“La passione è quello che conta, un buon liceo fa la differenza”

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Halima Ouanane 1B

Il 17 gennaio 2020 il liceo classico Andrea D’Oria di Genova ha aperto le porte a tutta la cittadinanza dalle ore 18:00 alle ore 24:00 per un evento dal titolo ” Questa notte è ancora nostra” ispirato alla famosa canzone di Antonello Venditti. La serata è stata divisa in due parti: la prima parte, alle ore 18:00, si è tenuta nell’aula magna della scuola, con monologhi, canzoni, balli e recitazioni di poesie in cui si sono esibiti molti alunni di grande talento;  la seconda parte, dalle ore 21:00 – dopo il buffet  si è svolta nelle varie aule con numerosi spettacoli ed esibizioni. Ho avuto il piacere di intervistare il professor Baldi, docente di storia e filosofia del liceo classico Andrea D’Oria. che è stato presente alla serata.

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Saffo e le ragazze del Tiaso alla notte dei licei classici

di Giulia Marini  e Pietro Gnecco,  1D

Venerdì 17 Gennaio si è tenuta in tutta Italia la Notte Bianca dei licei classici (http://www.nottenazionaleliceoclassico.it/), iniziativa alla quale anche il liceo A. D’Oria ha aderito.

L’evento si è articolato in una prima presentazione ufficiale della notte e una seconda fase, che ha visto più spettacoli svolgersi contemporaneamente. Tra questi è stato inscenato Saffo e le ragazze del Tiaso, riproduzione della giornata tipo all’interno del T0iaso greco, eseguita dalle alunne della 4G. Come spiegato all’inizio della rappresentazione, il Tiaso era una scuola per fanciulle aristocratiche e aveva come fine la preparazione al matrimonio. Qui venivano educate giovani donne all’arte della danza, alla raffinatezza e alla devozione per la dea Afrodite, patrona della bellezza femminile.

All’interno dell’esibizione si ritrovano le attività educative del Tiaso: dopo un’ iniziale invocazione ad Afrodite, si passa all’esercizio dell’ eleganza e grazia del cammino, alla pratica della danza, del canto e della composizione di corone di fiori. Durante lo svolgersi degli eventi emerge la figura di Saffo: ella dirige il gruppo di ragazze e trasmette loro importanti insegnamenti, come l’interpretazione dell’ amore. Altra tematica trattata è il rapporto fra Saffo e le sue allieve, spesso caratterizzato da profondo amore. Nello spettacolo viene messo in scena anche il dolore provato dalla poetessa nel lasciare andare le proprie allieve ormai  prossime alle nozze, sentimento espresso durante una notte di riflessione:Eros a me scuote l’animo come il vento sulle querce dei monti”. Questo affanno si manifesterà con tale potenza che, nel vedere un colloquio fra una ragazza e il suo promesso sposo, le procurerà sintomi riconducibili ad un attacco di panico (“Di parole rimango muta, la voce sulla lingua mi si spezza e subito un fuoco mi corre sotto la pelle, non vedo più nulla con gli occhi e le orecchie mi rombano e un sudore mi scende giù, e un tremore mi prende tutta. Sono più verde dell’ erba e mi sembra di essere poco distante dal morire) e fitte di gelosia verso il fortunato uomo, al quale verrà data l’ opportunità di vivere con la giovane.

 

Durante la parte finale dello spettacolo Saffo, ormai diventata anziana, pronuncia un malinconico monologo, dove ricorda con molta nostalgia i tempi del Tiaso. Nella conclusione vengono pronunciate dalla poetessa parole che mai potrebbero essere più profetiche:” Qualcuno, nel futuro, si ricorderà di noi” . Sicuramente la 4G si è ricordata di loro e, con l’iniziativa della Notte Bianca, ha contribuito ad alimentare la nostra memoria di questo singolare personaggio e conservare il ricordo del Tiaso, luogo unico nella Grecia antica.

Una serata per esprimere se stessi

di Giulia Corona 1B

L’edizione 2020 della Notte Nazionale dei Licei al D’Oria si è aperta in Aula Magna.

La serata è iniziata con il discorso della preside che ha presentato la Notte Nazionale con delle belle parole: la dirigente ha esordito dicendo che il compito dei professori è quello di “aiutare gli studenti attraverso una passione che è la ricerca di se stessi”, e ha continuato affermando: “la dimostrazione non saranno le parole, ma tutto quello che vedrete stasera”.

Subito dopo, la professoressa Bottazzi, responsabile della serata, ha letto una lettera da parte di Rocco Schembra, professore di un liceo classico di Catania che nel 2015 ha ideato questo evento.

A seguire c’è stata la lettura, in contemporanea in tutti i licei classici che aderiscono a questa iniziativa, del testo di un ragazzo classicista che ha vinto il concorso nazionale di scrittura creativa; tema della narrazione è l’effetto dell’uomo sulla natura, facendo riferimenti a pensieri di preoccupazione che si erano già sviluppati negli intellettuali dell’antichità. In particolare viene citato Teofrasto, un filosofo greco che visse tra il IV e il III secolo a.C. Il testo racchiude in sé il fine della serata: quello di creare un collegamento fra passato e presente, fra tradizione e innovazione.

Verso le 18.30 altri studenti hanno recitato i versi della celebre poesia di Leopardi L’infinito, in onore dei suoi 200 anni.

Dopo sono iniziate le singole esibizioni.

La prima esibizione canora è stata della sottoscritta, con Shallow di Lady Gaga. La scelta di questa canzone ha diversi motivi, in particolare è apprezzabile la profonda riflessione sul mondo moderno, e su come a volte ci si senta fuori luogo, perché si percepisce il bisogno di qualcosa di più, ci si sente sommersi dalla superficialità, impossibile non immedesimarsi.

Dopo, Halima Ouanane ha recitato alcune sue poesie, accompagnata al piano da Gaia Tenti. “Ho iniziato a scrivere due anni fa”, dice Halima, “mi sono resa conto che non conosciamo tutto di noi stessi”. La ragazza dice che grazie alla scrittura ha imparato ad ascoltarsi, a capire quello che prova e ha trovato nella poesia un modo per esprimersi.

A seguire si è esibita Beatrice Papei, con un monologo sulla paura tratto da un testo di Virginia Raffaele. Beatrice, nonostante attualmente non segua corsi di teatro, ha studiato recitazione per 4 anni. Era un monologo diverso da quelli che faccio normalmente. Volevo far ridere, ma anche riflettere”, risponde Beatrice alla domanda sul perché avesse scelto questo testo. Effettivamente, oltre ad aver divertito tutto il pubblico, è riuscita a passare un messaggio importante, soprattutto con la sua frase finale: “A maggio c’è la giornata contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, in pratica una giornata contro la paura. Ora, in un paese devastato dalla crisi politica, da costanti disastri ambientali, che deve fronteggiare il dramma del lavoro, terremoti, alluvioni… ancora si ha la forza, si ha lo spirito e si trovano le energie per avere paura di chi vuole amarsi semplicemente come gli pare? Forse, fra tutte le le paure, questa è la più stupida”. Beatrice rende quindi giustizia al monologo di Virginia Raffaele, ma lo reinterpreta. “Ho cambiato delle parti rendendole più simili alla realtà del nostro liceo”, afferma. Infatti l’attrice ha saputo aggiungere quel qualcosa che ha permesso ad ognuno di noi di immedesimarsi nelle sue parole.

In seguito si sono esibite Chiara Maggio e Valentina De Stefanis di 2E con la canzone Versace on the floor di Bruno Mars.

Matilde Vinciguerra ha invece cantato Almeno tu nell’universo di Mia Martini, accompagnata al pianoforte da Gaia Tenti. Matilde è una violinista, studia infatti al conservatorio da 3 anni, è invece autodidatta nel canto. “Mi piacerebbe, mi piace molto anche la lirica”, dice Matilde riguardo alla possibilità di un inizio di studio canoro. Matilde ha scelto uno dei successi di Mia Martini per  celebrare un’artista che, a suo avviso, non ha mai ricevuto i giusti riconoscimenti. La cantante venne anche accusata di portare sfortuna e per questo visse una vita non molto facile, “Credo che questa canzone renda giustizia alla sua storia”, afferma Matilde.

Alle 19 si è invece esibito un corpo di danza sulle note di No lie di Sean Paul e Dua Lipa.

Poco dopo una ragazza ha recitato un monologo sul bullismo. Bella l’ultima frase di chiusura dell’esibizione: “E ho pensato che adesso l’avrei sconfitto”, dice riferendosi ad un bullo, “così l’ho abbracciato. E ho vinto io. Mi chiamo Giada Catino, e credo nell’amicizia”. E’ un messaggio importante quello che lancia l’attrice: quello di sconfiggere l’odio con l’amore.

Poi è stata la volta di Francesca Fiorito, che al pianoforte a cantato Sign of the times di Harry Stiles. Francesca studia canto da due anni e, oltre ad essere interprete, è anche una cantautrice.

Successivamente c’è stata la presentazione da parte dei rappresentanti d’istituto del progetto School Art e alle 19.30 Stevo, il “Bansky genovese”, ha parlato del murale che da poco è presente nella scuola. Quest’opera d’arte, realizzata da Stevo e da alcuni ragazzi del corso artistico-espressivo, raffigura Amore e Psiche e vuole creare un collegamento fra cultura classica, rappresentata dai protagonisti del murale, e modernità, l’arte di strada.

Fra le ultime esibizioni in Aula Magna c’è stata Irene Buselli, un’ex alunna del D’Oria, che ha recentemente inciso il suo primo singolo. La ragazza si è accompagnata con la chitarra e ha cantato la sua canzone Dai amore voglio un cane. Con la sua voce calda, Irene racconta la storia di due persone che stanno insieme, ma che non si amano più e che cercano di riempire il vuoto che c’è tra loro attraverso l’adozione di un cane, che possa tenerli occupati e non permettergli di pensare alle crepe del loro rapporto.

Successivamente Gaia Tenti ha cantato e suonato al pianoforte il suo inedito Non ti sopporto. Gaia è stata una delle figure di spicco durante la notte bianca, si è rivelata infatti una ragazza molto talentuosa: cantante, musicista e anche attrice. Nell’esibizione Donne Romane della sua classe, la 3F, è stata molto brava a interpretare il ruolo di Lucrezia, la cui triste storia portò alla nascita della repubblica a Roma. I

Dopo Gaia, si è esibito Francesco Mannella, con il suo brano Caro nonno. Il musicista ha dedicato parole toccanti al nonno: “Vorrei che rimanessi qui a darmi il buongiorno”, oppure “Non so dove sei, ma so che mi vuoi bene” e ancora “Questa è una canzone d’amore”. “Ho dedicato la canzone a mio nonno perché è stata l’unica persona che è stata completamente sincera nei miei confronti”, dice, e dalle sue parole si può percepire il forte affetto che prova nei confronti di questa figura così importante per lui. Prima di questo brano Francesco aveva già composto altre canzoni, “Avevano altri scopi, solo di intrattenimento”, afferma. Ha detto infatti: “Ho capito che emozionare era il mio obbiettivo”, Francesco è infatti riuscito a far commuovere molti spettatori con la sua canzone.

Ci sono state anche alcune esibizioni improvvisate, ugualmente bellissime: Someone like you di Adele, con Matilde Vinciguerra e Gaia Tenti al pianoforte; e quella dei Demos,un gruppo partecipante al Genoa Vision. Durante la loro esibizione l’Aula Magna si è riempita di una forte energia, sprigionata dalla musica di questi ragazzi. 

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Dopo queste esibizioni in Aula Magna, ci sono stati gli spettacoli organizzati dalle classi, mentre gli alunni di 1B, 1D e 2B scrivevano dei tweet sugli spettacoli che si stavano svolgendo e raccoglievano informazioni sulla serata, facendo interviste filmate o semplicemente scritte, per poi comporre articoli con il fine di promuovere l’evento.

La serata si è conclusa in Aula Magna con alcuni ragazzi che hanno suonato diversi strumenti: pianoforte, basso, clarinetto e batteria e successivamente con una lettura finale, tratta da Agamennone di Eschilo letta da due ragazze, prima in greco e poi in italiano.

La serata è stata molto apprezzata: “Una bellissima opportunità per far conoscere quello che viene insegnato al liceo classico”, dice Matilde Vinciguerra ed esprime il suo parere più che positivo anche sul liceo: “Mi sento molto cambiata da questo ambiente” afferma e aggiunge che la Notte Nazionale è un bel modo per far capire che le persone in generale, e in questo caso i classicisti non rientrano negli stereotipi, come quello del ‘secchione’, ‘snob’ o ‘asociale’, perché i ragazzi sono molto di più di semplici etichette, come è stato dimostrato dalle esibizioni durante la serata. Ci sono stati tanti altri commenti positivi: “Un’ottima iniziativa per dimostrare che il liceo classico è ancora vivo”, afferma Halima Ouanane; “Durante la Notte Nazionale sto veramente bene”, dice Francesco Mannella, “Tutti sono sorridenti e si divertono e l’ambiente della scuola diventa anche luogo di condivisione delle proprie passioni”.

Questa notte è ancora nostra” il titolo della serata, che si è dimostrato adatto in quanto tutti i ragazzi sono stati protagonisti e si sono sentiti uniti. Durante questa notte si respirava un’aria di serenità, allegria, soddisfazione e positività.

Reporter per un giorno alla Notte Bianca

di Simone Maragliano, 1B

Venerdì 17 gennaio si è tenuta la “Notte bianca dei licei classici”, un iniziativa  ideata dal prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico Gulli e Pennisi di Acireale (CT)  che nel 2015 ha immaginato una data comune, nella quale gli istituti classici aprono le porte alla cittadinanza dalle 18 alle 24, promuovendo la cultura classica, con spettacoli allestiti dai ragazzi del liceo.

Quest’anno hanno aderito più di 436 licei classici  da tutta Italia.

Questa è stata la mia prima notte bianca,  ho avuto la fortuna di trascorrerla presso il liceo classico “A. D’Oria” non come ospite, bensì come giornalista, o più precisamente come addetto alla REDAZIONE STAMPA dove, insieme ad alcuni miei colleghi, abbiamo “twittato”  in tempo reale tutte gli eventi principali di questa magica serata.

La redazione di un giornale è sempre stata per me e per molti altri un mistero, ma grazie al progetto offerto dalla scuola, ho imparato molto, non solo riguardo alla redazione stampa, ma anche riguardo a tutto il campo giornalistico e, nonostante non sia stato un lavoro facile, insieme ai miei compagni  in redazione, con me e altri che ci mandavano in tempo reale fotografie e notizie della serata, siamo riusciti a ricreare una vera e propria agenzia giornalistica.

Ma in cosa è consistito il nostro lavoro in redazione?

Io e altri  quattro miei compagni rielaboravamo e poi postavamo sul profilo Twitter creato appositamente per l’evento, delle foto fornite dai nostri colleghi che, una volta assistito allo spettacolo, ce le mandavano, spesso accompagnate da frasi a commento di quella rappresentazione. 

Una volta ottenuto tutto il materiale necessario, ci impegnavamo a inserirle nel nostro Tweet insieme a una didascalia, e nonostante il lavoro di squadra non sia stato sempre puntuale,  trovandoci così a mal partito eravamo costretti a basarci su quello che conoscevamo e sui dati che fortunatamente avevamo raccolto in anticipo in funzione dell’evento. In questo modo siamo riusciti a postare più di 20 Tweet su quasi tutti gli eventi, o almeno su quelli principali e che hanno destato più attenzione nel pubblico.

Sono stato felice del lavoro svolto insieme ai miei compagni e nonostante ci siano stati alcuni intoppi nel percorso e il lavoro sia stato faticoso, mi sono divertito molto e spero di poter ripetere esperienze del genere.

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Donne romane: la rivincita contro l’impossibilità di parola

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Asia Simonelli, 1B

 

Ogni anno, il liceo classico Andrea D’Oria partecipa ad un particolare evento: la notte nazionale dei licei classici italiani. Un’iniziativa volta ad aprire le porte della scuola a tutti coloro che sono interessati al mondo classico, permettendo agli alunni di vivere in maniera diversa la realtà scolastica. I protagonisti principali di questa serata, infatti, sono proprio gli studenti, che prendono parte a vari spettacoli musicali e teatrali. L’evento si è aperto con la lettura di una delle più famose liriche di Giacomo Leopardi, “L’infinito”, fino ad arrivare all’esibizione organizzata dalla 3F, che ha portato in scena uno spettacolo di recitazione intitolato “Donne romane che hanno fatto la storia”. Sette storie di sette differenti donne, unite però dalla mancanza di libertà di parola che caratterizzava le donne appartenenti a quell’epoca. Un fatto ancora presente ai giorni d’oggi in alcune culture e, per questo, facilmente confrontabile col passato. Questo il motivo per cui, spiega una delle studentesse appartenenti alla classe, si è deciso di trattare l’argomento. Ed ecco dunque il riscatto di Clelia, costretta ad attraversare il Tevere a nuoto; di Tarpea, accecata dalle ricchezze e brutalmente uccisa; di Didone, consumata dalla bruciante passione per Enea; di Lucrezia, che si suicidò a causa delle violenze subite da Sesto Tarquinio; di Cornelia, madre dei Gracchi; di Sempronia, che prese parte alla congiura di Catilina e di Veturia, tradita dal suo stesso figlio. Queste sventurate donne ritrovano la voce che è stata loro tolta nelle studentesse della 3F, che, per mezzo dei copioni da loro scritti, hanno raccontato le loro storie basandosi su testi latini forniti dalla professoressa Bottazzi, aiutate anche dai loro compagni. Strazianti racconti carichi di emozioni che, grazie alla bravura delle giovani attrici, hanno catturato l’interesse del pubblico fino alla fine dell’evento.

Un tuffo nel mondo antico

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Francesco Vassallo  e Alessia Garbugino, 1 D

La Notte nazionale dei licei classici è una serata  attesissima da tutti gli alunni. Si è trattato di una sera all’interno dei licei classici che hanno aperto le proprie porte ad un pubblico di qualsiasi età.

Quest’ evento si è tenuto la sera del 17 gennaio 2020 con lo scopo di scoprire il mondo greco, o magari solo farlo tornare in mente a chi già lo ha studiato.

Questa serata al liceo classico A. D’Oria di Genova,si  è divisa in due parti, la prima introdotta dal discorso della dirigente e proseguita con le esibizioni di alcune alunne. Nella seconda parte si sono svolte alcune performance, preparate da alunni e professori con grande cura.

Durante la prima parte della serata in aula magna si sono esibiti molti alunni e un’ex alunna del nostro liceo in esibizioni musicali e non. E’ stato invitato sul palco anche Stevo87, uno street artist di Genova che prende ispirazione e segue lo stile di Banksy. L’artista, insieme al gruppo di ragazzi che frequenta l’indirizzo artistico, ha infatti realizzato un murale all’entrata del secondo piano che raffigura Amore e Psiche.Continue reading

Tutti reporter per la notte dei licei classici

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Noemi Chiasserini, 1B

Lo scopo della notte bianca è naturalmente quella di diffondere e condividere il più possibile quello che è realmente un liceo classico spalancando letteralmente le porte a chiunque sia interessato.

Per riuscire ancora meglio in questo intento noi studenti dell’indirizzo umanistico abbiamo effettuato un laboratorio di giornalismo che ci ha permesso di documentare la serata.

Attraverso la piattaforma social di Twitter abbiamo commentato in tempo reale gli spettacoli allestiti dai ragazzi. Per una notte una delle aule è diventata un vero e proprio ufficio stampa dove un gruppetto di studenti insieme alla nostra professoressa riceveva costantemente foto e comunicati stampa da pubblicare sul profilo Twitter creato in funzione dell’evento.

I reporter per una note avevano il compito di assistere alle esibizioni catturando i momenti con le immagini e intervistando i presenti come dei veri giornalisti.

Questa è stata un’esperienza molto importante per noi ragazzi che ci stiamo lentamente addentrando nel mondo del giornalismo, in poco tempo abbiamo imparato molte cose. È stato veramente emozionante collaborare in modo abbastanza professionale con i nostri compagni per riuscire a raccogliere delle informazioni che abbiamo addirittura condiviso su una piattaforma come Twitter. Per una sera siamo stati proiettati in un mondo che fino a quel momento avevamo studiato solo dall’esterno e abbiamo sperimentato personalmente cosa significa lavorare all’interno di una redazione avendo dei ruoli e dei compiti precisi consapevoli del meccanismo che può funzionare solo se ognuno fa la propria parte. Nonostante questo il risultato non è facile da ottenere esattamente come è praticamente impossibile ottenere una perfetta collaborazione, ci siamo resi subito conto che partecipare attivamente al buon funzionamento di una redazione non è facile. Per questo è stata un’esperienza molto utile per noi studenti che abbiamo messo in pratica quello che abbiamo imparato, ma soprattutto per lo scopo stesso della notte dei licei classici, cioè mostrare al mondo esterno quello che il classico può veramente offrire.

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Pygmalion secondo gli alunni di 4B del liceo classico D’Oria

di Sara Bellè, 1B

 

Durante la famosissima notte bianca dei licei classici, all’Andrea D’Oria, i ragazzi si sono esibiti, dimostrando che quello che studiano fa parte di quello che  sono.

Fra le molte classi impegnate in spettacoli, segnaliamo quello della classe 4 B,  intitolato Pygmalion, ispirato all’omonima opera teatrale di George Bernard Shaw.

Sono protagonisti, il professore di fonetica Higgins e  la fioraia Eliza Doolittle, quest’ultima vuole entrare in una prestigiosa scuola inglese (mentre in origine voleva solo diventare commessa in un negozio di fiori), ma ha dei problemi con la pronuncia e quindi si trova in difficoltà, fino a quando incontra il professore che, per una scommessa con un amico colonnello, quale far diventare la popolana Eliza  una duchessa, le insegna semplicemente l’accento usato dalle classi elevate. In seguito i due sembrano avvicinarsi ma, mentre nell’opera originale Eliza sposa un altro uomo, nobile e povero, nella rivisitazione i ragazzi lasciano spazio alla nostra immaginazione, terminando con i due che discutono di quello che Eliza sia diventata.

La professoressa che ha condotto gli alunni di 4B in questo spettacolo dichiara di aver scelto quest’opera, poichè definisce bene uno dei temi della letteratura del triennio, “the issue of the language“…in fondo chi  può esprimere bene  questo tema, se non questo autore, che, testuali parole della professoressa: “vede la lingua come fattore potenzialmente discriminante“. Infine spiega che quello che vuole trasmettere non è solo l’ideale di GB.Shaw sulla lingua, ma anche che essa non basta e che ce lo conferma Eliza che alla fine si sente “outcast“, non sapendo più a che classe sociale appartenga.

Il Liceo Classico non è solo greco e latino

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Arianna Strada ed Enrico Facci, 1B

Notte di festa, spettacoli e talenti, stiamo parlando di venerdì 17 gennaio, giorno in cui al Liceo Classico D’Oria si è svolta la Notte nazionale  dei licei classici, serata che illustra il duro lavoro di studenti che hanno reso la scuola un luogo gioioso e che, come ogni anno, ha attirato molti ragazzi e genitori.

La serata si è aperta in Aula Magna con la presentazione del programma della serata e con esibizioni di ogni tipo, dal canto alla lettura di poesie, seguiti da spettacoli di ogni genere nelle classi.

In particolare ha destato interesse uno spettacolo di alcuni studenti della 3E che hanno deciso di rappresentare la triste storia di Rosalind Franklin,  una donna che per puro amore verso la scienza ha letteralmente sacrificato la vita, ma purtroppo i meriti della sua scoperta sulla struttura del DNA non sono andati a lei perché era considerata solo un’assistente e non un scienziata.

Di questa scienziata non se ne parla molto, ma grazie ai ragazzi che hanno drammatizzato la sua carriera scientifica ha avuto la giusta gloria.

In questo spettacolo sono state toccate le tematiche delle donne nella ricerca scientifica, dell’emancipazione femminile e della dedizione alla scienza. L’amore si evidenzia proprio in questo, non nel senso romantico del termine, ma nel senso più vasto, filosofico, se si vuole, del sacrificio per un obiettivo, proprio come Rosalind scelse di fare.

Lo spettacolo, scritto e diretto dai ragazzi, ripercorre la sua vita, soffermandosi sulle date più importanti e portando in scena una descrizione narrata, un monologo e un dialogo, in una scenografia e sceneggiatura semplice, ma potente.

Abbiamo intervistato un ragazzo, Alberto D’Erba, che ha partecipato in prima persona ed è stato molto disponibile a rispondere alle nostre domande.

Come mai avete scelto proprio Rosalind Franklin?

Abbiamo scelto Rosalind Franklin perché nel 2018 c’è stato il centenario della sua nascita e il nostro professore di scienze ci aveva proprio consigliato di trattare questo argomento che spesso viene anche passato un po’ sotto tono; il tema di questa sera era l’amore, quindi abbiamo voluto sviluppare l’amore per la scienza, che è ciò che ha condotta la vita di Rosalind e infatti anche se veniva discriminata, anche se tutti quanti provavano ad allontanarla, lei ha sempre continuato la sua ricerca e a causa delle radiazioni dei macchinari che usava è morta prematuramente, dandosi alla ricerca, amando la scienza.”

Come vi siete organizzati per portare a termine questo progetto?

Quasi tutti i pezzi li abbiamo scritti noi, ovviamente la parte scientifica è stata fonte di ricerca, ma tutti i dialoghi e i monologhi principali li abbiamo scritti noi. I professori ci hanno aiutato molto rendendosi molto comprensivi e disponibili, infatti ci hanno ceduto alcune ore per preparare al meglio lo spettacolo, e il risultato è stato la ricompensa di tutta la fatica”

Ti è piaciuto fare questo spettacolo?

A me come al solito è piaciuta tanto questa iniziativa, apprezzo molto come il nostro liceo punti all’espressione artistica in generale oltre a far vedere che le lettere non sono morte, siamo lettere vive, siamo gente viva, ma in questo caso non ci siamo dedicato al mondo classico quanto più alla sapienza in generale, alla scienza come abbiamo detto prima, all’amore per la scoperta che è ciò che può rappresentare il Liceo Classico. Quindi si, io mi sono molto divertito, penso anche i miei compagni, mi sembravano molto contenti. E’ stato bello scriverlo, organizzarlo, farlo; mi sono divertito davvero tanto a fare questo tipo di iniziative, in più è anche istruttivo, interessante, è una bella esperienza formativa, se vogliamo usare il termine, complicata e molto interessante.”

E’ la prima volta che partecipi in prima persona alla Notte Bianca?

“No, ho partecipato anche l’anno scorso ed era un lavoro più strutturato sull’uomo e il cosmo curando la parte tecnica, recitativa, autori greci e latini. Oltre a questo io sto seguendo anche il progetto Siracusa, molto carino e interessante, formativo e bello. E’ bello fare queste cose, ti diverti con i tuoi amici, impari cose nuove, scopri te stesso. Il teatro in generale e mettersi in gioco in questo modo ti aiutano proprio a scoprirti, a sapere un po’ di più si te stesso, a sapere cosa puoi fare e cosa non puoi fare, cosa ti piace fare, soprattutto questo, e io ho capito che mi piace fare queste cose: scoprire di più su argomenti di cui sapevo poco e niente, entrarne a far parte perché con la recitazione fai questo, entri dentro l’argomento alla fine.”

Ringraziamo Albero D’Erba per esser stato così disponibile e gentile.

Ovviamente vi aspettiamo tutti l’anno prossimo alla Notte del liceo classico D’Oria che sarà sempre più bella e divertente, ogni anno di più.

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La rinascita del liceo classico dalla Sicilia a Genova

di Federico Davini 1B

Nel 2014 il professore di lingue classiche Rocco Schembra del liceo classico Gulli e Pennisi di Acireale decise di istituire una serata interamente dedicata a questa istituzione, aprendo la scuola al pubblico e intrattenendo gli ospiti con letture rappresentative della cultura classica insieme a esibizioni e rappresentazioni messe in atto dagli studenti. Questa serata col nome di notte bianca dei licei classici ha preso piede in molti istituti diventando un modello in tutta la penisola. Così da cinque anni al Liceo Ginnasio Andrea D’Oria di Genova si allestiscono palchi per cantare, aule per recitare e sale per leggere che continuano ad attirare un gran numero di persone, non solo presenti fisicamente nella scuola ma anche nel mondo virtuale, infatti la scuola sempre al passo con i tempi ha seguito l’evento e condiviso i momenti salienti sulla piattaforma di Twitter all’indirizzo https://twitter.com/DoriaNotte.

La VI edizione della notte bianca dei licei classici si è aperta con una introduzione della serata e della sua storia tramite video, il tutto proiettato nell’aula magna, punto di riferimento e fulcro del liceo, seguito dalla presentazione della principale organizzatrice della serata, la professoressa Bottazzi, e della preside Maria Aurelia Viotti, due rapide letture e il saluto dei rappresentanti d’istituto con un interessante aneddoto dell’unico maschio dei quattro rappresentanti, Marco Mastracco: “Una volta lessi su un articolo che volevano abolire il liceo classico, una notizia assurda, tutti noi oggi dimostriamo che il liceo classico è ancora vivo e ancora più forte di prima, ricordo un giorno quando mia sorella più piccola mi domandò l’importanza di studiare la storia, le chiesi se lei sarebbe la stessa persona senza tutti i ricordi e tutte le esperienze passate che ha vissuto, perché senza un passato non si può avere un futuro”.

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Le esibizioni canore sono state numerose e tutte hanno sbalordito il pubblico, al contrario di quello che si può pensare i talenti musicali non sono solo presenti in licei focalizzati solo sul versante artistico-creativo ma certi studenti riescono a reggere con una mano un libro di greco e dall’altra uno spartito. Tra questi è doveroso citare le migliori esibizioni: Giulia Corona con “Shallow” di lady Gaga, Matilde Vinciguerra “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini, Francesca Fiorito “Sign of the time” di Harry Styles e Francesco Mannella che merita una menzione speciale per aver portato il suo commovente brano “Caro nonno”. Insieme a queste si sono alternate poesie scritte da ragazzi e due monologhi, sulla paura e sul bullismo, entrambi molto belli. Finite le esibizioni in aula magna si è passati all’inaugurazione del nuovo murale preparato per l’occasione dall’artista di strada STEVO, in seguito gli studenti delle classi hanno dato vita a rappresentazioni e laboratori distribuiti nelle aule di due piani, su argomenti che variavano dalla giustizia nell’Atene del V secolo alla rappresentazione di una breve commedia in inglese, da Saffo a Venditti.

Mentre il rappresentante d’istituto Marco Mastracco si assicurava che tutto venisse svolto secondo la scaletta e che tutto andasse bene, ha anche concesso una breve intervista:

Essendo uno studente di questa scuola da molti anni, hai già partecipato alle scorse notti bianche?

“Si, questa è la quarta notte classica che faccio, ed è la prima volta che non la faccio recitando, negli anni scorsi avevo collaborato ad un progetto sull’adolescenza, uno spettacolo sul cosmo che aveva a che fare con la mia sezione di potenziamento scientifico e uno spettacolo sul tema dell’immigrazione”

Hai visto differenze nel corso degli anni, magari nei primi anni si era meno preparati e non era stato ancora totalmente compreso il senso di questa notte?

“Certo, sarà che quest’anno ho vissuto tutta la notte bianca da organizzatore quindi sono più coinvolto ma rispetto a gli anni scorsi c’è gente nettamente più brava, a parte quelli abituali, per esempio una ragazza di terza  che suona e canta benissimo, Gaia Tenti che penso sia la migliore della scuola che è la vincitrice del Genoa Vision e Matilde Vinciguerra e anche una ragazzina di prima, Giulia Corona, molto brava, quindi sono stupito dal fatto che ci sia gente così capace ad un classico che di solito è visto in maniera diversa”

Invece per l’organizzazione, come vi siete divisi i compiti fra studenti e professori?

“Per l’organizzazione bisogna ringraziare Gaia Tenti perché noi come rappresentanti siamo stati eletti ai primi di dicembre 2019 e c’è stato un ritardo enorme; la notte bianca solitamente va preparata da ottobre, se va male, quindi un ringraziamento a lei e alla professoressa Bottazzi; poi noi abbiamo preso quello che era il loro lavoro iniziato, abbiamo fatto le scalette, abbiamo ripassato la suddivisione delle aule eccetera però il grosso è merito loro. Sono riuscite ad incastrare gli orari, a prendere i contatti con la scuola, che ha aderito e organizzato questo progetto della notte bianca e poi a coinvolgere le persone che è una delle cose più difficili da fare per un rappresentante e per chiunque altro quindi pur non essendo una rappresentante ha dato un grosso aiuto“

Tutti i laboratori che ci sono nelle aule sono idee dei ragazzi, delle varie classi oppure di qualche professore?

“Principalmente i laboratori sono tutte idee che sono venute dai ragazzi delle singole classi e poi naturalmente dai vari insegnanti che hanno collaborato ciascuno per conto loro, poi tutti hanno messo insieme il gigantesco puzzle che è la notte bianca”

Riguardo la partecipazione c’è anche qualche vecchio studente che ha mantenuto un legame con l’Andrea D’Oria

“In parte si, ho visto un po’ di persone nati nel ‘98, nel ‘99 e nel 2000, fra cui almeno quattro vecchi rappresentanti di istituto, due dell’anno scorso e alcuni precedenti, ma anche in generale lo spirito di appartenenza degli studenti del nostro liceo è molto più forte rispetto ad altri licei cittadini”

Secondo te questa notte è riuscita nel suo intento nel promuovere il liceo classico oppure c’è un’affluenza principalmente interna alla scuola

“Sicuramente c’è stata un’affluenza esterna, ci sono molti ragazzi delle medie fra l’altro, ragazzi di terza media che spero si siano un po’ avvicinati al mondo del liceo classico e poi soprattutto i genitori che forse potrebbero consigliare ai figli di venire qua. In generale sono soddisfatto, sono contento di come stiano andando le cose e stiamo riuscendo a dare uno spettacolo più che discreto”

Per concludere la notte, che come da nome è riuscita a toccare la mezzanotte, si è esibito un gruppo di soli musicisti e muniti di basso, batteria, pianoforte e un clarinetto sono riusciti a riscaldare gli spettatori per l’ultima lettura comune a tutti i licei classici d’Italia, un brano dalla tragedia di Eschilo “Agamennone” letta in versi prima in greco e poi in italiano che ha saputo affascinare le persone in aula magna.

Una celebrazione della classicità, un rituale tipico dei licei classici, una notte a scuola, comunque la si voglia vedere la notte bianca dei licei classici è riuscita nel suo intento, dimostrare che il Liceo Classico è ancora più forte di prima, ben saldo alle sue antiche radici e pronto ad accogliere le novità del presente.