Clima: tra passato e presente

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Alice Preste 1^B


Negli ultimi tempi l’argomento di notizia principale sono i cambiamenti climatici che si stanno evidenziando in questo periodo. Cosa che nei secoli scorsi non era così accentuato, infatti le maggiori cause dell’inquinamento presente sono il frutto delle evoluzioni dell’uomo secolo per secolo, maggiormente nello scorso. Ora un esponente dello scorso secolo c’è ne parlerà.

Se dovessi descrivere gli anni della tua infanzia con una parola, quale useresti? Perché?

Bellissima. Vivevo in una famiglia dove regnava l’armonia e l’amore, non avevamo problemi economici e soprattutto non c’era la paura presente, come in questo momento riguardo al clima.

Come era il clima quando eri più giovane? C’era così tanto inquinamento?

No, era assolutamente meno inquinato. I motivi principali erano il fatto che ci fossero innanzitutto meno fabbriche, ma anche in generale meno persone. Non c’era questa mania di costruire, e perciò a distruggere l’ambiente; secondo me il motivo di tutto ciò è il cibo, essendo che l’uomo dipende da questo e l’unico modo per procurarselo sono le coltivazioni. Sin da quando si è diventati coltivatori si è iniziato a distruggere intere foreste per ricavare terre coltivabili.

Avresti mai pensato che si potesse arrivare a questo punto?

Sicuramente no, non potevo immaginarlo. Ovviamente le scoperte scientifiche che ci sono state nel corso negli anni hanno cambiato il modo di vivere degli uomini. Quando ero giovane avevo l’elettricità e tante cose, ma tutto lo sviluppo tecnico che c’è stato negli ultimi anni, uno sviluppo geometrico che va sempre più avanti, ha portato a questo. Aumentando la popolazione è aumentato il bisogno di materie, infatti ora tutto è prodotto in maggiore quantità.

Ti preoccupa che la situazione posso peggiorare, sia per te sia per le generazioni future, che un futuro potrebbero non averlo?

I cambiamenti climatici ci sono sempre stati e la forza dell’umanità è che è sempre riuscita a rialzarsi da qualsiasi catastrofe. Bisogna tenere presente, cosa che non viene quasi mai detta, che il clima ha sempre avuto dei cambiamenti, per esempio ci sono state cinque glaciazioni; e se c’è ne sono state cinque ci saranno stati di conseguenza altri cinque surriscaldamenti. Adesso noi potremmo un pochettino contribuire all’inquinamento perché è l’anidride carbonica che riscalda l’aria; però c’è anche il fatto che l’asse terrestre è inclinato, e se prima i ghiacciai ricoprivano quasi metà del pianeta e hanno lasciato terre fertili, secondo il mio parere se queste terre che abbiamo verranno distrutte, il pianeta si rifornirà con altre nuove. In conclusione si è una possibilità ma credo che se c’è riuscito altre volte, l’uomo troverà una soluzione.

Avendo vissuto molti cambiamenti atmosferici, secondo te qual’è stato l’errore fatale che ha scatenato questa situazione? Oppure sono stati più di uno?

Io direi c’è ne sono state più di uno, visto che la terra nel corso della storia di cambiamenti ne ha vissuti e tutti sono stati causati da più ragioni, credo che anche questo cambiamento non sia diverso dagli altri.

Giorni di allerta a Genova

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Strada Arianna 1B

Questi ultimi giorni a Genova sono stati giorni di allerta. Ci sono state molte giornate di pioggia intensa e di conseguenza allerte arancioni e un’allerta rossa. Qui di seguito racconta la propria impressione ed esperienza una genovese preoccupata S.C. che ha deciso di restare anonima.

Cosa ne pensa del tempo in questi giorni?

Penso che siano stati giorni di preoccupazioni per tutti i cittadini genovesi perché, come ben sanno tutti, sono stati giorni di allerte e siccome a Genova ci sono già state alluvioni, alcune anche molto pericolose, come quella del 2011, si aveva il terrore che potesse riaccadere. Nonostante siano stati risoli molti problemi a Genova, per esempio lo scolmatore del Fereggiano, non ero certo che fossimo al sicuro al cento per cento. I giorni di allerta non sono ancora finiti, ma per fortuna sembra che il tempo si stia placando e siamo tutti più tranquilli.

Prima ha citato l’alluvione del 2011, se si ricorda, può parlarne?

Mi ricordo molto bene di quell’alluvione. La mattina presto ha iniziato ha piovere molto forte, ma non era ancora stato annunciato il pericolo dell’alluvione. Verso mezzogiorno ai telegiornali hanno dichiarato l’inizio di un’altra alluvione. Ero a casa a preparare il pranzo, ma avevo la televisione accesa perché ero preoccupata e appena ho saputo  dell’alluvione mi sono precipitata in macchina per andare a prendere i miei figli a scuola. Per tornare a casa ci abbiamo messo un’eternità, ma per fortuna a me e alla mia famiglia non è successo niente. Purtroppo però ci sono state alcune vittime tra cui anche bambini. Per fortuna ci sono stati gli “angeli del fango” che sono dei ragazzi che si sono offerti di aiutare a ripulire i disastri causati dalle alluvioni.

Un tempo il clima era così a Genova?

Io sono nata nel 1970 ed esattamente il giorno in cui sono nata c’è stata un’alluvione, quindi si, le alluvioni (almeno da quando sono nata io) ci sono sempre state. Mi ricordo che gli angeli del fango sono nati proprio in quegli anni e per fortuna in questi anni ci sono stati molto cambiamenti positivi.

Sarà difficile tornare indietro

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Giulia Corona 1 B

Con il termine cambiamenti climatici si indicano le variazioni del clima sulla Terra di uno o più parametri ambientali e climatici nei loro valori medi: temperature, precipitazioni, nuvolosità, temperature degli oceani, distribuzione e sviluppo di piante e animali. Quello che causa il riscaldamento globale sono le attività umane che rilasciano gas serra, come anidride carbonica e metano, le quali hanno amplificato l’effetto serra,  che è di per sé un fenomeno naturale. La temperatura media è salita di 0,6°C rispetto al XX secolo, il livello del mare è aumentato dai 10 ai 20 centimetri dall’inizio del ventesimo secolo e abbiamo perso il 10% della copertura di neve e ghiaccio. A causa dell’aumento delle temperature, uragani e tempeste potrebbero diventare più violenti, alluvioni e siccità sempre più frequenti.

I due intervistati, nati entrambi alla fine degli anni ’30, vivono nella periferia di Genova. Genova ha un clima mediterraneo, sulla costa con temperature più miti. Si verificano alcune grandinate durante l’anno e poco spesso alcune nevicate. Circa la piovosità, ricade nella media dei climi mediterranei. Negli ultimi anni, si sono registrati però improvvisi episodi temporaleschi di forte entità. La città di Genova è una delle più colpite dagli effetti del riscaldamento globale: si piazza all’ottavo posto (EDJNet) nella graduatoria delle grandi città europee che hanno fatto segnare temperature mediamente più alte dal 2000 a oggi, in crescita di 1,2 gradi.

E’ molto frequente la frase “non esistono più le mezze stagioni”, voi cosa ne pensate? Avete riscontrato questo fenomeno?

Eh sì, una volta le stagioni erano ben definite, oggi invece c’è confusione, perché capita spesso che d’estate non sia abbastanza caldo …- inizia l’intervistato

– Oppure troppo caldo! – aggiunge la signora.

– … e comunque che in generale le stagioni non siano più distinte tra loro. In campagna le stagioni servivano per sapere quando seminare e quando raccogliere, adesso invece non ci si può più fidare.

Genova è famosa per le sue intense alluvioni, avete visto un aumento di questi fenomeni atmosferici negli ultimi anni?

La prima alluvione che ho vissuto era quella del ’70, prima non ne avevo mai visto. – l’intervistata racconta poi di come da casa sua, che si trovava allora a San Sebastiano, vedesse le macchine che venivano trascinate dall’acqua. Parla anche della seconda alluvione che ha vissuto, quella del novembre 2011: – Bombe d’acqua come quell’anno non ce n’erano mai state!

– Inoltre Genova è una città in collina, eppure hanno continuato ad edificare, riducendo gli sfoghi naturali per l’acqua piovana e questo può creare dei corsi d’acqua pericolosi.

Avete assistito a intense nevicate a Genova? Avete visto un cambiamento da questo punto di vista, nell’ultimo decennio?

Ora non nevica più! O comunque pochissimo. Prima nevicava tutti gli anni, o prima o dopo Natale. – dice la signora.

Credete che il riscaldamento globale causi questi fenomeni atmosferici? A cosa pensate sia dovuto?

Sì, soprattutto all’inquinamento atmosferico. – sostengono entrambi.

Che cosa ne pensate dei giovani attivisti per l’ambiente?

Entrambi entusiasti rispondono dicendo che sono felici per il fatto che molti giovani lottino per quello che è giusto e che pensino al bene di tutti.

L’intervistata aggiunge che, anche nei gesti più semplici e quotidiani, come ad esempio andare a fare la spesa, è difficile essere ecologici, scegliere gli alimenti che sembrano avere il minore impatto ambientale.

Conclude dicendo che sarà difficile tornare indietro.

Ed è vero, è difficile tornare indietro, forse è impossibile. Possiamo solo andare avanti, ma dobbiamo farlo con una nuova consapevolezza e la voglia di cambiare.

Intervista a un angelo del fango

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Alongi Pietro 1B.

Cinque anni fa a Busalla (paese dell’entroterra genovese) ci fu un’alluvione disastrosa. Esondarono il Migliarese, rio situato ad est del paese e  lo Scrivia, fiume simbolo di Busalla.

Per poter  raccontare cosa successe quel  sabato 15 novembre del 2014  a Busalla  abbiamo intervistato il signor F.S. diventato inconsapevolmente un ‘angelo del fango’.

SIGNOR  F.S. DOVE SI TROVAVA QUELLA MATTINA?

Ero a fare colazione al bar con mia mamma e ad un certo momento  iniziò ad entrare  acqua proprio nel bar!

QUALI EMOZIONI  HA PROVATO AL PRIMO IMPATTO ?

Inizialmente ero incredulo, non era possibile capitasse proprio a me, questi episodi li avevo visti fino ad allora solo in televisione. Per la paura sono ritornato velocemente a casa, ero veramente impaurito, anzi proprio nel panico.

E POI ?

Poi sono rimasto a guardare dalla finestra. Vicino a casa mia passa proprio il fiume Scrivia. Il rumore del fiume era fortissimo, spaventoso, di colore marrone, veloce e trasportava di tutto: grandi tronchi, mobili, anche una moto.

COSA L’HA SPINTA  A DIVENTARE UN ANGELO DEL FANGO?

Quando la pioggia è terminata e il pericolo è passato sono uscito di casa e dopo aver visto quel disastro ho deciso di aiutare il mio paese. Mi sono sentito in dovere e coinvolto, soprattutto nei confronti delle persone anziane e quelle in bisogno.

HA SOLO SPALATO IL FANGO O HA ANCHE AIUTATO IN QUALCHE ALTRA MANIERA ?

Subito ho spalato il fango nelle vie  più colpite di Busalla, in seguito ho anche aiutato a rimettere a posto una pasticceria, l’interno della stazione ferroviaria e una grande boutique.

SI RICORDA QUALI ERANO LE ZONE PIÙ COLPITE DALL’ALLUVIONE?

Le vie più colpite erano: via Vittorio Veneto, piazza Garibaldi e via al Convento.

HA COINVOLTO QUALCHE SUO AMICO PER SPALARE IL FANGO ?

Sì, alcuni ex compagni di classe delle scuole medie, diciamo che sembravamo una squadra di super eroi (https://youtu.be/RZm7ZdAWVAk).

ORA COSA PENSA (A MENTE FREDDA)  DI QUELLO CHE E’ SUCCESSO?

Penso che tutto ciò poteva essere prevenuto senza alcun problema, pulendo ad esempio i corsi dei fiumi, ma purtroppo molto spesso ci si rende conto delle cose quando ormai il disastro è successo.

Foto presa da Google, meteoweb

Una prospettiva diversa sul cambiamento climatico

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Valentina Martini Donati

Carola Costa è una giovane bisnonna di 81 anni che ha vissuto a Genova e che conosce l’andamento climatico della riviera Ligure: in questa intervista esprime le sue opinioni sulla questione del cambiamento climatico.

Lei ha notato delle differenze meteorologiche a causa del cambiamento climatico in questi anni rispetto al passato?

Sì, negli ultimi 20 anni ho riscontrato una frequenza maggiore di disastri dovuti a piogge intense e improvvise, trombe d’aria, bombe d’acqua e altro, però ricordo anche tanti esempi disastrosi nella mia giovinezza, ad esempio alluvioni, esondazioni di fiumi e grandine grande come uova a Rapallo, cittadina in cui ho passato molte estati della mia vita. Secondo me questi avvenimenti meteorologici recenti non sono causati soltanto dall’ inquinamento, ma anche dalle esplosioni solari che aumentano la temperatura del globo, perciò non sono d’accordo con i catastrofisti che imputano solo all’inquinamento quest’aumento di temperatura e penso anche che nel mondo, che ha resistito 2 milioni di anni, ci sono sono state diverse ere di alterne glaciazione e di aridità completa in epoche in cui certamente non c’era l’inquinamento.

Quindi lei è d’accordo con il prendere precauzioni per diminuire questo inquinamento atmosferico?

Sì, sono d’accordo perché è giusto cercare di preservare i territori sia locali che mondiali il più possibile di modo che si possa avere un futuro climatico positivo e allineato con quello del passato. In conclusione vorrei evidenziare anche il fatto che secondo me ci sono vari motivi al di fuori dell’inquinamento per cui sono avvenute le catastrofi climatiche che abbiamo visto negli ultimi 50 anni.

Quanto impatto hai notato sul territorio Ligure per colpa del cambiamento climatico?

Al porto di Rapallo è accaduta una mareggiata recentemente e nelle 5 terre ci sono stati dei notevoli disastri. Da un lato tante persone hanno perso il lavoro ad esempio alcuni contadini locali, ma dall’altro lato ci sono stati anche molti cantieri aperti che hanno offerto numerosi lavori per risolvere molti problemi quindi nel negativo di una catastrofe si è anche visto del bene.

Alluvioni e Mareggiate a Genova: disastri ma anche buone pratiche.

di Simone Maragliano Classe 1 B

Da sempre Genova è interessata periodicamente da intensi fenomeni temporaleschi con piogge torrenziali e forti mareggiate che spesso sfociano in alluvioni. Le Istituzioni pubbliche coinvolte sono molteplici; in quest’intervista la dottoressa Notarnicola, assessora municipale presso il Municipio VIII medio levante e insegnante presso la scuola primaria Brignole Sale – alluvioni e mareggiate a Genova, ci  aiuta a capire come agiscono e racconta la sua esperienza sul territorio. 

Quali sono gli organi istituzionali coinvolti nelle allerte meteo?

Gli organi istituzionali coinvolti nelle allerte meteo sono il Comitato Comunale di Protezione Civile, costituito dal Sindaco con la presenza degli assessori e dei dirigenti competenti per materia. Il Comitato opera seguendo linee guida nazionali, indicate dal Dipartimento della Protezione Civile. Del Comitato fanno parte, fra gli altri, anche le aziende partecipate (Aster, Amiu, Amt, Iren), i Municipi,i  Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine, enti quali Ferrovie ed Autostrade, altre figure ed istituzioni che di volta in volta vengono coinvolte secondo le necessità. Inoltre il  Centro Operativo Comunale (Coc), che agisce in stretto coordinamento con il Ccs (Centro Coordinamento Soccorsi), costituito presso la Prefettura e si insedia in occasione di emergenze in fase acuta o di particolare gravità.

Ci sono studi che affermano che i cambiamenti climatici influenzano anche la frequenza delle alluvioni e l’intensità  delle mareggiate e che è urgente intervenire a livello mondiale con tutta una serie di programmi ambientali.  Il Comune, nel suo piccolo, quali opere  di ordinaria e straordinaria  manutenzione mette in atto  per cercare di prevenire eventuali danni causati da fenomeni meteorologici intensi? 

Il Comune per prevenire eventuali danni causati da piogge intense, alluvioni, vento e mareggiate predispone e programma  una serie di interventi ed attività  coinvolgendo le aziende partecipate.

Da più di dieci anni Amiu si occupa della pulizia delle caditoie (la manutenzione è svolta da Aster). In città sono oltre 70.000, con caratteristiche diverse: bocchette, griglie, bocche di lupo. Il loro corretto funzionamento viene mantenuto rimuovendo il materiale che si accumula all’interno, usando mezzi manuali o veicoli specifici. Per gestire questi particolari interventi, Amiu ha predisposto una logistica dedicata, operando secondo i criteri previsti dalla normativa per lo smaltimento dei materiali, solidi e liquidi, recuperati nelle fasi di pulizia. In questa attività sono impiegati 21 addetti e 17 diversi automezzi. Ciascun tombino è pulito da una a quattro volte l’anno, a seconda della tipologia e delle strade in cui si trova. Esiste inoltre un servizio di pronto intervento attivo 24 ore su 24, su segnalazione della Polizia Municipale e di altri enti preposti alla sorveglianza del territorio.

Amiu avvia ogni anno una manifestazione di interesse per affidare ad una cooperativa la raccolta differenziata dei rifiuti e di pulizia delle scogliere, dei moli e delle spiagge non date in concessione del litorale cittadino compreso tra Nervi e Vesima. Questo servizio non è previsto nel contratto di servizio di Amiu e quindi ha un costo aggiuntivo che va a gravare sul bilancio.

Inoltre  A.S.Ter. esegue manutenzione ordinaria del verde delle aree verdi di proprietà del Comune di Genova di superficie maggiore di 3000 mq, ovvero di quelle “chiuse” con recinzione. Si occupa inoltre di tutti gli alberi che insistono su aree di proprietà comunale, per un totale di circa 50.000 esemplari di cui oltre 7.000 stradali, effettuando interventi di varia natura quali potature, trattamenti, indagini fitostatiche, reimpianti e nuovi impianti.  Il diserbo dei marciapiedi, delle strade e degli spartitraffico, il contenimento degli arbusti a bordo strada fino a tre metri di altezza è competenza A.S.Ter. Tutte le altre aree verdi comunali sono di competenza dei municipi o di altri soggetti (patti di collaborazione o affido aree verdi a privati).

Aster, su sollecitazione dell’assessorato ai lavori pubblici e manutenzioni, ha deciso nel 2019 di accelerare l’apertura degli ultimi cinque cantieri del programma per la prevenzione del rischio idrogeologico, concludendo la pulizia dei rivi e dei torrenti a fine ottobre. L’azione di manutenzione consiste in gran parte nell’eliminazione della vegetazione infestante.

Come possono essere coinvolti i cittadini nell’ educazione ambientale ?

I cittadini hanno la possibilità in ogni municipio di sviluppare le seguenti attività di cittadinanza e responsabilità civica: adozione di aree verdi, aree verdi in affido,  patti di collaborazione per la manutenzione e la pulizia di giardini o aiuole o aree verdi o sgambatoi o spiagge,  corsi di formazione/ informazione a cura di Amiu per raccolta differenziata, raccolta umido, compostaggio, riciclo e riuso, attività di volontariato con Legambiente e associazioni del territorio, CIV.

Lo scorso anno Boccadasse e tutto il litorale ligure hanno subito ingenti danni a causa di una forte mareggiata. Lei si è impegnata attivamente per il ripristino del borgo, uno dei più belli di Italia. Quali sono i suoi ricordi dell’evento e a un anno di distanza?

La mareggiata del 29 ottobre 2018 è stata la peggiore degli ultimi 50 anni, con venti oltre i 50 chilometri orari e onde che hanno superato i 10 metri di altezza. La furia inaudita della natura si è scatenata su Boccadasse distruggendo parte del borgo, allagando abitazioni ed esercizi pubblici, provocando danni per circa 2 milioni di euro. Il 30 ottobre sono stata impegnata tutto il giorno per coordinare gli interventi dell’Area tecnica del Municipio, dei Vigili del Fuoco, della Polizia municipale, della Protezione civile, di Aster, Amiu e Croce Rossa e soprattutto di tanti volontari che hanno aiutato a ripulire in poche ore la spiaggia e la piazzetta delle barche (E. Bassano). Nei giorni seguenti c’è stata l’immediata richiesta della somma urgenza in Boccadasse a seguito degli eventi calamitosi del 29-30 ottobre. Sono state presentate mozioni in Comune e in Municipio per impegnare il Sindaco e la giunta ad attivarsi presso i competenti assessorati ed uffici comunali onde richiedere lo stanziamento di idonea somma al fine di procedere al ripristino del piazzale e dei muretti lato mare nel termine più celere possibile e, comunque, entro la primavera 2019. In totale sono stati previsti lavori per un valore complessivo di 1 milione e 300 mila euro finanziati con i fondi regionali per l’emergenza. Nell’attesa che il Governo erogasse i fondi, il Municipio ha provveduto a rifare le prime opere di manutenzione più urgenti e a recintare l’area di cantiere per la sicurezza. Tutte le opere di manutenzione ed il muro di cemento armato che è necessario per proteggere gli edifici pubblici e privati sono stati oggetto di studio della Soprintendenza. Il 18 di novembre dovevano riprendere i lavori, ma non è ancora stato possibile a causa delle allerte meteo e delle piogge intense.

Arpal e protezione civile hanno istituito un sistema di allerte meteo in base ai colori. Questo sistema è oggetto di critiche soprattutto sulla chiusura delle scuole? Come insegnante cosa consiglia alle famiglie in caso di allerta meteo?

Il Piano comunale di emergenza, redatto dal Settore Protezione Civile e Comunicazione Operativa del Comune di Genova, definisce le modalità e le procedure per l’attivazione e l’intervento in emergenza di tutte le  componenti del Sistema Comunale di Protezione Civile.

In caso di scenari  predefiniti di rischio cui potrebbe essere  soggetto il territorio viene emesso il Bollettino Comunale di Protezione Civile a cura del Coordinatore Emergenze di Protezione Civile e inviato con messaggio di posta elettronica e preavviso sintetico con SMS a: il sindaco; l’assessore delegato alla Protezione Civile; i membri del gruppo direttivo del COC ed i rispettivi sostituti ove previsti; i referenti del gruppo operativo del COC; i segretari generali dei municipi, in qualità di coordinatori degli UCM; la prefettura di Genova, la Regione Liguria, la Provincia di Genova; i comuni confinanti: Sant’Olcese, Ceranesi, Campomorone, Serra Riccò, Mignanego, Mele, Bogliasco, Bargagli, Davagna, Montoggio, Sori, Masone, Arenzano, Tiglieto, Bosio (AL), Sassello (SV); le strutture del Sistema Nazionale di Protezione Civile che ne facciano richiesta.

A loro volta, i destinatari della comunicazione contenuta nel Bollettino e nei suoi successivi aggiornamenti assicurano, a vario titolo e con diverso grado di responsabilità, una risposta tempestiva ed efficacemente commisurata al livello di rischio e alla gravità che lo scenario d’evento, previsto o in atto, può causare o sta causando alla popolazione o all’ambiente.

Sulla base di situazioni di rischio previste o in atto, individuate mediante la verifica dei relativi scenari, il gruppo direttivo del COC, propone, anche con il contributo di altre specifiche competenze interne ed esterne alla Civica Amministrazione, di esaminare e valutare l’opportunità di adozione di temporanei provvedimenti d’ordinanza di carattere preventivo, anche contingibili e/o urgenti, che la natura e la prevista dinamica dello scenario d’evento suggerisce.

Ad esempio Domenica 24 novembre, a seguito dell’allerta rossa terminata alle ore 12,  il COC ha provveduto a svolgere una verifica su tutti gli edifici scolastici della città e quindi  sono stati  allertati i Dirigenti Scolastici che hanno provveduto ad effettuare un sopralluogo con L’Area tecnica del Municipio. Solo dopo aver verificato l’agibilità delle scuole, il Sindaco ha disposto un’ordinanza comunale per la chiusura di due asili nido e due scuole d’infanzia perché inagibili. Le famiglie sono state avvisate già nel pomeriggio di domenica.

Ritengo che tutte le operazioni siano state effettuate nel pieno rispetto delle normative vigenti e con grande tutela della sicurezza dei bambini. Durante le allerte consiglio sempre di attenersi alle disposizioni della protezione civile, mantenendo un comportamento di autoprotezione.

E’ importante adottare , all’entrata in vigore dell’allerta, le seguenti misure di protezione:

  1. predisporre paratie a protezione dei locali al piano strada, chiudere le porte di cantine e seminterrati e salvaguardare i beni mobili che si trovano in locali allagabili;
  2. porre al sicuro i propri veicoli in zone non raggiungibili dall’allagamento;
  3. limitare gli spostamenti a esigenze di effettiva necessità;
  4. tenersi aggiornati sull’evolversi della situazione e prestare attenzione alle indicazioni fornite dalle Autorità, da radio, tv e tutte le altre fonti di informazione. 

Quale attività propone ai suoi alunni per sensibilizzarli sui rischi in caso di alluvione?

Ogni insegnante può svolgere nel programma di educazione alla cittadinanza delle attività didattiche per informare gli studenti sui rischi in caso di alluvione, terremoto, etc.

Personalmente ritengo importante leggere i materiali informativi sul sito IO NON RISCHIO (noi abbiamo a scuola un libretto per ogni bambino) ed invitare i volontari della protezione civile che propongono interessanti progetti per le scuole. Esistono anche concorsi della protezione Civile a cui i bambini possono partecipare con degli elaborati (testi, disegni, video).

Io sono nata ad Alessandra, città tra due fiumi, il Tanaro ed il Bormida, che hanno provocato alcune gravissime esondazioni. Per questo motivo ritengo sia importante che i residenti, prima di polemizzare debbano essere più informati.  I comuni devono, quindi,  sviluppare una “cultura del rischio” per sensibilizzare i cittadini sui rischi naturali presenti sul territorio e renderli responsabili e attivi nella riduzione di tali rischi.

Ringrazio l’Assessore  per la disponibilità e  il tempo  che mi ha dedicato per  questa intervista ricca di informazioni utili per tutti i cittadini.  

Coma funziona un’allerta meteo

di Davide Benvenuto 1B.

Oggi in Liguria si sente parlare spesso dell cambiamento climatico, visto che questa regione è una delle più colpite in Italia e proprio a causa di ciò il  numero di allerte meteo è aumentato consistentemente. Ma in pochi sanno nel dettaglio come esse funzionano. Per avere delle spiegazioni più approfondite su come le allerte funzionano ecco un’intervista all’assessore Luca Pittore del Comune di Sori, in provincia di Genova.

Il meteo è cambiato rispetto a un tempo?

Sì, infatti il numero di allerte meteo negli ultimi anni è aumentato e sono anche aumentate le piogge più intense e di conseguenza il territorio ha una capacità di assorbimento minore rispetto a prima.

Come nasce l’allerta e da chi è di diffusa?

Le allerte meteo nascono dalla protezione civile e dall’A.R.P.A.L., un ente che monitora il meteo e con ciò s’intende le piogge ma anche il mare e il vento. Quest’ultimo è una delle altre calamità che affligge la regione Liguria in maniera critica. l’ente, poi, dirama le allerte in base alla tipologia del fenomeno metereologico (pioggia, neve, vento…) e anche grazie a un piccolo bollettino meteo. Da qui il Comune, in collaborazione con la protezione civile deve mettere in atto delle procedure per salvaguardare i cittadini e il territorio.

Quali sono le differenze tra le varie allerte (gialla,arancione,rossa)?

L’allerta gialla serve per avvertire i cittadini che ci sarà una perturbazione più consistente e/o più duratura del normale, ma non suscita particolare attenzione. Mentre con l’allerta arancione sono indicate piogge particolarmente intense o anche mareggiate, come è successo il fine settimana del 23 e 24 novembre 2019. Con l’allerta arancione il Comune inizia anche a mobilitarsi sia per difendere il territorio sia per avvertire i cittadini privati di questo fenomeno. L’ultima in grado di pericolosità è l’allerta rossa, la quale prevede che le precipitazioni oltre ad essere molto intense saranno anche molto pericolose.

Che procedure adotta un Comune in base alle varie allerte?

Con l’allerta gialla un comune deve solamente monitorare il territorio; mentre con l’ allerta arancione e rossa il comune deve aprire il C.O.C. (Centro Operativo Comunale). Esso è un centro che normalmente viene aperto in una sala del Comune e deve sempre essere presenziato da una serie di categorie di personale e deve dare un supporto continuativo per quanto riguarda la popolazione e monitorare il territorio in maniera che non abbia subito dei danni e che non ci siano delle criticità. Esso inoltre deve informare la protezione civile sull’evolversi delle situazioni (come eventuali frane, innalzamento dell livello dei torrenti etc etc…). Il Comune manda questi dati ai vari enti come la protezione civile con vari report ufficiali in maniera che se ce ne fosse bisogno tali enti possano intervenire direttamente sul territorio o mandare un ulteriore avvertimento.

In caso di allerta arancione come si decide se tenere aperti gli edifici pubblici o no?

Dipende da comune a comune: alcuni comuni con l’allerta arancione si comportano come un’allerta rossa, quindi in automatico chiudono scuole, cimiteri, impianti sportivi, mercati etc etc… Altri invece valutano la situazione di volta in volta secondo la discrezionalità del sindaco insieme agli assessori. Molti comuni non pensano ai vari disagi che ciò comporta, per esempio, chiudendo le scuole dei bambini più piccoli loro devono rimanere a casa e non tutti hanno la fortuna di trovare qualcuno che riesca a controllare i propri figli.

Un altro grosso impegno lo prendono le società sportive, le quali scoprono dell’allerta arancione soltanto 3/4 ore prima del suo inizio, e ciò può essere un grande problema gestionale e anche economico per le associazioni stesse. In caso di allerta rossa sono addirittura le stesse federazioni sportive che annunciano la chiusura degli impianti.

Come ho già anticipato invece con l’allerta rossa tutti quanti i servizi vengo automaticamente chiusi.

In caso di bisogno, come può un privato cittadino contattare il comune?

Prima di tutto un cittadino scopre grazie ai vari enti già citati dell’apertura del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) e dopo viene istituito un numero di telefono disponibile a chiunque per prendere contatto in caso di necessità e di emergenze. Con questo numero telefonico il cittadino può anche reperire delle informazioni o informare il comune con segnalazioni di possibili incidenti. Il numero del C.O.C. viene diffuso tramite media, come Facebook oppure in alcuni comuni pure tramite Whatsapp. Sempre con questi mezzi si viene a conoscenza della chiusura del C.O.C.

Come funziona il C.O.C?

Esso deve essere gestito 24 h/24 h nella sala apposita all’interno del municipio, quindi pure di notte se ce ne è bisogno. Nel C.O.C. ci sono diverse persone che lo compongono, esse sono: un operatore del comune, un vigile urbano, un geometra o architetto del comune e un amministratore del comune, quindi un assessore del comune o il sindaco oppure il vice sindaco. Nel caso il cittadino chiami il C.O.C. per aiuto o segnalare un danno vanno sul posto un operatore del comune, il tecnico e il vigile urbano.

Genova ‘70: Un Racconto dell’Alluvione

di Alberto Brenna 1D

Era il 7 Ottobre 1970 quando una terribile alluvione colpì Genova senza alcuna pietà, mettendola in ginocchio di fronte alla distruzione che l’acqua del Bisagno esondato portò dietro di se’. Quarantanove anni dopo il tragico evento, ecco l’intervista a Marcella Lusardi, 76 anni, avvocato, che visse in prima persona tutto questo, in particolare un episodio che difficilmente potrà mai dimenticare.

Tu sei una delle tante persone che hanno visto l’alluvione che colpì Genova nel 1970. Puoi raccontarci, in particolare, l’episodio che ti è accaduto?

Nel 1970, avevo ventisette anni e vivevo a Cogoleto, a casa dei miei genitori. Però ero già laureata, lavoravo per un avvocato genovese e andavo ogni giorno a Genova e  tutte le sere prendevo un treno alla stazione Principe che era diretto verso Limone Piemonte, che si fermava anche a Cogoleto. La sera dell’alluvione uscii dallo studio e mi incamminai verso la stazione: ricordo che pioveva molto forte, ma, nonostante ciò, il treno partì comunque in orario. Giunti a Voltri, quando ormai ero quasi arrivata, il treno si ferma, come faceva solitamente, ma dopo un po’ sia io che gli altri passeggeri iniziamo a renderci conto che il treno tarda a partire. Mentre cercavamo di capire cosa stesse succedendo, inizia a girare la voce che il torrente Leira di Voltri  fosse esondato. Il torrente si trova  vicino alla stazione, e improvvisamente abbiamo iniziato a vedere l’acqua esondata che entrava in stazione e invadeva i binari, portando con se’ anche auto rovesciate dall’acqua che andavano a finire contro il treno. Il livello dell’acqua continuava a salire e finì per arrivare fino al bordo dei finestrini. Io e altre ragazze che viaggiavano con me abbiamo iniziato ad agitarci, temendo che l’acqua continuasse a salire ed entrasse. Ad un certo punto, però, abbiamo visto che l’acqua aveva smesso di salire e ci siamo sentite sollevate, dopo poco tempo il livello era sceso. In seguito venimmo a sapere di una cosa molto importante: il treno si era fermato per una decisione spontanea del capotreno, che aveva scelto di non proseguire e che con questo gesto aveva salvato la vita di centinaia di persone perché poco dopo la partenza prevista, proprio mentre il treno avrebbe dovuto essere sul ponte che attraversava il Leira, quest’ultimo era stato abbattuto dall’esondazione. Comunque, rimasi in treno fino alle tre del mattino, ovvero fino a quando un amico dei miei genitori, arrivato lì dopo molte difficoltà, non mi portò via. Mi fermai a dormire a casa sua e di sua moglie fino a quando tre giorni dopo non riuscii a tornare dai miei genitori.

Come credi siano cambiate le misure di prevenzione fra il disastro del 1970 e quelli del 2011 e del 2014? Cosa si potrebbe fare ancora?

Le misure di prevenzione sono state completamente diverse: nel ‘70 si ebbero una quarantina di morti secondo me per la mancanza delle allerte. È vero che nel 2011 si ebbero diversi morti con il sistema d’allerta già nella sua forma attuale e ci furono infatti molte polemiche, ma credo comunque che la messa a punto del sistema di allerte, che è cambiato nel corso degli anni sia diventato maggiormente preciso, abbia reso il tutto molto più sicuro. Un’altra differenza a mio avviso importante, valida sia per la prevenzione che per la gestione della tragedia, era la non esistenza della Protezione Civile, che venne creata solo una decina di anni dopo a seguito del terremoto in Irpinia.

Quanto pensi che la situazione climatica attuale potrà influire sulla portata di avvenimenti del genere nei prossimi anni?

Personalmente non ritengo i cambiamenti climatici la causa scatenante del problema: eventi estremi di questa portata a Genova e in tutta la Liguria sono sempre avvenuti e sempre avverranno. I cambiamenti climatici però hanno peggiorato questa situazione. Ad esempio, nel ‘70 l’alluvione è avvenuta a ottobre e generalmente le piogge colpivano la Liguria tra settembre e ottobre: adesso queste continuano anche a novembre e a dicembre, perché si è alzata la temperatura media e questi tipi di perturbazioni durano più a lungo. La Liguria poi è un territorio molto delicato da un punto di vista morfologico e geologico e negli anni del boom economico è stata fatta una fortissima speculazione edilizia che sta portando oggi la regione a collassare su se stessa.

Alluvione del 1970: tragedia sfiorata, la testimonianza di Luca

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Alessia Garbugino 1 D

Il clima del nostro pianeta sta impazzendo e purtroppo la messa in sicurezza non è adeguata al punto che i disastri legati al maltempo sono sempre più frequenti…. Mi sembra interessante però anche vedere la situazione da un punto di vista più umano e più semplice, come quello di chi è stato vittima di uno di questi eventi. Per questo ho deciso di intervistare una persona che ha vissuto direttamente la prima grande alluvione del 1970 a Genova, Luca.

So che hai vissuto un’esperienza drammatica durante l’alluvione del 1970, vuoi raccontarmela?

Era il 7 ottobre quando sono stato vittima della terribile alluvione che ha colpito Genova. Frequentavo la prima media al D’Oria e dato che erano gli anni del baby boom si andava a scuola anche un pomeriggio alla settimana. All’epoca abitavamo in campagna verso Creto e ricordo che quel pomeriggio mia madre aveva deciso di accompagnarmi con la corriera perché aveva il timore di portarmi a scuola in auto a causa delle forti e ininterrotte piogge che si abbattevano con violenza sulla città.

Che atmosfera si respirava ?
Durante  il viaggio lungo il Bisagno, tutti sulla corriera guardavamo preoccupati il torrente che cresceva sempre di più e diventava sempre più minaccioso e impetuoso. In quegli anni lungo il Bisagno c’erano campi coltivati e vari campi da pallone con reti che li cintavano e che poi risultarono una barriera quando l’acqua le travolse e le spinse contro le arcate dei ponti, aumentando il disastro.
Sulla corriera c’era un’atmosfera di paura e di preoccupazione; ricordo una ragazza che piangeva dicendo ”ho paura per mia mamma”. Il bigliettaio le chiese: “dov’ è tua mamma?” “A Montoggio” rispose la ragazza.
“Vorrei essere io a Montoggio invece che sul Bisagno!” esclamò il bigliettaio. Per un attimo la tensione si abbassò e in molti si misero a ridere.

Quando arrivaste in centro cosa successe?
Quando arrivammo in Piazza della Vittoria, mia mamma ed io scendemmo dalla corriera e in quel momento sentimmo gridare un vecchio signore col bastone che,  camminando il più velocemente possibile, ci passò accanto dicendo in genovese: “scappemmu, scappemmu u Besagnu sta arrivando!!” Ci guardammo increduli intorno e dietro all’arco del Trionfo vedemmo con terrore arrivare un’onda marrone che stava trascinando con sé ogni cosa! Mi vengono ancora i brividi quando ci penso.

A questo punto cosa avete fatto?
Per fortuna sopra il Bar degli Aperitivi abitavano dei nostri amici con un ragazzino della mia età. Allora corremmo verso l’entrata del palazzo e facemmo appena in tempo a salire le scale che l’acqua invase la via abbattendosi con violenza sul portone.

Una volta in salvo quali sono state le tue emozioni?
Mi ricordo che provai un forte senso di angoscia quando ci affacciammo alle finestre; la via era un fiume, le auto, travolte dall’acqua, cozzavano tra di loro. La gente saliva terrorizzata sul tetto degli autobus, bagnata infreddolita e spaventata. Un signore dal Bar Crastan, che oggi non esiste più, aiutò delle ragazzine ad entrare nel negozio appena in tempo per non essere trascinate via dall’acqua.
Un altro dei ricordi più vividi che ho è l’odore fortissimo di gasolio che permeava l’aria. Era il gasolio portato via dalle caldaie nei fondi dei palazzi allagati.

Dopo qualche ora arrivarono i pompieri con i mezzi anfibi per salvare le persone intrappolate sui tetti delle auto o degli autobus.
Non c’era corrente e non funzionavano i telefoni e la mamma era molto in ansia perché non poteva dare nostre notizie al papà e ai nonni che vivevano con noi e continuava a ripetere sottovoce “questa è una tragedia, forse c’è gente che muore!” Solo da una radio a batterie riuscimmo ad avere notizie su quello che stava avvenendo, con le frane, le distruzioni e i morti.”

Secondo te cosa è cambiato da quel lontano 1970?
Allora sentivamo i politici che dicevano che si sarebbero impegnati e che una catastrofe del genere non si sarebbe dovuta ripetere mai più…. Come ben sappiamo erano promesse vane. Infatti la situazione non è cambiata e ci sono state altre alluvioni e altre tragedie.

Questa testimonianza, unita alla notizia di tutti gli altri eventi che stanno avendo luogo nel mondo, ci ricordano che bisogna lottare contro i cambiamenti climatici che pian piano stanno distruggendo il nostro pianeta. Peraltro questo è un argomento di grande attualità grazie a Greta Thunberg che ha sensibilizzato tutti i giovani, spronandoli a scendere in piazza per ribellarsi ai capi di stato che si preoccupano solo della loro sete di soldi senza pensare al nostro futuro.

Il “Friday for Future” secondo gli adolescenti italiani

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di  Angelica Marcenaro 1B

È trascorso ormai quasi un anno dalla prima apparizione sui media di Greta Thunberg che ha sollevato l’interesse della popolazione mondiale riguardo al tema del clima, problema che giorno dopo giorno peggiora. In nome della salvaguardia del pianeta sono state organizzate numerose manifestazioni alle quali c’è stata una partecipazione trasversale, che ha visto uniti nella protesta giovani ed anziani, militanti e simpatizzanti di partiti opposti. Ecco che cosa racconta studentessa di 14 anni intervistata durante la manifestazione svoltasi a Genova il 27 settembre scorso.

Prima che emergesse la figura di Greta Thunberg la tua preoccupazione riguardo al cambiamento climatico era differente?

All’inizio non avevo la mia opinione specifica su questo problema e francamente nel primo periodo dell’apparizione di Greta Thunberg non davo particolare peso alla questione affrontata con più leggerezza negli anni precedenti. Col passare delle settimane questo argomento è stato esaminato più nello specifico e ho riflettuto a lungo sulla gravità di questo tema.

Cosa ti ha spinto a manifestare?

Mi vergogno un po’ a dire che la prospettiva di saltare un giorno di scuola è stato il motivo principale che inizialmente mi aveva spinto a prendere parte alla manifestazione. La sera prima dell’evento avevo pensato che non aveva senso saltare la scuola per niente, quindi la mia idea si era tramutata nell’astensione dalla manifestazione. A quel punto sono però intervenute alcune mie coetanee che in maniera molto semplice mi hanno invogliata a partecipare sottolineando che era necessario che ogni persona sensibile a questo problema manifestasse la propria idea.

Fra la moltitudine di partecipanti, quanti pensi che si siano presentati solo per saltare la scuola?

Almeno un quarto dei ragazzi e lo trovo un atteggiamento comprensibile ma non condivisibile. D’altra parte, penso anche che la semplice presenza abbia potuto iniziare in loro un processo di consapevolezza verso questi problemi.

Quale pensi sia il contributo che ogni persona deve dare per gestire questo problema?

Secondo me anche i piccoli gesti contribuiscono alla salvezza del nostro pianeta; chiudere l’acqua del rubinetto mentre ci si spazzola i denti, spegnere la luce mentre si esce da una stanza, non buttare le gomme da masticare per terra, praticare la raccolta differenziata… Anche se apparentemente banali, sono queste le azioni che possono aiutare a rendere il nostro pianeta un posto migliore.