La voce della Notte Bianca

di Christian Giannini e Leonardo Crucioli,1B

La notte del 6 maggio il nostro liceo ha partecipato alla notte dei licei classici in cui gli alunni si esibivano attraverso i loro talenti. Quest’anno gli organizzatori sono stati proprio gli studenti, che con l’aiuto della sezione umanistica, hanno portato la cultura lontano. Tutte le attività della notte sono infatti state documentate attraverso la piattaforma web “La scuola fa notizia” e su Twitter (#Dorianotte)

 Abbiamo avuto il piacere di intervistare Giulia Corona, che si è esibita durante la serata in una trascinante rivisitazione di “I will survive” di Gloria Gaynor. Giulia è anche finalista al Genvision 22.

Perché hai deciso di cantare “I Will Survive”?

Mi piace molto la disco music e quindi ho pensato di fare qualcosa di diverso e di dare un po’ di ritmo a questa serata.

Inoltre sto cercando di uscire dalla mia “comfort zone” cantando pezzi meno recenti.

 

Quanto tempo dedichi a questa tua passione per il canto?

Io vorrei cantare tutti i giorni ma purtroppo non riesco.

Diciamo che tre giorni alla settimana li dedico al canto.

 

Hai un modello come cantante a cui ti ispiri?

Mi è sempre piaciuta molto Elisa, che ascoltavo fin da quando ero piccola perciò è sempre stata la mia ispirazione.

Recentemente mi ispiro anche a Mina e mi piacerebbe in qualche modo assomigliarle.

 

Che sensazioni provi quando sali sul palco e ti esibisci davanti al pubblico?

Quando salgo sul palco sono molto emozionata e mi agito facilmente però è questo che voglio fare nella vita e cantando mi sento subito a mio agio.

Come ci si sente a rappresentare il Liceo D’oria al Genvision?

È emozionante, penso sia una bella esperienza per me e per la scuola perché la serata del

30 maggio sarà fantastica.

Tu che hai raggiunto questo traguardo al Genvision, hai qualche consiglio per chi come te ha questa passione per il canto?

Secondo me studiare è la cosa più importante perché – spesso lo  si sottovaluta – il canto è anche tanto studio.

Consiglio anche di non tralasciare lo studio della musica, perché è molto importante conoscere le basi della teoria, e soprattutto imparare a mettersi in gioco.

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In scena!

Intervista all’attrice Beatrice Papei

Di Martina Cao e Elena Iannacchino, 1B 

Nell’ottava edizione della Notte Bianca del liceo Andrea D’Oria, in Aula Magna si sono esibiti molti ragazzi in performance musicali che hanno accompagnato il pubblico durante la notte.

In uno scenario di riflettori, luci colorate, note musicali che hanno sospeso il tempo, si è esibita Beatrice Papei, una studentessa che frequenta il percorso artistico-espressivo, che ha messo in scena per la prima volta un monologo intitolato “Classicisti: assemblee!”.

Con un monologo che mescolava comicità, surrealismo e realismo, è riuscita a far ridere e a coinvolgere tutti i presenti sui momenti tipici  e gli strumenti della quotidianità di uno studente del liceo classico, paragonandoli a superpoteri: “Numero uno: posso usare il vocabolario di greco come martello; numero due: posso utilizzare quello di latino come lo scudo di Capitan America”…

Beatrice durante l’esibizione

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Beatrice al termine della sua esibizione:

Perché per questa sera hai voluto portare questo monologo?

Volevo portare qualcosa di molto leggero e relativamente corto: è la prima volta che l’ho messo in scena davanti ad un pubblico e l’ho scritto appositamente per questa serata per attirare l’attenzione di tutti i partecipanti.

Da quanto tempo reciti?

Ho scoperto la mia passione per la recitazione cinque anni fa: quando sono su un palco è come se riuscissi a mostrare il lato nascosto di me stessa.

Ci sono sempre tensione e adrenalina prima dell’esibizione, ma quando si sale sul palco è come se ci mettessimo una maschera per nascondere le proprie preoccupazioni e per immedesimarsi nel personaggio da interpretare.

Per un momento ci si lascia tutto alle spalle e ci si immerge in un’altra storia.

Dove ti vedresti fra dieci anni?  Vorresti un futuro improntato sulla recitazione?

È una domanda complessa e non tanto banale: mi piacerebbe comunque recitare e continuare questa strada anche nel futuro.

Quale messaggio vorresti dare a coloro che il prossimo anno verranno al liceo D’Oria?

Io frequento il percorso artistico-espressivo, quindi per me e per i ragazzi che amano l’arte e il teatro è l’indirizzo più adatto. Mi ha aperto molte porte. Quest’anno infatti ho anche recitato con il Teatro Nazionale di Genova nel progetto “Quel che resta del fuoco” dedicato ai sogni della generazione del G8 e di quelli della generazione di oggi, ed è stata veramente una grande esperienza, della quale sento molto la mancanza: è un bel ricordo.

Il progetto “Quel che resta del fuoco”

Beatrice ha partecipato al progetto “Quel che resta del fuoco” del Teatro Nazionale di Genova.

Dal confronto tra le nuove generazioni e quella del G8, è nato il progetto di Giorgio Scaramuzzino ed Elena Dragonetti.

Dopo una serie di incontri con insegnanti e studenti delle scuole superiori genovesi, è cominciato un percorso laboratoriale centrato su tre tematiche principali: utopia, lotta e sogno.

Quindici ragazzi, fra cui Beatrice Papei, sono stati coinvolti nel progetto e sono saliti sul palco insieme ad attori professionisti.

                                                                Progetto “quel che resta del fuoco”


Le domande che si sono posti gli iniziatori del progetto si concentravano sui sogni dei ragazzi di oggi e quelli dei ragazzi che nel 2001 volevano costruire un mondo, andato in frantumi tra le violenze di quegli stessi giorni.

Il progetto è, infatti, dedicato alla generazione intera dei ragazzi che non erano ancora nati nel 2001.

 

Talento e musica per il Liceo D’Oria

di Giovanni Agosti, 1B.

Durante la Notte nazionale del Liceo classico, Giacomo Zibordi, studente del primo anno del Liceo D’Oria di Genova, si è presentato, davanti ad un’Aula magna affollata,  suonando la magnifica opera 14 n. 1 di Beethoven al pianoforte.

Giacomo non è il solo ad aver presentato il suo talento, infatti la Notte Nazionale dei Licei classici, o come viene chiamata dagli studenti “La Notte Bianca”, dà la possibilità a tutti i liceali di mostrare, alle persone che vengono da fuori e ai docenti stessi, i loro talenti nascosti.

Alcuni studenti  hanno anche deciso di allestire piccole  mostre con temi molto particolari: dalla mostra di Monet, all’immenso palazzo dei Gonzaga a Mantova, meta di numerose gite. Le mostre erano allestite in tutte le classi del liceo, segnalate con sgargianti cartelli di colori diversi. Gli spettatori avevano sia la possibilità di assistere sia agli spettacoli degli artisti, sia quella di ammirare le bellissime opere esposte… magari scattando qualche foto ricordo!

Tra tutti gli studenti – artisti presenti alla Notte Bianca, abbiamo deciso di intervistare Giacomo Zibordi e capire direttamente dalle sue parole cosa lo ha spinto ad intraprendere la strada della musica classica.

Cosa ha ispirato la tua passione per la musica classica?

Nella mia famiglia c’è sempre stata la passione, coltivata in particolare da mia nonna, che – avendoci lasciato un magnifico pianoforte – mi ha trasmesso il suo interesse nei confronti della musica classica. Perciò ho deciso di intraprendere questo viaggio nel mondo della musica, frequentando regolarmente il Conservatorio Paganini. uno dei miei progetti per gli anni a venire sarebbe quello di trasferirmi in Francia.

 
Perché hai scelto la sonata opera 14 N°1 di Beethoven?

Ho scelto l’opera 14 n°1 grazie all’appoggio dei miei genitori, loro mi hanno sostenuto sempre all’idea di esibirmi davanti ad un pubblico durante la Notte Nazionale dei Licei Classici; inoltre mi hanno da sempre appassionato le opere di Beethoven, però, tra tutte, questa è in assoluto la mia preferita perché dà la possibilità alla mia mente di evadere per quei 40 minuti, distogliendo il mio sguardo dalla realtà e facendolo dirigere verso la fantasia.

Hai parlato in modo molto positivo di quest’opera, mi sapresti dire, anche in modo generico, quale parte dell’opera ti colpisce di più?

Devo ammettere che la scelta sia molto complicata, dal momento che adoro quest’opera in ogni suo dettaglio; però se dovessi scegliere, direi che la parte che più preferisco è la terza, formata da un vivace rondò, e completata sul finale con una sequenza di Triplette che, a mio parere, risultano molto vivaci. 

 

 

OP.14 n°1 Beethoven

Una notte con Monet al Liceo D’Oria

di Margherita Fazioli, Serena Ferrari e Sabrina Pieralisi 1B

Venerdì 6 maggio 2022 si è tenuta in tutta Italia l’ottava edizione de “La Notte nazionale dei Licei Classici”.

Al Liceo Classico Andrea D’Oria alcuni studenti hanno messo in scena i propri talenti rendendo magica la lunga notte classica: c’è chi ha cantato e suonato sperimentandosi in diversi generi musicali, dalla cultura pop a quella classica, chi ha recitato monologhi, poesie e chi ha organizzato piccoli spettacoli.

Dopo due anni di pandemia in cui la festa veniva celebrata da remoto, quest’anno i licei hanno riaperto le porte ai visitatori e la festa è stata ancora più emozionante.

Tra gli spettacoli, è stato molto interessante assistere alla rappresentazione/esposizione  “Monet tra i suoi quadri”.

I ragazzi di I e II F, per approfondire l’argomento, hanno visitato la mostra dedicata al grande pittore, ancora aperta ai visitatori fino al 22 maggio, nella sala del Munizioniere di palazzo Ducale.

La rappresentazione era animata dagli studenti, che illustravano epidodi della vita dell’autore e  alcuni quadri simbolici che riguardano la sua famiglia e i suoi amati giardini di Giverny.

Tra questi i più ammirati sono stati quelli che raffigurano le famose ninfee, il ponte giapponese e i verdeggianti salici piangenti. Questi soggetti sono stati rappresentati con varie tonalità di colore, perché Monet era solito raffigurare uno stesso soggetto in diversi momenti della giornata, quindi con colori vivaci o più spenti secondo la luce del momento.

il ponte giapponese realizzato dagli studenti di I e II F

Abbiamo intervistato una delle studentesse protagoniste di questa interessante rappresentazione:

  • Com’è nata questa iniziativa della vostra classe di raccontare Monet attraverso i suoi quadri?

Questo lavoro è nato in seguito alla visita della mostra organizzata dalle nostre professoresse di arte: in quell’occasione abbiamo partecipato ad un laboratorio molto interessante per approfondire la conoscenza dei quadri esposti e le tecniche di realizzazione, infine abbiamo realizzato una riproduzione del ponte giapponese al tramonto con applicazioni di ninfee in cartapesta.

  • Quali tra i quadri esposti alla mostra preferisci, e perché?

Monet è un pittore che ho sempre ammirato e adoro tutti i suoi quadri e la tecnica che usava per realizzare le sue opere, dando molto risalto ai colori.

La serie delle Ninfee è la mia preferita, quella che mi emoziona di più, perché secondo me Monet aveva il dono di catturare il movimento delle piante che fluttuano per una piccola onda di vento in quel preciso istante.

Ringraziamo le studentesse per il loro lavoro e per la passione per l’arte che ci hanno trasmesso in questa magica serata dei licei classici perché davvero “La cultura ci cambia”.

 

 

Dietro le quinte della “Notte”

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

L’ufficio stampa e la redazione twitter

 di Pietro Barosso e Egle Gatto, 1B

La Notte nazionale del liceo classico è una serata interamente organizzata per mostrare alla comunità gli alti valori formativi che ancora oggi appartengono ad un indirizzo di questo genere. 

Quest’anno l’ottava edizione della Notte è stata programmata per venerdì 6 maggio, dalle ore 18 alle ore 24, secondo le indicazioni dell’organizzatore a livello nazionale, il prof. Rocco Schembra. L’evento ha coinvolto 328 licei classici in tutta Italia. 

La serata del D’Oria è stata interamente documentata dall’ufficio stampa, situato al primo piano della scuola.

I ragazzi dell’indirizzo umanistico di 1B e 1D, aiutati dalle professoresse Cristina Frisone e Alessandra Bertolotto, avevano il compito di informare in tempo reale grazie alla redazione twitter e di documentare gli eventi della serata.

Gli studenti reporter si sono occupati della raccolta e della catalogazione di fotografie, filmati, video o brevi cortometraggi ritraenti le esibizioni svolte durante il corso della notte.

Ma il compito dei ragazzi non si è certamente limitato a questo. 

Oltre ad interpretare il ruolo di fotografi essi hanno dovuto ricoprire il ruolo di  giornalista, per intervistare, al termine degli spettacoli, coloro che erano i protagonisti della serata: gli studenti impegnati nelle esibizioni.

Le informazioni e il materiale raccolti venivano poi inviati e caricati su un’apposita cartella nei pc dell’ufficio stampa , dalla quale i ragazzi presenti in redazione traevano le frasi più belle e significative e i materiali video più interessanti.

Questi brevi commenti, accompagnati da video o da immagini attinenti all’argomento, venivano poi caricati sulla pagina Twitter del liceo D’Oria dedicata all’attesissima Notte Bianca. (#Dorianotte)  

Molti degli spettacoli più accattivanti della serata hanno ispirato alcuni tweet, tra cui:

  • “Monet tra i suoi quadri” a cura della professoressa Lidia Manueli;
  • “I profeti inascoltati del ‘900” a cura del professor Andrea Del Ponte; 
  • “Il palazzo dei Gonzaga” a cura della classe 3F;
  • una cover del brano I will survive di Gloria Gaynor realizzato da Giulia Corona.

Infine, per concludere in bellezza la serata, le note del Notturno di Chopin eseguite da Gaia Tenti.

Notte Bianca: la cultura ci cambia!

Intervista a Leonardo Pibiri, rappresentante degli studenti, e alla Preside Mariaurelia Viotti

Di : Vittoria Marfella, Matilde Tesini, Agnese Traverso, 1B

 

La notte nazionale del Liceo Classico è una serata  in cui i licei classici in tutta Italia aprono le porte alla città per mostrare alla comunità i talenti degli studenti e l’alto valore formativo che offre questo indirizzo di studi, che permette di coniugare la cultura con il talento e con la passione per ciò che si fa. Le attività che si svolgono durante la festa, sono diverse: esibizioni teatrali, canzoni, poesie, mostre d’arte, conferenze e monologhi.

Prima del Covid-19, questa notte speciale si svolgeva a gennaio, in modo da mostrare anche ai ragazzi delle medie ancora indecisi sulla scelta le potenzialità degli studi classici. A causa della pandemia la manifestazione si è tenuta online e solo quest’anno è stato possibile riprendere a festeggiarla, posticipandola a  venerdì 6 maggio.

Per aiutarci a comprendere cos’è la notte nazionale del liceo Classico, abbiamo intervistato il Rappresentante d’Istituto Leonardo Pibiri, e il Dirigente Scolastico, la professoressa Mariaurelia Viotti.

 

LA NOTTE  DAL PUNTO DI VISTA DI UNO STUDENTE

Qual è stato il tuo ruolo nella organizzazione della notte bianca?

La vera organizzatrice dell’evento è stata Gaia Tenti, una ragazza frequentante l’ultimo anno, che si è presa la responsabilità e il tempo per poter organizzare una festa e fare divertire gli studenti anche solo per una serata. Personalmente ho partecipato all’evento presentandolo, e dando vita allo slogan “Notte Bianca: la cultura ci cambia”.

Com’è cambiato l’evento dopo il Covid-19?

Premetto che io frequento questa scuola dal 2018, quando ero in prima liceo, e dopo il Covid-19 ho notato un grande cambiamento, non solo dell’evento in sè, ma anche un cambiamento della mia mentalità, il Covid-19 mi ha quindi portato a riflettere su cosa è veramente importante per me.

Quest’anno la notte bianca è diventata un punto di riferimento perché fa risorgere quella voglia di stare insieme, anche se non si è a lezione, ma si è sempre a scuola. E’ sempre bello esporre il talento presente nella nostra scuola, come quello di  Giulia Corona, la studentessa di terza liceo che parteciperà anche al Genoa Vision, ma non solo…  quest’anno erano ben 11 gli studenti che hanno deciso di mettersi in mostra e fare scoprire il loro talento.

Cos’è per te la notte bianca?

“Per me la notte bianca è un evento che offre la possibilità di vedersi con  altre persone e di confrontarsi nei propri talenti, senza dovere per forza uscire con i propri amici,  ma ritrovandosi a scuola. E’ anche un’occasione culturale: per questo ho voluto creare lo slogan: “Notte Bianca: la cultura ci cambia”.

 

 

LA NOTTE  DAL PUNTO DI VISTA DI UN DOCENTE

Quali sono stati i cambiamenti più visibili dopo il covid-19?

Quest’anno l’impressione è che ci sia gran voglia di normalità, però siamo ancora tutti un po’ rigidi. Abbiamo paura. Indossiamo le mascherine, apriamo le finestre e manteniamo il distanziamento , siamo consapevoli che ci sono delle precauzioni da tenere. non c’è quella piena rilassatezza degli gli anni scorsi, ma è molto bello rivedere finalmente i ragazzi che si sono riappropriati dei loro spazi.

Quali sono stati gli spettacoli più apprezzati della Notte nelle diverse edizioni?

Gli spettacoli che attraggono di più, e che quindi sono presenti tutti gli anni, sono le rappresentazioni teatrali, la recitazione, il canto e la musica, sia classica che non.

Qual è la caratteristica più bella dell’evento?

La caratteristica più bella di questa evento è che i ragazzi esprimendo i loro talenti, li fanno scoprire alle persone che li circondano, rivalutando anche l’idea che hanno di loro stessi.

Molto bello è stato anche quest’anno il desiderio dei ragazzi di organizzare personalmente la festa: questo ci fa comprendere quanto loro vogliano ritornare alla normalità e alla vita quotidiana. Avendola organizzata quasi interamente loro, hanno partecipato molti più ragazzi, non solo coloro che svolgevano gli spettacoli, ma anche gli spettatori, o gli aiutanti, come per esempio i ragazzi dell’ufficio stampa.

Leggendo queste due interviste, che esprimono due punti di vista diversi, si può però capire quanto il Covid-19 abbia influenzato le nostre vite, stimolando il desiderio  di ritornare alla vita di prima, senza precauzioni o regole da rispettare.

 

 

 

 

 

 

La luce di Monet nelle classi del D’Oria

di Francesco Ferrando e Nicole Sanchez, 1D

Dopo essere arrivato al Palazzo Ducale di Genova, Monet si è presentato anche nelle classi del liceo “D’Oria”, con una magnifica esposizione a lui dedicata. L’esperienza è stata una delle numerose esibizioni proposte nell’ottava edizione della Notte Nazionale dei licei classici, ritornata in presenza dopo la scorsa edizione, on line, a causa della pandemia. 

Gli alunni della 1 ^F e della 2^ F, coadiuvati dalla professoressa Lidia Manueli, hanno accolto il pubblico e, a piccoli gruppi, hanno esposto la vita e le opere di Monet. Hanno saputo trasmettere come l’artista, uno dei fondatori dell’Impressionismo francese, avesse un’ambizione pittorica: indagare la luce per ricreare tutte le sensazioni visive che suscita in chi osserva.

Voglio dipingere l’aria che circonda il ponte, la casa, la barca, la bellezza della luce in cui esistono“.

foto Cattedrale di Rouen: https://lasottilelineadombra.com/2017/05/04/cattedrale-rouen-claude-monet-studio-versioni/

Gli studenti hanno testato l’intuito degli spettatori  mostrando tre diverse opere dello stesso soggetto, cioè la Cattedrale di Rouen, nei tre diversi momenti della giornata e il pubblico doveva indovinare i diversi orari in cui il quadro era stato dipinto.

 

 

 

Infine, è stata proposta un’attività che consisteva nel ricostruire una copia di un’opera di Monet dipinta e interpretata dagli stessi studenti, per divertire anche i più giovani che si sono rivelati molto interessati al  laboratorio creativo.

Quest’esibizione ricca di particolari momenti che hanno colpito e incuriosito il pubblico, ha sicuramente lasciato un bel ricordo di questa serata.

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Perseveranza: sinonimo di passione.

Speciale Notte: Intervista a Lorenzo Manenti

di Serena Ferrari, Margherita Fazioli, Sabrina Pieralisi, 1b

 

Durante la notte internazionale del liceo classico al Liceo D’Oria di Genova numerosi giovani hanno dato dimostrazione delle loro ambizioni e passioni. 

Durante l’adolescenza per un ragazzo inseguire le proprie passioni è importante; tuttavia, perseverare è fondamentale per raggiungere risultati.

Lorenzo Manenti, alunno iscritto alla classe prima del liceo classico Andrea D’Oria, durante l’esibizione di venerdì 6 maggio, data in cui si è tenuta la notte bianca, si è mostrato portavoce di questo messaggio, usando il suo talento, nell’ambito canoro, per mandare un messaggio: non farsi mai abbattere.

Esibizione di Lorenzo Manenti; “La nuova stella di Broadway”, canzone di Cesare Cremonini.

Lo abbiamo intervistato, per capire da dove nasce la sua passione:

-Come mai hai scelto la canzone di Cremonini per esibirti stasera?

Ho scelto questa canzone perché per me rappresenta molto: infatti dopo una mia esibizione disastrosa ho voluto cambiare genere di musica  questa è stata la prima e principale canzone di questo mio nuovo inizio.

-Come è nata la tua passione?

In generale in famiglia amiamo molto la musica; mio padre suonava e cantava ed è tutt’ora il mio cantante preferito.

Quindi, banalmente, la mia passione nasce in famiglia. 

-Frequentare il liceo al D’Oria ti ha incoraggiato a seguire la tua passione?

Il liceo mi ha dato più volte l’opportunità di cantare.

Passione ne ho molta e quindi non avevo di per sé bisogno che il liceo mi incoraggiasse. Sicuramente è un liceo che dà opportunità e occasioni per esprimersi e questo non è banale, per niente.

 

Alleghiamo un breve video dell’esibizione:

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Capire il presente, incontrando il passato

 

di Benedetta Pittaluga, Eleonora Gatti, 1D

 

Il 6 maggio 2022, la Notte Nazionale dei Licei Classici è tornata a svolgersi in presenza. Presso il Liceo Andrea D’Oria di Genova, tra le varie attività proposte, la classe 2B e il Professor Andrea Del Ponte, hanno messo in scena una rappresentazione teatrale intitolata “I profeti inascoltati del ‘900”. I ragazzi hanno immaginato alcuni personaggi del secolo scorso relazionarsi con i giovani dei giorni d’oggi.

Filippo Tommaso Marinetti

Marinetti (1876) diede vita al movimento futurista. Infatti, desiderava abbandonare il passato per focalizzarsi sulla modernizzazione del presente. Egli esaltava la guerra e aveva una pessima idea del mondo femminile.

Nella rappresentazione, Marinetti incontra due giovani ragazze che, sbigottite dalla sua mentalità, hanno un dialogo con lui in cui tentano di fargli comprendere il valore delle donne.

 

 

 

Gabriele D’Annunzio

D’Annunzio (1863) riteneva che l’uomo dovesse predominare su ogni cosa. Era un cultore di tutto ciò che è antico e ricercato, contrastando la modernità. Egli era un tombeur-de-femmes che amava corteggiare le donne.

Nello sketch, D’Annunzio incontra una ragazza di oggi e la lusinga, ma non riesce a conquistarla: infatti, lei non si incanta e si allontana.

 

 

Hannah Arendt

Hannah Arendt (1906), nata in Germania, era una donna ebrea che, a causa delle persecuzioni razziali, era fuggita in America. Ella riteneva che fosse estremamente facile per l’essere umano commettere il male, nello specifico cadere nelle grinfie della dittatura se non si ha sufficiente memoria del passato.

Nell’esibizione, la Arendt ferma una ragazza di oggi per chiederle se sa cos’è l’Olocausto; lei le risponde senza prestare attenzione ed interesse, non ha tempo. 

 

 

Oriana Fallaci

Oriana Fallaci (1929) era una giornalista toscana che non ha mai perso la grinta di esprimere la sua opinione, nonostante le critiche.

Nella rappresentazione, la Fallaci viene intervistata da alcuni giovani giornalisti; durante l’intervista, risponde in maniera molto più profonda rispetto alle domande poste, esaltando i suoi ideali: “amare, soffrire, lottare e vincere” .

 

 

 

Aldous Huxley

Huxley (1894) era uno scrittore distopico britannico che narrava di un futuro catastrofico, caratterizzato da un mondo spaventoso.

Nello sketch, definisce un ragazzo d’oggi schiavo del suo cellulare, ritenendo ogni tipo di apparecchio elettronico un esempio di elemento distopico. 

 

 

 

George Orwell

Orwell (1903) era uno scrittore britannico ed attivista che, tramite le sue opere, denunciava ogni forma di totalitarismo, che impedisce ogni tipo di libertà personale.

Nella rappresentazione, un giovane appassionato di Orwell informa un ragazzo inesperto di questo argomento e riesce ad appassionarlo, spingendolo a leggere le opere dello scrittore.

 

 

fonte: twitter

Grazie a questi animati sketches, è stato possibile comprendere come alcuni ideali del passato, che costituiscono le nostre origini e la nostra cultura, non siano più attuali, e che altri vadano preservati, ma che sia essenziale conoscerli tutti per comprendere gli avvenimenti della nostra quotidianità, per riuscire a sviluppare un proprio pensiero critico, senza omologarsi alla massa, ma scoprendo se stessi.

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To be or not to be…

 

Di  Giorgia Tucci e Giovanni Catelani , 1 D

Venerdì 6 Maggio 2022 si è svolta nuovamente in presenza, dopo i limiti dovuti alla pandemia, la “Notte Nazionale dei Licei Classici” evento in cui gli studenti di ogni classe, coadiuvati dai loro docenti, mettono in mostra i loro progetti, interessi  e talenti, aprendo la scuola alla cittadinanza.

Nel Liceo Classico “Andrea  D’Oria” di Genova i ragazzi della classe 2^F hanno realizzato insieme alle professoresse di Italiano, prof.ssa Marina Terrana, e di Inglese, prof.ssa Viviana Brichetti, e con il supporto dello sceneggiatore Maurizio Gregorini,  quattro cortometraggi a tema fantasy, uno dei quali si intitola “Le maschere”: vediamo più da vicino l’esperienza di questi ragazzi.

Per questa occasione, abbiamo intervistato Marco Vecchio, studente di 2^F, che ha contribuito alla realizzazione di questo filmato.

 Che tema ha questo cortometraggio? 

I temi principali di questo cortometraggio sono le maschere e il mostrare che ciò che sembra non è ciò che è.

Marco spiega che i ragazzi di 2^F, che hanno lavorato su questa sceneggiatura, hanno deciso di darle una sfumatura introspettiva, che offre uno spunto di riflessione a tutti gli spettatori, richiamando per certi versi i temi trattati da Luigi Pirandello nelle sue opere, come la follia o il contrasto tra illusione e realtà. Il protagonista del video, infatti, arriverà a dubitare di ciò che ha appena visto: in questo cortometraggio, compariranno  alcuni personaggi soprannaturali , richiamando il tema fantasy che accomuna tutti e quattro i filmati.

 

                                                                       Uno degli oggetti di scena 

Quali sono stare le difficoltà maggiori ?

Realizzare questo cortometraggio ha dato la possibilità a noi ragazzi di sprigionare la nostra creatività, mettendo in pratica le abilità e sfruttando le passioni; al contempo, abbiamo dovuto affrontare una sfida  da adulti, ovvero confrontarci gli uni con gli altri per arrivare insieme ad un buon risultato finale, in cui tutti hanno messo la loro parte e di cui tutti siamo orgogliosi

Come vi ha aiutato Maurizio Gregorini?

Gregorini  ci ha dato numerosi consigli riguardo alla sceneggiatura, alle inquadrature e all’interpretazione dei personaggi

Il famoso sceneggiatore italiano ha introdotto i ragazzi alle tecniche migliori per la realizzazione di un corto, a partire dal copione e  dal “layout”, fino al montaggio dei contenuti multimediali; infine, ha supervisionato e approvato i lavori finiti.

 

                                                                   Bozzetto della scenografia principale

Questa attività, dunque, ha permesso agli studenti della classe 2^F di cimentarsi in esperienze mai affrontate prima,  dando loro la possibilità di crescere sia a livello umano, che a livello artistico e ha offerto la possibilità a noi spettatori di godere di uno spettacolo fresco e originale.