After hours al Liceo

di Dario Donato, 1D

L’Aula Magna del liceo D’Oria di Genova, per la Notte Nazionale dei licei Classici, diventa un palcoscenico su cui si esibiscono cantanti e pianisti. Quelle pareti, che hanno assistito a discussioni animate nella notte dei tempi, o sono state sedi di Esami di Maturità, per un giorno, una volta all’anno, si animano con canti e suoni. Sembra di vedere gioire le Muse, che, quasi moderne influencers, attirano lo sguardo di un pubblico in cui risvegliano il senso di appartenenza: una notte di allegria e condivisione nei luoghi dove solitamente sono l’impegno e l’attenzione a farla da padroni.

 

Uno studente introduce la serata parlando dell’importanza della scuola: di cosa rappresenta e di cosa dovrebbe rappresentare. Assai efficace la frase che richiama unitamente alla funzione di costruire il futuro, quella di doverlo prima immaginare: rende l’idea che si possa, partendo da solide basi, costruire il domani con la propria creatività.

 

I rappresentanti di Istituto esprimono la loro soddisfazione per l’alta partecipazione all’evento. Gli alunni che si esibiscono non hanno nulla da invidiare ai professionisti perché sono molto bravi nelle interpretazioni.

 

Su tutti spicca Giulia Corona che canta “I will survive” di Gloria Gaynor. Nel titolo del brano si può percepire, con un pizzico di ironia, un augurio per tutti i “primini”.

Notte Bianca 2022: conoscere se stessi attraverso la cultura

di Maia Fornaroli 1D

La Notte Bianca 2022 del Liceo Classico Andrea D’Oria di Genova, e di tutti i licei classici d’Italia, è un segno di rinascita e di rivincita dopo due anni di restrizioni per la pandemia da Covid-19. Questa volta il motto è stato “la cultura ci cambia”, perché solo attraverso essa si può arrivare a conoscere se stessi, come suggerisce Socrate.

Dal sito nottenazionaleliceoclassico.it

Come ogni volta, essa è stata aperta dal fondatore di questo evento, il professor  Rocco Schembra, il quale ha promosso la vitalità del liceo classico. Inoltre ha annunciato  le due vincitrici del concorso di scrittura io e il mio δαίμων, Giorgia Bagnara con un testo  poetico e Alice Tirino con un testo in prosa. Questa è la prova del fatto che il liceo  classico aiuta a sviluppare la creatività dell’individuo, sfruttando un tuffo nel passato con  le lingue classiche, che, come ripreso dal saluto della senatrice Barbara Floridia,  portano la persona alla radice del pensiero. Del messaggio della senatrice, in particolare, ha catturato l’attenzione del pubblico la seguente frase: la  scuola è il tempo dello stare, del fermarsi. La scuola è infatti lo spazio per coltivare passioni e  talenti, il posto in cui sentirsi unici e speciali. Poi è intervenuta la Preside Maria Aurelia Viotti,  sostenendo che la scuola che ci piace è una scuola libera, una scuola che sia anche  occasione per suscitare passioni.

Dopo questa apertura di serata, si è dato il via alle danze!  

Da “Ufficio Stampa” del Liceo A. D’Oria, classe 1d
Da “Ufficio Stampa” del Liceo A. D’Oria, classe 1d

In Aula Magna c’è stata l’emozionante esibizione di Lorenzo Manenti, che ha   cantato La notte di Arisa e La nuova stella di Broadway di Cesare Cremonini,  seguito da altri spettacoli musicali. Successivamente, in ogni classe, ci  sono  state  diverse performance, dai cortometraggi ai dialoghi con personalità del  ‘900, da  un’esposizione fotografica, al laboratorio su Monet tra i suoi quadri. Questa  Notte  Bianca è stata molto particolare anche perché è stata la prima  ad  essere  organizzata dagli stessi studenti. Questo metodo ha permesso  una  maggiore  inclusione e voglia di mettersi in gioco. 

Da “Ufficio Stampa” del Liceo A. D’Oria, classe 1d
Dalla pagina twitter di @DoriaNotte

La Notte Bianca riesce a far scoprire talenti non solo davanti al pubblico, ma anche nel dietro le quinte. Ci sono stati infatti giovani studenti, frequentanti il primo anno di liceo, che si sono occupati, con la supervisione di due professoresse, di twittare ciò che stava accadendo durante la sera. Hanno vissuto non meno degli altri quella che è un’esperienza nuova, attraverso foto, video e appunti presi da coloro che hanno seguito le diverse esibizioni. Il ragionare insieme, come un’unica mente, ha contribuito a far sentire tutti gli studenti parte integrante e attiva del Liceo Classico Andrea D’Oria, come una grande famiglia. Coloro che, quindi, si sono occupati di documentare la serata hanno dovuto sviluppare conoscenze informatiche e non solo, perché c’é stato il bisogno di adattare foto e video, ma anche di costruire delle frasi chiare e allettanti per il lettore, per formare alla fine un tweet vero e proprio. 

Questa Notte Bianca raffigura il passato, il presente e il futuro, che insieme formano un connubio perfetto, il quale rappresenta totalmente “la cultura ci cambia”.

 

La musica che unisce

Di Martina Cao ed Elena Iannacchino, 1B

La sera del 6 Maggio 2022 si è tenuta l’ottava edizione della Notte Nazionale dei licei classici.

Quest’anno la Notte Bianca ha acquistato una grande importanza, poiché il liceo Andrea D’Oria ha riaperto le porte al pubblico dopo due anni di pandemia e ha permesso ai ragazzi di esibirsi, mostrando i propri talenti e passioni. La scuola è rimasta collegata al mondo del web, descrivendo e riportando tutti gli eventi della serata sulla piattaforma Twitter .

Sono stati molti gli eventi e gli spettacoli che hanno caratterizzato la serata: classi dedicate alla visione di cortometraggi cinematografici, esposizioni d’arte, letture in lingua greca, monologhi teatrali.   

Nell’aula Magna del liceo si sono tenute le performance musicali, passando dalla musica di Cesare Cremonini, a quella classica di Beethoven, dalla musica Funky e Soul di Gloria Gaynor fino ad arrivare ai Queen.

 
   


Matilde Vinciguerra, studentessa del liceo classico Andrea D’Oria, e Roberto Morello, ex studente del Colombo, hanno reso omaggio alla canzone “Love of my life” dei Queen: la delicatezza e la leggerezza della voce armoniosa e leggiadra di Matilde, accompagnata dal suono dolce delle corde della chitarra acustica di Roberto, sono riuscite  a creare un’atmosfera che ha incantato il pubblico.

Ci hanno accompagnati durante la Notte Bianca, cullandoci attraverso le note della chitarra e il timbro melodico di Matilde; sono stati pochi minuti, ma sono bastati per portarci su un altro mondo dominato dall’amore per la musica e soprattutto dalla passione e dalla sintonia fra i due ragazzi.

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Matilde dopo il suo favoloso spettacolo:

Qual è il motivo per cui avete deciso di portare questo brano per questa importante serata?

Abbiamo portato “Love of my life”, sicuramente perché è una canzone facilmente riconoscibile; i Queen, soprattutto negli ultimi anni, sono stati un po’ riscoperti, principalmente fra i giovani. Li abbiamo riscoperti grazie a “Bohemian Rhapsody” e a tutti i film riguardanti la band.

Ci sembrava giusto offrire un piccolo tributo, inoltre penso che il testo di questa canzone sia struggente. 

Cos’è per te la musica?

Faccio una premessa: io non sono una cantante, sono una violinista e frequento il conservatorio, e anche Roberto suona al conservatorio come chitarrista.

La musica è parte integrante, quindi, delle mie giornate e del presente. Spero che lo sarà anche nel futuro a livello lavorativo.

Si sente molto spesso la frase “La musica è la mia vita”, “Senza la musica non riuscirei a vivere”, secondo me la musica non è la mia vita in toto, ma è un aiuto a vedere in modo positivo le piccole cose delle mie giornate. È un qualcosa che mi aiuta a vivere ogni momento in modo migliore.

Come mai avete deciso di esibirvi insieme in questa canzone?

Perché ciò che ci lega è l’amore e perché Roberto è un chitarrista molto bravo e ci sentiamo in sintonia, inoltre abbiamo già suonato insieme in passato.

 

Vi lasciamo un breve video dell’esibizione: 

È necessario concedere il consenso ai cookies statistiche, marketing per visualizzare questo contenuto.

 

Copyright e diritto d’autore.

Contro il plagio, da Marziale ai Coldplay

“Attività svolta nell’ambito del progetto We All Say No. Il progetto, svolto da Adiconsum e Agenzia Dire, gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca, ed è finanziato da EUIPO – Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale”.
 

Di Irene Collufio, Lucia Riggio e Vittoria Gandolfo, 1^B

Cosa è il plagio?

Con il termine “plagio” si intende la falsa attribuzione a sé di opere, scoperte o invenzioni delle quali spettino ad altri i diritti d’autore.

Il primo caso documentato in cui ricorre il termine “plagio” risale a Marziale, poeta romano del I secolo, il quale, nel suo epigramma 52, si lamentava di un rivale che avrebbe letto in pubblico i suoi versi spacciandoli per propri.

Il plagio musicale

Il plagio musicale è l’azione di chi si appropria di un’opera altrui, di una parte o di tutta la composizione, dichiarandosene autore.

Per parlare di plagio musicale occorre che almeno uno degli elementi che compongono una canzone (testo, ritmo, armonia, melodia) sia stato illegittimamente trasposto.

Un caso di plagio molto famoso è quello che ha coinvolto il chitarrista Joe Satriani e la band dei Coldplay. Il gruppo musicale, “Viva la vida”, ha copiato un passaggio di chitarra del pezzo strumentale “If I could fly” del chitarrista americano. Qualche mese dopo, il cantante britannico Cat Stevens ha sostenuto che entrambe le canzoni fossero copiate da un suo pezzo chiamato “Foreigner suite”. In conclusione, il caso non si trattava di plagio, poiché la similitudine era vaga e riferibile solamente a cinque note.

Foto di https://www.studiolegalebellini.eu/

 

Il diritto d’autore

Il diritto d’autore protegge un’idea nella forma di un testo, un’immagine, un video, un insieme di suoni, ecc…

Esso difende il diritto di riprodurre l’opera solo con il consenso dell’autore, tuttavia è legale riutilizzare le stesse idee per commentarle o esporle rielaborandole.  Per esempio è illegale scrivere un romanzo cambiando i nomi dei protagonisti.

Il diritto morale d’autore 

Il diritto morale d’autore è un diritto personale, composto da facoltà e diritti, come il potere di rivendicare la paternità dell’opera.

Tale diritto, dopo la morte dell’autore, può essere fatto valere dal coniuge o dai figli senza limite di tempo.

La possibilità di non pubblicare l’opera (diritto di inedito), di celare la propria identità al momento della pubblicazione e di ritirare l’operato dal mercato fanno part e del diritto morale d’autore. 

Il diritto patrimoniale d’autore

Il diritto patrimoniale d’autore consiste nell’esclusivo diritto di sfruttamento economico dell’opera in questione.

É formato da diritti tra cui la facoltà di ricreare, distribuire, tradurre, esporre al pubblico o rielaborare l’opera. Questi diritti spettano all’autore e hanno una validità limitata nel tempo. di 70 anni dopo la morte dell’autore.

Il copyright


Copyright è un termine anglosassone. Riguarda gli aspetti economici legati all’utilizzo di un’opera (come un brano musicale, un romanzo, un’opera cinematografica o teatrale). 
Lo scopo del copyright è tutelare le opere che sono il frutto originale dell’intelletto umano contro lo sfruttamento economico e morale, che spetta al suo creatore.

Le opere soggette a copyright sono riconoscibili grazie al simbolo ©. 

Quando si viola il copyright


Si trasgredisce il copyright principalmente in tre occasioni: quando si utilizzano opere altrui senza l’autorizzazione, quando si attribuisce a se stessi la paternità ingiustamente, e quando si modifica l’opera altrui senza averne titolo.

 

Copyright - Wikipedia
Il copyleft


Il copyleft è un metodo per rendere un’opera libera ed imporre che tutte le modifiche dell’opera siano anch’esse software libero.

Un modo semplice per rendere un programma libero è dichiararlo di dominio pubblico (senza copyright).

 

 

 

Il nostro sondaggio

Per confrontare le informazioni che abbiamo trovato su internet con ciò che realmente sanno i giovani a proposito dell’argomento dei diritti d’autore e del copyright, abbiamo deciso di fare alcune domande a 50 tra ragazzi e ragazze (di un’età compresa tra i dodici e i diciassette anni.

Di seguito un grafico creato con i risultati del sondaggio.

 

 

In conclusione, solo il 4% dei giovani non conosce il significato del termina copyright, mentre solo l’84% dei ragazzi non conosce il significato del termine “diritti d’autore”. Per quanto riguarda chi pensa di averli sempre rispettati, addirittura il 44% dei giovani ammette di averli violati almeno una volta. Risulta invece sconosciuto alla maggior parte dei giovani (88%) il termine copyleft. 

 

Fonti

diritti d’autore:

https://www.treccani.it/enciclopedia/tag/diritti-d’autore/

https://www.ioscelgoautentico.net/il-diritto-d-autore-e-il-copyright

copyright e copyleft:

https://www.studiocataldi.it/articoli/36992-copyright-

significato.asp#par1https://www.gnu.org/licenses/copyleft.it.html

plagio

https://www.studiolegalebellini.eu/coldplay-vs-joe-satriani/

 

Guida ai brevetti farmaceutici

Breve guida al riconoscimento dei brevetti, alla loro composizione e alla loro utilità in campo farmaceutico.

di Egle Gatto, 1B

“Attività svolta nell’ambito del progetto We All Say No. Il progetto, svolto da Adiconsum e Agenzia Dire, gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca, ed è finanziato da EUIPO – Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale”.
 

Cosa si intende per brevetto?

Il brevetto non è solo un trattato tecnico dove viene illustrato un nuovo prodotto o un nuovo procedimento, ma è principalmente uno strumento giuridico.                                                                                                                              La relazione brevettuale è il modo in cui gli aspetti tecnologici di un’innovazione di prodotto o di processo vengono resi in un linguaggio adatto ad assumere un rilievo giuridico.   
Il brevetto conferisce un monopolio per il suo sfruttamento industriale, attraverso la sua concessione viene attribuito un diritto esclusivo su un’invenzione, in base al quale si può vietare a terzi di produrre, usare, mettere in commercio, vendere o importare l’oggetto dell’invenzione.

Quanto dura in media un brevetto? La sua durata può  essere prolungata?

Il brevetto per invenzione ha una durata di 20 anni dal momento del deposito della domanda.                

Prolungamenti della durata del brevetto sono previsti per quelle invenzioni in cui l’immissione in commercio è regolamentata da una procedura amministrativa che ne ritarda sensibilmente l’immissione in commercio come nel caso dei farmaci.

Che cosa, principalmente, si può brevettare?

  • un bene materiale quali un prodotto, una molecola, una composizione (brevetto di prodotto),
  • un metodo, un procedimento, quali un metodo per rilevare dati da un campione e un metodo per preparare un certo prodotto (brevetto di procedimento)
  • nuovi metodi per utilizzare (o usi) un bene materiale conosciuto (brevetto di uso).

Cosa può essere considerata materia non brevettabile?

Non sono considerate invenzioni o non sono considerate brevettabili:

  • le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici o per il trattamento chirurgico, terapeutico o di diagnosi del corpo umano o animale;
  • i piani, i principi e i metodi per attività intellettuale, per gioco o per attività commerciali e i programmi per elaboratori;
  • le presentazioni di informazioni;
  • le razze animali e i procedimenti essenzialmente biologici per l’ottenimento delle stesse.

 

Come si ottiene un brevetto?

Un brevetto può essere ottenuto tramite una domanda di brevetto, depositata all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi oppure alla Camera di Commercio. Inoltre, con la pubblicazione della domanda di brevetto, dopo un periodo di segretezza di diciotto mesi, il contenuto dell’innovazione diventa patrimonio della collettività e così, a sua volta, un punto di partenza per lo sviluppo di ulteriori innovazioni. Dal momento della sua pubblicazione anche la domanda di brevetto conferisce un monopolio (provvisorio fino al momento della concessione).

 

Come è composto un brevetto?

Un brevetto è formato da:

1 un titolo

2 un breve riassunto (abstract)

3 una descrizione dettagliata dell’invenzione

4 una o più rivendicazioni, che stabiliscono i limiti della tutela brevettuale

Quali sono i criteri di brevettabilità?

  • novità: il trovato non deve essere già descritto nello stato della tecnica;
  • attività inventiva: il trovato non deve risultare in modo evidente dallo stato della tecnica, secondo il giudizio della persona esperta del ramo;
  • sufficiente descrizione: l’invenzione deve essere descritta in modo tale da essere riproducibile;
  • applicazione industriale: il trovato deve essere di utilizzo in campo industriale.

 

 E per i brevetti in campo farmaceutico?

Per i brevetti in campo microbiologico o biotecnologico basati sull’utilizzo di colture cellulari o di microorganismi, è spesso richiesto anche il deposito del microrganismo, il quale diventa disponibile dal momento della pubblicazione del brevetto a chiunque ne faccia richiesta per soli scopi di ricerca.

 

Perché vi è la necessità di tutelare gli investimenti sui farmaci?

Negli ultimi decenni la ricerca nel settore biomedico è stata condotta in prevalenza dall’industria farmaceutica. Di qui la necessità di tutelare con il brevetto sui farmaci gli investimenti effettuati, al fine di evitare che l’invenzione possa essere sfruttata dalle concorrenti dell’impresa innovatrice, vanificando i profitti e gli eventuali re-investimenti per l’azienda che l’ha effettuata. In Italia i farmaci sono brevettabili dal 1978.

 

Perché i metodi terapeutici e/o diagnostici rimangono ancora non brevettabili?

A eccezione degli Stati Uniti, sia i metodi terapeutici che i metodi diagnostici non sono brevettabili non solo in Europa, ma anche in tutto il mondo.  Sostanzialmente questi divieti sono di natura etica, mirati a svincolare da qualsiasi monopolio di natura commerciale l’attività del medico.

 

Cos’è il Testo Unico dei Farmaci?

Il Testo Unico dei Farmaci è un Codice corrispondente al recepimento di alcune direttive europee, relative ai medicinali per uso umano e, in particolare, definisce regolamenta i farmaci più equivalenti, noti come generici. Esso Introduce la definizione di prodotto medicinale generico e prodotto medicinale di riferimento.

 

Quali sono i tipi di brevetto in campo chimico-farmaceutico?

Il brevetto di prodotto in campo farmaceutico determina la produzione di un bene materiale, come un principio attivo di natura sintetica o naturale, purché sintetizzato o isolato dall’uomo. Deve essere dimostrata  almeno un’attività biologica.                                                                                                                                                                   Per poter  brevettare validamente un prodotto è necessario, tuttavia, oltre la formula di struttura, la descrizione del procedimento di sintesi, isolamento e purificazione. Nel caso di un’invenzione di composizione sarà necessario identificare tutti i componenti essenziali presenti e indispensabili per ottenere un effetto nuovo e particolare rispetto alla somministrazione il principio attivo

Il brevetto di procedimento tutela un particolare processo di sintesi di una determinata molecola o prodotto.

Il brevetto di secondo o ulteriore uso medico è relativo alle nuove indicazioni terapeutiche per un prodotto in cui sia già stato dimostrato un primo  utilizzo in campo medico.

 

Come funziona la brevettabilità dei metodi diagnostici?

Seppur i metodi diagnostici non sarebbero brevettabili il divieto si applica solo ai  metodi che comprendono quell’insieme di attività propria dell’attività del medico, in particolare: l’acquisizione di dati relativi a specifici indici fisiologici o patologici (i livelli di glicemia o una mutazione genetica), la caratterizzazione anamnestica del paziente e il confronto tra i dati del paziente e la norma.



Durante tale periodo di emergenza di Covid – 19 vi sono state problematiche riguardo ai brevetti?

Ebbene sì, Durante un tale periodo di emergenza ci sono state varie problematiche e discussioni riguardo i brevetti. Secondo il sito https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/vaccini-e-brevetti-un-risiko-complesso-30518 gli ultimi dati a disposizione, relativi a fine aprile 2021, indicano un volume di circa 1,2 miliardi di bacini realizzati, destinati pressoché esclusivamente agli Stati più avanzati. Gli interessi in gioco sono alti, perciò le case farmaceutiche rivendicano il monopolio progettuale dell’oro ritrovato, sebbene ciò rappresenti una sorta di condivisione sociale dei costi a fronte dell’esclusività privata dei ricavi. A tale proposito il presidente Joe Biden ha accolto la richiesta avanzata originariamente dal Sudafrica India di sospendere temporaneamente diritti sulla proprietà intellettuale detenuti dalle case farmaceutiche terapie, testi diagnostici e vaccini COVID-19 per tutta la durata della pandemia.

Fonti:

https://www.pharmastar.it/binary_files/quaderni/Il_brevetto_nel_settore_Farmaceutico_08752.pdf

(Sito fornito dal Alba Beroldo, farmacista alla Farmacia Centrale di Busalla)

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/vaccini-e-brevetti-un-risiko-complesso-30518

 

 

Attenti al marchio!

“Attività svolta nell’ambito del progetto We All Say No. Il progetto, svolto da Adiconsum e Agenzia Dire, gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca, ed è finanziato da EUIPO – Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale”.
 

di Agnese Traverso, Martina Cao e Matilde Tesini, 1B

Cos’è un marchio e quali leggi lo tutelano

Negli ultimi anni è aumentato il problema dei marchi contraffatti volti ad ingannare i clienti online, apportando piccole modifiche del prodotto venduto. Il nostro articolo si basa sul fenomeno della contraffazione che costituisce una seria minaccia in generale, frenando lo sviluppo economico.

Il fenomeno della contraffazione

Il fenomeno della contraffazione (ovvero il tentativo di riprodurre qualcosa in modo tale che venga scambiato per l’originale) in Italia, negli ultimi anni, è aumentato sempre di più, soprattutto nell’ambito dei marchi di lusso. 

Cosa è un marchio

Il marchio è un simbolo usato per identificare e valorizzare un prodotto in modo da distinguerlo dagli altri e difenderlo dai contraffattori. Un marchio, in base alle sue caratteristiche, può essere costituito da un disegno, da una o più parole, da una figura che rappresenti oggetti reali o di fantasia,  da una figura tridimensionale;  alcuni sono composti invece da suoni abbinati a immagini. La contraffazione del marchio mira ad ingannare il pubblico al quale è destinato il prodotto circa la sua provenienza. La maggior parte dei marchi vengono però registrati, cioè si avvalgono di una particolare tutela giuridica nei confronti di terzi. Le caratteristiche che deve avere un marchio per essere registrato sono: la novità, la distinzione e un contenuto non contrario alle norme di legge.

Cosa si intende per marchio registrato

Il titolare di un marchio registrato può vietare agli altri venditori, salvo il proprio consenso, di fare uso proprio nell’attività economica del suo marchio usandone uno simile o identico, sia per scopi affini che non. In questo caso entra in gioco il brevetto, ovvero un attestato, concesso da apposito ufficio su un’invenzione o un marchio, che garantisce al suo titolare un diritto esclusivo di sfruttamento dell’opera: in poche parole, il brevetto permette al titolare, e non ad altri, di produrre, usare, mettere in commercio e vendere un’invenzione. In inglese il brevetto viene chiamato “patent”, dal quale deriva il marchio contrassegnato dalla dicitura “patented”.

 

Simbolo marchio registrato
Simbolo marchio patented

Ma invece, i marchi non registrati godono di una particolare tutela?

Un marchio non registrato gode comunque di una tutela, tuttavia questa sarà minore e più debole. Infatti quest’ultimo sarà “protetto” su tutto il territorio italiano, distinguendosi grazie alla notorietà locale.

Facebook e Gucci uniti nella lotta contro la contraffazione

La rivoluzione digitale ha favorito sempre di più il diffondersi di prodotti falsi sui siti online, perché risulta più facile ingannare i clienti vendendo prodotti contraffatti e più difficile punire i responsabili. 

Facebook e Gucci, due fra i marchi più importanti e conosciuti a livello mondiale, si sono uniti contro la lotta alla contraffazione: la loro collaborazione ha favorito lo sviluppo di un solido programma al fine della protezione della proprietà Intellettuale dei due marchi.

L’impegno di Gucci dedicato alla proprietà intellettuale

La casa Gucci partecipa attivamente con le dogane e altre forze dell’ordine con il fine di individuare i casi di contraffazione; il suo impegno, dedicato alla proprietà intellettuale, ha portato alla rimozione di oltre 4 milioni di annunci di prodotti contraffatti online e alla disattivazione di pagine sui social media. Tale impegno è svolto a salvaguardare il patrimonio creativo di Gucci e a tutelare i clienti, che devono avere la certezza dell’autenticità dei prodotti del team Gucci e non rischiare di acquistare prodotti dal marchio non autentico.

L’azione legale permette alle due Case di unire le proprie risorse e competenze allo scopo di rendere più  sicure le piattaforme Facebook per i consumatori, che potranno comprare prodotti online in maggiore sicurezza. Questa azione ha anche lo scopo di inviare un forte messaggio a coloro che divulgano prodotti contraffatti online, cioè che questi tipi di comportamenti avranno una ripercussione e non saranno più tollerati.

Come riconoscere un prodotto vero da uno non attendibile

Un marchio o un’invenzione, per essere contraddistinta dalla propria copia falsa ha determinate caratteristiche: per esempio tutti i prodotti Gucci sono dotati di etichette 100% cotone, per cui se si presenta l’aggiunta di materiali sintetici potrebbe essere un primo campanello dall’arme.

Le etichette sono anche di colore bianco tendente all’avorio e molto spesso i prodotti Gucci contraffatti presentano sbavature della scritta ed etichette color bianco. Bisogna porre particolare attenzione anche alla scritta, che deve risultare estremamente precisa con caratteri ben definiti e distanziati tra loro. Le scritte delle magliette sono state create attraverso stampanti che agiscono direttamente sul capo. Un occhio attento ai minimi particolari potrà servire per capire se un capo è contraffatto o si tratta dell’originale.

Allenate il vostro occhio!

Vi proponiamo un breve test: con le vostre capacità dovrete capire quale dei due marchi è contraffatto.

 

 

 

 

Brevetti, perchè sono fondamentali

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova
“Attività svolta nell’ambito del progetto We All Say No. Il progetto, svolto da Adiconsum e Agenzia Dire, gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca, ed è finanziato da EUIPO – Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale”.
 

Intervista a Paola Carbone, responsabile dell’Ufficio brevetti della Camera di Commercio di Genova

di Alessandro Pastore, Leonardo Crucioli, 1b

Paola Carbone, responsabile dell’ufficio brevetti della Camera di Commercio, ci racconta l’utilità e l’importanza dei brevetti.

Cos’è un brevetto?

“Parlando di brevetto di invenzione, è un diritto intangibile di esclusiva che lo Stato concede nello sfruttamento di un’idea che serve per risolvere un problema di carattere tecnologico. Il primo brevetto conosciuto a livello mondiale risale alla Repubblica di Venezia e fu realizzato per tutelare le idee in ambito tecnico e industriale”.

Quali sono le caratteristiche dell’idea che richiede il brevetto?

“L’idea deve risolvere un problema tecnico e deve essere una soluzione nuova che ha un’applicazione industriale, quindi risolve un problema di carattere tecnologico con la replicabilità industriale”.

Il brevetto ha valore solamente nel Paese in cui è stato concesso o può avere anche valore internazionale?

“L’idea che ottiene il brevetto ha un valore mondiale, però il diritto di sfruttamento dell’idea appartiene allo Stato dove è stata ideata”.

Il fatto che il diritto di sfruttamento dell’idea appartenga a un solo Stato può creare dei problemi?

“I problemi potrebbero essere causati dal fatto che l’inventore non può esercitare il diritto di sfruttamento in altri paesi, ma esiste la possibilità di estendere il brevetto a livello sovrastatale attraverso delle convenzioni internazionali”.

Cosa accadrebbe se venisse fatta una richiesta di depositare il brevetto da due autori con idee simili?

“In questo caso colui che per primo ha depositato il brevetto ottiene la possibilità di sfruttare la propria idea; nel momento in cui il brevetto viene depositato, ha inizio la tutela dell’idea”,

Qual è la durata del brevetto?

“Un brevetto ha una durata di vent’anni, ogni anno il proprietario del brevetto deve pagare una tassa allo Stato”.

Esiste la possibilità di brevettare i software?

“Nel caso in cui servano a portare un miglioramento a livello materiale si possono brevettare, ma se si tratta di un software normale viene tutelato dal diritto d’autore“.

 

 

 

Vero o … Falso ?!?

di Margherita Fazioli, 1B

“Attività svolta nell’ambito del progetto We All Say No. Il progetto, svolto da Adiconsum e Agenzia Dire, gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca, ed è finanziato da EUIPO – Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale”.
 

La contraffazione consiste nel replicare un oggetto appartenente ad un marchio rinomato, al fine di ingannare le persone, commercializzando il prodotto ad un prezzo inferiore e usando materiali scadenti rispetto alla marca famosa.

Spesso gli oggetti riproducono fedelmente l’originale, ma vengono venduti in modo illegale a persone consapevoli di acquistare un prodotto rinomato e “di moda” che permette loro di risparmiare sul prezzo.

Secondo “Il Sole 24 Ore” la contraffazione in Italia ha un giro di affari di oltre 12 miliardi di euro con una perdita per le imprese di 935 milioni e allo Stato di oltre 10 miliardi, questo è un danno per tutto il Made in Italy che va contrastato e pochi giorni fa è stato firmato un protocollo con l’Agenzia delle dogane proprio per combattere questo fenomeno.

Dietro a questa pratica illegale ci sono inoltre sfruttamento del lavoro in nero, riciclaggio del denaro “sporco” e inquinamento ambientale, perché il prodotto contraffatto è talora realizzato con materie prime che possono essere dannose per l’uomo e per l’ambiente.

Spesso la commercializzazione di un prodotto non originale avviene online dove è più facile ingannare l’acquirente, come è accaduto alla signora Valeria, commerciante di 47 anni che mi ha raccontato la sua esperienza.

Borse autentiche o contraffatte

 

Segue la moda ed è attirata dai prodotti delle grandi marche?

Sì, compro spesso giornali di moda e mi piace possedere oggetti o vestiti firmati, ma senza esagerare, non spendo mai grosse cifre per un singolo prodotto e magari aspetto il compleanno per farmi fare un regalo!

Le hanno mai proposto prodotti contraffatti?

Sì, tramite un’amica ho avuto la possibilità di comprare un portafoglio e una borsa di Gucci, sono stata tentata perché il prodotto mi sembrava valido e il prezzo molto conveniente, però sapendo che era una cosa illegale ho rinunciato.

Compra spesso online?

Non spesso, perché mi piace vedere gli oggetti e provarli prima di acquistarli, però un giorno durante il lockdown stavo navigando su internet e ho trovato un’offerta super vantaggiosa di una nota marca di borse che mi piace molto.

Era un vero e proprio sito che commercializzava borse e portafogli e a prima vista non ho avuto dubbi sull’autenticità dei prodotti, i prezzi erano molto scontati e il sito annunciava una vendita straordinaria a cui non ho saputo resistere.

Per fortuna non ho esagerato negli acquisti e ho limitato la spesa. Ho pagato con la carta di credito, ma da quel momento non ho più ricevuto né una risposta di conferma d’acquisto né il pacco tanto sospirato.

Dopo un mese ho ricevuto un pacchetto dalla Cina con all’interno un paio di occhiali da sole di una famosa marca, ma palesemente falsi.  Naturalmente ho denunciato tutto alla polizia postale.

Controllando meglio il sito la signora Valeria si è resa conto che non era presente un numero di partita IVA attivo, le indicazioni sulla sede legale della società erano approssimative e il numero di telefono da contattare è risultato inesistente. Il suo acquisto è stato un po’ troppo precipitoso: è stata attirata dall’offerta più che vantaggiosa, senza prestare attenzione a ciò che stava facendo, ma  sicuramente non ricadrà mai più nello stesso errore!

 

fonti  utilizzate:

  • www.ioscelgoautentico.net-
  • www.ricerca24.ilsole24ore.com
  • immagini realizzate da Margherita Fazioli

La paternità artistica va tutelata?

“Attività svolta nell’ambito del progetto We All Say No. Il progetto, svolto da Adiconsum e Agenzia Dire, gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca, ed è finanziato da EUIPO – Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale”.
 

di Giovanni Agosti e Tommaso Agostini, 1B 

E’ sempre meno inconsueto imbattersi in persone che violano il diritto d’autore, sia per una riproduzione abusiva di contenuti audio e video, sia con scopo di lucro.

Il diritto d’autore tutela i diritti di un artista riguardo alla propria opera, che essa sia di tipo letterario, cinematografico, musicale, teatrale, scientifico o creativo…ma spesso l’importanza di questa tutela viene sottovalutata.

Ci è dunque giunto spontaneo domandarci se sia un esperienza comune quella di violare il diritto d’autore o il copyright.

Ci siamo quindi recati in alcune delle aree più popolate della città metropolitana di Genova, la stazione ferroviaria di Genova Principe, Piazza De Ferrari e il parco di Nervi, per chiedere alle persone quanto ne sapessero e se avessero mai violato le leggi relative al diritto d’autore.

Abbiamo quindi  riscontrato che tra gli interrogati, la cui età è compresa tra i quindici e venticinque anni, la quasi unanime risposta riguardo alla violazione del diritto d’autore è stata affermativa. E che vi fosse stata una consequenziale trasgressione delle norme sopracitate, nonostante fossero a conoscenza dell’illegalità del loro operato.

Invece tra le persone tra i trenta e i quaranta anni, abbiamo riscontrato una maggiore variabilità delle risposte, sia nel primo che nel secondo ambito. Va notato però che chi affermava di essere a conoscenza della violazione del  diritto d’autore era spesso proprio chi ammetteva poi di aver commesso l’illecito. 

Invece la fascia di età che si è rivelata più ignorante e mal informata, riguardo a questo argomento, è sta quella tra i cinquanta e i sessanta anni.

Abbiamo quindi deciso di intervistare in modo un po’ più approfondito persone di differenti fasce d’età.

Donato ha ventun anni: l’abbiamo incontrato mentre passeggiava con il suo cane ai parchi di Nervi.

-Donato sai cos’è il diritto d’autore?

“ Sì, più per sentito dire che per conoscenze mie esatte” 

-Ti è mai capitato di craccare applicazioni dedite alla riproduzione di musica “per esempio sul tuo                        

smartphone”, oppure di fare uso di siti internet illegali per la visione di film o video.

“Sì, mi è capitato di scaricare APK per giocare in maniera gratuita, ma non ho mai craccato nessun tipo di applicazione sul mio cellulare.”

-Sai quali sono i rischi di violare il diritto d’autore o il copyright?

“Sì lo so, però so anche che molte persone, come me, hanno compiuto gli stessi illeciti e la maggior parte non è mai andata incontro ad alcuna sanzione.”

La seconda intervistata è stata Rosa, una donna sulla cinquantina, intenta ad ammirare la fontana in piazza de Ferrari.

-Rosa, ha mai sentito parlare di copyright?

“Me ne ha parlato mio figlio, che è musicista, mi sembra che con il copyright chi crea arte possa avere la sicurezza che questa non possa essere copiata da un altro.”

-Le è mai capitato di scaricare qualche film, di registrare qualche film in videocassetta o di  masterizzare qualche CD illegalmente.

“Sì, quando ero giovane mi è capitato di compiere queste azioni.”

Infine ci risponde Luigi, un uomo di sessantatré anni, che stava discutendo con un capotreno sul peggioramento delle ultime generazioni:

-Luigi secondo lei è giusto che il creatore di un determinato contenuto sia tutelato dal fatto che nessuno possa usufruire di tale contenuto, a meno che non sia per commenti o recensioni?

“No, penso che il diritto d’autore sia una tutela poco significativa per i creatori di un determinato prodotto. Anzi, secondo me è giusto poterne usufruire e sfruttarlo.”

-A sentire la sua risposta mi sorge spontanea una domanda: “Sa cos’è il diritto d’autore?”

“Sinceramente no, però non trovo sia necessario saperlo.”

Queste tre interviste sono rappresentative  della maggior parte delle risposte date dalle persone intervistate.

L’originalità del marchio, caratteristica o requisito? Il caso Chanel- Huawei

“Attività svolta nell’ambito del progetto We All Say No. Il progetto, svolto da Adiconsum e Agenzia Dire, gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca, ed è finanziato da EUIPO – Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale”.
 

di Pietro Barosso e Sabrina Pieralisi 1B    

Prima di poter dare una definizione di marchio, bisogna capire quale è il suo scopo:

che cosa va a modificare il marchio posto su un prodotto?

Un marchio consente a una azienda di distinguere i propri prodotti da quelli di altra provenienza. Il marchio non è quindi solo fondamentale per le tutela dell’immagine del brand ma soprattutto per impedire che terze parti sfruttino questo prodotto definendolo come proprio facendogli perdere il suo carattere distintivo.

 ma cosa può essere davvero considerato un marchio?

Un marchio può essere un segno grafico, contrassegnato da lettere, parole o numeri, o delle semplici combinazioni di colori, come alcuni noti brand il cui colore degli imballaggi e del packaging è diventato più riconoscibile del nome del brand stesso. Come ad esempio la nota catena produttrice di gioielli Tiffany&Co, il cui colore delle confezioni ha reso il marchio famoso in tutto il mondo.

 quando è che un marchio non è più tale?

Un marchio non può essere considerato tale quando coincide con la forma della natura stessa del prodotto, ad esempio non sono registrabili come marchi i colori puri, o semplici forme geometriche. Insomma un marchio deve essere pienamente riconoscibile senza possibilità di essere confuso con altri a lui similiQuesto impone che i marchi siano unici e perfettamente distinguibili gli uni dagli altri. Questo per evitare confusione nei consumatori e per impedire la contraffazione dei prodotti stessi.

i marchi di Chanel (destra) e di Huawei (sinistra)

Un esempio di “analogia” fra marchi si era verificato inizialmente nel 2017, quando, il celebre brand di moda francese, Chanel aveva deciso di portare all’attenzione di un giudice la stretta somiglianza del suo marchio distintivo, la doppia “c” incrociata, con quello della nota compagnia specializzata nella produzione di dispositivi elettronici Huawei. 

Nel 2019 gli uffici della dirigenza di Chanel hanno deciso di portare avanti la causa.  Finalmente a gennaio del 2021 il tribunale ha sentenziato la netta distinzione tra le due immagini dei brand. Essi non erano confondibili per forma, categoria del prodotto e dettagli iconografici.