Reporter per un giorno – A caccia di notizie allo stand di Asl3 al Salone – Alcol alla guida? Tolleranza zero per i neopatentati.

di Chiara Tacchino

 Gli studenti di 2B del Liceo Classico D’Oria si sono trasformati in “reporter per un giorno”, a caccia di notizie interessanti per i loro coetanei,  presso lo stand allestito da Asl3 durante il Salone “Orientamenti”.

Martina Favilli e Massimiliano Buccino  hanno presentato presso lo stand ASL al Salone un laboratorio sull’etilometro, per sensibilizzare gli studenti ai  pericoli dell’alcol e delle sostanze stupefacenti alla guida.

Essere ubriachi al volante è una delle prime cause di morte giovanile. Oltre al rischio di provocare un incidente, c’è quello di farsi fermare dalle forze dell’ordine: guidare un veicolo in stato di ebrezza è un reato.

Per i neopatentati durante i primi tre anni di guida il tasso alcolico consentito è … zero!

Superati i primi tre anni, il tasso alcolico consentito è di 0,5; fino a 0,8 si riceve una sanzione amministrativa, superata questa soglia la sanzione diventa penale.

Ma come fanno i poliziotti a sapere quanto alcol circola in corpo? E come si può scoprirlo da soli?

Facile! I primi dispongono di un etilometro, un attrezzo cioé dove soffiare fino a che esso non emette un segnale e indica sullo schermo il  tasso alcolico raggiunto…rifiutare di sottoporsi a questa operazione dà la possibilità ai poliziotti di trasferire il conducente “sospetto” in ospedale ed effettuare esami per rilevare l’eventuale presenza di alcol e droghe.

Come prevenire situazioni spiacevoli? Basta eseguire il test del palloncino per scoprire il proprio tasso alcolico e non mettersi alla guida.

 

Il cambiamento climatico: ieri, oggi… e domani?

di Pietro Gnecco classe 1D

Il cambiamento climatico è un fenomeno che interessa tutti quanti noi.

Alla luce dei recenti avvenimenti che si sono verificati a causa delle numerose e violente precipitazioni lungo tutta la penisola in quest’intervista ci racconta la propria esperienza Ezio Sabatini, Coordinatore Provinciale della Protezione Civile di Siena – Vice Presidente  AMS  (Associazione Meteorologica Senese).

Cosa ha provocato i  grandi cambiamenti climatici nei secoli passati  visto che non vi era la presenza massiccia delle attività umane (auto, fabbriche, inquinamento) di oggi?

Il clima non è mai stato uguale a se stesso. Grazie alle trivellazioni nei ghiacci dei Poli siamo riusciti a trovare i pollini delle piante che erano nell’aria di millenni fa. Da questo siamo riusciti a capire che il mondo è stato molto più freddo di adesso o molto più caldo. I motivi si possono cercare nell’attività della nostra Stella, il Sole, oppure nella variazione dell’attrazione lunare che varia l’asse di inclinazione terrestre. Più vicino a noi sicuramente possiamo dare la colpa all’attività dei Vulcani che, con le loro polveri, possono coprire gli strati alti dell’atmosfera ed influire sul clima. Il fatto è che tutto questo una volta avveniva nell’arco di molte generazioni mentre oggi si calcola che tutto ciò  stia succedendo in nemmeno 50 anni.

Iceberg, Ghiaccio, Groenlandia, Congelati, Freddo, Mare

Che conseguenze può avere un cambiamento climatico così rapido sulla popolazione umana, gli animali e l’ecosistema?

Noi viventi siamo tutti legati a doppia corda con l’ambiente che ci circonda. Il nostro sviluppo tecnologico non ci ha liberato dal dipendere dal meteo per l’ agricoltura per esempio, oppure dal freddo e dal caldo per essere più o meno esposti ai batteri. La salute dell’uomo risente molto del caldo eccessivo; basta pensare che da 3 anni a questa parte ogni estate è più calda di quella dell’anno precedente. In estate i nostri sistemi sanitari vanno spesso in blocco per il massiccio accesso ai pronto soccorso, a  causa delle ondate di calore.
Per gli animali il problema è leggermente diverso. Ogni specie animale occupa quella che si chiama “nicchia ecologica”  (https://it.wikipedia.org/wiki/Nicchia_ecologica )  per cui si può trovare a dover uscire da questa sua naturale area di vita. Pensiamo alle zanzare portatrici di alcune malattie tropicali, una volta assenti in Europa ed adesso presenti in tutta l’area mediterranea.

E’ evidente che questo rivolgimento delle varie aree di vita delle razze animali comporterà sempre più uno stravolgimento dell’ecosistema nel suo complesso. La natura, a meno di eventi eccezionali, non avrà il tempo per poter riorganizzare questo caos e, per questo, molte specie andranno incontro all’estinzione mentre altre verso una crescita demografica impazzita.

Che eventi calamitosi dovremmo aspettarci nel breve termine dal “global warming”?

E’ presto per poter avere un bilancio chiaro di quali catastrofi saranno più presenti in futuro. Di sicuro possiamo dire che, già oggi, i temporali dispongono di molta più energia. Questo non sempre si traduce in un evento meteorologico estremo ma ne aumenta il rischio. Per l’Italia le ipotesi sono quelle di una “tropicalizzazione” del clima che porti ad una sostanziale desertificazione del Meridione. Nel caso dello scioglimento dei ghiacci dei Poli potremmo pensare ad un innalzamento delle acque costiere tale da cancellare gran parte della pianura Padana. Se pensiamo che lo stivale è, per la gran parte del suo territorio, a rischio idrogeologico per frane ed alluvioni, dobbiamo dare per certo che questa sarà una delle sfide del futuro.

La grande manifestazione

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Naomi Munoz, 1B

 

Oggi intervisteremo E.V, una ragazza di 15 anni, che ha partecipato alla manifestazione  “Fridays for Future” che si è svolta il 29 novembre a Genova.

Per iniziare quando è avvenuta per la prima volta la manifestazione della quale parleremo quest’oggi?

Il 27 settembre 2019

 

Avete avuto un luogo d’incontro e un punto di arrivo?

Siamo partiti da Piazza del Principe per giungere in piazza Matteotti

 

C’era molta gente, più adulti o più adolescenti?

Sì, eravamo in molti soprattutto adolescenti. Beh… secondo me una gran parte era presente solo per saltare la scuola. Ma un’altra parte si preoccupava del proprio futuro, ma sono stata molto sorpresa perché oltre agli adulti e gli adolescenti, alla manifestazione erano presenti anche bambini che avevano dai 5 ai 10 anni

 

Quale pensi sia la causa della loro presenza?

Penso sia stata un iniziativa dei genitori

 

Pensi che durante queste settimane sia cambiato qualcosa?

Beh… sinceramente penso proprio di no

 

Parteciperai ancora per il futuro? Cosa ne pensi delle manifestazioni?

Penso che sono utili solo quando portano qualche cambiamento nella propria società, nel caso contrario servono solo a sprecare più carta e a sporcare le strade.

Reporter per un giorno – Di cosa si parla al Centro Giovani di Asl3.

di Giulia Marcianò

 

Il Centro giovani della ASL3 è  uno spazio di accoglienza in cui i ragazzi tra i quattordici e ventuno anni possono accedere spontaneamente, in modo gratuito senza appuntamento e senza essere accompagnati da genitori o docenti. Al Centro giovani è possibile chiedere informazioni riguardo ai numerosi argomenti che mettono in difficoltà la complicata età dell’adolescenza.

Le principali richieste rivolte al Centro vertono sul tema dell’amore, sulle prime esperienze sessuali e sull’amicizia. Infatti, come spiegato da Stefania Venuti, assistente sanitaria specialista, tra i giovani c’è una costante paura del tradimento degli amici, ritenuto dai ragazzi stessi ancora  più doloroso del tradimento da parte del proprio partner.

Ma questi argomenti non sono gli unici ad essere trattati,  dato che al centro si parla anche delle difficoltà nel rapporto con i genitori e con la scuola, di disturbi dell’alimentazione e di dipendenze.

Qui sono disponibili gratuitamente numerosi professionisti: psicologi, psichiatri, ostetriche, neuropsichiatri, infermieri, assistenti sociali o sanitari ed,infine, ginecologi. Grazie alla presenza di questi professionisti al centro è possibile rivolgersi per informazione sulla contraccezione, visite ginecologiche e difficoltà psicologiche di vario tipo.

A Genova, sono presenti due sedi :  una in Carignano, in Via Rivoli 4A cancello; l’altra a Sampierdarena, presso il Palazzo della Salute, di fronte al centro commerciale “Fiumara”, in via degli Operai 80 (stanza 18).  Su internet: www.centrogiovani.asl3.liguria.it

Il clima per un adolescente di Bagnolet, Parigi

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Federico Davini 1 B

Ecco una breve intervista a un ragazzo di 14 anni del comune di Bagnolet, uno dei tanti piccoli comuni satellite di Parigi.

Innanzitutto partiamo dall’origine, credi nei cambiamenti climatici?

Certamente, penso che le uniche persone a non voler vedere questa realtà sono quelle che non riescono ad accettare che una cosa così grande come il nostro pianeta possa cambiare.

Nella tua scuola hai fatto dei progetti per approfondire l’argomento dei cambiamenti climatici o dell’inquinamento?

Sì, l’abbiamo fatto e lo faremo, lo scorso anno la professoressa ci ha incaricati di fare degli approfondimenti a gruppi sui cambiamenti climatici, mentre quest’anno andremo a vedere delle spiagge sull’Atlantico, per vedere cos’è cambiato nel corso degli anni.

Parlando delle manifestazioni per il clima, quanti partecipanti ci sono stati nella tua zona, e tu, hai partecipato?

C’era tantissima gente, circa 14000, tra cui anche io.

Molto spesso si è detto che dopo queste manifestazioni poi tutti quelli che combattevano contro l’inquinamento abbiano lasciato per strada cartelloni ed altri rifiuti, è successo lo stesso anche da te?

Il corteo è passato a fianco alla mia scuola vicino a Bastiglia e no non era tanto sporco, però ho solo visto vicino alla mia scuola, non so come fosse dall’altra parte di Parigi.

Stai notando un cambiamento più sostenibile nella tua città, per esempio raccolta differenziata, macchine elettriche, pannelli solari? 

Per adesso no, anche se è da un po’ di tempo che si vedono circolare macchine elettriche, sempre però in piccolo numero.

E ti aspetti che il comune faccia qualcosa per i prossimi anni o pensi che la situazione rimarrà la stessa?

Penso e spero che cambi qualcosa.

 

 

fonte immagine: www.valoresolare.it

Problemi con il clima

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Beniamino Becci ed Enrico Facci 1B

Venerdì 29 novembre 2019 si è svolto in piazza De Ferrari un presidio indetto da Friday For Future.

Gli studenti sono sempre più sensibili all’argomento della crisi del clima anche a Genova e ciò anche in relazione agli ultimi eventi che hanno coinvolto la nostra regione. Abbiamo intervistato Stefano Bigliazzi, avvocato impegnato da molti anni in Legambiente che ha partecipato in molte occasioni a manifestazioni legate all’ambiente.

Cosa pensi del movimento di Greta Thunberg?

Penso che sia una bella cosa da due punti di vista. Da un lato che ci sia una voglia di impegnarsi su una tematica ambientale che è molto sottovalutata quando in generale si devono prendere delle decisioni mentre è importante per il nostro futuro e per il futuro del nostro pianeta. Il secondo motivo per cui è positivo è che reputo importante l’ impegno dei giovani e la loro partecipazione

Secondo te le piogge, le frane e i crolli di questi giorni sono dovute ai cambiamenti climatici?

La risposta è più scientifica. I cambiamenti climatici causano certamente un aumento di fenomeni atmosferici rilevanti, non si può dire che questi fenomeni esistano solo adesso ma l’intensità di questi eventi, negli ultimi 10 anni, è aumentata e si sono avuti gli anni più caldi e un numero di eventi atmosferici disastrosi. In particolare erano molto più rari i fenomeni delle cosiddette ‘bombe d’acqua’ perché si tratta di fenomeni tropicali. Infatti l’aumento della temperatura è collegato con questo tipo di eventi.

In cosa condividi il messaggio del movimento?

Condivido l’allarme e l’avviso sull’importanza del tema clima perché ne va del futuro della terra. Condivido anche l’importanza del problema fondamentale di ridurre la velocità dell’aumento delle temperature. Invito da un lato a non stufarsi in questo impegno perché non è facile ottenere subito risultati, e dall’altro a studiare il tema dal punto di vista scientifico che significa approfondire le battaglie ambientali. Occorre sempre non essere superficiali nel trattare questo argomento.

Genova: le alluvioni vissute in prima persona.

di Alinovi Valentina 1B

Una città in ginocchio, le alluvioni del 2011 e del 2014 hanno duramente segnato Genova e non vengono facilmente dimenticate dai cittadini soprattutto in caso di nuove allerte meteo rosse. Intervista a una cittadina genovese, V.M. che racconta di quei momenti vissuti in prima persona.

Cosa ricordi dell’alluvione del 2011?

Ricordo che era uno dei primi giorni di novembre perché c’era stato da poco il ponte dei Santi ed ero in ufficio, pioveva in modo torrenziale dalla sera precedente e l’intensità era così forte da far pensare al peggio, non vedevo quasi piazza Brignole dalle vetrate dell’ufficio (lavoravo nel grattacielo di Via San Vincenzo/angolo stazione Brignole). Intorno alle 13 ho letto sul sito internet di Primocanale che il Bisagno stava toccando il livello di guardia, con la conseguente evacuazione dei piani bassi in diversi edifici, come scuole e negozi.

Ricordo che intorno alle 13.30 sono andata in via Colombo per prendere un panino per pranzo ma ad un certo punto ho visto la gente che dai giardini di Brignole correva verso di me urlando che il Bisagno stava esondando. Ho iniziato a correre e ho visto l’onda arrivare in piazza Colombo e risalire la strada verso Via San Vincenzo.  Non sono più tornata in ufficio. Il cellulare non prendeva e non sapevo come avvisare in ufficio e a casa. Dopo un ora, in giro in via XX settembre, mi hanno chiamato dall’ufficio dicendo che l’acqua era passata e si aspettavano una seconda onda di piena alle 16 e di andare a prendere lo scooter che era parcheggiato nei garage e andare a casa. Ricordo che tutte le strade da Brignole a piazza della Vittoria e C.so B. Aires erano ricoperte da uno strato di fango. Per fortuna sono riuscita ad arrivare a casa incolume. Ho visto poi al telegiornale che era esondato anche il rio Fereggiano ed erano morte 6 persone travolte dalla piena.

Come ti sei sentita in quell’occasione?

Ero molto scossa ed impaurita, perché ricordavo i racconti di mio padre nell’alluvione del 1970 in cui si era salvato per miracolo. Vedere l’acqua fangosa arrivare lungo le strade dietro di me mentre correvo era scioccante.  La pioggia continuava a scendere torrenziale e non sapevo se sarei riuscita ad andare a casa in un posto sicuro e se i miei familiari erano in salvo perché il cellulare non funzionava. Credo sia uno dei ricordi più angoscianti che ho: non dimenticherò mai quei momenti di paura, perché ben sei persone erano morte a causa di un evento certamente eccezionale ma anche per colpa della scarsa manutenzione dei torrenti . Mi hanno commossa le centinaia di ragazzi e persone – gli angeli del fango – che per giorni avevano spalato e pulito e aiutato i negozianti e commercianti a ristabilirsi almeno in parte. E’ stato un grande esempio di solidarietà e generosità mai visto prima, che credo tutti dovrebbero seguire

 E l’alluvione del 2014? Cosa ti ricordi?

Ricordo che è successa sempre verso ottobre/novembre nella notte, nell’entroterra a Montoggio ma per fortuna alcune persone in pericolo sono state salvate. Ero in casa e guardavo la tv, hanno detto in diretta che esondava il torrente Bisagno invadendo le strade e trascinando le auto in sosta. Sino alle tre di notte, a causa degli allagamenti, parte della città era rimasta  senza corrente, compresa casa mia. Le acque del torrente Bisagno arrivavano sino all’altezza di un metro e ottanta e trascinarono nella piena molte auto incastrandole nei pressi dei tunnel pedonali e stradali accanto alla stazione Brignole, è stato in quell’occasione che ho perso lo scooter.
Il giorno dopo poi non sono andata in ufficio perché era impossibile arrivarci ed è esondato il torrente Sturla allagando numerose strade e trascinando auto in sosta.

Vedere nuovamente la città distrutta dopo solo 3 anni dalla precedente alluvione era davvero triste e preoccupante perché molti negozi e attività erano in difficoltà e la situazione non sarebbe certamente migliorata in tempi brevi.

“È stato uno shock per me” alluvione a Genova nell’Ottobre 1990

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Halima Ouanane 1B

Nell’ottobre del 1990 in città si abbatté un autentico diluvio, che perdurò per ore e ore, è la grave alluvione che travolse Genova. Un cittadino genovese di nome Saverio racconta la sua esperienza.

Dove ti trovavi il 4 ottobre 1990?

Era notte, pioveva molto, io e mia moglie eravamo in camera e  non riuscivamo a dormire bene, a causa del vento e dei tuoni. Al mattino, mi ricordo, stavo andando in ditta a lavorare, facevo il trasportatore, ma mia moglie quella mattina mi diceva di non andare perché aveva molta paura per me. Io non l’ho ascoltata avevo preso il mio furgone e mi ero indirizzato con paura e agitazione al lavoro.

Sei riuscito ad arrivare?

No, non ero riuscito perché la strada era bloccata, sono rimasto con terrore davanti alla questura di Genova e avevo provato a scendere dal furgone ma non ho potuto perché la pioggia continuava senza interrompersi e dal quel momento avevo capito che avrei dovuto ascoltare mia moglie.

C’erano persone intorno a te?

Si, mi ricordo che un signore con la sua macchina era rimasto bloccato in mezzo alla strada, ma piano piano, grazie all’aiuto dei pompieri si è riuscito a salvare.

Cosa vedevi?

Vedevo il cielo scuro e nuvoloso,  sono partito da Molassana e prima di arrivare alla questura ero passato davanti al fiume Bisagno; era pieno e le persone scappavano dentro le loro case, mi ricordo ancora i loro volti spaventati; piazza Brignole era tutta allagata e vedevo i pompieri che andavano avanti e indietro per la città e sentivo solamente le sirene dei vigili del fuoco, mi sembrava un film, ma purtroppo era la realtà.

E in quel momento come ti sentivi?

Avevo molta paura, pensa mi era venuta anche l’idea che non sarei riuscito a ritornare a casa, è stato uno shock per me, ma anche per tutta Genova.

Come hai superato l’alluvione?

Sono rimasto 15 giorni senza lavorare a causa dell’alluvione, la rete telefonica non andava, i vicoli erano allagati, un mio amico che abitava a Sampierdarena è morto a causa dell’alluvione, è stato un disastro per me, sono  questi i momenti che mi hanno fatto tremare il cuore, pieno di terrore.

Ti rimarrà quel giorno impresso?

Si, per tutta la mia vita non dimenticherò mai quel giorno. Certe volte, quando vado a dormire, ci penso e dico a me stesso:” Cosa ho dovuto passare vivendo a Genova…” Per me sono anche  questi i momenti che non usciranno dalla mia vita,  perché pensandoci  al  posto del mio amico ci potevo essere io. Tuttavia  spero che momenti come questi non accadranno più per la nostra città, ma anche per tutto il mondo (ndr afferma Saverio con il sorriso sulla bocca).

Reporter per un giorno. La somministrazione dei questionari della ASL3 al Salone Orientamento Genova

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Di Elena Dellacasa, 2B

 

Quest’anno, in occasione della 24ª edizione del Salone Orientamento di  Genova, la ASL (Azienda Sanitaria Locale) ha promosso e presentato i servizi offerti dalla ASL3 attraverso un proprio stand dedicato. Qui è stato possibile prendere parte alle diverse attività proposte: laboratori pratici, workshop, incontri con professionisti per approfondire temi relativi all’adolescenza, affettività e relazioni, dipendenze, bullismo e cyberbullismo, disturbi alimentari ecc…. Inoltre alcuni ragazzi presenti al Salone, a campione, sono stati invitati a compilare questionari somministrati dall’ente in questione.

 

Questa iniziativa è stata rivolta specificatamente ai giovani, poiché in grado di fornire opinioni personali riguardanti i servizi ASL3 per loro pensati. I questionari sono stati un mezzo per esaminare, attraverso i dati raccolti, l’efficienza, la funzionalità del supporto e della consulenza forniti, in particolare quella del Centro Giovani.                                                              

All’interno dei questionari erano presenti domande sulle fonti a cui ci si rivolge per ricevere informazioni in merito alla propria salute, sui rapporti con la ASL e con  lo stand della ASL3 al Salone, giudizi e suggerimenti futuri.

E’ stato osservato che un gruppo di ragazzi ha preferito non rispondere alle domande. Questo purtroppo è forse dovuto a disinteresse, superficialità, mancanza di conoscenze e sottovalutazione della grande importanza che costituiscono in realtà dei “semplici fogli di carta”. Infatti l’attività è stata proposta per aiutare il più possibile gli adolescenti, proprio attraverso i loro coetanei.

I pareri rilasciati da questi ultimi possono essere di esempio e di modello, un suggerimento sulla cui base affinare i servizi e di conseguenza garantire maggiori benefìci proprio ai giovani.                                                            

I risultati dei questionari, elaborati dalla ASL, saranno infine rilasciati e pubblicati in un altro articolo correlato.

Reporter per un giorno: un laboratorio per percepire la sofferenza della disabilità

di Arianna Brandi

Perché un  laboratorio esperienziale sulle diverse disabilità motorie e sensoriali? Abbiamo cercato di capirlo intervistando i due esperti presenti allo stand di Asl3, Sonia Pelloni e Fulvio Ghio:

Cosa vuole fare capire questo laboratorio ai giovani?
Un laboratorio sulle disabilità motorie e sensoriali serve a sensibilizzare gli studenti sulle problematiche quotidiane di chi ne è afflitto. Si vuole dare una percezione della disabilità, si vuole insegnare ai ragazzi ad accettare e a sostenere tutti coloro che convivono ogni giorno con questo problema.”

Come mai avete scelto di fare questo lavoro?
S: Io in realtà sono fisioterapista, ho preso la laurea triennale come educatrice, dopo di che ho fatto un concorso, sono riuscita a vincerlo e così ho iniziato questo lavoro.
F: Per caso, avevo una passione per i bambini, ho provato tanti settori e alla fine sono entrato in questo mondo.

Come definireste questo lavoro?
S-F: E’ un lavoro creativo, bisogna sempre creare percorsi nuovi per stimolare la voglia di fare. Ogni giorno la passione per questo lavoro continua a crescere , soprattutto aiutando le persone a compiere azioni che per noi sono quotidiane.

In particolare, con quale disabilità lavorate?

S: Io con gli adulti affetti da disabilità motorie.
F: Io mi occupo degli adulti con disabilità sensoriali e intelletive, voglio farli socializzare con le altre persone e riuscire a trovare loro un lavoro.

Finita l’intervista con gli esperti un gruppo di ragazzi attira la nostra attenzione, ci avviciniamo a loro e poniamo la fatidica domanda:” Scusate possiamo farvi delle domande?” Ci guardano un po’straniti, ma ci danno il consenso.

Ciao, come ti chiami?
Marco
Che scuola frequenti?”
Il Vittorio Emanuele
Che cosa hai provato sperimentando questi laboratori?
Mi sono immedesimanto nelle sensazione che provano le persone con disabilità, tristezza, impotenza. Ho provato a leggere come un dislessico, ho capito cosa prova e ora scherzerò meno su questo problema.

 Ciao, come ti chiami?
Aurora
Che scuola frequenti?
Anche io il Vittorio Emanuele (ride)
Dopo aver fatto tutti i laboratori, che cosa hai imparato?                                                                                                                                                                                           Sono riuscita a capire meglio le mie sensazioni, mi ritengo fortunata, secondo me una esperienza del genere dovrebbero provarla tutti, ti apre la mente.

Andiamo a intervistare Milena Bozzo, un’educatrice della Asl che si occupa dell’inserimento lavorativo di persone con difficoltà motorie.
Salve, possiamo farle qualche domanda?
Ovviamente, forza, venite qui.
Grazie. Come mai ha scelto di fare questo lavoro?
Alle superiori ho frequentato il liceo artistico, ho preso la laurea triennale, ho lavorato con i burattini, dopo di che sono finita a lavorare con ragazzi disabili gravi in un centro diurno; dopo la scuola i ragazzi dovevano avere uno sbocco lavorativo, perciò quello che facevo e faccio tutt’ora è aiutarli ad ottenere un inserimento lavorativo.

Da quanto tempo lavora in questo campo? Le piace il suo lavoro?
Lavoro in questo campo da quarantatre anni, a febbraio vado in pensione. E’ un lavoro bellissimo, non è per niente noioso, devi mettere in gioco la tua creatività ogni giorno.
Quali sono i consigli che darebbe ai giovani che vogliono fare questo lavoro?
Mm… Devi stare molto attento a non volere salvare tutte le situazioni, ci sono casi impossibili, e se non riesci nel tuo intento di passerà la voglia di lavorare, cosa che non deve succedere.
Devi mantenre le giuste distanze, non si diventa amici, bisogna attenersi a un rapporto professionale, se sei troppo coinvolto le emozioni prendono il sopravvento.
Bisogna lavorare in gruppo, riconoscere i propri errori e non entusiasmarsi troppo.

Alla fine salutiamo Milena e andiamo a provare tutti i laboratori offerti dalla Asl.