo di persone considerevole.

Il 4 Dicembre 2018 Greta ha parlato alla COP24, vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, svolto a Katowice in Polonia.

Infine il 25 Gennaio 2019 si è esibita con un discorso molto duro al forum economico mondiale di Davos in Svizzera.

Greta inoltre è stata nominata per il premio Nobel per la pace.

Questa volta gli studenti si sono presi una responsabilità non da poco, ossia quella di salvare il nostro pianeta.

Risultati immagini per greta thunberg

Scuole in piazza per l’ambiente!

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Francesco Ricci

[btx_image image_id=”35771″ link=”/” position=”center”][/btx_image] Venerdi 15 marzo anche a Genova si ė svolta la manifestazione Fridays for Future, lo sciopero organizzato a livello mondiale sulle orme della quindicenne svedese Greta Thunberg, contro il surriscaldamento globale,  a cui hanno aderito anche numerosissime città italiane. Ho partecipato alla manifestazione, è stato il mio primo sciopero e, in un certo senso, ero emozionato; con me la maggior parte degli studenti del liceo D’Oria e la stragrande maggioranza degli studenti delle scuole genovesi: la partecipazione è stata massiccia e comunque non c’erano solo ragazzi, ma anche molti adulti e famiglie. Il concentramento era in piazza de Ferrari, dove, davanti alla sede della regione Liguria, i manifestanti hanno innalzato cori di protesta.

Sinceramente, mi è parso che ci sia stato qualche momento di tensione, sembrava che gli studenti volessero entrare dentro il palazzo.

La manifestazione è poi proseguita lungo il centro storico, verso il porto antico, in maniera pacifica con sbandieramenti, cartelloni, cori , una vera fiumana di gente: non avevo mai visto cosi tante persone insieme. Penso che questo sia un bel segnale. I ragazzi come me hanno dato risposta al grido di aiuto della Terra, uniti per qualcosa che ci riguarda tutti da vicino. Il mio intento era quello ci capire e di sentirmi parte di qualcosa con un obbiettivo che non riguarda solo me ma il mondo intero.

Ospite del liceo D’Oria, Gianluca Pasini: “La ricetta per diventare giornalisti? Passione, determinazione e un pizzico di fortuna!”

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Francesco Ricci

Per la prima volta, lo scorso 11 marzo, grazie ad un incontro organizzato a scuola dal mio professore  di Scienze Motorie, ho avuto occasione di conoscere un vero giornalista, per giunta un giornalista sportivo:  ospite della nostra scuola infatti è stato Gianluca Pasini, della Gazzetta dello Sport.

Si occupa di scrivere articoli sulla pallavolo, in particolare segue le trasferte della Nazionale, cosa che gli ha dato l’opportunita di viaggiare molto in giro per il mondo. Si è occupato anche dei giochi paraolimpici, di vela e sci. Ha la grande fortuna di fare un lavoro che gli piace così tan[btx_image image_id=”35768″ link=”/” position=”center”][/btx_image]to che neppure lo considera un lavoro, è pagato per seguire le proprie passioni e fare cio che gli piace.

Era un tifoso di pallavolo ma non è mai stato uno sportivo. Pasini ci ha spiegato in un certo senso internet ha sì causato una grande rivoluzione poiche ormai il flusso di informazioni è continuo, ma ha anche dato la possibilita ai piu bravi di distinguersi.  Il giornalismo sportivo, ha affermato,  ė bello perche si ha a che fare coi giovani. Essere determinati e avere passione è fondamentale, ma anche la fortuna ha la sua importanza.  Alcuni studenti hanno fatto domande, io sinceramente ero in soggezione e ho evitato, ma lui si ė dimostrato disponibile e simpatico. Ė stata una bella esperienza.

“L’adolescenza raccontata dagli adolescenti” mercoledì 20 marzo alle 16 al Liceo D’Oria

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

[btx_image image_id=”35481″ link=”/” position=”center”][/btx_image]Gli “studenti – attori” del liceo D’Oria a confronto con lo psichiatra Giorgio Schiappacasse in un incontro rivolto ai genitori

Emergenza adolescenza? Sono i giovani studenti- attori del Liceo D’Oria, gli alunni delle classi I,II e III E (liceo classico con potenziamento scientifico), a lanciare un salvagente ai genitori in crisi.

Lo faranno mercoledì 20 marzo alle ore 16, nell’Aula Magna del Liceo D’Oria, con un incontro dedicato ai genitori, che  proporrà un’importante occasione di riflessione sul mondo degli adolescenti.Si parlerà di autostima, di dipendenze, di disagi, di solitudine – spiega la professoressa Ornella Raineri, organizzatrice dell’iniziativa –  attraverso due momenti tra loro complementari: una prima parte sarà costituita da una performance teatrale in cui i nostri studenti  attori, interpretando testi da loro stessi ideati, affronteranno le problematiche più diffuse della loro età. Sarà un percorso di parole, musica e immagini per sottolineare emozioni, sensibilità e sentimenti. Seguirà un momento di dialogo con i genitori, guidato dal Dott. Giorgio Schiappacasse, Psichiatra, a lungo Direttore del SerT della Asl 3 genovese, che – facendo ricorso alla sua grande esperienza – svilupperà i temi fatti emergere dai ragazzi.

L’obiettivo dell’evento – chiarisce Schiappacasse – consiste nell’offrire, in un clima di “emergenza educativa”, un momento di dialogo serio  e profondo tra il mondo dei giovani e quello degli adulti.

La rivista Limes si presenta al Liceo D’Oria

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Andrea Catzeddu

[btx_image image_id=”35701″ link=”/” position=”center”][/btx_image]Nella giornata di venerdì 8 marzo 2019, Lucio Caracciolo, direttore della prestigiosa rivista geopolitica Limes e alcuni redattori e collaboratori della rivista hanno incontrato gli studenti del Liceo D’Oria per illustrare, in particolare ai maturandi, quali sono le problematiche e le strategie che i governi mondiali si trovano quotidianamente ad affrontare.
Un tema su cui si è diffusamente dibattuto è quello della sfera d’influenza americana che da anni condiziona molte nazioni del mondo, tra cui l’Italia. Il dibattito è stato introdotto e diretto da Dario Fabbri, giornalista, consigliere scientifico e coordinatore America di Limes.
Interessante è stato anche l’intervento della cartografa Laura Canali, che si è occupata di spiegare agli studenti in che modo cerca di rendere visibile, attraverso mappe e cartine, quello che i colleghi giornalisti intendono comunicare. La Canali ha anche spiegato il significato della cartina che è stata scelta come icona pubblicitaria per la mostra che si è tenuta a Genova: “All’interno della carta geografica italiana, ho voluto inserire diverse linee colorate che ricordano “l’intreccio” che si viene a formare quando si crea la maglia di lana. Ciò significa che a noi, come popolo italiano, conviene rimanere uniti”.

L’incontro presso il nostro liceo ha inaugurato il “Festival di Limes” in programma al Ducale dall’8 al 10 marzo: tre giorni di incontri pubblici con esperti italiani e internazionali di geopolitica, economia, società, strategia, criminalità, energia, demografia, storia, cultura e con protagonisti della vita politica Il filo conduttore del Festival è stata la riflessione su come recuperare all’Italia una dimensione geopolitica autonoma che le restituisse spazi di manovra, senza negare la complessa realtà che ci circonda, con i suoi vincoli e i suoi condizionamenti.

“Non ho lavorato un giorno in vita mia… mi sono sempre divertito. E’ bello essere pagato per seguire le proprie passioni!”

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Gianluca Pasini racconta agli studenti del D’Oria cosa significa fare il giornalista oggi

di Romina Cabella

L’11 marzo scorso, Gianluca Pasini, da trent’anni redattore  sportivo della “Gazzetta dello Sport”, ha incontrato gli studenti del Liceo D’Oria , in un’Aula Magna molto affollata, rispondendo alle loro numerose domande.

Ma chi è Gianluca Pasini?

Pasini, nato a Ravenna nel 1961, ha iniziato la pratica giornalistica proprio nella sua città, prima con radio e televisioni, poi anche sulla carta, in un’ epoca in cui non esisteva internet, con un panorama molto diverso da quello attuale. Poi l’assunzione al “Messaggero” di Roma, quindi il passaggio alla “Gazzetta dello Sport” nel 1992. “Troppo scarso” per giocare a pallavolo, l’ha sempre seguito da tifoso e, successivamente, come cronista. Nel corso degli anni ha raccontato anche altre discipline sportive , dallo sci alla vela, fino ad arrivare agli sport paraolimpici.                         

Come scrive nella sua presentazione, Pasini crede fermamente nella forza dirompente dello sport – uno dei più grandi fenomeni sociali del nostro tempo  – e, anche per questo, quando può,  ha raccontato e racconta storie sportive delle periferie del mondo.

Dice sempre ai suoi figli,  e ripete anche alla folta platea di studenti presenti in aula magna, di non aver mai lavorato un giorno in vita sua… Il suo lavoro, o per meglio dire la sua passione, è quella di confrontarsi sempre con i giovani che secondo lui sono una grande ricchezza. Nonostante tutto, ancora dopo trent’anni di carriera, reputa una fortuna essere pagato per fare quello che gli piace e ritiene che sia un grande privilegio.

Quella del giornalista era una una passione che coltivava sin da piccolo. La parola fondamentale della sua vita e del suo lavoro è stata “emozione”:  l’emozione sportiva, l’emozione di una partita, quella provocata da un evento…  

Cosa significa fare giornalismo oggi?

Pasini spiega che con il termine “giornalismo” si va subito a pensare al tradizionale giornalismo fatto di carta, ma che purtroppo o per fortuna, oggi  quel gornalismo non esiste più. Forse tra un decennio o ancor meno, il giornale di carta, non più in linea con i tempi, sparirà. Bastano ormai pochi secondi per trasmettere un’informazione. L’informazione oggi come ieri è al centro di tutto, ma la velocità di trasmissione è diversa:  anche solo vent’anni fa le informazioni da alcuni paesi extraeuropei arrivavano dopo giorni e la carta stampata era l’unica fonte di informazione.  Oggi l’essenza della vita quotidiana è l’informazione.

Secondo Pasini, lo sconvolgimento portato nel mondo del giornalismo da  Internet è una fortuna: oggi chiunque può scrivere un’informazione e trasmetterla. Ma, paradossalmente, questa facilità rende il mestiere del giornalista più difficile.  Fare giornalismo, oggi significa confrontarsi con uan enorme massa di informazioni. Bisogna saper scegliere le fonti delle proprie notizie e soprattutto sapere riconoscere le fake news.  I  giornalisti sportivi devono muoversi in una platea molto più ampia rispetto a quella di vent’ani fa: ogni sportivo oggi comunica in modo diretto tramite i suoi profili social con i fan, che spesso conoscono in tempo reale le opinioni e diversi dettagli della vita dei loro idoli.

Quale spazio resta allora al giornalista? Oggi l’informazione è un  flusso continuo, ma le informazioni sono troppe e non tutte ugualmente interessanti e autorevoli. Se tutti possono fare informazione, bisogna sapersi imporre sugli altri fornitori di notizie con una qualità e un’accuratezza maggiori. Oggi è più facile smascherare un giornalista che non sa fare il suo mestiere. Tutto questo è estremamente sfidante .. stare al passo con il “mondo di oggi” è mettersi in gioco con il tempo e con la storia, è  una corsa contro il tempo. Il futuro del giornalismo secondo Pasini sarà nell’informazione online, autorevole, a pagamento, a canali tematici a cui ci si abbona se interessati.

Nella seconda parte dell’incontro gli studenti si rivolgono poi direttamente al giornalista, dandogli del “tu”, come da lui esplicitamente richiesto, perchè si sente  come loro, dalla loro parte.

“Qual è la partita più bella che hai mai visto ?”

“È una domanda molto difficile … sono tante le partite che mi hanno emozionato! Forse però… una partita che non dimenticherò mai è il primo mondiale in Brasile di pallavolo, nel 1990: l’Italia vince il mondiale a Rio de Janeiro e io sono lì a documentarlo. Per scrivere un articolo ho sempre bisogno di un’ emozione.”

“Come si può fare giornalismo oggi, nell’ era dei social? ”

“Il giornale che racconta oggi quello che è accaduto ieri non ha più futuro; oggi, anche se si vive in un altro paese, ciò che acacde lo si  scopre in tempo reale. Bisogna quindi dare oggi quello che un temopo si dava all’indomani”.                                                                                            

-“Ti hanno mai proibito di pubblicare qualcosa ?”

“No, non mi hanno mai proibito di pubblicare nulla, forse proprio a causa del mio cattivo carattere: credo sempre molto in ciò che scrivo e non accetterei di scrivere cose in cui non credo.  Realisticamente  però non si può sempre scrivere tutto quello che si pensa. Non ho mai scritto nulla che non pensassi, ma ho ricevuto molte pressioni per smettere di farlo.  C’è stato un episodio sgradevole in particolare in passato:  sul sito di una società non contenta dei miei articoli è apparsa la notizia che scrivevo fake news, che ero poco affidabile, addirittura che bevevo… per screditarmi. Questa esperienza, pur essendo stata poco piacevole, mi ha aiutato a crescere. Non bisogna per forza essere simpatici a tutti…

-“Perché si parla maggiormente dello sport maschile invece di quello femminile?

“Non penso ci sia bisogno di questo dato per sapere che siamo un paese ancora abbastanza maschilista. Nel complesso, per fortuna le cose stanno cambiando. Una parte del problema è dovuta al fatto che lo sport femminile produce meno. Ma nella pallavolo non è proprio così. Credo che sullo sport femminile stiano arrivando molti soldi. E quindi sta crescendo il mercato. E crescerà l’informazione.  Il mondo sta veramente cambiando.”

Infine un ultimo saluto e una raccomandazione: “Per riuscire, nelle azioni di tutti i giorni,  nelle piccole cose, ma anche e soprattutto in quelle importanti,  bisogna avere molta fortuna, ma anche tanta determinazione”.

 

Gianluca Pasini, storica firma della “Gazzetta dello Sport” incontra gli studenti del D’Oria : “E’ la passione che parla e racconta”.

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

[btx_image image_id=”35475″ link=”/” position=”center”][/btx_image]di  Chiara Zuanazzi

L’11 Marzo 2019 gli studenti del Liceo Classico Andrea D’Oria hanno avuto la possibilità di incontrare Gianluca Pasini, uno delle firme storiche della “Gazzetta dello Sport”.

Pasini – pur  affermando preliminarmente di essere negato nella pratica di ogni disciplina sportiva – ha raccontato che fin da piccolo è rimasto  affascinato dal mondo della pallavolo e ha continuato ad occuparsene da cronista, seguendo la propria passione.  Non a caso  secondo lui  “passione” e “emozione” sono le due parole chiave che lo hanno guidato nel suo percorso e che sono fondamentali per chiunque intenda farsi strada in un ambito lavorativo come quello del giornalismo.

Pasini è nato a Ravenna nel 1961 ed ha iniziato il suo percorso grazie ad una radio privata locale in cui ha lavorato per diverso tempo, per poi trovare impiego in un giornale parrocchiale. Per un certo periodo di tempo intraprende un percorso “audace”, fondando lui stesso, in collaborazione con dei suoi amici, un giornale sportivo in cui lavora ininterrottamente sette giorni alla settimana per garantire il massimo dell’efficienza per quanto riguarda le notizie.

La vera svolta avverrà solamente un anno dopo, quando verrà assunto al “Messaggero”, trampolino di lancio verso la successiva tappa,”La Gazzetta dello Sport”, che segnerà per sempre la sua vita.

Gianluca Pasini afferma di amare il proprio lavoro, perchè in continuo mutamento, “tutto tranne che monotono”, ma soprattutto perchè, anche grazie al settore che segue, riesce continuamente a mantenere un contatto vivo con i giovani e per questo motivo, si reputa un uomo altamente fortunato.

Tema fondamentale del dibattito è stato in particolare il grande mutamento che sta subendo il giornalismo negli ultimi anni, a causa della (o grazie alla, secondo Pasini), grande espansione del digitale e dell’importanza della rapidità nel mondo di oggi. Secondo il suo punto di vista, internet e l’importanza delle velocità ed efficienza nel comunicare  sono un tassello importantissimo per la diffusione delle informazioni su grande scala, poichè permettono a tutti gli interessati di capire e percepire la notizia in tempo quasi reale. Infatti il giornale su carta è ormai obsoleto, con prezzi di fabbricazione troppo alti e per niente in linea con i tempi.

Testimonia quanto sia irreversibile questa tendenza il fatto  che nel 2018 i proventi della pubblicità online  del celebre giornale “New York Times”  ha enormemente superato i proventi della pubblicità sull’edizione cartacea, evento straordinario che ha lasciato un segno nella storia del giornalismo internazionale.

Pasini afferma però che il giornalismo online in Italia sia ancora da potenziare e da sfruttare in modo ancora migliore.

Il fatto che oggi tutti possano fare notizia, grazie ai social network, complica  notevolmente il lavoro di chi ogni giorno scrive tempestivamente notizie che vengono lette da migliaia di persone. Oggi più che mai è necessario essere autorevoli per imporsi sugli altri media e nei confronti di altri fornitori di notizie. Oggi è più facile smascherare chi non sa fare il suo mestiere: più le informazioni circolano, più siamo tutti tutelati. Il futuro del mercato – che secondo Pasini, specialmente in Italia, va ancora esplorato – sarà nell’informazione online a pagamento. Ci si abbonerà a servizi (poco costosi) che forniranno informazioni autorevoli e tempestive nei settori che ci interessano. Questo almeno è ciò che sta accadendo in America.

Proprio grazie al lungo percorso che ha intrapreso per arrivare al “lavoro dei suoi sogni”, Pasini incita noi ragazzi a saperci imporre in una società sempre più esigente, a lottare per ciò in cui crediamo, a cercare qualcosa che ci trasmetta emozioni e che ci sproni ad andare avanti, qualunque sia il punto d’arrivo.