Notte nazionale dei licei classici: la 4 E propone “Quattro Strozzi in una stanza”

di Alessia Setzu e Alice Preste, 1B

Venerdì 17 gennaio si è svolta la notte dei licei classici. Questa serata si svolge annualmente a partire dalle 18 e fino a mezzanotte, i ragazzi dei licei, che a questo evento lavorano da settimane insieme ai loro insegnanti, mettono in scena drammatizzazioni di opere classiche e di miti, si cimentano in danze e musiche legate al mondo antico e alla Grecia moderna, in maratone di lettura di poeti, invitando ex alunni e ospiti famosi a presentare libri e a parlare delle esperienze post liceali. Quest’anno nel liceo D’Oria di Genova la sera è cominciata con una presentazione in aula magna, in seguito accompagnata da spettacoli organizzati dagli stessi alunni, in cui troviamo il canto, la danza, la poesia, la musica…
Successivamente le classi che avevano organizzata un’esibizione hanno iniziato a prepararsi per andare in scena alla nove.
Di particolare interesse artistico è stato lo spettacolo su Bernardo Strozzi, pittore e religioso italiano del Seicento.
Nacque a Campo Ligure nel 1581, paese della Valle Stura, nell’entroterra di Genova, da una famiglia povera. Infatti era Pizzorno il reale cognome della famiglia d’origine, il padre era di Rossiglione, la madre era di Campo Ligure. A Campo Ligure, infatti viene ancora conservata una delle prime opere note del pittore, il Martirio di Santa Lucia all’interno della chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine.Recentemente ulteriori studi ipotizzano che all’interno della stessa chiesa sia nascosto un altro dipinto del Pittore.
Sin dalla più tenera età si trova ad affrontare situazione difficili, con il padre morto e la madre malata, così decise di entrare in convento nel 1599.
Una delle sue più grandi passioni, sin dalla tenera età, fu la pittura; quando in convento gli fu vietato farlo ricevette l’aiuto da cappuccino che si trovava lì : padre Zaccaria.
Sempre grazie a lui nel primo decennio del 1600 parte alla scoperta dell’Italia, tra le sue mete troviamo città come Roma e Milano.
Ma presto decise di rientrare in Liguria, precisamente a Genova, dove cominciò a dipingere liberamente.
Con la morte nel 1625 di Carlo Doria, esponente insieme al fratello Stefano della famiglia più ricca e influente della Genova del tempo, e poco dopo nel 1629 della madre, Strozzi è costretto a rientrare in convento, così decide di lasciarlo e partire per Venezia.
Successivamente nel 1644 muore a Venezia in un ambiente più libero.
Opere di Strozzi sono conservate, oltre che alla Galleria di Palazzo Rosso di Genova e in chiese e musei di Venezia, in musei di tutto il mondo, fra cui l’Ermitage di San Pietroburgo, il Museo di belle arti di Chambéry, l’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il museo Magyar Szépmüvészeti di Budapest, la National Gallery a Londra. In Spagna si trovano, in particolare, La Veronica e Tobia cura il padre cieco, custoditi al Museo del Prado, e Santa Cecilia, custodito al Museo Thyssen-Bornemisza.
Dopo aver assistito allo spettacolo abbiamo intervistato gli alunni che si erano occupati di organizzarlo e presentarlo.

Da cosa è nata l’idea e perché vi siete ispirati proprio a Strozzi?

Il progetto è nato da un’idea della professoressa Guinnasso, che dopo averci proposto di presentare a palazzo Lomellino, alcune opere del celebre pittore genovese, nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, ci ha poi suggerito di riproporre l’esperienza alla notte del liceo classico, inserendovi anche un’interpretazione teatrale.

Come descrivereste l’ arte del maestro?

Se dovessimo descriverla con una parola utilizzeremmo il vocabolo “attenta” per la diligenza e la cura dei dettagli nei diversi quadri. E’ un artista che all’interno delle sue opere dipinge soggetti reali, concreti e rappresenta scene di vita quotidiana preferendole a quelle sacre di santi e madonne severe e improntate a un senso grave e solenne di sacralità o devozione nei ritratti di famiglia che tanto erano in voga al suo tempo. Il giovane trova nella pittura il modo più creativo per sfogare la propria irruente e inquieta passione.

Quali sono le opere che più vi hanno colpito?

I quadri che ci hanno colpito sono stati “La Parabola del banchetto di nozze” per la complessità della composizione e la precisione dei dettagli, che metteva in scena il momento più significativo della parabola ovvero la punizione impartita dal sovrano a colui che si era presentato al banchetto privo di abiti nuziali. L'immagine può contenere: 1 persona

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Il suonatore di liuto” per l’anatomia, per la consapevolezza e la professionalità nel tenere le mani sullo strumento, l’elemento più pregevole del dipinto è sicuramente la doppia natura morta sul tavolo, rappresentata dai frutti, dai fiori disposti nel vaso di cristallo che riflette la luce, e dallo spartito musicale.

E infine nella sua semplicità la “Cuoca”, si tratta di una scena di genere, ossia un semplice soggetto di vita quotidiana, che ne implicò una collocazione defilata all’interno della collezione Brignole-Sale secondo la gerarchia dei generi all’epoca in voga che prevedeva la superiorità dei soggetti storici o religiosi.

Che emozioni avete provato nel mettere in scena questo spettacolo?

È stata un’esperienza divertente e istruttiva, molto interessante è stato inoltre organizzare il tutto ed esporlo ad un pubblico.

 

Donne Romane che hanno fatto la storia

di Veronica De Astis, 1B

Durante la Notte Bianca dei licei classici, 17/01/2020, il liceo classico A. D’Oria ha partecipato attivamente con svariate performance. La mia classe 1B e altre due classi con potenziamento giornalistico svolgevamo il ruolo di reporter della serata. Ognuno di noi seguiva un’ esibizione e  ne riportava il contenuto attraverso una foto, un video  e  un tweet per poi affidarlo all’ufficio stampa,  composto da alcuni studenti e professori, che aggiornavano in tempo reale la pagina Twitter creata per l’occasione,  con lo scopo di suscitare  interesse nelle persone e farle partecipare  all’evento o  indurle a venire.

La serata si è aperta con un incontro in Aula Magna  per ascoltare  il discorso della Preside. Al termine, sono iniziate le performance di canto e ballo, entrambe eseguite da talentuosi ragazzi della scuola. Verso la metà della serata è stato scoperto il murale di Amore e Psiche , perché  il filo conduttore della serata era l’amore, realizzato da  alcuni alunni con l’aiuto di Stevo, il Banksy genovese e poi è arrivato il momento  del rinfresco gentilmente offerto dalla scuola.

Alle ore 21.00 sono iniziate  le esibizioni ispirate  a opere e personaggi greci e latini.

Un’esibizione interessante è stata quella intitolata: “ Donne romane  che hanno fatto la storia , dalla leggenda alla res pubblica”; questo spettacolo è stato  tratto da un testo in latino rivisitato e recitato da alcune ragazze di terza.

La performance ha avuto inizio con un ragazzo che interpretava uno storico , il quale , con una breve introduzione, presentava  le giovani donne ; esse  portavano sulla bocca un pezzo di scotch  a simboleggiare  il fatto  che alla loro epoca, alcune di loro,  non avevano avuto  il diritto di esprimersi liberamente  con le parole o di essere rispettate e valorizzate per  le loro imprese, ma quando venivano annunciate lo toglievano e raccontavano le loro storie piene di coraggio e audacia.

Le donne drammatizzate erano: Didone, Tarpea, Lucrezia, Clelia, Veturia, Cornelia e Sempronia.

La prima, Didone, era la regina di Cartagine che si invaghì di Enea, ma esso la tradì e lei si vendicò maledicendo il suo arrivo nel Lazio e poi si suicidò.

Tarpea era un’amante di gioielli e d’ oro, quando i Sabini si avvicinarono alle porte della sua città lei gli aprì  perché in cambio le avevano promesso tutti i loro braccialetti e le loro ricchezze , ma essi non mantennero il patto  e distrussero la città, uccidendo la giovane.

 

Lucrezia, donna fedelissima , durante l’assedio di Ardea, il re  Sesto Tarquinio si innamora di lei e la costringe , minacciandola,  a tradire il marito ; presa dalla disperazione si suicida.

Clelia, secondo la leggenda, incitò le nove ragazze che,  come lei  erano state rapite dagli Etruschi, a fuggire attraversando il fiume a nuoto; fu la prima donna a cui venne dedicata una statua equestre.

Veturia  impedì al figlio , che era stato cacciato da Roma , di assediare e distruggere la città .

Cornelia  aveva dodici figli , dieci dei quali morirono perché avevano seguito l’ insegnamento della  matrona  di aiutare e rispettare i più deboli.

Sempronia fu la prima nobildonna a prendere una posizione politica ed ebbe un importante ruolo nella Congiura di Catilina.

Infine queste due domande che abbiamo rivolto a una delle attrici  ci hanno chiarito i dubbi rimasti dopo la performance

  • Perché avete scelto di parlare delle donne romane?

Ultimamente a scuola stiamo studiando la letteratura latina che ci ha molto appassionato, inoltre in classe siamo in maggioranza femmine e il tema dei diritti delle donne è oggetto di dibattito durante le lezioni.

  • Pensi che queste donne possano insegnare qualcosa a noi moderni ?

Si, perché hanno delle personalità forti e non si arrendono di fronte alle prime difficoltà, cosa che dovremo fare anche noi “moderni”, mentre nella maggior parte delle occasioni ci tiriamo indietro pensando di non essere all’altezza.

 

Il liceo D’Oria preso dall’amore e dalla street art.

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Niccolò Zunino e Giovanni Mozzati, 1B

L’amore si è impossessato del liceo D’Oria: gli studenti hanno espresso liberamente i propri sentimenti recitando monologhi e canzoni romantiche e satiriche. Il culmine è stato raggiunto quando il murale realizzato da Stevo, il “Banksy Genovese“, è stato scoperto. Aiutato dagli studenti, l’artista ha raffigurato il bacio tra Amore e Psiche. L’amore era infatti il tema della serata, che secondo Stevo (intervistato in merito) rappresenta l’integrità dell’uomo ed è ciò che ci salva dal caos. Perciò, secondo lui, un mito come quello narrato da Apuleio riesce a sopravvivere anche ai giorni nostri. Inoltre- ha continuato- la street art accetta come arte tutto, perfino una banana attaccata ad un muro.

Anche la Preside, la prof.ssa Mari Aurelia Viotti, ha espresso il suo parere sull’innovazione portata nell’istituto: “Spero che il murale possa portare ancora più vitalità agli studenti“. Si è poi espressa con un parere sulla Notte Bianca: “In queste ore gli alunni possono vivere momenti di grande emozione ed esprimere il proprio talento con esibizioni di ogni tipo“.

La serata si è poi conclusa con varie rappresentazioni teatrali che hanno visto protagonisti e registi gli alunni stessi.

L’evento è ormai sotto i riflettori di tutti coloro che si interessano della vita scolastica in tutta Italia: in una notte gli studenti possono dimostrare a tutti gli scettici, che credono che il liceo classico sia solo uno sfizio, la loro abilità e la loro passione; infatti la scelta di questa scuola permette di coltivare i propri sogni.

17 gennaio 2020 – VI edizione della Notte nazionale del liceo classico

“Questa notte è ancora nostra” al Liceo D’Oria:  centinaia  gli studenti protagonisti,
con oltre 20 esibizioni e l’inaugurazione del murale realizzato con Stevo
sulla parete di ingresso del Liceo

Dalla street art alla school art:  sarà l’inaugurazione del murale realizzato all’ingresso del Liceo dallo street artist Stevo, insieme ai ragazzi del D’Oria, il cuore della serata con cui il liceo “Andrea D’Oria” aderisce alla sesta edizione della Notte nazionale del liceo classico che si svolgerà in tutta Italia il 17 gennaio dalle 18.00 alle 24.00.

“Non a caso il murale che d’ora in poi darà il benvenuto agli studenti al loro ingresso – sottolinea la preside Maria Aurelia Viotti –  rappresenta Amore e Psiche: intelletto, ma anche passione, doti entrambe necessarie per una formazione completa e armonica. L’attenzione ai nuovi linguaggi artistici e della comunicazione conferma la vitalità del classico anche come chiave di lettura del mondo contemporaneo”.

Il programma.

La serata del D’Oria, intitolata “Questa notte è ancora nostra” sarà articolata in due tempi: un’ouverture ufficiale in Aula Magna alle 18.00 con l’omaggio all’Infinito di  Leopardi, a Teofrasto, il filosofo che già nel IV secolo a.C. aveva osservato i cambiamenti climatici determinati dall’intervento dell’uomo sulla natura, e con una maratona di esibizioni canore, danza, recitazione di poesie accompagnate al pianoforte, a cura degli studenti.

Seguirà un secondo tempo, a partire dalle 21.00, nelle classi, dove sarà possibile assistere ad un processo nell’Atene del V secolo a.C., trascorrere una giornata in compagnia di Saffo e delle ragazze del tiaso, nella Lesbo del VII secolo a.C., ammirare la frizzante messa in scena del Pygmalion di G.B. Shaw, ascoltare le vicende dell’ intraprendente Wife of Bath, dai Canterbury Tales. E inoltre, porgere l’orecchio alle parole di Bernardo Strozzi, ancora offeso per la lite con il committente Luigi Centurione o divertirsi guardando la rassegna di  cortometraggi  a tema fantastico girati dagli studenti.

Sarà possibile conoscere i giochi usati dai bambini per divertirsi nell’antichità, sperimentandoli, e sfidarsi con le “Carte (viventi) dell’Olimpo”, assistere ai monologhi delle donne romane che hanno fatto la storia, da Tarpea a Lucrezia, da Cornelia a Clodia, la Lesbia di Catullo, per poi passare ad ascoltare le appassionate parole di denuncia di Rosalind Franklin, la scienziata che nei maschilisti anni’50 scoprì la struttura ad elica del DNA, ma venne defraudata del Nobel, oppure decidere di abbandonarsi alle parole di poesie e canzoni senza tempo…legate dal filo rosso di un amore “ch’a nullo amato amar perdona”

Si chiude con la lettura del prologo dell’Agamennone di Eschilo, “Una sentinella nella notte”.

 I numeri

24 esibizioni, circa duecento  studenti coinvolti direttamente, due mesi  di prove e di preparazione, quasi sei ore di spettacolo, realizzato grazie alla creatività e all’impegno degli studenti e dei loro docenti per dimostrare che la cultura classica è viva.

La notte dei reporter su twitter e su web

I ragazzi del corso umanistico, che hanno seguito i laboratori di giornalismo e comunicazione “copriranno” l’evento su twitter (@DoriaNotte – NotteClassicoLiceoDoria) e su web, realizzando tweet, interviste, video servizi giornalistici, foto-notizie e inviteranno gli ospiti a visitare la piattaforma web dove appaiono gli articoli realizzati dagli studenti reporter: https://lascuolafanotizia.it/author/doriagenova/

 

Il comune di Genova impegnato per un domani più ecologico

di Giorgia Mori 1B

Oggi è sempre più discusso e commentato il tema del cambiamento climatico e delle conseguenze che sta provocando e che provocherà al nostro pianeta. Grazie a diversi attivisti e campagne scolastiche su questo tema,  noi ragazzi ci stiamo sensibilizzando sull’argomento. La principale domanda che si pongono i giovani riguardo la situazione attuale è: “ma la generazione precedente alla nostra si rende conto della gravità della situazione? Adotta accortezze per un mondo più ecologico?”  Ma i quesiti non sono solo questi, ecco quindi che l’assessore all’ambiente del Comune di Genova, Matteo Campora, ha accettato di rispondere ad alcune domande su tematiche molto vicine a ciò di cui si occupa.

Cosa pensa riguardo agli scioperi ‘Friday for future’ indetti da Greta Thunberg? Secondo lei hanno un’ utilità? 

Si, hanno sicuramente un’utilità, da poco ho incontrato e a breve incontrerò nuovamente i ragazzi di ‘Friday for future’. Penso che tutte le iniziative che hanno la finalità  di sensibilizzare la popolazione su questo tema sono necessarie, garantiscono ai cittadini di comprendere meglio gli effetti dell’ inquinamento sul clima, argomento non più trascurabile.

Quali sono state o sono le principali conseguenze dirette che ha subito Genova a causa del clima?

I fenomeni più rilevanti, riguardo al maltempo, li abbiamo avuti da parte del mare e delle violente mareggiate degli anni passati, in particolare quella dell’autunno 2018, che ha provocato innumerevoli danni alle coste, ad attività balneari, spiagge, attività commerciali. Altri fenomeni, che hanno segnato l’arrivo del cambiamento climatico nella nostra città,  sono  l’aumento di piogge, che provoca allagamenti, data l’incapacità del terreno di assorbire l’acqua in tempi brevi e le trombe d’aria e marine.

Le istituzioni liguri, essendo a conoscenza della situazione, intendono agire agevolando la riduzione di emissioni dannose? Se sì in quale modo?

Il Comune di Genova ha firmato “il patto dei sindaci“, iniziativa a livello europeo, firmata da decine di sindaci, che si pone come obbiettivo quello della riduzione di emissioni inquinanti del 40% entro il 2030. Ogni anno vengono effettuate azioni per la riduzione di inquinamento; ciascuna di esse permette l’avanzamento della percentuale prefissata del 2030, attualmente la riduzione di emissioni della nostra città è del 18%. La Liguria ha adottato nel 2018 un sistema detto “piano dell’aria” che comprende un insieme di strategie finalizzate all’abbattimento dell’inquinamento, a loro volta i Comuni hanno dovuto  porre delle azioni, sulla base delle direttive regionali. Riguardo al Comune di Genova consistono in un’ ordinanza recente che prevede: il divieto d’accesso in una zona della città dei mezzi sopra l’ E(euro)2, la sostituzione di caldaie a basso impatto e, ancora in fase di lavorazione, l’elettrificazione delle banchine portuali.

Molti dei cittadini e commercianti si impegnano a ridurre, per quanto possibile, l’utilizzo di plastica non riciclabile sostituendola con carta o metallo. Quali sono, secondo lei, materiali alternativi o strategie per ridurla?

In primo luogo evitando l’acquisto di bottiglie d’acqua in plastica, usufruendo dell’acqua corrente che è perfettamente depurata e potabile, soprattutto nella nostra città: Genova è la città che possiede gli invasi più grandi sugli Appennini, quasi 80 milioni di metri cubi d’acqua, infatti non abbiamo mai avuto problemi di siccità. Abbiamo in previsione per il prossimo anno  di fare delle ordinanze individuando alcuni tratti di litorale, dove vorremmo vietare l’uso di plastica e di sigarette, per via dell’abbandono di mozziconi. Stiamo lavorando anche alle campagne di sensibilizzazione ed informazione nelle scuole e di recente presso il Porto antico sono stati installati dei “Seabin”, ossia secchi dell’ immondizia che catturano le microplastiche che i depuratori non riescono a selezionare, evitando che finiscano nel mare. 

In quanto genitore come si sente pensando a quello che potrebbe essere il futuro di suo figlio?

Io mi sento ottimista, penso che anche se limitato, abbiamo tutto il tempo e le possibilità per cambiare rotta. I mutamenti climatici sono sicuramente dovuti alle attività dell’uomo, ma anche a fatti che vanno al di là dell’ inquinamento come l’evoluzione  della Terra stessa, che cambia con il passare degli anni. Inoltre la vostra generazione è molto più sensibilizzata che la nostra e quella dei nostri genitori. Adesso, anche grazie alla tecnologia, molte criticità sono rimediabili con più facilità. Il passo più grande da fare è impegnarsi a cambiare stile di vita nella quotidianità.

Queste ultime parole ci fanno riflettere, l’assessore suggerisce di cambiare abitudini come singolo, questo pensiero è valido per varie situazioni. La forza della collettività può cambiare tanto ma ognuno nel suo piccolo deve fare qualcosa.

L’alluvione che devastò Genova nel 2011

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Setzu Alessia 1B.
Un giorno drammatico per Genova, 4 novembre 2011, una data che lasciò un segno indelebile nei ricordi dei cittadini genovesi.
Un evento alluvionale di tale portata che mise in ginocchio la città (https://youtu.be/dy0xwazRwnI).
Siamo qui oggi con un operaio del Comune di Genova, il quale ha vissuto in prima persona quell’avvenimento catastrofico  racconta la sua esperienza.

Cosa ricorda in particolare di quella giornata?

Sono stati momenti terribili, agitati. Non scorderò mai l’espressione sui volti della gente, la paura, la disperazione. Successe tutto molto rapidamente, l’esondazione dei torrenti Bisagno e Ferreggiano. La città divenne una vera e propria laguna. La mia preoccupazione più grande, quella che mi accompagnò durante quei momenti, fu quella di non riuscire ad aiutare tutti.

Cosa stava facendo quel quattro novembre?

Ero in sezione, come ogni giorno, timbrai verso le 6:00 e presi servizio.
Fuori pioveva, la cosa non mi stupì più di tanto, visto che ormai erano giorni che non spuntava il sole, ed eravamo in stato di allerta 2, nessuno però si sarebbe aspettato così tanta acqua. Le previsioni davano un aggravamento della situazione, quindi, contattai mia moglie suggerendole di andar a prendere i bambini a scuola, considerato che i torrenti stavano crescendo a vista d’occhio. Terminato il servizio, timbrai ed uscii, mi diressi verso Brignole per andare a recuperare la mia auto, ma mi resi conto che le vetture iniziarono a viaggiare contro mano e capì subito che l’acqua stava aumentando e che tutti si stavano allontanando dal centro.
Fu il panico totale…

Cosa pensa delle persone che hanno subito danni sul posto di lavoro? Lei si ritiene fortunato?

Ovviamente mi dispiace per tutte quelle persone, per chi ha visto allagato il proprio negozio, magari, dopo anni di sacrifici.
Sinceramente sì, mi reputo un uomo fortunato e sono grato al Signore per non aver subito nessun danno serio.

Quando ripensa a quell’ evento, quali emozioni prova?

Sicuramente se ripenso a quel 4 novembre, affiora la rabbia, la sofferenza, ma anche l’orgoglio di uomo e cittadino, nel vedere quale forza ci fu nella disperazione, mi riferisco all’unione che si creò nelle persone, per aiutare a ripulire e ricostruire dai danni che l’acqua provocò.
Spero con tutto il cuore che una sciagura del genere, non si ripeta più.

Secondo lei in quella situazione di sventura, cos’è che ha accomunato i cittadini genovesi?

Senz’altro la solidarietà delle persone verso i più sfortunati, coloro che hanno perso la casa e/o il lavoro, aiutati dai cosiddetti “Angeli del fango”. Questa vicenda ha creato fratellanza, amicizia. Persone da tutte le parti della Liguria e non solo, hanno aiutato Genova a rialzarsi dal quel terribile incubo.

Piazza S.Marco sott’acqua: lo smarrimento di una genovese

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Maria Vittoria Buzzi, 1B

La catastrofe avvenuta a Venezia, in questi giorni, è stata particolarmente grave sia per gli abitanti e sia per tutti gli Italiani, forse addirittura per il mondo. Ecco, quindi, l’intervista a una signora genovese, nata negli anni ’40, che ha deciso di restar anonima, che ci racconta il suo punto di vista ed i suoi sentimenti riguardo questo argomento.

Si aspettava di sentire questa notizia al telegiornale?

Non mi aspettavo di sentirla, non credevo di dover assistere ad una situazione di acqua così alta perché, oramai, purtroppo, siamo abituati a sentire notizie riguardanti questo fenomeno disastroso che colpisce Venezia. E’ diventata quasi un’abitudine, Venezia è soggetta a questi tipi di disastro, ma quest’anno, l’acqua ha letteralmente invaso il centro storico; impedendo alle persone di uscire di casa. Gli altri avvenimenti provocavano grossi danni, ma non avevano sconvolto la loro vita.

Che sentimenti ha provato quando ha sentito la catastrofe avvenuta?

Sono rimasta molto scossa per i danni provocati, ma mai quest’ultimi avevano coinvolto strutture come Palazzo Ducale e la Basilica, e soprattutto, secondo me, ci siamo sentiti tutti un po’ colpevoli; in quanto i nostri rappresentanti dello stato non hanno saputo proteggerla. Il Mose, opera grandiosa e costosissima, utile e unica che avrebbe dovuto proteggere Venezia dalle maree, con acqua fino a tre metri, è fermo dal 2016, ciò vuol dire che abbiamo 5.000.000 di euro, stanziati dal governo, in fondo al mare senza poter trarne alcun beneficio!

Ha provato sentimenti di tristezza?

Certo che li ho provati! Ma soprattutto, di rabbia, perché di fronte alle stragi che può provocare la natura, è quasi certo che il Mose avrebbe potuto salvare Venezia. Essa ha distrutto tante opere importanti costruite nel passato e sono andate perdute per sempre. E noi non possiamo farci nulla. E’ davvero un peccato, mi sento un po’ impotente davanti a questo episodio. Inoltre, vorrei aggiungere che nel secolo scorso, avvenivamo molto meno frequentemente questi disastri, ci sono stai però negli ultimi tempi, cambiamenti climatici, che stanno distruggendo il mondo. Pioveva molto meno spesso, erano più le giornate di pioggia rispetto a quelle di sole, ora è esattamente il contrario. I fenomeni erano, quindi più contenuti. Ma questa è una storia conosciuta, è l’uomo che non rispetta la natura e la natura si “vendica”.

Si sente solidale con i veneziani, per qualche motivo personale?

No, ma come italiana, ho sentito Venezia quasi come un “habitat”, un patrimonio comune che siamo stati incapaci di conservare.

Clima: tra passato e presente

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Alice Preste 1^B


Negli ultimi tempi l’argomento di notizia principale sono i cambiamenti climatici che si stanno evidenziando in questo periodo. Cosa che nei secoli scorsi non era così accentuato, infatti le maggiori cause dell’inquinamento presente sono il frutto delle evoluzioni dell’uomo secolo per secolo, maggiormente nello scorso. Ora un esponente dello scorso secolo c’è ne parlerà.

Se dovessi descrivere gli anni della tua infanzia con una parola, quale useresti? Perché?

Bellissima. Vivevo in una famiglia dove regnava l’armonia e l’amore, non avevamo problemi economici e soprattutto non c’era la paura presente, come in questo momento riguardo al clima.

Come era il clima quando eri più giovane? C’era così tanto inquinamento?

No, era assolutamente meno inquinato. I motivi principali erano il fatto che ci fossero innanzitutto meno fabbriche, ma anche in generale meno persone. Non c’era questa mania di costruire, e perciò a distruggere l’ambiente; secondo me il motivo di tutto ciò è il cibo, essendo che l’uomo dipende da questo e l’unico modo per procurarselo sono le coltivazioni. Sin da quando si è diventati coltivatori si è iniziato a distruggere intere foreste per ricavare terre coltivabili.

Avresti mai pensato che si potesse arrivare a questo punto?

Sicuramente no, non potevo immaginarlo. Ovviamente le scoperte scientifiche che ci sono state nel corso negli anni hanno cambiato il modo di vivere degli uomini. Quando ero giovane avevo l’elettricità e tante cose, ma tutto lo sviluppo tecnico che c’è stato negli ultimi anni, uno sviluppo geometrico che va sempre più avanti, ha portato a questo. Aumentando la popolazione è aumentato il bisogno di materie, infatti ora tutto è prodotto in maggiore quantità.

Ti preoccupa che la situazione posso peggiorare, sia per te sia per le generazioni future, che un futuro potrebbero non averlo?

I cambiamenti climatici ci sono sempre stati e la forza dell’umanità è che è sempre riuscita a rialzarsi da qualsiasi catastrofe. Bisogna tenere presente, cosa che non viene quasi mai detta, che il clima ha sempre avuto dei cambiamenti, per esempio ci sono state cinque glaciazioni; e se c’è ne sono state cinque ci saranno stati di conseguenza altri cinque surriscaldamenti. Adesso noi potremmo un pochettino contribuire all’inquinamento perché è l’anidride carbonica che riscalda l’aria; però c’è anche il fatto che l’asse terrestre è inclinato, e se prima i ghiacciai ricoprivano quasi metà del pianeta e hanno lasciato terre fertili, secondo il mio parere se queste terre che abbiamo verranno distrutte, il pianeta si rifornirà con altre nuove. In conclusione si è una possibilità ma credo che se c’è riuscito altre volte, l’uomo troverà una soluzione.

Avendo vissuto molti cambiamenti atmosferici, secondo te qual’è stato l’errore fatale che ha scatenato questa situazione? Oppure sono stati più di uno?

Io direi c’è ne sono state più di uno, visto che la terra nel corso della storia di cambiamenti ne ha vissuti e tutti sono stati causati da più ragioni, credo che anche questo cambiamento non sia diverso dagli altri.

Giorni di allerta a Genova

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Strada Arianna 1B

Questi ultimi giorni a Genova sono stati giorni di allerta. Ci sono state molte giornate di pioggia intensa e di conseguenza allerte arancioni e un’allerta rossa. Qui di seguito racconta la propria impressione ed esperienza una genovese preoccupata S.C. che ha deciso di restare anonima.

Cosa ne pensa del tempo in questi giorni?

Penso che siano stati giorni di preoccupazioni per tutti i cittadini genovesi perché, come ben sanno tutti, sono stati giorni di allerte e siccome a Genova ci sono già state alluvioni, alcune anche molto pericolose, come quella del 2011, si aveva il terrore che potesse riaccadere. Nonostante siano stati risoli molti problemi a Genova, per esempio lo scolmatore del Fereggiano, non ero certo che fossimo al sicuro al cento per cento. I giorni di allerta non sono ancora finiti, ma per fortuna sembra che il tempo si stia placando e siamo tutti più tranquilli.

Prima ha citato l’alluvione del 2011, se si ricorda, può parlarne?

Mi ricordo molto bene di quell’alluvione. La mattina presto ha iniziato ha piovere molto forte, ma non era ancora stato annunciato il pericolo dell’alluvione. Verso mezzogiorno ai telegiornali hanno dichiarato l’inizio di un’altra alluvione. Ero a casa a preparare il pranzo, ma avevo la televisione accesa perché ero preoccupata e appena ho saputo  dell’alluvione mi sono precipitata in macchina per andare a prendere i miei figli a scuola. Per tornare a casa ci abbiamo messo un’eternità, ma per fortuna a me e alla mia famiglia non è successo niente. Purtroppo però ci sono state alcune vittime tra cui anche bambini. Per fortuna ci sono stati gli “angeli del fango” che sono dei ragazzi che si sono offerti di aiutare a ripulire i disastri causati dalle alluvioni.

Un tempo il clima era così a Genova?

Io sono nata nel 1970 ed esattamente il giorno in cui sono nata c’è stata un’alluvione, quindi si, le alluvioni (almeno da quando sono nata io) ci sono sempre state. Mi ricordo che gli angeli del fango sono nati proprio in quegli anni e per fortuna in questi anni ci sono stati molto cambiamenti positivi.