Giovani promesse del bene comune

di MATTEO FIORUCCI, 1D

 

Una chiacchierata con Stefano Ricci Dirigente Sportivo della società ASD LIGORNA1922

‘Dedicare la massima attenzione al settore giovanile è fondamentale perché dal settore giovanile nasce quello che è il calcio dei ‘grandi’; infatti, è importante insegnare i valori dello sport ai ragazzi, per esempio, la disciplina o la tecnica’.

Queste sono le parole del direttore della società Ligorna1922 alla prima domanda riguardante i reali valori dello sport.

Per poi continuare dicendo… 

‘Secondo lei quali obiettivi deve prefissarsi un adolescente che si avvicina al mondo del calcio?’

‘Sicuramente un adolescente deve porsi degli obiettivi e capire quali sono i propri margini di miglioramento all’ interno anche del gioco di squadra perché il calcio prima di essere giocato con le gambe o con i piedi è giocato con la testa’

‘In una società di grande tradizione, come il Ligorna, attenta ai suoi ragazzi come persone e non solo come calciatori, secondo quali criteri sceglie gli allenatori?’

‘Noi stiamo cercando di prendere allenatori giovani che hanno entusiasmo e voglia di imparare come i ragazzi, inoltre secondo noi devono avere una buona comunicazione perché riteniamo fondamentale il rapporto allenatore ragazzo, che può e deve essere visto come rapporto tra adulto e adolescente’

Le società di calcio dilettantistico sono un punto di aggregazione giovanile importantissimo nella società moderna; la FIGC contribuisce in qualche modo allo sviluppo di queste realtà?’

‘Le società dilettantistiche devono essere un punto di aggregazione e qualcosa che aiuta i ragazzi a livello sociale, non solo le squadre dilettantistiche ma anche le professionistiche devono impegnarsi sotto questo aspetto perché, fino a quando non arrivano ad essere pagati o a percepire il calcio come lavoro, le associazioni sportive devono aiutare i ragazzi ad inserirsi nella società. 

Scheda Ligorna 1922 - Allievi Regionali U17 Qualificazioni Campionato  Regionale - Girone H Liguria Tuttocampo.it

La biblioteca: il nostro luogo del viaggio

di Bennati Emanuele, 1D

Il piano nobile di Villa Groppallo a Nervi, che deve il suo nome al suo primo proprietario il Marchese Gaetano Groppallo, è la sede della biblioteca civica Virgilio Brocchi.

La biblioteca, inaugurata nel 1979, venne intitolata al noto romanziere della prima metà del secolo scorso.

Le terrazze affacciate sui parchi di Nervi sono solo una delle tante bellezze della villa di cui gode la biblioteca, come i soffitti affrescati, le ampie stanze, ma soprattutto un patrimonio di ventimila volumi tra cui una rara collezione di letteratura russa.

La villa infatti fu pensata dal Marchese Groppallo come luogo di viaggio, incentivando il turismo nato nell’800 attraverso l’ospitalità offerta a stranieri ed illustri personaggi come Gabriele d’Annunzio.

Tra queste mura dal sapore storico, la Responsabile della Biblioteca Monica Daviddi ci mostra il luogo ricco della nostra recente Storia, raccontandoci la destinazione e l’uso delle stanze, ma soprattutto la prosecuzione di quel viaggio pensato originariamente dal marchese.                         

Oltre alla vasta proposta letteraria, oggi cosa offre la biblioteca Brocchi?”

“La biblioteca offre i suoi locali per lo studio privato e di consultazione riservando sale dedicate a bambini e ragazzi, dando in uso le proprie sale anche per lo svolgimento di lezioni scolastiche. Inoltre organizza laboratori letterari e in lingue come l’arabo in collaborazione con l’Istituto Grazia Deledda e il portoghese proposto agli adulti. Offre i suoi spazi all’esposizione di mostre fotografiche, presentazione di libri, collabora inoltre con le scuole dalle medie alle superiori fornendo annualmente un ricco calendario di proposte. Non manca la presenza ad eventi culturali organizzati dal Comune Genova. La biblioteca coinvolge anche attivamente i bambini attraverso la collaborazione in attività tipiche bibliotecarie al fine di introdurli all’ambiente culturale.”

Quali sono le vostre proposte dedicate ai giovani?”

“Come si accennava, attraverso la collaborazione con le scuole nel 2022-2023, ha proposto un’iniziativa rivolta alla scuola secondaria di primo e secondo grado, intitolata “Incontri”, attività che prevedeva come tema l’incontro con l’altro, sviluppato tra letture e laboratori di scrittura creativa e ancora il progetto “Humor graphic”- Satura tota nostra est, pensato per le scuole superiori, che racconta e spiega la satira come mezzo di comunicazione ed espressione del sapere, capace di sollecitare l’interesse degli adolescenti. Alla biblioteca Brocchi si fa anche esperienza di servizio civile per un corrispettivo economico e culturale all’interno di tre progetti tra cui “La città siamo noi” dove ci si propone di implementare l’immagine cittadina ad esempio attraverso il sotto progetto “Parco letterario”, dedicando gli alberi che circondano i giochi dei Parchi nerviesi agli autori di letteratura per l’ infanzia.”

Ci sono state occasioni particolari rivolte ai giovani?”

Dal 26 al 28 Ottobre 2022 si è svolta la terza edizione di Bibliofolies, il grande evento on-line e live organizzato dal Comune di Genova, dedicato al patrimonio librario genovese e alle biblioteche del capoluogo ligure. Questa manifestazione unica nel suo genere è diventata un riferimento per le biblioteche di altre regioni italiane coinvolgendo nel 2022 la biblioteca Berio, De Amicis, Benzi, Gallino e Brocchi.

All’interno del programma, la Biblioteca Virgilio Brocchi forte del suo patrimonio in letteratura russa, ha presentato le vicende dei relativi scrittori che hanno soggiornato a Nervi ed è stata anche sede di un incontro dedicato ai giovani in compagnia dello scrittore Marino Muratore e del musicista Luca Falomi, che hanno raccontato in musica i libri “del Viaggio” come “Il libro della giungla a Londra”, “Il viaggio per la libertà”, “Un respiro oltre l’Everest” e “La ragazza metà bianca e metà nera”. Quest’ultimo ha coinvolto i ragazzi in particolar modo perché racconta la storia di un incontro inaspettato con lo straniero, restituendogli l’opportunità di entrare nel tema dell’altro come viaggio alla scoperta della buona umanità che vive in ognuno di noi e delle diversità che la dipingono.”

Il mondo sta cambiando come spesso accade nella storia, ci introduciamo in una nuova era dove la tecnologia e la scienza avranno un ruolo determinante. La tecnologia ha introdotto una nuova forma di comunicazione che si basa sull’utilizzo dei dispositivi elettronici e del Web.

Molti esperti in ambito sociale e culturale ritengono che ciò destrutturi la coesione sociale ed impoverisca la cultura personale. Recenti dati Ocse riportano un drastico calo del rendimento scolastico negli Stati Europei in cui sono stati adottati tali dispositivi come mezzo di studio.

Di contro l’avanzamento tecnologico rende possibili cose prima improbabili e facilita l’esistenza. E’ possibile fondere la biblioteca con la tecnologia o riscoprire attraverso la tecnologia il valore dei libri? Come affronta questa tematica la biblioteca civica Brocchi?”

“La tecnologia deve servire non sostituire. La biblioteca andrebbe rimodernata, ma in questo senso perché la tecnologia ha rivoluzionato il mondo dando maggior accesso alla cultura e nel contempo ha costruito una società potente, ma non uomini potenti.

Al di là del fascino della carta, abbiamo esempi tecnologici come computers, libri digitali che si affittano on-line e sfumano a fine affitto, audio libri, ma è il compito degli adulti utilizzare la tecnologia a nostro favore privilegiando sempre la spiritualità. Si, il connubio tra la tecnologia e biblioteca e tra tecnologia e umanità è possibile e buono, a patto che l’uomo non diventi schiavo. I libri sono tante cose e tra le tante c’è la funzione di rendere potenti: è una sfida.

Oggi io registro un calo nella lettura e nella partecipazione culturale dei giovani; non dei giovanissimi che soprattutto attraverso le scuole rispondono alle nostre proposte e partecipano a iniziative anche in collaborazione con il Comune. La cosa bella è che alle iniziative specifiche per i giovanissimi spesso convergono gli adulti.

Il senso della biblioteca è evitare di essere un cimitero di libri e diventare un flusso stimolante, luogo bello, vitale e di scambi; per questo la tecnologia è la ben venuta in un ambiente che però è patrimonio umano.”

Qual è il ruolo di un libro: costruire il pensiero critico, strutturare la società e permettere di comprendere e dare un senso al mondo?”

“Io direi il potere di un libro. Si, i libri fanno questo: sono pezzi di un puzzle, sono una palestra mentale, ossigeno al pensiero. E’ importante leggere e ascoltare soprattutto per i giovani.”

A proposito dei benefici nell’aspetto emotivo giovanile, è vero che i vostri laboratori e la biblioteca stessa aiutino ad acquisire sicurezza e di conseguenza anche a migliorare memoria ed attenzione? Inoltre la Biblioteca ha funzione civica e sociale: in che cosa consiste questo secondo il suo punto di vista?”

“La cosa che da’ sicurezza è sapere. Il sapere difende. La conoscenza rende forti ed è un mezzo per vivere meglio.

La realtà del bullismo ad esempio sarebbe efficacemente combattuta attraverso l’uso del sapere.

Per quanto riguarda il ruolo della biblioteca direi che è anche un ruolo di incontro, di relazione e divertimento: i tavoli che sono nel salone della biblioteca Brocchi sono tutti uniti.”

La società con maggiore cultura è capace di creare una futura economia fiorente?”

“In Finlandia, la seconda spesa del Paese è la cultura e direi che stanno abbastanza bene economicamente. Le biblioteche sono numerose e la biblioteca di Helsinki è da guardare.

E’ proprio così. Se la gente è felice è più attiva e il viaggio, lo scambio che parte dal libro e dai luoghi culturali permette anche questo tipo di evoluzione.”

Ci sono progetti futuri o sogni “della biblioteca”?”

“Il sogno nel cassetto è che questo luogo divenga più accessibile e fruibile, in quanto questo è un luogo bello in tutti sensi. Che possa diventare un luogo dove si ha voglia di venire in particolar modo rivolto ai ragazzi, come dicevo prima un po’ più in linea con la modernità e che dia loro il modo di ritrovarsi sempre e liberamente, un luogo dove stiano bene. Non immagino robots istruiti alla consegna dei libri, io immagino dei computers, un bello schermo dove proiettare cose magiche e magari un telescopio…una tecnologia attiva, non passiva, lo spazio adatto ad un pianoforte.

All’interno del Patto di collaborazione con i cittadini è nato un progetto intitolato ”Forse non tutti sanno che a Nervi” dove si fanno ricerche su storie e racconti nerviesi per lasciarne memoria ai ragazzi e sarebbe bello che si facesse qualcosa insieme a loro per favorirne l’interesse storico, perché se non si conosce il passato non si riesce a capire il presente. Sarebbe bello uno scambio di visione e di pensiero con i giovani: dare loro la parola ricevendola come ricchezza da rendere alla comunità tutta, attraverso la biblioteca.

Immagino la destinazione di una piccola ricchezza che dia a tutti la possibilità e l’abitudine alla cultura quale diritto umano, restituendo loro la certezza di essere potenti.”

All’ingresso della biblioteca c’è un libro in bella vista intitolato: “La vita inizia quando trovi il libro giusto” qual é il suo pensiero in merito?”

“Ognuno ha un libro del cuore, inoltre nel libro c’è l’autore: è come un’amico… Una persona è anche all’interno dei suoi pensieri e delle sue emozioni che imprime nei suoi scritti.

Ogni libro è un viaggio che permette di far viaggiare il lettore e viaggiare significa ampliare il proprio sapere, il proprio bagaglio di emozioni, la propria formazione e la propria felicità e quella degli altri e la biblioteca è il vostro luogo del viaggio.”

Informagiovani, un’occasione da non perdere

Gentilezza e disponibilità in via Garibaldi 9 

di Stefano Ribaldone, 1d.

Informagiovani  è una rete sociale che è nata a Bruxelles negli anni 60′ ed è arrivata in Italia negli anni 80′ ed è una tipologia di servizio volta a fornire informazioni ai giovani in vari ambiti.

L’operatrice e orientatrice del centro di Genova, Maria Santina Puglisi (mpuglisi@comune.genova.it), ci ha spiegato che il servizio è gratuito ed è rivolto a chi ha bisogno di informazione e sostegno sia nell’orientamento scolastico che nelle offerte di lavoro ma anche per il volontariato e perfino per le vacanze.

Tra i progetti di maggior successo c’è l’assistenza per realizzare un curriculum vitae efficace, il sostegno per la ricerca di un lavoro per le donne over 30, e più recentemente la possibilità, grazie alla collaborazione con le università, di accedere ai test di ingresso delle varie facoltà per potersi esercitare e prepararsi al meglio. Ci sono infine degli appuntamenti con esperti rivolti ai genitori per parlare dei tempi dell’adolescenza e del cyber bullismo.

Infine offrono una tessera gratuita utile per ottenere sconti in librerie, autoscuole e ristorazione, da non perdere!

La tessera gratuita, la green card giovani, permette di avere sconti su iniziative di tipo culturale (scuole di lingua, teatri, musei), sportivo, turistico e commerciale per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 29 anni. La si può richiedere online con una mail (greencard@comune.genova.it) e la si riceve in formato stampabile da presentare agli enti oppure alle associazioni che hanno aderito all’ iniziativa.

Il reato minore

Di Puggioni Sofia 4^D.

Volante della polizia

Lunedì 26 dicembre 2022, Verona. Le autorità arrestano un ventisettenne residente nel vicentino colpevole di aver violentato una ragazza di 19 anni. La chiamata alla questura sarebbe arrivata intorno alle nove del mattino . Uno di residenti avrebbe dichiarato di aver visto un ragazzo e una ragazza allontanarsi verso i garage in un contesto sospetto. La volante avrebbe colto il giovane in flagrante di reato, sentendolo anche intimare alla ragazza di tacere sulla questione. Questo è solo il più recente dei numerosissimi episodi di violenza sulle donne avvenuti nel 2022.

“Il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).”

(Fonte: Istat)

La violenza sulle donne è uno dei reati più praticati al mondo ma anche uno dei più sottovalutati. Specialmente nell’Unione Europea, in molti stati tra cui anche l’Italia, archiviano la maggior parte delle volte i casi di stupro sotto reati minori, puniti con pene insufficienti e sottovalutati. Le procedure di denuncia sono spesso lunghe e complicate e per ottenere credibilità molto spesso le vittime devono aspettare anni. E’ un reato che abbraccia tutti gli ambiti e spesso si nasconde e fortifica nelle mura domestiche. Sono moltissimi infatti i casi di violenza domestica, sia da parte di partner attuali sia da ex partner.  

“La vittima è sempre la stessa: la donna. Cambiamo nomi e volti, non la preda, non il movente. E’ l’ininterrotta linea sacrificale in cui il maschio, aggressivo ed insicuro di sé, timoroso di perdere il suo potere, macchia di sangue l’orizzonte.”

(Fabrizio Caramagna)

Questo terribile fenomeno non è guidato dal caso. Viviamo in una società cresciuta con i valori del maschilismo e della mascolinità tossica. A causa di ciò l’uomo pensa di possedere la donna, si sente in diritto di fare di lei ciò che più desidera. La donna di 30, 50, 70 anni, così come la ragazza di 15, ha nella maggior parte dei casi il terrore di esporre la violenza, perché in questo mondo risulta essere spesso giustificata, trasformando la situazione fino al punto di rendere la vittima colpevole. Per questa ragione i dati qui sopra riportati, nonostante siano comunque raccapriccianti, non sono attendibili, perché la violenza registrata rappresenta solo la punta dell’iceberg che costituisce questo incubo.

Così com’è sottovalutato il problema sono anche poco ricercate le soluzioni e per una donna sentirsi al sicuro rimane sempre difficile. Molte campagne e associazioni sostengono le vittime e le aiutano ad avere voce, ma non sono sufficienti. La soluzione risiederebbe nella rieducazione e nella sensibilizzazione di tutti sin da bambini, affinché nessuna ragazza giustificherà lo schiaffo di qualcuno e nessun ragazzo sarà la mano artefice.

Qatargate: soldi e silenzio

Corruzione al Parlamento europeo: i socialisti al centro dello scandalo per i Mondiali 2022 in Qatar. Tra accuse, arresti e sospettati Bruxelles è in crisi, a partire dall’ex vicepresidente dell’Europarlamento Eva Kaili.

Stadio 974, Qatar

La decisione di ospitare i Mondiali di calcio 2022 in Qatar ha ottenuto molte critiche. Si contesta la sicurezza in lavoro durante la realizzazione dei vari stadi, in particolare tra il 2010 e il 2019. Questo problema è causa della morte di almeno 6500 persone, nonostante Amnesty International abbia contato altri 15000 stranieri morti per ragioni non meglio specificate.

A ciò si aggiungono le rigide regole imposte dallo Stato, come il divieto di portare e bere alcolici all’interno dello stadio e di indossare un abbigliamento non consono e pudico. È anche vietata ogni manifestazione di intimità pubblica, soprattutto per coppie omosessuali, oltre che imprecazioni e atti osceni.

Per sistemare la situazione problematica e fonte di molte dispute, funzionari e membri degli organi delle Comunità europee e degli Stati esteri hanno ricevuto ingenti somme di denaro e regali di grande entità. Sono 4 le persone arrestate e molti i sospettati, tra cui troviamo gli italiani Antonio Panzeri, ex deputato di Pd e Articolo 1, il sindacalista Luca Visentini, l’assistente parlamentare Francesco Giorgi e Niccolò Figà-Talamanca della Ong No peace Without Justice

Eva Kaili, ex vicepresidente del Parlamento Ue

Tra i politici coinvolti, un arresto spicca tra gli altri ed è quello dell politica greca Eva Kaili, vicepresidente del Parlamento Ue. Appartenente al Movimento Socialista Panellenico, nel dicembre 2022 è stata sollevata dal suo incarico, durato circa 11 mesi, e arrestata dalla polizia belga a Bruxelles. La donna teneva, nella casa che divide con il suo compagno Francesco Giorgi, più di 750 mila euro in contanti. Giorgi giura che la somma in contanti, proveniente dal Qatar e dal Marocco, sia sua. L’uomo è però in una già difficile situazione, perché accusato di essere complice di Antonio Panzeri.

Il responsabile dell’Autorità Antiriciclaggio Charalambos Vourliotis ha ordinato il congelamento totale in Grecia dei beni di Kaili, del compagno Giorgi, dei genitori e della sorella, avviando controlli su tutte le loro proprietà. Sotto controllo è anche la Elontech, la cosiddetta Ong, guidata dalla sorella Matalena e possibile veicolo per i flussi di denaro.  

Fonti:

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&ved=2ahUKEwjUseiBkb_8AhVKSfEDHdgxCwUQFnoECBMQAQ&url=https%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fnews%2Fpolitica-internazionale%2Fche-cos-qatargate-e-si-sviluppato-2096575.html&usg=AOvVaw1blm04XjQdBcJWqChud71t

https://www.agi.it/politica/news/2022-12-22/qatargate-oggi-camera-di-consiglio-su-fine-detenzione-kaili-19323639/

Come tre anni fa, la Cina torna ad impensierire l’Occidente  di Masia Ottaviana 4d

Il governo cinese ha repentinamente abbandonato la politica “Covid Zero”, ed i contagi sono ripresi. La paura è che in Occidente arrivino nuove varianti dalla Cina a cui non siamo preparati.

Una donna si sottopone a un test per il coronavirus a Shanghai in Cina questo mese. Test di massa Covid e quarantena hanno smorzato la domanda dei consumatori cinesi
Una donna si sottopone a un test per il coronavirus a Shanghai in Cina questo mese. Test di massa Covid e quarantena hanno smorzato la domanda dei consumatori cinesi.

 

Fino a novembre la Cina ha adottato una politica “Covid free”, molto più rigida di quelle adottate dai paesi occi­dentali, riuscendo a contenere la pandemia. Ma le proteste di piazza hanno indotto i politici ad abbandonarla, ed i risultati non sono tardati: anche se il governo lo nega, e forse si nasconde dietro statistiche ufficiali solo apparen­temente tranquillizzanti, pare che la situazione in Cina stia rapidamente degenerando: ufficialmente le vittime di dicembre sarebbero solo 13, ma pare che le terapie intensive siano quasi al completo.

Fonti autorevoli sostengono che i vaccini cinesi non siano affatto paragonabili per efficacia a quelli oggi sommini­strati in Europa e Stati Uniti, ovvero i vaccini a mRNA. Per cui l’allentamento delle misure di contenimento avrebbe provocato un allargamento a macchio d’olio dei contagi. Il governo italiano, preoccupato della situazione, ha im­posto il test antigenico rapido per i voli in arrivo dalla Cina, ed il giorno di Santo Stefano, primo giorno della sua applicazione, su due voli atterrati a Malpensa quasi la metà dei passeggeri era positiva.

In Occidente ci sono due grandi preoccupazioni: la prima è che i dati forniti dal governo cinese siano poco atten­dibili, e mascherino una situazione ben peggiore. Già prima di Natale l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha accusato Pechino di sottostimare la curva dei contagi.

Ogni giorno ci sarebbero almeno un milione di casi e 5.000 morti.  

La seconda preoccupazione è che la grande circolazione del virus in Cina ne favorisca le mutazioni: arrive­rebbero in Occidente varianti per le quali i nostri vaccini non sono sufficientemente pronti. Una dozzina di Paesi, fra cui il nostro, ha imposto i test per i viaggiatori cinesi, ed il sequenziamento per i positivi, in modo da individuare tempestivamente eventuali nuove varianti. Pare però che fino ad oggi non se ne siano riscontrate. Il governo cinese ha comunque protestato, minaccia “«contromisure» come ritorsione” ed ha decli­nato l’offerta dell’Ue di fornire loro i nostri vaccini, sostenendo che i loro sono sufficientemente efficaci.

 

 

Iran: tante vite per un’unica libertà

Di Alessia Garbugino, 4D

La situazione in Iran

Durante l’ultimo periodo l’Italia, come il resto del mondo, si sta rendendo conto che c’è aria di desiderio di un cambiamento in Iran, un cambiamento che torni ad assicurare il diritto della libertà di tutte le donne a cui è stata tolta la facoltà di vivere la vita che si meritano.

Il 15 agosto del 2022 il presidente Iraniano Ebrahim Raisi ha firmato un elenco di norme riguardanti l’abbigliamento delle donne in pubblico,  l’hijab e la loro castità, e il giorno 16 settembre 2022 è stato invece teatro della cosiddetta “goccia che fa traboccare i vaso”, un vaso già stracolmo; la morte di Masha Amini ha infatti provocato la definitiva rivolta di un popolo esausto di essere oppresso dalle leggi insensate e violente degli ayatollah.

Questa particolare rivolta ha suscitato un seguito mediatico notevole proprio per la presenza di donne e studenti alle manifestazioni.

Colpisce in modo particolare il coraggio di alcune donne che, consapevoli di immolare la loro vita per la speranza di una esistenza dignitosa per il prossimo, hanno deciso di togliersi l’hijab in pubblico in segno di protesta venendo in seguito arrestate dalla polizia Iraniana e uccise.

Provoca un certo sgomento rendersi conto che ci sono alcuni posti nel mondo in cui i semplici diritti di vivere in pace, andare a scuola o all’università ed essere indipendenti da una figura maschile, non sono rispettati ma vengono addirittura oltraggiati o pagati con la morte.

Sembra impossibile che all’alba del 2023 sia necessario doversi battere perché tutte le donne del mondo siano trattate come essere umani.

Le proteste arrivano in Italia

Le varie rivolte e proteste hanno raggiunto anche l’Italia, coinvolgendo numerose donne che in senso di vicinanza hanno eseguito il gesto simbolico di tagliarsi una ciocca di capelli.

Non sono mancati neanche i ragazzi in piazza, scesi a protestare per una causa da loro ritenuta di estrema priorità.

Purtroppo in Iran le repressioni alle rivolte non sono tardate, violente e ingiustificabili.

 

Secondo un’indagine pubblicata da Amnesty International, le vittime dal 19 al 25 settembre 2022 sarebbero state 52 tra cui 5 donne e 5 minorenni, e sarebbero state attuate anche torture ai danni dei manifestanti e dei passanti e aggressioni sessuali nei confronti delle donne in piazza.

Tutto questo avviene ed è reso lecito dalla norma che sancisce che le forze della sicurezza iraniana siano legittimate “alla forza letale e alle armi da fuoco con l’obiettivo di uccidere manifestanti e nella consapevolezza che il loro uso avrebbe potuto causarne la morte”.

Il coraggio delle donne

Purtroppo ognuno di noi in prima persona non può compiere atti concreti che aiutino le donne iraniane in questa battaglia.

E’ però importante   non adagiarsi su questo concetto e provare in ogni modo a combattere l’ideologia che le donne siano un oggetto destinato alle mani di un uomo.

Fa impressione riconoscere il coraggio di donne, ragazzine e bambine che hanno preferito lottare fino alla fine per riacquisire la vita di un tempo.

In particolare c’è stato un episodio in cui una bambina di soli 12 anni ha deciso di recarsi a scuola senza hijab ed è stata in seguito uccisa.

Era solo una bambina, una bambina che se fosse vissuta in Italia avrebbe giocato al parco con le compagne di scuola, avrebbe scelto con la mamma se indossare un abitino rosa o uno azzurro per il suo compleanno, e che invece ha avuto la forza di sostenere per un solo istante tutta la sua nazione sulle spalle, fino a quando anche l’ultima cosa che le era rimasta, la vita, le è stata atrocemente tolta.

Ci sono donne in Iran che da un giorno all’altro si sono trovate impossibilitate a studiare   e sono state in questo modo derubate del loro futuro.

Altre si sono ritrovate ad essere schiave di padri, fratelli o compagni; donne forti e indipendenti piegate alla volontà di un uomo che si è ritrovato ad averne pieno potere.

La battaglia più difficile da affrontare è spesso quella per cui non ci viene chiesto di combattere, ma per cui dobbiamo essere noi in prima persona ad alzarci e decidere che è il momento di metterci in gioco per qualcosa di importante, come in questo caso, per la libertà.

Crescere bene e trovare uno spazio nel proprio quartiere è una necessità

Quando essere giovani è uno svantaggio 

di Samuele Gavuglio, 1D  

Parole amare e dure dell’ex Vicepresidente del Municipio MediaValBisagno e Consigliere di Provincia, Massimo Ferrante. Sembra infatti che gli spazi di aggregazione genovesi, dove i giovani possano socializzare e crescere in armonia, siano ridotti; il motivo, secondo Ferrante, è l’elevata presenza di cittadini anziani che hanno mentalità chiusa, retrograda e soprattutto alto potere di voto.

Ferrante, inoltre, afferma che questa diffidenza nei confronti dei giovani è assecondata da molti amministratori pubblici: infatti dichiara con una punta di amarezza che “dai 15 ai 18 anni non votano e non portano profitto” dato che “Genova è una città che storce il naso”. Aggiunge, “non mi è mai stato chiaro se l’intolleranza è legata al fastidio o al falso ricordo. Gli anziani non si ricordano più di quando loro erano adolescenti e non hanno un ricordo nitido della loro giovinezza ”.

Il dato di fatto è comunque che l’atteggiamento paternalistico della politica genovese e il giornalismo sensazionalistico mettono spesso in cattiva luce gli adolescenti, manifestando un’incapacità cronica di capire questa età e il suo mondo.
Il territorio genovese è arido nei confronti degli adolescenti, si è lavorato poco per dare a questa fascia d’età dei luoghi per farli esprimere” e aggiunge: “s’intravede un futuro negativo per loro, proprio perché non pesano a livello demografico, economico e politico”.

Un’apertura per i giovani si potrà avere solamente sradicando nella politica l’attuale concetto neoliberista e sviluppando nuovamente il concetto di stato sociale.

FOTOGALLERY: I giardini Lamboglia Ferrante ricorda che ha provato durante il suo mandato a sostenere molte realtà per i giovani del suo Municipio, come ad esempio lo spazio educativo presso i giardini pubblici Giovanni Lamboglia di Marassi, un’area pubblica in cui è stata proposta un’educazione di strada, dedicata ai giovani, uno spazio dove un comitato di volontari aiutano la convivenza tra ragazzi. Questo parco con il tempo si era deteriorato e i ragazzi hanno chiesto di ristrutturarlo. Il Comune e il Municipio si sono fatti carico di questo recupero a patto che ogni volta che succedeva qualcosa i ragazzi dovessero aiutare il comitato sia a sistemare sia ad organizzare eventi o anche a placare dei litigi.

Ancora oggi i ragazzi fanno quello che gli è stato chiesto e questo spazio è un punto di riferimento per i giovani del quartiere.

“Le parole fanno più male delle botte.”

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Di Elia Noris e Tommaso Agostini, 2B 

 

“Le parole fanno più male delle botte.” Questa è l’ultima frase della tredicenne Carolina Picchio, scritta su un biglietto lasciato sulla sua scrivania poco prima di suicidarsi.

La ragazza novarese è il primo caso, molto famoso, di cyberbullismo in Italia. E’ grazie a questo caso che molte persone hanno compreso la pericolosità di internet.

Con il termine cyberbullismo, si intende una forma di bullismo condotta attraverso strumenti multimediali. Ad esempio social media, forum, chat private e internet.

Negli ultimi anni il bullismo digitale è diventato sempre più diffuso tra i ragazzi. Tanto che l’Indagine nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 2011, ha rivelato che un ragazzo su cinque trova informazioni false sul proprio conto online.

Esistono però diverse forme di cyber bullismo:

Flaming: l’innalzare alla violenza o all’astio contro qualcuno attraverso una chat o un post sui social media.

Impersonation: esprimere commenti negativi su una determinata persona fingendosi qualcun altro con account falsi.

Trickery: avvicinarsi molto ad una persona, soprattutto in chat anonime, fingendosi amico per poi effettuare atti negativi verso la stessa.

Cyberstalking: ripetere continuamente molestie, assillare una persona con commenti negativi o minacciare molteplici volte una persona.

Doxing: diffondere su internet dati personali falsi con lo scopo di diffamare qualcuno.

Denigration: parlare apertamente male e con toni denigratori di qualcheduno.

Cyberbashing: la pubblicazione su internet di atti di bullismo per bullizzare il malcapitato.

 

Ma cosa succede a chi commette atti di cyberbullismo?

Non essendoci ancora una legge a tutela del cyberbullismo nel 2013, i ragazzi colpevoli di aver mimato atti sessuali sul corpo di Carolina filmando tutto, essendo giovani e  dunque essendo reputati  non completamente consapevoli, avendo riconosciuto i loro errori e non essendo gli unici colpevoli non sono stati messi in carcere minorile, ma “messi alla prova”.

Solo in seguito alle battaglie del padre di Carolina,  Paolo Picchio, è stata infine approvata nel 2017  una legge contro il cyberbullismo, la legge 71.

La legge 71 è un insieme di norme date alla prevenzione del cyberbullismo. “Si pone l’obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni.”