Consumare la suola delle scarpe

I principi fondamentali del giornalismo: incontro con Luigi Pastore

Di Egle Gatto e Pietro Barosso, classe 2B

Luigi Pastore, caporedattore del giornale La Repubblica a Genova, ha illustrato, nel corso dell’incontro del 16 novembre con le classi 2B e 2D del Liceo D’Oria, i principi e i valori basilari del lavoro del giornalista, con un intervento riferito sia  alla struttura e all’evoluzione del quotidiano che all’impegno assoluto necessario nella scelta delle notizie da pubblicare.


Per essere una fonte autorevole di informazione bisogna saper selezionare: le notizie devono essere scelte con cura e raccontate con dedizione tramite sintassi e lessico comprensibili a tutti, seppur in questi tempi, con l’avvento di internet, si prediliga la velocità di inserimento dell’articolo sul sito del giornale, piuttosto che la revisione del lavoro che viene poi effettuata principalmente per il quotidiano cartaceo.

“Per essere un buon giornalista bisogna consumare la suola delle scarpe”

Il mestiere del giornalista subisce costantemente un processo di evoluzione: oltre alla scrittura di articoli e alla capacità di intervistare le fonti trovandosi sul posto nel momento più opportuno, un redattore oggi deve saper registrare e montare video di alta qualità, brevi e concisi per stimolare la visione del pubblico (con una durata che varia da un solo minuto a due minuti), oltre che saper caricare notizie e foto sul sito, apportando eventuali modifiche in tempo reale. 

Ma restano sempre importanti due doti: la curiosità e il piacere di conoscere le persone. 

Il sito Internet de La Repubblica è composto da blocchi, ovvero da articoli riguardanti lo stesso tema; l’argomento principale,  spesso di cronaca, è posto in evidenza con il rispettivo titolo e le eventuali foto, di dimensioni maggiori rispetto agli approfondimenti e agli sviluppi dei macro-temi quotidiani.

                                                                     

Di  seguito vi sono altre sezioni con notizie di economia, politica , sport  e infine le soft news, ovvero curiosità e argomenti di attualità e costume.
Una sezione speciale del sito è  Green and Blue, in cui l’ambiente incontra la scienza e l’economia, con approfondimenti dedicati alla lotta contro il cambiamento climatico, all’ecologia e alle  transizioni ambientali.


Nel giornale cartaceo, i commenti si trvano nel fondo (in genere la colonna a sinistra in prima pagina) il cui scopo è quello di esprimere la linea del giornale o l’opinione personale dell’editorialista, inserendola in uno spazio apposito e non nell’articolo, nel quale è indispensabile essere il più oggettivi possibile. Per quanto la stampa possa avere anche tendenze politiche marcate, l’impegno per l’obiettività dovrebbe essere perseguito assiduamente e il proprio orientamento segnalato in maniera esplicita.


Uno degli obiettivi primari dei  giornali online contemporanei è quello di ricevere quanti più “click”, ossia visualizzazioni possibili, a testimonianza dell’interesse riscosso dalle notizie pubblicate. Esistono perciò algoritmi che  forniscono medie e statistiche riguardo alle visualizzazioni e all’interesse riscosso da ogni “pezzo” e notizia, di cui le redazioni tengono conto nel programmare le scelte del giorno successivo, adeguandosi alle passioni e agli interessi dei lettori e cercando sempre un confronto con il pubblico. 

 

La tipica giornata di un giornalista

La giornata tipo di un giornalista può durare dalle sette alle dieci ore e generalmente inizia alle sette del mattino, ora in cui viene aggiornato il quotidiano online. Di seguito si partecipa  alla riunione di redazione, in cui vengono assegnati i temi del giorno ai cronisti, i quali trascorrono la giornata cercando informazioni e incontrando persone per approfondire il  tema indicato.

Il rapporto di fiducia tra un cronista e le persone intervistate è fondamentale, anche perché il giornalista può scrivere solo ciò che è stato indicato come divulgabile.

Nel pomeriggio e fino a sera i redattori scrivono i loro “pezzi” , la cui lunghezza varia in funzione degli spazi assegnati alla notizia dal caporedattore,  e  li caricano sulla piattaforma editoriale dove vengono revisionati e titolati.
Si procede poi in modo totalmente informatizzato all’impaginazione del giornale: il sistema segnala in rosso le pagine ancora incomplete o con errori, in verde le pagine  pronte, in arancione quelle da revisionare.

In tarda serata, quando tutte le pagine sono verdi, la bozza del giornale cartaceo  viene finalmente mandata in stampa, pronta per la distribuzione in edicola la mattina seguente.

Il sito internet viene invece aggiornato in tempo reale.  


Proprio per la maggiore immediatezza e possibilità di aggiornamento,  negli ultimi anni è diventato sempre più importante il mondo digitale, e di conseguenza anche le notizie online hanno acquisito un peso rilevante nel mondo dell’informazione.

Questo fenomeno viene definito digital-first e comporta non solo una maggiore attenzione al mondo dell’informazione digitale, ma anche un incremento dei posti di lavoro in questo settore.
Ci si chiede se tra qualche anno coesisteranno ancora un giornale cartaceo ed uno online, il primo legato ad un desiderio di approfondimento e ad abitudini più tradizionali di lettura,  il secondo rivolto ad un mondo in cui è sempre la velocità a fare da padrona.

Fatti, cronaca, informazione: questa è la stampa!

Visita al Corriere della Sera per sapere come si stampa un giornale di carta 

di Filippo De Ferrari, 2d

Milano, via Solferino 28, qui si trova la sede del quotidiano con più tirature giornaliere in Italia. Il Corriere Della Sera, fondato il 5 marzo 1876 da Eugenio Torelli Viollier e attualmente di proprietà del gruppo editoriale RCS MediaGroup, è il quotidiano più letto nella nostra penisola, in base ai dati di settembre 2022.

Già nel 1904 Il Corriere Della Sera incaricò l’architetto Luca Beltrami di realizzare la tuttora esistente sede in Via Solferino a Milano e da allora questo edificio è cuore pulsante del giornale ed archivio storico della memoria editoriale del Novecento.  Questa longevità è dovuta alla qualità dell’informazione fornita e alla consapevolezza di rappresentare ormai un pezzo di storia del nostro paese.

Per i giovani, soprattutto, può essere interessante relazionarsi con questa realtà, osservando in prima persona quanto lavoro ci sia dietro a queste pagine di giornale.


Ogni individuo è desideroso di conoscere il mondo in cui vive, da ciò si comprende l’importanza dell’informazione e quindi la potenza dei mezzi di divulgazione. Soprattutto oggi, con la rete che offre poca affidabilità delle sue fonti e talora divulga notizie non verificate, c’è sempre più bisogno di mezzi di informazione seri ed autorevoli, che vadano a contrastare tutte le notizie fantasiose che ogni giorno giungono a noi. Il quotidiano è sicuramente una garanzia ed è opportuno affiancarlo ad altri mezzi di informazione. Per questo, già da giovani, leggere un quotidiano è importante, in primis per comprendere le notizie e soprattutto per sviluppare una propria idea e una capacità di critica del mondo che ci circonda, basata su dati verosimilmente attendibili. Quasi tutte le testate giornalistiche hanno un proprio sito web, dove sono divulgate le notizie con fonti verificate e scritte da persone competenti, i giornalisti, i veri professionisti dell’informazione.  

Appuntamento in via Morone, a casa di Alessandro Manzoni

di Dario Donato, 2d

Cosa significa per un giovane visitare la casa di Alessandro Manzoni?

Avendo coscienza della sua grande importanza nella cultura italiana, è stupefacente ritrovarsi a contatto con la sua quotidianità, a maggior ragione sapendo quanto fosse un tipo riservato e diffidente. Infatti, nella casa sono rimaste invariate le stanze dello studio e della camera da letto, da quando è morto nel 1873. Se si viene accompagnati da una guida si riesce con l’immaginazione a ripercorrere le sue giornate. Si può persino vedere la tabacchiera che usava: una scatola vintage, che funzionava come antistress anche nel meccanismo di apertura. Sicuramente non avrà mai immaginato quante persone nel tempo avrebbero visto le sue due paia di occhiali: altro che venticinque lettori!

Nonostante la sua riservatezza, veniva ritratto, se pur non molto spesso, come era d’uso, date le sue origini nobili. Sia i dipinti che le fotografie sono conservati nella sua abitazione. Si possono inoltre vedere varie statue, tra cui gli immancabili Renzo e Lucia, e per chi sta intraprendendo la lettura del romanzo “I Promessi Sposi”  è alquanto interessante vedere una forma “umana” dei due e fare il confronto con la propria  immaginazione.  

La sua casa, nel pieno centro di Milano, silenziosa e con un bel giardino, gli consentirebbe forse anche oggi di godere della tranquillità necessaria per scrivere le sue opere.  

 

 

 

 

 

Risulta difficile invece immaginarlo abbigliato con la lunga veste conservata in una teca, aggirarsi nella nostra epoca, in Piazza Duomo, ma risulta ancora più difficile immaginarlo vestito diversamente, con gli abiti attuali. Però, anche se i vestiti passano di moda, ciò non è accaduto ai valori che il nostro grande scrittore ha saputo trasmetterci con le sue opere: in particolare l’onestà, la rettitudine, la semplicità, l’umiltà dei protagonisti dei Promessi Sposi, la loro fede in Dio e la loro fiducia nel destino, sono quanto mai attuali, per la loro universalità.

Videogiochi e violenza: la polemica che oscura la scienza

Mortal Kombat: piacchiaduro per eccellenza, la brutalità dei combattimenti fece ideare il sistema di ESRB (equivalente del PEGI)

di Giulia Marini, 4d

Da più di trent’anni ad oggi, specialmente dopo il lockdown, i videogiochi hanno fatto discutere di sé, in maniera positiva o, più spesso, negativa.

Come si può osservare dal post Gaming Disorder, nonostante si stiano accettando i loro lati positivi, rimane ancora difficile sradicare certi stereotipi. Non che si neghino fenomeni come la dipendenza da videogiochi, ma è necessario trattare come meno qualunquismo un argomento con una così difficile identificazione delle cause-effetto. Nello specifico, si vuole contestare la frase:

Ci sono situazioni più pericolose come, per esempio, le sparatorie nelle scuole americane come all’Istituto Columbine, dove i protagonisti sono ragazzini che hanno subito una così forte influenza da videogiochi violenti che portano armi da fuoco a scuola come se si trovassero all’interno di queste realtà fittizie.

Ebbene, questa affermazione non solo non è sostenuta da prove, ma si poggia su anni di luoghi comuni smentiti dalla stessa scienza e con fonti più che autorevoli

Infatti, basandosi su quanto pubblicato da riviste autorevoli come Nature, non si riscontra alcuna correlazione fra videogiochi violenti e aumento di comportamenti distruttivi negli esperimenti per lo studio degli effetti a lungo termine. Inoltre, si è notato che l’effetto è minore di quanto possa avere un programma televisivo violento.

Per quanto riguarda agli effetti a breve termine, punto su cui spesso ci si basa per andare contro quanto sostenuto in questo articolo, in realtà sono il risultato di effetti di innesco. Ciò significa che l’esposizione a contenuti violenti aumenta l’accessibilià dei pensieri aggressivi e l’influenza quando i partecipanti sono nella situazione immediata. Questo risultato è in contrasto con quanto sostenuto nel Modello di Aggressione Generale (GAM), il quale presuppone che i sentimenti e pensieri innescati ripetutamente influenzino la percezione degli eventi e con ciò susciti il ​​comportamento aggressivo come effetto a lungo termine. In aggiunta, molte delle cavie non sono riusciti a replicare gli effetti di innesco, né gli effetti associati del GAM come la desensibilizzazione o comportamenti antisociali.

Dunque, l’esempio della Columbine e dell’alienazione, riportato nell’articolo preso in esame, non può che risultare fuorviante. Non solo viene omesso tutto l’ambiente oscuro in cui è accaduto il fatto (azioni di bullismo, armi facilmente accessibili ecc.) ma si ignora anche che i videogiochi non causano desensibilizzazione emotivaAl contrario, sono indicati come mezzo positivo basandosi sul principio dell’ EducationalGame  per stimolare il sistema celebrale e l’apprendimento .

In conclusione, quando si scrive o si discute di argomenti così strettamente collegati alle neuroscienze, sarebbe bene non basarsi unicamente sul proprio senso comune, né sulle dichiarazioni infuocate di qualche personalità incapace di accettare l’evoluzione dei tempi. Solo così si potranno realmente sfruttare gli effetti positivi di questo mezzo, per portare alla società un contributo ben più benefico di quanto possano fare discussioni sterili e stereotipate. 



Doom: FPS dei primi anni ’90, spesso è accusato di aver causato lo school shooting alla Columbine e per questo citato indirettamente nell’ariticolo preso in esame

Game over

Istituzioni e privato sociale uniti nel contrasto al gioco d’azzardo

di Chiara Capitanio, Riccardo Olivieri e Marta Uva, 2B

Si è conclusa con una mostra evento ai giardini Emanuele Luzzati di Genova il Progetto “Scuola viva e attiva …la risorsa siamo noi”, facente parte del più ampio Progetto Game Over, organizzato dalla ASL 3, Alisa e Regione Liguria e coadiuvato dalle Cooperative Ceis centro di solidarietà di Genova, Ma. Ris, Agorà, Associazione San Benedetto al Porto.

Il progetto per mezzo della scuola sensibilizza i ragazzi sul tema della ludopatia, dipendenza oggi ancora troppo sottovalutata e sconosciuta.

 

Venerdì 17 giugno le classi partecipanti si sono riunite per condividere i propri elaborati: disegni, fumetti, poster, meme e video.

Abbiamo avuto l’occasione di intervistare la dottoressa Paola Arnuzzo, psicologa e psicoterapeuta presso la ASL 3 coordinatrice di “Scuola viva e attiva”, responsabile del progetto.

 

Paola Arnuzzo ha raccontato le origini del progetto e i suoi obiettivi principali. 

«Il progetto è nato tre anni fa grazie a dei fondi stanziati dal Ministero della Salute per curare il disturbo da gioco d’azzardo e per prevenirlo. Abbiamo scelto di lavorare coi ragazzi giovani, tra i quattordici e i diciannove anni. I giovani sono vitali, recettivi e creativi, ma soprattutto lavorare con loro significa investire sulla salute della società di domani. Nel primo anno di Progetto abbiamo raggiunto ottanta ragazzi, nel secondo anno più di duecento e adesso, al terzo anno, più di seicento. Gli istituti scolastici coinvolti sono il D’Oria, il Cassini, il Nautico S. Giorgio, il Ruffini, il Da Vinci e il Calvino».

Come hanno lavorato i ragazzi?

«Tutte le classi hanno fatto un percorso formativo sulle dipendenze e sull’azzardo attraverso un ciclo di incontri coi nostri operatori, secondo una metodologia interattiva; quindi hanno scelto fra gli stimoli ricevuti quello che più li ha colpiti e hanno creato di loro iniziativa un messaggio di salute rivolto ad altri giovani e alla popolazione: chi si è concentrato sulle conseguenze dell’azzardo, chi sui meccanismi che inducono il giocatore a continuare a giocare in modo problematico, chi sulla necessità o l’opportunità di chiedere aiuto.
I ragazzi sono stati capaci di creare dei prodotti comunicativi che riescono a parlare di questa tematica in modo efficace, utilizzando il loro linguaggio e le loro competenze per informare e sensibilizzare altri giovani su un tema di salute importante e oggi ancora sottovalutato nonostante la sua diffusione».

Come può e potrà aiutare i giovani il progetto Game Over?

«Il progetto “Scuola viva e attiva … la risorsa siamo noi” coinvolge i giovani in una formazione che li aiuta a sviluppare il senso critico, informandoli e facendoli riflettere sulle caratteristiche della dipendenza, del gioco d’azzardo e sui meccanismi che possono indurre a sviluppare comportamenti problematici; i giovani vengono poi accompagnati a esprimere il loro pensiero in modo originale e creativo, realizzando un prodotto di comunicazione rivolto ad altri giovani; si tratta quindi di una sensibilizzazione alla popolazione sul tema dell’azzardo di cui i veri protagonisti sono i giovani stessi».


Gli operatori della ASL 3 hanno espresso soddisfazione riguardo gli elaborati degli studenti, concludendo positivamente il terzo anno di vita del progetto Game Over “Scuola viva e attiva … la risorsa siamo noi”.

Qui di seguito le video interviste realizzate dalla nostra classe per il progetto:

Ludopatia, un labirinto senza età

È necessario concedere il consenso ai cookies statistiche, marketing per visualizzare questo contenuto.

Giovani e ludopatia

È necessario concedere il consenso ai cookies statistiche, marketing per visualizzare questo contenuto.

Vox populi: confronto generazionale

È necessario concedere il consenso ai cookies statistiche, marketing per visualizzare questo contenuto.

 

I gratta e vinci: dall’opinione pubblica ai dati reali

È necessario concedere il consenso ai cookies statistiche, marketing per visualizzare questo contenuto.

 

Vittime di violenza: al Liceo D’Oria il rinnovo del Protocollo inRete

di Matteo Barcella, Samuele Bozzo, Vittoria Cappeddu, Gabriele Coli, Luca Moresco, Marta Uva, 2B

Un protocollo contro la violenza per far emergere il sommerso; perché non c’è bene più prezioso della vita. 

La rappresentazione dell’ “Alcesti” di Euripide nell’Aula magna del liceo

In Aula Magna la tragedia di Alcesti, messa in scena dagli alunni del Liceo D’Oria, nell’ambito del  Progetto Siracusa, porta gli sguardi dei partecipanti al Convegno a vivere il momento in cui una donna sceglie di sacrificarsi per un amore che non merita un gesto così estremo.

Così le istituzioni, riunite oggi, hanno portato l’attenzione sulla necessità di sensibilizzare i giovani al riconoscimento dei problemi derivanti dalla violenza su donne, minori, anziani e disabili. Dopo un breve intervento e ringraziamento da parte dei rappresentanti istituzionali, hanno preso la parola i firmatari del Protocollo promosso dalla Prefettura e sottoscritto da Magistratura e forze dell’Ordine, Regione, Città Metropolitana, Comuni, Anci, Alisa, Asl liguri, Università di Genova , Ufficio scolastico regionale e Ospedali della Liguria.

Il primo intervento del Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Genova, Ranieri Miniati, verte  sull’importanza della tempestività di azione delle Forze Giudiziarie, già sancito nel cosiddetto codice rosso e sulle azioni penali previste nei confronti di chi è artefice di violenza.

Avrà un ruolo fondamentale A.Li.sa che grazie a percorsi dedicati alle vittime di violenza, una volta denunciato quanto accaduto al triage del Pronto Soccorso, offrirà un piano psicologico e terapeutico completo, fino al reinserimento nell’ambito socio-lavorativo. E ciò – aggiunge Paolo Cremonesi, Direttore del pronto Soccorso del Galliera e Referente nazionale del Piano Strategico Nazionale antiviolenza – avverrà grazie ad un organico preparato e specializzato ad accogliere e trattare il problema.

Gli aumenti esponenziali di accessi al Pronto Soccorso- sottolineano i rappresentanti A.Li.sa.- non sono direttamente proporzionali alle denunce, in quanto la violenza psicologica esercitata sul subente ne impedisce l’esposizione. Spesso però- ricorda il Procuratore presso il Tribunale dei Minorenni Tiziana Paolillo- a mettere in luce quanto accaduto  sono i minori, primi osservatori della violenza,  facendo ricorso alle istituzioni a loro disposizione.

Ed è qui che entra in gioco la scuola. E’ a scuola infatti – sottolinea Alessandro Clavarino, Direttore dell’Ufficio scolastico provinciale – che si imparano l’affettività e il rispetto dell’altro. 

“Perché non c’è bene più prezioso della vita” : Alcesti deve vivere

Nella trasposizione della tragedia euripidea, dopo quella che viene definita una “fatica”, Eracle riporta dalle Case di Ade al mondo umano Alcesti, che si era immolata per salvare il marito Admeto. Alcesti torna però sotto forma di spettro.

Firma del Protocollo inRete
  Le  firme apposte al  Protocollo inRete 

Il rinnovo del Protocollo e i diversi articoli contenenti le finalità prefissate, non solo attraverso la piena coesione delle Istituzioni, ma anche grazie all’abbinamento di sensibilizzazione e azione, cercano in tutti i modi di rendere un ostacolo da scavalcare quello che è oggi un problema assai diffuso e grave, come testimoniano i dati, 

La firma avvenuta nell’Aula Magna Di Meglio del Liceo  D’Oria fa sperare che proprio gli studenti,  i cittadini del futuro, siano i primi a farsi parte  attiva dei valori difesi dal Protocollo. 

Non senza difficoltà e non senza spirito di resilienza ci si deve prefiggere di vedere l’amata Alcesti continuare a vivere, in carne ed ossa.

È necessario concedere il consenso ai cookies statistiche, marketing per visualizzare questo contenuto.

Dalla parte dell’autore

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

 

“Attività svolta nell’ambito del progetto We All Say No. Il progetto, svolto da Adiconsum e Agenzia Dire, gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca, ed è finanziato da EUIPO – Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale”.
 

          

Diritto d’autore o copyright?

Che cos’è il diritto d’autore?

Il diritto d’autore è una legge, emanata il 22 aprile 1941, che tutela le opere dell’ingegno della mente di un artista, di uno scienziato o di un architetto. Qualsiasi scoperta venga fatta, e dichiarata, richiede automaticamente  il diritto d’autore quando viene utilizzata da qualcuno che non  ha partecipato alla sue creazione o ricerca.

                           

A cosa serve il diritto d’autore?

Il diritto d’autore riconosce innanzitutto l’appartenenza del materiale a uno o più membri, a questi viene attribuito il titolo di creatori e hanno vari poteri decisionali per quanto riguarda il loro materiale. Il diritto d’autore infatti da al creatore la possibilità, di scegliere se rendere possibili alcune modifiche, attuate da elementi esterni dalla crew di formazione e scoperta iniziale.

Modificando l’opera, quella originale resterà sempre la prima uscita e il suo formatore sarà sempre lo stesso, ma le copie con dei particolari diverse verranno legate al nome dell’utente che ha modificato l’originale.

Questa legge ha una serie di diritti, senza aver citato il suo nome, nel paragrafo prima abbiamo parlato di un diritto di tipo morale, ovvero la decisione sulle modifiche proposte e quindi la parte che riguarda più l’attaccamento morale da parte dell’artista nei confronti di ciò che ha creato.

Un secondo diritto che viene conferito all’autore è quello legato al patrimonio, infatti qualsiasi interesse economico legato alla scoperta in questione viene legato al creatore. In questo modo qualsiasi tipo di guadagno viene in parte consegnato a quest’ultimo.

Questo diritto rende le invenzioni un modo per guadagnare.

 

Cosa succede se si viola il diritto d’autore?

La violazione del diritto d’autore può comportare nel migliore dei casi una multa che va anche oltre i 15.000 euro, mentre per violazioni ripetute o più importanti la conseguenza è la detenzione dai 3 ai 6 mesi.

Una violazione può avere diverse forme, le principali sono tre: il plagio, la riproduzione a fini commerciali e le modifiche non autorizzate.

 -Il plagio avviene quando un’opera viene totalmente o parzialmente riprodotta da un utente che non è il creatore originale e il diritto d’autore viene attribuito al plagiatore.

-Un caso di riproduzione a fini commerciali è quando un’opera viene usata e venduta quando non ne si ha il possesso.

-Le modifiche non autorizzate sono già espresse nel nome dell’azione, infatti quando si compie questo reato si applicano dei cambiamenti all’opera senza l’autorizzazione di chi l’ha creata.

 

Per utilizzare un’opera e rispettare il diritto d’autore bisogna sempre citare la fonte o l’autore da cui si è preso il materiale.

Il diritto d’autore svanisce 70 anni dopo la morte del creatore.

 

Questa appartenenza è commerciabile? In parte sì.

Come si legge nel primo paragrafo, i diritti si dividono principalmente in due. I diritti patrimoniali fanno parte di quelli commerciabili, mentre i diritti morali di un’opera non sono acquistabili. Un’opera, quindi, può essere venduta per quanto riguarda i guadagni economici che si può trarre, ma non a livello morale, l’autore originale infatti sarà sempre lo stesso.

 

 

Immagine in evidenza: https://media.istockphoto.com/photos/padlock-on-laptop-picture-id490586196

 

Cos’è il copyright?

 

Il copyright è una normativa sui diritti d’autore che tutela i diritti dell’autore sulla propria opera e si indica con ©.



Nel 1984, Richard Stallman e la Free Software Foundation crearono un meccanismo generato dal copyright, per la gestione dei diritti sulla proprietà dei software. Utilizzando un doppio senso della lingua inglese, in cui “right” significa sia “diritto”, sia “destra”, chiamano questo meccanismo copyleft: “left” significa sia “lasciato” sia “sinistra”, per evidenziare il pensiero opposto a quello del copyright.

 

DIFFERENZE TRA I DUE.

Il diritto d’autore e il copyright hanno entrambi la funzione di proteggere l’opera e impedirne l’uso improprio. Presentano però delle importanti differenze, ad esempio il diritto d’autore non può essere ceduto, solo i diritti patrimoniali possono, inoltre il diritto d’autore sorge appena l’opera viene creata, senza bisogno di dichiarazione o brevetti.

Progetto “We all say no”: la proprietà intellettuale spiegata ai ragazzi

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Un contest su Tik Tok hashtag  #wallNo #ioscelgoautentico per dire no alla contraffazione.

di Bosio Vittoria, 1d

L’associazione Adiconsum, associazione Italiana Difesa Consumatori e Ambiente, che si adopera per le problematiche di difesa del consumatore, di educazione ad un consumo responsabile, per l’affermazione dei diritti nel territorio, a livello nazionale ed europeo, in collaborazione con l’agenzia di stampa Dire, ha aperto un concorso in modalità “sure to win”, per il progetto “We all say no”.

L’obbiettivo del progetto è avvicinare i ragazzi a temi quali la contraffazione, la pirateria, la protezione della proprietà intellettuale, apprendendo nozioni riguardanti il copyright, il diritto di autore, e conoscendo l’impatto ambientale, economico e sociale di pirateria e contraffazione. Lo scopo è anche quello di portare i ragazzi ad un uso più responsabile dei propri mezzi tecnologici, nominando, ad esempio, alcuni siti web grazie ai quali è possibile scaricare film, musica, giochi e immagini gratuitamente e legalmente.

È necessario concedere il consenso ai cookies statistiche, marketing per visualizzare questo contenuto.

 

In particolare, la sfida, lanciata il 1 Aprile e che terminerà il 31 Maggio, consiste in un Tik Tok Contest: chi vuole partecipare, deve avere tra i 13 e i 18 anni, deve caricare un video che contenga un messaggio sociale, inserendo gli hashtag  #wallNo #ioscelgoautentico, taggando e seguendo il profilo Tik Tok dell’Adiconsum @adiconsum.

I punti per la vincita dei premi saranno assegnati in base alle visualizzazioni e le interazioni al video. Tra i premi in palio si trovano biglietti per il cinema, gift card CHILI, dal valore di 10 o 5 euro, o codici sconto del 50% utilizzabili per noleggiare film.

C’è ancora tempo per caricare un video e per taggare quelli già presenti.

 #wallNo #ioscelgoautentico

 

È necessario concedere il consenso ai cookies statistiche, marketing per visualizzare questo contenuto.

 

È necessario concedere il consenso ai cookies statistiche, marketing per visualizzare questo contenuto.

La 2B tra il ‘900 e il 2022

Notte Bianca: esibizione teatrale della classe 2B, Liceo Classico Andrea D’Oria. 

 Di Vittoria Gandolfo, Irene Collufio e Lucia Riggio, 1B

Cos’è la notte nazionale dei licei classici?

Al liceo Classico Andrea D’Oria, come in tutti i classici d’Italia, il 6 maggio 2022 ha avuto luogo la festa per celebrare la Notte Nazionale dei Licei Classici.

Si tratta di una serata organizzata per mostrare alle comunità quanto un liceo di questo indirizzo e le lingue classiche, ritenute da alcuni “inutili”, insegnino valori fondamentali e attivi capacità esclusive per chi lo frequenta.
L’iniziativa è nata da un’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco.

La notte del Liceo Classico è anche un’occasione, per famiglie e studenti di visitare la scuola, conoscere l’offerta formativa, avere informazioni sulla tipologia di studi affrontati.

“I profeti inascoltati del ‘900”

In occasione dell’ottava edizione della Notte Bianca, la classe 2B del liceo classico Andrea D’Oria con il professore Andrea Del Ponte ha messo in scena uno spettacolo intitolato “I profeti inascoltati del ‘900”.

Per realizzarlo, gli studenti si sono divisi in piccoli gruppi da due o tre ragazzi: ogni gruppo ha portato in scena un ipotetico incontro tra uno scrittore del ‘900 e una o due persone della nostra epoca.

Gli scrittori e i poeti riportati in vita sono stati per esempio George OrwellOriana Fallaci e Filippo Tommaso Marinetti. Una rappresentazione, molto affascinante, è stata quella raffigurante un incontro tra Filippo Tommaso Marinetti e due ragazze del XXI secolo.

Chi era Filippo Tommaso Marinetti?

Filippo Marinetti nasce il 22 dicembre 1876, ad Alessandria d’Egitto, dai genitori Enrico e Amalia Grolli.

La grande laboriosità del padre permette a Marinetti di organizzare la sua futura attività imprenditoriale.

Il giovane Marinetti ha sempre avuto una “passione” per tutto ciò che riguarda la lotta, la guerra, il nazionalismo e la velocità.

La lettura di opere di Dante, D’Annunzio e Petruccelli della Gattina saranno degli stimoli che lo influenzeranno e accenderanno in lui la passione per la letteratura.

Il 17 luglio 1899 Marinetti si laurea in giurisprudenza all’Università di Genova, e in questo periodo inizierà a pubblicare poesie e poemetti su riviste come “Anthologie-Revue” e “Il Marzocco”. Successivamente intensificherà la sua attività culturale spostandosi tra Parigi e Milano.

Nel 1902 pubblicherà il suo primo libro in versi “La conquete des étoiles”. Nel 1905 fonderà la rivista “Poesia”, sulla quale inizia a proporre i versi liberi, tipici del futurismo, inizialmente non molto apprezzati.

Il 20 febbraio del 1909 pubblicherà su “Le Figaro”, il manifesto del Futurismo, basato su undici punti.

Marinetti sostiene che ” I futuristi combattono la prudenza diplomatica, il tradizionalismo, il neutralismo, i musei, il culto del libro.” Poco dopo lo stesso Marinetti considererà superata la rivista “Poesia” di cui interromperà la pubblicazione. Nel 1914 pubblicherà il famoso libro “Zang Tumb tumb”.

Con la Prima Guerra Mondiale alle porte, naturalmente Marinetti si dichiarerà interventista. Finita la Prima Guerra Mondiale, Marinetti fonderà il giornale “Roma futurista”.

Nel 1923 sposerà Benedetta Cappa, da cui avrà tre figlie. Nel 1929 verrà decorato della carica di letterato d’Italia.

Marinetti morirà il 2 dicembre 1944, a Bellagio, sul Lago di Como, a causa di una crisi cardiaca.

La 2B e Marinetti

In questa rappresentazione, il ragazzo che ha interpretato Marinetti si è adattato perfettamente al suo ruolo: inoltre è stato molto interessante il contrasto tra due ragazze femministe, e il fondatore del futurismo, che in quanto tale è profondamente maschilista.


Inizialmente le adolescenti hanno chiesto a Marinetti il motivo per cui le disprezzasse così tanto: egli, però, non cerca un dialogo e non fornisce motivazioni, ma ribadisce ciò che pensa delle donne.


Successivamente, le due ragazze esortano lo scrittore a comunicare civilmente, sostenendo che egli si accorgerebbe di parlare con due ragazze intelligenti e belle. “Bellezza” è la parola che colpisce di più lo scrittore, che replica dicendo che la sola “bellezza” che esiste è quella che si trova nella guerra, nella violenza, nella velocità. Il fondatore del futurismo, termina il suo discorso con la frase “velocità uguale bellezza!”

 

Alcune delle altre esibizioni della 2B

 

 

 

 

 

 

È necessario concedere il consenso ai cookies statistiche, marketing per visualizzare questo contenuto.
Frammenti dello spettacolo “I profeti inascoltati del Novecento”

Intervista a Vittoria Cappeddu

Abbiamo intervistato Vittoria Cappeddu, studentessa della classe 2^B, in merito allo spettacolo messo in scena dalla sua classe.

Che argomenti tratta la vostra rappresentazione teatrale?

Abbiamo inscenato uno spettacolo sui profeti inascoltati del Novecento, ovvero vari autori, scrittori e filosofi che hanno avuto una visione del mondo anticonvenzionale.

Com’è stato prepararlo? Ti è piaciuta come esperienza?

Innanzitutto il professor Del Ponte ha scritto i copioni, inserendo  alcune frasi , da noi selezionate,  di ogni autore che volevamo interpretare e abbiamo fatto un lungo lavoro per capire come rappresentarli al meglio.  Ovviamente c’è voluto molto impegno, soprattutto per la scelta dei personaggi, ma è stata una bella esperienza perché segna l’inizio di un ritorno alla normalità, la cui mancanza purtroppo si è sentita molto nella nostra scuola dopo due anni in cui non è stato possibile organizzare la Notte Bianca a causa della pandemia.

E’ stata la prima volta che hai recitato? Eri nervosa?

Sì, non avevo mai recitato davanti ad un pubblico, ma non ero affatto nervosa. Ci siamo tutti esercitati molto, sapevamo le battute ed eravamo contenti che finalmente potessero esserci gli spettatori.

 

 

Notte Bianca al Liceo D’Oria, quest’anno coinvolti tutti i ragazzi

Alessandro Pastore, 1b

La Notte Nazionale del Liceo Classico del Liceo D’Oria è ritornata in presenza dopo due anni di interruzione a causa della pandemia con una novità: i ragazzi coinvolti sono stati molti e soprattutto sono stati determinanti nella preparazione e nella organizzazione della serata. In pratica per la prima volta sono stati coinvolti nella Notte Bianca non solo gli studenti che si sono esibiti, ma l’intero corpo studentesco, che si è occupato dell’organizzazione artistica, logistica e organizzativa e della comunicazione dell’evento attraverso la rete, i giornali e i social network.

Per consentire a tutti di partecipare, la serata è stata divisa in due turni, il primo dalle 18 alle 20,30 e il secondo dalle 21 alle 22,30 e con eventi distribuiti tra l’aula magna e le classi. Il programma si è articolato in letture, recitazioni e dibattiti, dando l’opportunità ai ragazzi di mettere in pratica e di esprimere quanto apprendono durante l’anno: in questo modo la cultura classica non si limita ad una forma di sapere fine a se stesso, ma viene interpretata e vissuta nella realtà presente dagli studenti di oggi come riferimento per quelli di domani, nella sua straordinaria attualità.

Ciò che ci hanno trasmesso i grandi classici vive quotidianamente non solo nella lingua italiana che deriva in molte sue espressioni dal Greco e dal Latino, ma anche nella cultura artistica e teatrale e in definitiva in molti ambiti dell’attività civile e politica dei nostri tempi.

Il racconto di questa Notte Bianca, così speciale perché è  arrivata dopo due anni di pandemia e infinite giornate in DAD, senza poter esprimere di persona le nostre emozioni, sarà pubblicato in rete, grazie al lavoro dei ragazzi che oltre a organizzare l’evento dietro le quinte, hanno raccolto le impressioni dei loro colleghi protagonisti, per trasmettere anche a chi non c’era le sensazioni vissute in questo nuovo inizio che si spera non subisca più interruzioni in futuro per motivi sanitari.