Scuola e memoria: incontro degli studenti del D’Oria con Alessandra Jarach, responsabile del memoriale della Shoah.

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

La “Difesa della razza” – 1938 Gli Italiani si scoprono razzisti

L’intervento di Alessandra Jarach, Membro del Direttivo del Memoriale della Shoah (binario 21) di Milano.

Di Stefano Memore.

 

Il 25 Gennaio il liceo Andrea D’Oria ha avuto l’opportunità di ospitare la dottoressa Alessandra Jarach, insieme ad alcuni membri dell’ANPI, all’artista Antonella Accinelli e al giornalista Federico Gaudenzi, per un incontro di approfondimento sulle leggi razziali del 1938 in Italia e più in generale sulla Shoah, rivolto alle classi quarte e quinte.  L’incontro si è rivelato molto interessante e necessario, perché, come ha spiegato la preside Maria Aurelia Viotti, “se non c’è la memoria, non c’è il futuro”.

L’organizzatrice dell’incontro, Virginia Monteverde, ha spiegato ai giovani che questa iniziativa fa parte di un progetto più ampio che trova il suo fulcro nella mostra “Segrete”,  allestita significativamente nelle antiche prigioni della torre Grimaldina di Palazzo Ducale. Si tratta di un’esposizione, giunta ormai all’XI edizione, di opere concettuali di artisti contemporanei, ispirate alle emozioni suscitate dalla Shoah.

[btx_image image_id=”32562″ link=”/” position=”center”][/btx_image]Quest’anno sono stati esposti – in una mostra a sè –  anche alcuni ritratti di partigiani, frutto dell’incontro e dei colloqui dell’artista Antonella Cinelli con membri ancora in vita della Resistenza e una video intervista al partigiano Francesco Bellinzoni, realizzata da Federico Gaudenzi, fotografo e giornalista, e da Alessandro Torchiani, videomaker, in collaborazione con l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

In seguito a questa “ouverture”, ha preso la parola la dottoressa Alessandra  Jarach che ha narrato la triste storia degli Ebrei deportati e si è soffermata su alcuni aspetti significativi. Il più commovente è forse quello della stella gialla che portavano sul braccio gli Ebrei.

Infatti, la dottoressa ha spiegato che i Nazisti necessitavano di questa stella per marchiare gli Ebrei perché altrimenti non sarebbero riusciti a riconoscerli. Gli Ebrei, infatti, erano gente comune che si differenziavano dagli altri solo per la loro religione. dal punto di vista esteriore, l’unica differenza poteva essere solo quella di onorare diverse festività religiose. In seguito la dottoressa ha riferito i numeri sconcertanti riferiti alla deportazione degli Ebrei, anche dall’Italia e – assai significativamente – i numeri degli Ebrei uccisi sul totale dei deportati.

Come ha affermato la Jarach,  i lavori nei campi di concentramento erano una vera e propria riduzione in schiavitù. L’incontro si è concluso con una coreografia commemorativa della Shoah. Il corpo di ballo era composto da tre studentesse del liceo D’Oria.

L’incontro è risultato  interessante perché sono stati spiegati alcuni dettagli della deportazione su cui  solitamente non ci si sofferma. Inoltre, il fatto che a narrare fosse una persona di origine ebraica, che ha narrato anche alcuni ricordi personali, riferiti ai propri nonni, ha senza dubbio dato un’impronta in più di pathos. Particolarmente commovente, come ha affermato l’organizzatrice  Virginia Monteverde, è stato il momento del balletto conclusivo, perché  – con la musica struggente tratta dalla colonna sonora di Schindler’s list e le parole dure e altissime di Shemà di Primo Levi come sottofondo – è riuscito a trasmettere attraverso gesti e movimenti un’intensa emozione a tutti i presenti.

Giornata della memoria 2019 al D’Oria : intervista a Virginia Monteverde, ideatrice della rassegna “Segrete”

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Chiara Zuanazzi e Benedetta Vignolo

Noi tutti abbiamo il compito di ricordare la giornata del 27 gennaio, giornata della memoria, durante la quale, dopo anni di sofferenze e inumane fatiche, i pochi superstiti della Shoah riuscirono ad uscire dai campi di sterminio. Quello che accadde durante quel periodo non deve assolutamente ripetersi, ed è nostro compito  mantenere vivi i tristi ricordi di chi ci è riuscito, ma anche quelli di chi, da quei luoghi infernali, non uscì mai vivo.

Quest’anno al Liceo Classico Andrea D’Oria si è tenuta una conferenza proprio su questo tema, i cui ospiti sono stati organizzatori e artisti della rassegna “Segrete”,   allestita a Palazzo Ducale (GE) e Palazzo Reale (MI), ed Alessandra Jarach, responsabile del memoriale della Shoah di Milano e principale relatrice.

Abbiamo avuto modo di intervistare Virginia Monteverde, organizzatrice sia dell’incontro presso la nostra scuola, sia della rassegna di eventi  di Palazzo Ducale.

Da quanto tempo si svolge la mostra qui a Genova? Quale è il suo scopo principale? Che ruolo ricopre lei in questa iniziativa?

Sono l’ideatrice e la curatrice di questa mostra nata dieci anni fa, pur essendo questa l’undicesima edizione, poichè la prima volta venne istituita in più luoghi. Lo scopo principale di “Segrete” è sicuramente quello di poter comunicare con molte persone riguardo ad un argomento così importante, tramite un linguaggio universale, ovvero quello dell’arte. Ogni anno partecipano artisti provenienti dai luoghi più disparati: durante questa edizione hanno preso parte alla rassegna artisti olandesi, tedeschi, giapponesi e tre italiani, di cui uno proprio di Genova. Inoltre le opere esposte sono tutte state create appiositamente per la nostra mostra.

Oltre all’esposizione di opere visive di svariati artisti sono stati presentati ulteriori progetti? Fino a che data sarà possibile visitare l’esposizione?

Durante la rassegna “Segrete” a Palazzo Ducale, che sarà possibile visitare fino al 9 febbraio, oltre che alla mostra  si potrà assistere ad un’opera teatrale,  a due docufilm e alla lettura di diverse poesie composte da scrittori emergenti.

Per quale motivo durante questa giornata della memoria avete scelto di avvicinarvi direttamente alle scuole? E per quale motivo proprio al Liceo D’Oria? Quest’anno sono previsti altri incontri a livello scolastico?

Ci sembrava importante fare un passo verso i giovani, specialmente nei confronti di chi sta per terminare il proprio percorso al liceo.  Solo durante questa edizione abbiamo deciso di organizzare incontri con gli studenti direttamente negli istituti, scegliendo proprio il Liceo Andrea D’Oria poichè una vera istituzione nel panorama scolastico genovese; non avverranno comunque ulteriori interazioni con le scuole durante questa edizione.

 

Anche l’indifferenza, che appare una “non scelta” è in realtà una presa di posizione. Vi auguro di saper fare la scelta giusta.

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Anna Giacon e Sergio Bolog

‘’I sei milioni e mezzo di ebrei che sono morti durante la Shoah (termine ebraico che indica il massacro degli Ebrei avvenuto nei paesi dominati da Hitler) non sono stati uccisi solo dall’odio dei nazisti, ma anche dall’indifferenza delle altre persone che si sono voltate dicendo: ’’non mi riguarda ’’. Persone che potevano fare la differenza semplicemente schierandosi dalla parte giusta e hanno deciso di non fare nulla; è per questo che dobbiamo imparare a ‘’ metterci in gioco ’’ e a schierarci dalla parte giusta, perché ciò che è stato non avvenga mai più, perché persone come Hitler e Mussolini non ottengano più il potere tenendo il popolo nell’odio e nell’ignoranza’’.

Queste sono le parole di Alessandra Jarach, membro del direttivo del Memoriale della Shoah (Binario 21)  di Milan, intervenuta il 25 gennaio al Liceo D’Oria nell’ambito di un incontro di riflessione sulle  Leggi razziali del 1938e sulla Shoah.

Il Memoriale, una zona dedicata al ricordo delle persone che sono morte nei lager e alla raccolta delle testimonianze degli Ebrei sopravvissuti e dei partigiani – come ricorda Jarach –  non è un semplice museo, ma un luogo vivo da utilizzare per la costruzione della memoria, che non è un banale ricordo, ma bensì l’unione tra lo studio dei fatti e quello delle testimonianze delle persone che hanno vissuto quel periodo di grande decadenza della razza umana, l’unica razza esistente.

La memoria non deve essere un elemento spento, giustificato dalla presunta lontananza fisica e temporale della Shoah, infatti, anche l’Italia ha dato il suo contributo alla Germania nazista , prima con le leggi razziali e il censimento degli Ebrei e poi con la deportazione di tutte le persone di origine ebraica, mentre la Germania usava tutti gli strumenti in dotazione per ingannare e umiliare gli Ebrei: dalla scritta ‘’ Il lavoro rende liberi’’ sul cancello di Aushwitz allo scambio del nome con un numero, dalla rasatura dei capelli alla loro uccisione di massa. Perché ciò non accada nuovamente dobbiamo imparare a stare dalla parte giusta, proprio come hanno fatto i partigiani che, pur essendo spesso molto giovani, hanno deciso di combattere eroicamente e rischiare la vita pur di non chinare il capo davanti ad un leader che non ritenevano adatto, un leader che li aveva traditi e che loro disprezzavano.

Come ha detto il giornalista Federico Gaudenzi (autore di una video-intervista documentario ad uno degli ultimi partigiani, Francesco Bellinzoni)  alla folta platea di studenti presenti all’incontro: “L’augurio che mi sento di farvi e di farmi, ora come allora, è quello di saper scegliere, di riuscire a fare la scelta giusta”.

Shoah, “Senza memoria non c’è futuro”

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Intervista ad Antonella Cinelli, artista specializzata nel ritrarre partigiani e collaboratrice della mostra “Segrete”, rassegna nata 11 anni fa e che comprende una mostra di opere contemporanee inerenti all’Olocausto, esposta nelle antiche prigioni nel Palazzo Ducale a Genova.

di Giulia Dellacasa, Giulia Marcianò e Ilaria Penco

In che modo e per quale motivo ha sviluppato la passione di ritrarre i partigiani che ha conosciuto?

Innanzitutto io non ho potuto conoscere mio nonno, che era stato un antifascista, dato che è mancato quando ero molto piccola, come mio padre. Perciò ho incominciato ad informarmi sull’argomento in un modo particolare, anche per trasmettere il significato di ciò che è stato a mia figlia: ho cercato un modo per fermare la memoria. Ho scelto di farlo attraverso la pittura, utilizzandola come strumento di documentazione, incontrando partigiani – ormai anziani – per ritrarli, facendomi raccontare le loro storie ed esperienze. La pittura è diversa dalla fotografia, richiede tempo,  sedimentazione.  La parte più bella del mio lavoro è stato l’incontro, la conoscenza di persone stroardinarie.

Crede di riuscire a trasmettere le emozioni che ha provato quando ha conosciuto le storie dei partigiani attraverso la pittura?

Immagino di sì, soprattutto perché, a differenza della fotografia, l’arte è soggettiva, perché è tutta un’elaborazione di quello che l’artista vede e sente. In più la pittura crea un oggetto che  rimane alla comunità nel tempo, creando intorno alla persona ritratta un messaggio.

Qual è la storia del partigiano che l’ha colpita maggiormente?

Oltre alla storia di Condor, di cui ho parlato durante l’incontro, mi ha colpito la storia di due partigiane, che non ho esposto al Palazzo Ducale. Ricordo che, a seguito dell’incontro, mi misi a piangere, perché mi raccontarono cose terribili. La loro famiglia aveva aiutato i partigiani, nascondendoli nel solaio della loro casa, ma nel frattempo erano costantemente sorvegliati dai nazisti. Una delle due ragazze, la sera prima del giorno della liberazione, scappò di casa perché era venuta a conoscenza della morte della cugina di sedici anni a seguito di uno stupro di massa; consapevole del fatto che sarebbe andata incontro allo stesso destino, scappò per i campi, braccata come un animale, mentre i nazisti le correvano dietro con i fucili e provavano a catturarla. Questa storia mi ha sconvolto.

Durante l’incontro con le classi quinte, ha detto che quando incontrava i partigiani chiedeva loro il ricordo più bello e più brutto che avessero; nella maggior parte dei casi le risposte coincidevano?

Non del tutto; infatti, l’efficacia di queste domande è che ognuno ha risposto in maniera estremamente personale. Spesso ricorre nei ricordi più belli la nascita di amicizie durature oppure il ritrovamento di un familiare.

Quando ha conosciuto persone che hanno avuto contatti diretti con la tragedia, come crede che abbiano interpretato il suo interesse nei loro confronti?

Erano contentissimi, perché hanno paura che ciò che hanno fatto venga dimenticato dalle generazioni future; per questo, hanno passato gli ultimi anni della loro vita a recarsi in diverse scuole per raccontare le loro esperienze. Ora, invece, essendo molto anziani, non hanno più la possibilità di testimoniare.

Quale emozione prevaleva nei partigiani che incontrava?

Erano tutti molto commossi, soprattutto perché molte persone che ricordavano sono morte durante gli anni di guerra. Erano commossi perché ricordavano la propria giovinezza. Molti si commuovevano ricordando la costante paura che li perseguitava durante il periodo della guerra.

 

 

 

Notte bianca: in diretta dal liceo D’Oria

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

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Di Stella Panavija, classe 1B.

La notte nazionale dei licei classici è una serata che quest’anno è consistita nell’apertura al pubblico di oltre 430 licei classici in tutta Italia, nelle cui aule , straordinariamente aperte nelle ore notturne,  si sono svolti spettacoli, musica, rappresentazioni teatrali,  giochi e molte altre novità.

Venerdì 11 Gennaio 2019 si è tenuta la “notte bianca”, a cui il nostro liceo classico Andrea D’Oria ha partecipato, con una no-stop di sei ore circa di spettacoli. Per le prime due ore e mezza l’aula magna è stata protagonista, con esibizioni canore, balletti, esibizioni strumentali e recitazione di alcuni testi.

Un giornalista di Rai3, Enzo Melillo, è venuto eccezionalmente a riprendere la serata  con diversi cameramen, che hanno effettuato riprese di alcuni spettacoli e interviste ad alcuni ragazzi,  poi mandate in onda sul TG3 regionale Rai 3. E’ stato molto emozionante assistere all’organizzazione di una “diretta” televisiva, all’interno del telegiornale della sera, proprio dalla nostra aula magna!

Quando le attività nell’aula magna sono terminate, il pubblico ha potuto raggiungere il secondo piano della struttura, dove era stato organizzato un buffet. Alle nove e mezza sono iniziate le rappresentazioni  e i giochi che hanno avuto luogo nelle classi del secondo piano. Le due rappresentazioni più gettonate sono state ‘‘Maramao Skotobiniao’’ e ‘‘Romeo and Juliet’’; quest’ultima è stata quella a cui ho potuto assistere.

Diverse scene di “Romeo and Juliet’’sono state recitate dai ragazzi di 3^B in lingua originale: le parti di Romeo sono state divise tra due ragazzi e lo stesso è avvenuto per il ruolo di Juliet. “Mi è piaciuto talmente tanto che rientrerei nella classe per rivederlo’’, questa è la dichiarazione rilasciata da una ragazza, entusiasta dell’opera presentata. “I ragazzi si sono impegnati molto, soprattutto considerando che il loro corso è quello con indirizzo umanistico, e non quello con il potenziamento di inglese, e sono molto soddisfatta del risultato’’ ha dichiarato la professoressa Lucia Bellentani, che ha curato la messa in scena.  Lo spettacolo ha avuto una durata di circa trenta minuti, come pressoché tutti gli altri spettacoli.

Lo scopo della serata era quello di informare le persone che la cultura classica è ancora viva e, che – come ha dichiarato nel discorso di apertura  la preside Maria Aurelia Viotti, “la chiave per il futuro è la conoscenza del passato”.

La serata ha riscosso molto successo, anche perché noi della classe 1°B con indirizzo umanistico, ci siamo impegnati al massimo per pubblicizzarla tramite telegiornali, radio e giornali, con una intensa attività di ufficio stampa.

Questa è stata la quinta edizione e si spera che ce ne siano molte altre, poiché è veramente importante trasmettere i valori che vengono insegnati al liceo classico.

La 2F con l’ Iliade al contrario: una rappresentazione divertente e paradossale di alcuni famosi passi del poema omerico.

di Anna Sartini e Alice Mosca

Per la “Notte nazionale del liceo classico” la classe 2F dell’indirizzo artistico-espressivo ha messo in scena l’ “Iliade al contrario”. Lo spettacolo consisteva nel rappresentare, in modo divertente e paradossale, “al contrario” appunto, due antefatti e una scena dell’Iliade: le nozze di Peleo e Teti con il lancio della mela d’oro e la scelta di Paride, il rapimento di Elena, l’ultimo colloquio di Ettore e  Andromaca, prima che lui abbandoni per sempre la moglie e il figlio Astianatte.

La classe ha lavorato suddivisa in tre gruppi e gli studenti si sono occupati di tutto in modo autonomo: dalla stesura del copione, alla regia, alla scelta di abiti e di un minimo di scenografia, alla messa in scena vera e propria. “Il mio intervento – ha dichiarato la professoressa Marina Terrana – si è limitato ad un coordinamento e ad una supervisione, ma i ragazzi hanno fatto davvero tutto da soli”.

Molti ragazzi del corso artistico-espressivo partecipano a corsi e laboratori di recitazione… e si vede!

Erano particolarmente divertenti ed efficaci il Menelao “zeneize” che confonde Troia con Turriggia…  e un Paride “cafone” e decisamente antieroico, mentre è stata molto di effetto la doppia interpretazione, in chiave comica  e leggera, e poi intensamente drammatica, dell’addio di Ettore e Andromaca.

Gli spettatori al termine dello spettacolo erano entusiasti per la rielaborazione del testo omerico e alcuni hanno assistito più volte alle repliche dell’esibizione.

Abbiamo posto alcune domande a due studentesse della classe: Emma Crovetto, che si è occupata del copione e  Gaia Tenti che ha recitato.

Emma, in che modo avete lavorato?
Ci siamo divisi in gruppi di cinque/sei persone e ognuno si occupava di qualcosa, io personalmente dei copioni, altri dei costumi, di dare un aiuto generale e ovviamente di recitare!
Che cosa pensi del progetto?
Penso che sia un’idea molto creativa che unisce lo studio dell’Iliade ad un’attività divertente come il teatro, rendendo lo studio meno pesante e più piacevole.
Come ti sei trovata nel tuo gruppo?
Molto bene! Certo, all’inizio c’era qualcuno che lavorava poco o non imparava le battute a memoria, ma con il passare del tempo e alcuni cambiamenti al copione tutti erano soddisfatti e motivati.
Che emozioni credi che possa trasmettere questo spettacolo al pubblico?
Avendo rivisitato alcune scene dell’Iliade, come quella del pomo d’oro e del rapimento di Elena, rendendole divertenti e inaspettate, speriamo che il nostro spettacolo riesca a rallegrare e stupire il pubblico, facendogli passare una piacevole serata.
Cosa pensi della Notte Nazionale del Liceo Classico Andrea D’Oria?
È un evento speciale, che unisce tante passioni diverse: canto, poesia, strumento, recitazione… e i professori ci tengono e si impegnano molto, come del resto cerchiamo di fare noi studenti.
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Gaia, ti sei divertita a recitare la parte di Afrodite?
E’ stato parecchio stressante, però quando vedi il lavoro finito è una sensazione bellissima.
Prima di entrare in scena eri agitata?
Prima degli spettacoli c’è sempre un po’ d’ansia, però siamo stati tutti bravissimi. La preparazione è stata ottima, i ragazzi erano contenti e la riuscita dello spettacolo ha reso giustizia all’impegno con il quale tutti hanno affrontato il lavoro.

 

Notte bianca: al D’Oria la magia della cultura classica

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

 

Di Stefano Memore, Sergio Bolog, Anna Giacon.

L’undici gennaio si è svolta la notte bianca dei licei classici italiani. Il liceo D’Oria ha sottoposto ai suoi visitatori un programma ricco di attività interessanti, oltre a numerosissime esibizioni musicali.

La prima parte della notte si è svolta nell’aula magna della scuola. Qui molti studenti talentuosi hanno dato splendide esibizioni al pianoforte e anche nel canto. Infatti, gli studenti hanno voluto commemorare la scomparsa di De Andrè intonando “Bocca di rosa“. Si è anche avuta la possibilità di ascoltare pezzi classici di Mozart, Chopin e   Rachmaninov. Tutti i brani musicali sono riusciti alla perfezione e in particolare, è risultata particolarmente gradevole la performance di un concerto di Rachmaninov.

Dopo il saluto della dirigente scolastica, Maria Aurelia Viotti, gli studenti del corso di potenziamento scientifico hanno presentato “L’uomo e il cosmo“, forse il pezzo forte della serata. La rappresentazione fondeva scienza e poesia, storia e mito per illustrare il legame ancestrale  dell’uomo con i pianeti e gli astri. Agli ospiti è stato offerto un piccolo buffet, in attesa di partecipare alla seconda parte della serata che prevedeva diversi spettacoli organizzati dagli studenti e dai professori nelle singole classi. I visitatori hanno potuto prendere visione di divertenti sketch in greco antico e di alcune delle scene più celebri di “Romeo e Giulietta“,recitate in lingua originale. Si poteva assistere anche a divertenti giochi come “la ruota mitico – storica“, una particolare ruota della fortuna con argomenti di cultura classica. Una classe associava arte e poesia, commentando alcuni famosi quadri e associandoli a liriche, a dimostrazione della complementarità del codice artistico e letterario.

Il liceo, quest’anno, ha presentato ai suoi visitatori una novità: infatti, gli alunni del corso umanistico hanno gestito nei giorni precedenti all’evento e durante la serata un vero e proprio ufficio stampa per promuovere la”Notte” sulla stampa, accogliere i giornalisti, mostrare i lavori realizzati in questa prima parte dell’anno. Inoltre,  si sono sguinzagliati come segugi andando in giro a raccogliere interviste per documentare la serata.

Margherita Fabbri, una dei quattro rappresentanti d’istituto, sostiene che la notte bianca sia sempre stata un successo infatti, anche in passato molti studenti di terza media hanno deciso di iscriversi al classico dopo aver partecipato a quest’evento. Speriamo che anche quest’anno gli alunni in difficoltà di scelta per il proprio futuro siano stati illuminati!

In seguito ad un rapido sondaggio si può affermare che gli spettacoli più graditi al pubblico siano stati “Maramao Skotobiniao” (lo sketch di insulti in greco antico), “Romeo e Giulietta” e “L’uomo e il cosmo“. Un grande ringraziamento va ai professori che hanno coordinato le attività, specialmente alla professoressa Rossana Bottazzi , la persona che ha curato tutto il programma della notte. Infine, bisogna ringraziare tutti gli allievi che sono stati presenti. Non resta che sperare che questa notte abbia influenzato i  visitatori con il tocco magico della cultura classica!

Notte dei licei classici al D’Oria, ricordando Fabrizio De Andrè

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Anna Giacon, 1B

Nella serata dell’11 gennaio, al Liceo Andrea D’Oria si è svolta la ‘’Notte Bianca’’, a cui  hanno partecipato diverse classi con emozionanti esibizioni, spettacoli e giochi.

Una notte speciale, in cui le porte della scuola sono state aperte a tutti, dagli studenti interessati a questo indirizzo, ai genitori, ai cittadini, agli studenti di altre scuole. Una splendida occasione per mostrare a tutti che il liceo classico offre diverse opportunità.

La serata ha inizio nell’Aula Magna con le note di una famosa canzone di Fabrizio De André: è stata scelta ‘’Bocca di Rosa ’’ per commemorare il ventennale della sua scomparsa. Alcuni studenti hanno poi suonato al pianoforte opere classiche di Mozart, Rachmaninov e Chopin. Altri hanno cantato, esibendo doti canore veramente fuori dal comune.

Una suggestiva e commovente coreografia ha avuto come tema la Shoah: tre ragazze hanno espresso attraverso i loro movimenti la tragedia e le emozioni  di quel periodo storico. Il pubblico applaudendo ha fatto sentire il suo calore per la loro interpretazione. ’’Siamo riuscite a trasmettere il messaggio che c’eravamo proposte – dichiarano le ballerine – nonostante la tensione iniziale’’.

Gli spettacoli sono proseguiti nelle classi. Sono stati molto graditi in particolare ‘’Maramao Skotobiniao’’ e ‘’Romeo e Giulietta’’. La prima classe dell’indirizzo umanistico ha lavorato – con la guida della professoressa Bertolotto –  come ufficio stampa, col compito di promuovere la manifestazione, informare i media e documentare l’evento attraverso articoli, commenti e interviste da pubblicare sul sito del Liceo, sulla piattaforma web “La scuola fa notizia”.   Speriamo che questa notte sia stata utile ai ragazzi indecisi su quale percorso di studi intraprendere e che possano vedere nella “nostra”  scuola il loro futuro.

“In una #nottealdoria s’innamorano Romeo e Giulietta”

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

[btx_image image_id=”32439″ link=”/” position=”center”][/btx_image]di Aurora Piccardo

Nella notte dell’11 Gennaio al liceo classico Andrea D’Oria, la classe III^ B, appassionata di letteratura inglese, è riuscita a trasmettere il proprio interesse attraverso la recitazione della tragedia shakespeariana “Romeo e Giulietta”.
Il nostro liceo,così come molte altre scuole d’Italia, ha infatti ospitato una maratona di spettacoli, musica ed esibizioni filosofico-letterarie, la “Notte nazionale dei licei classici”.
In particolare al D’Oria hanno avuto luogo performance di vario genere, come uno scambio di battute un po’ più colorite del solito greco che si traduce nelle versioni, letture di testi, interpretazioni sul legame tra l’uomo e gli astri ed infine – nucleo centrale di interesse per la 3B – la messa in scena dei momenti più emozionanti del dramma “Romeo e Giulietta”!

Gli studenti coinvolti in questa esibizione hanno quindi recitato, quasi totalmente in inglese, passi della tragedia, senza modificarne il contenuto, facilitarlo o ridurlo. Dunque, nonostante gli abiti di recupero e l’ambiente scolastico, necessariamente poco curato, la loro bravura ha oscurato la scenografia ed è riuscita a coinvolgere il pubblico in qualcosa di passionale e travolgente come l’amore tra Romeo e Giulietta.
Gli attori erano a stretto contatto con gli spettatori, ma, come testimonia uno dei partecipanti, “l’emozione era tanta, ma la voglia di esprimerci ancora di più”, quindi non ci sono state grosse falle nella recitazione e l’insegnante responsabile si è mostrata pienamente soddisfatta del lavoro svolto. In ugual modo il pubblico ha reagito positivamente alla performance: “Entrerei di nuovo per guardarlo una seconda volta” ha detto qualcuno, riscuotendo assenso da tutti gli spettatori, tra cui studenti, parenti ma anche persone esterne.

Pertanto grandi complimenti alla III^ B, agli altri studenti che hanno partecipato, ed infine alla professoressa Lucia Bellentani, che con il suo formidabile insegnamento di un inglese così complesso ha permesso a tutti noi di assistere ad un’incantevole rivisitazione di “Romeo e Giulietta”.

“Sogno di una notte di mezzo inverno”: esibizioni tratte anche dalle favole di Fedro

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Veronica Re, studentessa della classe 1 F del liceo classico Andrea D’Oria di Genova, ha partecipato con la sua classe, del corso artistico-espressivo, alla Notte Nazionale dei licei classici. In questa intervista ci racconta la sua esperienza e le sue impressioni riguardo al progetto della sua classe: “Storie di lupi e di uomini”, l’esposizione di due favole di Fedro e della loro interpretazione da parte di grandi autori. 

di Giulia Dellacasa e Ilaria Penco

Che ruolo avevi nel progetto “Storie di lupi e di uomini”?

Avevo il compito di recitare una strofa della poesia che rivisitava la favola “La cicala e la formica”.

Credi che al pubblico sia piaciuta la vostra interpretazione?

Credo che, nonostante all’inizio potesse sembrare troppo lungo, lo spettacolo sia piaciuto al pubblico, soprattutto perché si notava con quanto impegno abbiamo lavorato e che è un progetto molto elaborato.

Quale credi sia stato lo scopo del progetto? Credi che sia stato raggiunto?

Dal punto di vista dei professori lo scopo era quello di vedere quanto impegno riuscissimo a mettere in un’attività che ci potesse piacere e di valutarci sotto un altro aspetto. Credo che l’obbiettivo sia stato raggiunto, poiché la nostra professoressa si è congratulata con noi.

Sei soddisfatta dell’interpretazione tua e dei tuoi compagni?

Si, sono soddisfatta, soprattutto perché siamo riusciti a coinvolgere il pubblico.

Cosa hai provato quando hai recitato davanti al pubblico?

Non mi ha dato particolarmente fastidio, poiché sono già abituata alla recitazione in teatro; tuttavia devo dire che mi sono davvero emozionata.

Ti sei divertita nel preparare il progetto?

Si, anche se è stata dura andare a scuola anche di pomeriggio; poi, questa attività si è trasformata in un piacere, anche perché sbagliando ci si divertiva.

Ti è piaciuta la Notte Bianca?

Si, la Notte Bianca mi è piaciuta perché è stato un bel lavoro e si è visto quanto tutte le classi hanno lavorato per rendere questa festa dei licei classici una magnifica esperienza per tutti.

Sei felice di aver scelto il corso artistico-espressivo?

Si, sono felice di avere scelto questo corso perché sostengo che, oltre ad essere un’indirizzo di un liceo classico, possa dare un’apertura mentale anche su una cultura artistica.