I benefici dell’intelligenza artificiale

di Christian Giannini, 3B

Da tempo ormai si sente parlare sempre di più di intelligenza artificiale e sempre più frequenti sono le critiche e gli allarmi che vengono lanciati nei confronti dei pericoli che può comportare.

In molti temono che l’IA possa sostituire il lavoro dell’uomo portando all’estinzione di moltissimi mestieri.

Inoltre, da anni, case cinematografiche e videoludiche la raffigurano come il male dell’umanità, che in un futuro non molto lontano prenderà  il sopravvento sull’essere umano.

Ma che cos’è davvero l’AI e quali sono invece i suoi vantaggi?

L’AI, o intelligenza artificiale, è un campo della scienza informatica che si occupa di creare sistemi e programmi in grado di eseguire attività di ogni tipo, copiando il comportamento dell’uomo.

Questa invenzione può portare seri benefici alla nostra società.

Alcuni futuri sviluppi includono per esempio la rivoluzione della diagnosi precoce e il trattamento delle malattie: l’AI potrebbe individuare correlazioni, attraverso analisi di grandi quantità di dati medici, che gli esseri umani potrebbero non individuare.

Un altro aiuto che potrebbe dare alla società è l’assistenza domiciliare agli anziani, l’AI infatti potrebbe monitorare la loro salute e assisterli nelle loro attività.

Inoltre, grazie alla sua capacità di analizzare grandi quantità di dati e di formulare ipotesi, potrebbe contribuire anche alla ricerca spaziale, ciò rivoluzionerebbe la ricerca scientifica.

Oggi però colpiscono maggiormente l’attenzione dell’opinione pubblica gli usi impropri che ne vengono fatti, come creare video fittizi, inclusi i video sessuali, attraverso tecniche di generazione di contenuti come i deepfake.

Questo aspetto solleva serie preoccupazioni etiche e legali, poiché tali video possono essere utilizzati per diffondere pornografia non consensuale o danneggiare la reputazione altrui.

Per eliminare questo rischio sono state create leggi che regolamentano l’uso dei deepfake.

Tuttavia ci sono casi in cui l’intelligenza artificiale è stata utilizzata per creare personaggi virtuali o avatar che agiscono come influencer sui social media.

Lil Miquela ne è un esempio.

Miquela ha un enorme seguito su Instagram, che utilizza per interagire con altri influencer e sponsorizzare brand e prodotti.

Ciò rappresenta un nuovo modo di utilizzare la tecnologia per creare personaggi digitali che possono influenzare le opinioni e i comportamenti delle persone online.

 

DISPUTA: sostenere il proprio parere per imparare le regole del vivere civile

La disputa o come molti oggi dicono il debate è un metodo didattico in cui due squadre di studenti si sfidano tra loro in una gara argomentativa su un dato contenuto, è un buon modo per diventare cittadini consapevoli nel mondo di domani.

di Emma Benvenuto, Denise Carbone, Corinne Odone, Agata Reggiardo, 1d

Nella nostra classe 1d del Liceo classico “A. D’Oria” di Genova abbiamo sperimentato la “disputa” proponendo un dibattitto scaturito dall’attenzione per le giornate nazionali che permettono alle persone di tutto il paese di unirsi per commemorare eventi o aspetti significativi per il vivere civile. Ci siamo interrogati sulla loro importanza per la crescita della sensibilità civica dei cittadini, in particolare dopo una lunga votazione abbiamo deciso di soffermarci sull’efficacia di aver istituito il 5 maggio la Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia.

La classe si è divisa in tre gruppi: i giudici, il gruppo a favore e quello contro. Tutti hanno iniziato il loro lavoro, documentandosi e cercando informazioni autorevoli. Il gruppo pro ha dovuto sostenere la giornata in quanto strumento efficace per sensibilizzare tutti contro questi eventi negativi, mentre il gruppo contro ha dovuto smentire l’utilità della giornata. Il gruppo dei giudici ha predisposto una griglia di valutazione e studiato le regole della disputa per farle rispettare come dei veri giudici di gara; ha poi successivamente, a disputa avvenuta, verificato la veridicità dei dati presentati dai due gruppi, per emettere il suo verdetto. 

Dopo la fase preparatoria, è avvenuta finalmente la disputa, iniziata per sorteggio dal “gruppo contro” con il suo prologo che ha introdotto brevemente la giornata e quando e perché è stata istituita, in seguito ha presentato i temi delle sue argomentazioni. Poi ha risposto il “gruppo pro” con il proprio prologo: ha spiegato l’utilità delle giornate commemorative ed in seguito anch’esso ha introdotto, più dettagliatamente, la giornata.  

Il gruppo contro nella sua prima argomentazione ha annotato che limitarsi ad una sola giornata rischi di far dimenticare questo tema importantissimo. Ha proposto, come più valida alternativa, l’educazione fin dalla scuola primaria per sensibilizzare, in modo appropriato alla loro età, i bambini, aiutandoli a capire i pericoli che ci possono essere nella vita e sul web. Dopo varie repliche tra i due gruppi,  anche il gruppo pro ha presentato la sua prima argomentazione affermando che in occasione della giornata vengono svolti vari eventi e che la sensibilizzazione all’evento dipende anche dalle modalità adottate dalle singole istituzioni, confermando che tali attività contribuiscono a diminuire e/o a denunciare possibili atti di pedofilia o pedopornografia.

Anche in questo caso il dibattito si è prolungato finché la squadra contro non ha presentato la sua seconda argomentazione: ha dichiarato, sulla base dei dati, il chiaro aumento di abusi minorili nella vita e sul web. La squadra avversaria ha giustificato l’aumento dei casi per via del Lockdown durante l’epidemia da Covid19, visto che la maggior parte di abusi avviene in ambiente domestico, e per l’aumento di minori, sempre più piccoli, sul web a causa dall’uso diffuso degli smartphone. Nella sua seconda argomentazione, il gruppo pro ha ricordato che la giornata è stata istituita a causa del boom dei social dal 2009 che di fatto hanno aumentato i casi di pedopornografia e di come proprio per questo motivo la giornata serva a sensibilizzare l’attenzione pubblica. In seguito, ha elencato i dati sui casi di pedopornografia in Italia, ha richiamato la Convenzione di Lanzarote per cui L’Unione Europea ha istituito il 18 novembre, giornata per la protezione dei minorenni contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale.

Per concludere la disputa i due gruppi hanno presentato il proprio epilogo riassumendo in breve le loro argomentazioni e chiudendo con un invito o una citazione:

Una giornata non basta, bisogna agire seriamente per contrastare questi fenomeni (Gruppo contro)

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre” di Primo Levi (Gruppo a favore)

Nei giorni seguenti il gruppo dei giudici ha ufficializzato il punteggio della griglia di valutazione decretando il gruppo vincitore della disputa. Con un solo mezzo punto il gruppo pro si è aggiudicato la vittoria della disputa grazie alla buona argomentazione e l’efficace divisione dei ruoli nel gruppo.

Questo dibattito ci ha dato la possibilità di imparare cose nuove su un argomento che, come ragazzi nati nell’era di internet, ci tocca più da vicino. Abbiamo avuto la possibilità di apprendere con un metodo coinvolgente che ci ha aiutato a riflettere comprendendo le potenzialità di imparare a parlare essendo informati e rispettando le regole.

Comprendere l’attualità in tempi di fake news e intelligenza artificiale

Due incontri con Erica Manna, giornalista di La Repubblica

Di  Margherita Fazioli e Irene Collufio, 3B 

Nel mese di marzo, due classi del Liceo Classico D’Oria hanno incontrato Erica Manna, la giornalista di Repubblica che si occupa di cronaca, immigrazione e società.

Il primo tema affrontato dalla giornalista ha riguardato le fake news, con particolare riferimento al fact checking applicato all’attualità e ai suoi limiti, per poi passare ad analizzare l’impatto sul mondo attuale dell’intelligenza artificiale, i suoi rischi e le sue potenzialità.

Ma cosa sono le fake news? Sono delle informazioni false o fuorvianti, spesso divulgate via internet con l’intento di disinformare, creare scandalo e quindi attirare click sul web e sulle piattaforme social.

Le fake news hanno alcune caratteristiche comuni, come la verosimiglianza o parziale somiglianza alla notizia originale per conferire maggiore credibilità a ciò che viene scritto.
Le notizie si alimentano di rabbia, giudizi ed emozioni al fine di creare indignazione nel lettore e di conseguenza scatenare commenti che porteranno a una maggiore visibilità.

Spesso la fretta porta a leggere gli articoli in modo superficiale, soffermandosi solo sui titoli delle notizie senza approfondire l’argomento e verificarne la veridicità; questa abitudine porta a credere a tutto ciò che si legge e quindi alla diffusione della disinformazione.

Infine spesso vengono affiancati due temi che non hanno corrispondenza l’uno con l’altro al fine di creare rabbia e indignazione.

Quando si legge una notizia è importante conoscere e applicare il fact checking, quindi, come ci suggerisce Erica Manna, oltre a usare le “five w” (Who? What? When? Where? Why?) è necessario porsi altre domande, ad esempio chi diffonde quell’informazione, quali sono le prove a supporto e cosa dicono le altre fonti.

Un argomento degli ultimi anni che suscita molto interesse e quindi è particolarmente soggetto a fake news sono ad esempio le guerre che stanno colpendo molte zone del mondo e in questi frangenti decodificare la verità è estremamente difficile.

L’intelligenza artificiale

In pochi anni l’IA sarà inarrestabile. Per regolamentarla servirà un’agenzia come per l’energia atomica.

(Samuel Altman, amministratore delegato di Open AI)

Da Matrix a 2001, Odissea nello spazio, nell’immaginario collettivo l’IA, acronimo di intelligenza artificiale, spesso sostituisce l’uomo, ma ormai non si tratta più di fantasia.

Viene definita intelligenza artificiale l’abilità di una macchina di imitare capacità umane come il ragionamento, l’apprendimento e la risoluzione di problemi.  Ne esistono vari tipi con scopi diversi, dal riconoscimento di immagini alla produzione di testi, perciò è più corretto parlare di intelligenze artificiali al plurale.

Come ci ha raccontato Erica Manna, uno degli utilizzi più diffusi dell’AI è la generazione di immagini e video, sia di personaggi inventati che di persone reali. Un esempio di personaggio inventato è Emily Pellegrini, un’influencer e modella generata con l’IA. Poiché è stata generata con l’algoritmo, il suo aspetto è una media delle preferenze estetiche degli utenti del web. 

Un esempio di utilizzo dell’IA per persone reali è Re;memory, il primo servizio commemorativo basato sull’IA al mondo e progetto dell’azienda sudcoreana DeepBrain AI, che permette, attraverso videochiamate, di parlare a persone care defunte.  Queste, mentre sono ancora in vita, devono svolgere un’intervista di sette ore, che consente all’IA di apprendere e imitarne i comportamenti.

L’IA può servire anche per screditare qualcuno diffondendo foto false, come quella di Donald Trump, ex presidente degli USA, in manette durante un arresto o quella di Joe Biden, attuale presidente statunitense, sdraiato su un fianco e legato mani e piedi con una corda.

 

Per questo è sempre più importante arrivare preparati alla nuova sfida posta dall’AI anche in politica: “Prepararsi all’IA generativa nelle elezioni del 2024: raccomandazioni e best practices basate sulla ricerca accademica” è uno studio americano che mira a evitare queste situazioni, fornendo raccomandazioni per non farsi influenzare dall’IA generativa in occasione delle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

Anche in Europa si cerca di giungere a una regolamentazione: il 13 marzo il Parlamento europeo ha approvato la prima legge al mondo sull’intelligenza artificiale, l’AI Act, che ha come obiettivo principale il rafforzamento delle norme sull’evoluzione e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

 

 

 

Dal D’Oria al Secolo XIX in occasione del PCTO

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Di Vittoria Gandolfo, 3B

Dal 18 al 22 marzo una parte della classe 3B del liceo D’Oria ha avuto l’opportunità di lasciare i banchi di scuola per una settimana, per sperimentare invece un’esperienza lavorativa affine con il percorso scolastico intrapreso, passando diversi giorni a fianco dei giornalisti del Secolo XIX.

I ragazzi hanno potuto partecipare attivamente a diverse riunioni ed esperienze uniche nel proprio genere, dalla riunione di redazione della mattina, alla conferenza stampa a Palazzo Tursi.

L’intera settimana di lavoro è stata finalizzata alla realizzazione di un articolo scritto da tutti i ragazzi affiancati dalla redazione del giornale, per trattare del tema della sopraelevata, del tunnel subportuale e dell’opinione dei genovesi a riguardo.

Per realizzare l’articolo la classe ha avuto l’opportunità di incontrare l’ex assessore al Traffico Arcangelo Merella.

Durante questo incontro l’ex assessore è anche stato intervistato, e la classe ha avuto l’opportunità di assistere alle riprese: sul sito online del Secolo XIX successivamente stato pubblicato un articolo riguardante il citato incontro.

Oltre alla possibilità di capire come si svolge, dal punto di vista pratico, una video-intervista, Merella ha anche raccontato di alcuni dati e particolari interessanti al fine di essere più preparati per le interviste che avremmo svolto successivamente. Ha per esempio raccontato che al giorno d’oggi la sopraelevata Aldo Moro è percorsa ogni giorno da circa 80.000 veicoli, 20% in meno rispetto a 20 anni fa; ciò potrebbe forse essere dovuto al fatto che i cittadini sono sempre più propensi a usufruire di mezzi pubblici.

Sempre parlando del tema dei trasporti pubblici come risoluzione di diversi problemi, Merella ha citato “MAS” (mobility as service), un progetto che prevede di utilizzare i mezzi pubblici al posto del mezzo privato, facendo uso di un app: “GoGoGe“, che si propone come app parallela a quella più conosciuta dell’AMT.

GoGoGe svolge dunque questo tipo di servizi (orari di non solo bus ma anche treni, car-sharing, ecc…) al fine di diminuire l’uso dei mezzi privati.

La classe è poi stata portata in Piazza De Ferrari, accompagnata dal giornalista Bruno Viani, per intervistare persone scelte in modo casuale persone di ogni età per chiedere un parere riguardo all’imminente costruzione del tunnel subportuale e alla conseguente demolizione della sopraelevata o almeno della  sua parte centrale.

Tutti i ragazzi hanno potuto comprendere quale sia davvero il lavoro del giornalista in campo pratico, dopo averlo sperimentato solo tra le mura scolastiche.

Una volta raccolte queste informazioni la classe ha potuto iniziare la stesura dell’articolo che è poi stato pubblicato sul sito online del Secolo XIX.

Alla fine dell’esperienza lavorativa, la classe ha avuto l’opportunità di avere un ruolo attivo nella fase di preparazione della prima pagina del giornale che sarebbe uscito la mattina del giorno successivo, con l’aiuto del giornalista Giovanni Mari. 

 

 

 

 

 

Intelligenza Artificiale: rischi, limiti e potenzialità nell’incontro con la giornalista Erica Manna

Di Martina Cao e Serena Ferrari, classe 3b

Gli alunni del Liceo Classico Andrea D’Oria hanno assistito a due incontri con la giornalista di Repubblica Erica Manna, che ha affrontato il tema dell’Intelligenza Artificiale, in particolare i suoi progressi, le innovazioni, ma anche i pericoli  della tecnologia, costantemente in via di sviluppo. 

Le innovazioni e i pericoli di una nuova tecnologia che si affaccia sul mondo di oggi

“In pochi anni l’IA sarà inarrestabile”
-Sam Altman, informatico, imprenditore, tra i co-fondatori di OpenAI
 

Nel mondo d’oggi siamo immersi in una realtà permeata dalla tecnologia, che ogni giorno avanza con  uno sviluppo che appare irrefrenabile, fino a toccare ogni aspetto della nostra società e della nostra vita.

 
Si parla di Intelligenza Artificiale, ramo dell’informatica che simula il ragionamento umano: è di molti tipi e riguarda video, immagini, il processare informazioni o il creare video utilizzando la tecnologia del deepfake. Emula le capacità cognitive, quindi apprende e risolve problemi.

What is AI (Artificial Intelligence )? and its characteristics

L’Intelligenza Artificiale è un mondo in costante sviluppo che ha dato avvio alla cosiddetta Quarta Rivoluzione Industriale.

Per noi che siamo immersi nel mondo dell’AI (Artificial Intelligence) non è facile districarsi dalle false notizie, perché con esso tutto diventerà sempre più complesso.

Quante volte siamo stati ingannati dai deepfake – video, audio o foto creati dall’intelligenza artificiale, che, partendo da contenuti reali, riescono a ricreare o modificare le caratteristiche e i movimenti di un volto o un corpo di una persona e a imitare fedelmente una determinata voce che circolano sul web?

Varie celebrità, come la stessa Taylor Swift, sono state vittime della divulgazione di falsi video o foto riprodotti grazie all’Intelligenza Artificiale.

E’ sempre più difficile decodificare le false immagini, anche se per ora l’AI è ancora rudimentale in certi ambiti, ma la tecnologia viaggia velocemente e verrà sempre più perfezionata.

Oggi a livello televisivo-mediatico è diffuso ancora un comportamento di pregiudizio negativo verso l’AI , è una narrazione negativa che si nutre di un immaginario che fino a oggi ha sempre raccontato l’idea delle macchine che ci sostituiranno e sovrasteranno.

In qualche modo accade già, poiché l’AI a delle implicazioni pratiche, tecnologiche, politiche, artistiche, tocca ogni aspetto della nostra vita e della nostra società ed è interessante capire dove porteranno gli sviluppi delle tecnologie.

 

Potenzialità e problematiche ancora aperte sull’AI

Per far capire le immense potenzialità e le implicazioni, che può avere una tecnologia così avanzata sulla nostra vita, anche sulla nostra percezione delle relazioni e della realtà, la serie Netflix “Black Mirror” del 2018 ha anticipato ciò che sta accadendo. Nel film la protagonista, attraverso la tecnologia dell’AI, ricrea il suo partner attraverso le sue chat e i profili social, tutta una mole di informazioni che permettono di ricreare in una certa misura la personalità di un individuo che non c’è più. 

Tale avanzamento tecnologico è già in uso. L’azienda coreana DeepBrain, utilizzando tale tecnologia, ha sviluppato un software che permette a chi lo desidera di parlare con i propri defunti, come se fosse una videochiamata. È la persona stessa che sceglie di sottoporsi a una sorta di lunga intervista con gli sviluppatori della tecnologia e una registrazione video. La tecnologia viene addestrata, è una sorta di interfaccia che dà risposte simili a quelle della persona reale.

 

Sfide   

Una delle sfide che si stanno ponendo le tecnologie è la verosimiglianza delle risposte date dall’AI, poiché si deve raggiungere un linguaggio e un comportamento il più possibile naturale, che imiti molto quello dell’essere umano.

Un celebre esempio ben riuscito è quello della modella Emily Pellegrini, che ha spopolato sulle piattaforme social con migliaia di followers.

In realtà non esiste, le sue stesse fattezze sono il frutto di un algoritmo. Si tratta della media delle preferenze estetiche degli utenti sul web.

"Emily Pellegrini: L'Influencer Virtuale Che Ha Sedotto il Mondo dello ...

Molti marchi e case di moda stanno iniziando a usufruire delle modelle digitali.

Ha fatto discutere però tale influencer, poiché non si sapeva fosse finta e molti sono caduti nell’inganno. Si comprende come ci sia ancora ingenuità e una non totale conoscenza dei contenuti che è in grado di offrire l’Intelligenza Artificiale.

 

Chat GPT: strumento molto agile, ma ancora imperfetto

Il 30 novembre 2022 Sam Altman insieme a Elon Musk hanno creato Chat GPT, un’intelligenza che simula il linguaggio naturale ed è un sistema predittivo generativo.

Si addestra il linguaggio generativo, in modo che sappia rispondere a certi stimoli con efficacia.

Più è allenato più ha un grande bagaglio di informazioni e di dati e più le risposte saranno pertinenti. Fino a poco tempo fa Chat GPT si fermava a dati entro il 2021, molto limitante, recentemente è stato corretto.

Il suo corpus erano libri fantascientifici, romantici, con il tempo è cresciuto e apprende i dati anche per mezzo di articoli di giornale, libri di poesia. Il problema che si pone è quello del copyright.

Ad esempio Chat GPT viene fatta allenare molto attraverso gli articoli del New York Times, che ha fatto causa, proprio perché permane un problema di paternità dei testi. Un’altra questione a monte è chi sia la persona che fa allenare GPT: c’è un problema molto grande di trasparenza.

Attraverso inoltre il problema dei “bias”, ossia una forma di distorsione della valutazione a causa del pregiudizio dei testi su cui si allena Chat GPT, c’è un problema diffamatorio. Problemi aperti che non sono ancora stati risolti a livello internazionale. Il caso della modella Emily pone, per esempio, delle questioni etico-sociali.

Per evitare tali tipi di pregiudizi Chat GPT viene continuamente aggiornato e corretto per andare incontro alla sensibilità con effetti a volte paradossali.

 

Paternità e maternità artistica, le provocazioni lanciate dagli artisti per la difesa della propria arte

Un ulteriore problema riguardante l’AI è quello della paternità e della maternità artistica: chi ha avuto l’invenzione di un determinato disegno o foto, è merito nostro o della tecnologia?

 

Intelligenza Artificiale classifica i quadri come un critico d'arte

 

Paris: Boris Eldagsen at Le Petit Espace gallery - The Eye of ...

Proprio su tale tematica è stata lanciata una provocazione dal fotografo tedesco Eldagsen, che ha partecipato al concorso Sony Word Photography Award con un’immagine generata dall’intelligenza artificiale e vincendolo. Ha rifiutato di ritirare il premio, dicendo che ciò dimostra che non siamo ancora pronti a utilizzare l’AI o a un ragionamento rispetto alla creazione artistica.

 

Gli artisti sono preoccupati che il lavoro artistico venga svuotato di senso.

È il caso dell’artista dissidente cinese, Ai Weiwei, che utilizza la propria anima per porre delle questioni scomode e che si sta preoccupando molto dell’AI. Ha infatti messo in scena una realizzazione artistica che alle 20:24 viene proiettata sui maxi schermi delle grandi piazze a livello mondiale.

L’obiettivo è quello di porre 81 domande all’Intelligenza Artificiale, alle quali pensa non possa rispondere. l'artista cinese interroga l'intelligenza artificiale - Tiscali Cultura

È un modo per dimostrare la sua incapacità di rispondere a determinate domande e in maniera sociale e politica alle questioni relative alla campagna politica, alla lotta per i diritti.

 

 

 

E’ convinto che l’AI non possa sostituire l’uomo e condivide le preoccupazioni; inoltre ritiene che il vero rischio sia quello dell’omologazione, di proporre o generare un pensiero standardizzato e banale.

Le fake news diventeranno sempre più invasive e realistiche. Un’altra preoccupazione è quella relativa alla privacy, poiché noi per primi siamo il materiale su cui si allena Chat GPT.

L’Intelligenza Artificiale sta facendo passi da giganti negli ultimi anni, invadendo ogni spazio e per noi che siamo immersi nel mondo dell’AI non è facile districarsi dalle false notizie, dipendere dalla tecnologia.  

Saremo in grado, quindi, ad un certo punto di riconoscere la realtà?

 

 

Un’intelligenza non troppo intelligente

Di Lucia Riggio, 3B

L’intelligenza artificiale è l’ultimissima fra le nuove tecnologie, ma nei suoi confronti l’opinione pubblica è spesso scettica: si teme un futuro non molto lontano in cui le macchine addirittura governeranno sugli uomini. È realistica un’affermazione del genere?

Per pensare di poter raggiungere una realtà così distopica rispetto a quella attuale, bisogna prima dare risposta ad alcune domande. cos’è l’Ai? Cosa può creare? Quali sono i suoi limiti?

Lo ha spiegato agli studenti del liceo D’Oria di Genova la giornalista di La Repubblica Erica Manna.

L’intelligenza artificiale, in sigla IA, ma in inglese e nella rete AI, è una disciplina che studia come realizzare sistemi informatici in grado di simulare il pensiero umano. Artificial intelligence management system, Aims, la definisce come capacità di un sistema di mostrare abilità umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività.

Non bisogna pensare a una piccola realtà: dietro all’Ai si nasconde un investimento cospicuo di colossi, come Elon Musk, che insieme a Sam Altman è l’inventore di OpenAI.

Hello World OpenAI: Crafting Accurate ChatGPT-Like... - SAP Community


Indubbiamente rappresenta un enorme passo avanti nelle tecnologie: è in grado di creare assistenti virtuali, generare contenuti paratestuali con semplici descrizioni, ottimizzare i tempi di operazioni aziendali, sviluppare applicazioni innovative.

Un esempio lampante ( e per alcuni inquietante) è il software DeepBrain Ai, in grado di far conversare le persone con i propri defunti, come se fossero ancora vivi, grazie a lunghe interviste rivolte a loro ancora in vita.

Tuttavia, l’Ai non ha solo pregi. Poiché è basata su algoritmi e dati, manca di capacità creative e dell’intuizione umana. In più, per poter apprendere e disporre decisioni in modo efficace, deve essere addestrata con una grande quantità di dati.

Anche l’intelligenza artificiale, basandosi su un calcolo probabilistico nel calcolare la risposta, può sbagliare: ad oggi può dare informazioni imprecise o totalmente errate, specialmente in ambito scientifico.

E poi restano da risolvere alcuni temi di grande importanza: come salvaguardare la privacy? Come tutelare i diritti degli autori dei materiali da cui l’Ai attinge? Sono temi ancora aperti, che a volte portano gli organi di garanzia delle diverse nazioni come l’Italia a bloccare applicazioni simili a Chat GPT.

Oltre a ciò, anche il concetto di politicamente corretto è ancora da perfezionare. Il rischio di immettere dati che contengano intrinsecamente dei pregiudizi (bias) e di condizionare quindi i sistemi di intelligenza artificiale rendendoli inaffidabili, parziali e potenzialmente pericolosi.

In particolare, dopo episodi di pregiudizi contro le donne nere, si è cercato di correggere questa problematica, ottenendo però risposte anacronistiche e decontestualizzate.
Oggi è ancora difficile correggere questo genere di errori, perché alcune nozioni, sono comprensibili solo da una mente umana.

Scandalo” AI ai Sony World Photography Awards
Immagine vincitrice del concorso di fotografia


Un utilizzo non corretto di queste tecnologie può portare ulteriori distorsioni.
I materiali multimediali, audio, foto, video, possono alterare la percezione della realtà. Un esempio è il Sony World Photography Awards, uno dei concorsi fotografici più famosi, vinto da un’immagine generata da un’intelligenza artificiale nella categoria “Creative”. Il vincitore, Boris Eldagsen ha però rifiutato il premio che gli era stato assegnato, affermando di aver voluto lanciare una provocazione .

Per non parlare delle attualissime elezioni statunitensi: i sostenitori del candidato Donald Trump hanno generato immagini che lo ritraggono circondato da una comunità di afroamericani, per spingere una narrazione che faccia sembrare il tycoon popolare anche in questa fetta enorme di popolazioneLe foto di Trump abbracciato ai sostenitori afroamericani: “Generate con  l'IA per influenzare l'elettorato nero” - la Repubblica

Infatti, come riporta il New York Times, nelle elezioni del 2020, i gruppi di neri americani hanno rappresentato un ostacolo insormontabile per l’imprenditore che non è riuscito ad aver il secondo mandato, in quanto ben il 92% di loro aveva votato Joe Biden.

 

Non mancano, poi, immagini diffamatorie come quella che ha visto raffigurata Taylor Swift in una foto con contenuti sessualmente espliciti, generata interamente con l’intelligenza artificiale. Questo avvenimento ha allarmato persino la Casa Bianca.

 Un altro episodio preoccupante riguarda il regime di Putin, che il 1 marzo al funerale di Navalny, ha attuato la schedatura facciale dei partecipanti.

Per frenare gli effetti pervasivi di questa tecnologia, è in preparazione una prima norma dell’Ue, Ai Act. Questa nuova legge, che entrerà in vigore tra due anni, vieterà i sistemi di identificazione biometrica (Rbi) e l’utilizzo di dati sensibili.

Solo la fantascienza era mai riuscita a immaginare una rivoluzione così ampia. Però, come aveva già previsto Stanley Kubrik in “2001 Odissea nello spazio” nel 1968, anche le macchine possono sbagliare, e lo fanno spesso. Forse l’intelligenza artificiale non è ancora così intelligente.

L’IA: il nuovo fronte della politica

Potenzialità o pericolo per la democrazia ?

Di Egle Gatto e Pietro Barosso, classe 3B

L’uso dell’IA, intelligenza artificiale, sta diventando sempre più diffuso anche a fini politici, tanto da suscitare un acceso dibattito tra coloro che ne lodano le potenzialità e quelli che ne temono gli abusi. Questa tecnologia, capace di elaborare enormi quantità di dati e di apprendere da essi, offre una vasta gamma di strumenti che possono essere impiegati per influenzare le opinioni pubbliche, gestire le campagne elettorali e prendere importanti decisioni politiche.

Tuttavia, la sua applicazione solleva anche una serie di preoccupazioni in merito all’aspetto della privacy, della manipolazione delle informazioni e della trasparenza riguardo al processo decisionale. Da un lato, l’utilizzo dell’IA in ambito politico può condurre a una maggiore efficienza nella gestione dei processi decisionali, consentendo ai politici di analizzare dati complessi e di formulare proposte politiche più mirate ed efficaci.

Ad esempio i sistemi di analisi predittiva possono aiutare a prevedere i risultati elettorali e a identificare i problemi che maggiormente preoccupano gli elettori, consentendo ai candidati di adattarvi le proprie strategie di campagna.

Tuttavia, l’uso dell’lA solleva anche gravi preoccupazioni in termini di manipolazione delle informazioni e di controllo dell’opinione pubblica. Il rischio è che l’algoritmo venga adoperato per provocare volontariamente disinformazione, per manipolare i social media e per influenzare l’opinione pubblica a proprio vantaggio.

 

Inoltre, l’IA potrebbe essere impiegata per profilare gli elettori e inviare loro messaggi personalizzati, creando una bolla informativa con l’obiettivo mirato a eliminare la diversità di opinioni, compromettendo il dibattito democratico. Un’altra criticità riguarda il tema della trasparenza e dell’accountability, (cioé della rendicontabilità e tracciabilità) nell’uso dell’lA in contesto politico.

Mentre i politici possono trarre vantaggio dall’automatizzazione dei processi decisionali, è essenziale che tali scelte siano quanto più trasparenti e soggette ad una supervisione a livello pubblica. Ciò richiede normative rigorose che regolamentino l’uso dell’lA in politica e che garantiscano la protezione dei diritti fondamentali dei cittadini. Un esempio controverso dell’uso dell’lA è rappresentato dall’impiego di sistemi di microtargeting durante le campagne elettorali. Tali sistemi utilizzano algoritmi per analizzare i dati degli elettori e inviare loro messaggi personalizzati in base alle loro ideologie e convinzioni, soprattutto in ambito socio-culturale. Se da un lato ciò può aumentare l’efficacia delle campagne elettorali, semplificandone lo svolgimento, dall’altro solleva gravi preoccupazioni in termini di privacy e di manipolazione dell’opinione pubblica.

Per affrontare tali problematiche è necessario un approccio multilaterale che coinvolga governi, organizzazioni sovranazionali, della società civile ed esperti del settore. È fondamentale sviluppare normative e linee guida chiare riguardo l’uso dell’lA in politica, garantendo la trasparenza, la chiarezza e il rispetto dei diritti fondamentali del cittadino. Allo stesso modo, è importante investire nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui rischi associati all’uso dell’lA e promuovere una cultura digitale che favorisca il pensiero critico e l’empowerment individuale. L’uso dell’intelligenza artificiale in politica prospetta dunque sia potenzialità che sfide significative.

Mentre questa tecnologia può migliorare l’efficienza dei processi decisionali e delle campagne elettorali, è fondamentale garantire che il suo impiego avvenga nel rispetto dei principi della democrazia e dei diritti umani.

Solo attraverso un approccio responsabile e collaborativo è possibile massimizzare i benefici dell’IA in ambito politico, riducendo parallelamente i rischi di abusi e manipolazioni.

 

L’IA: il nuovo fronte della politica

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Potenzialità o pericolo per la democrazia ?

Di Egle Gatto e Pietro Barosso, classe 3B

L’uso dell’IA, intelligenza artificiale, sta diventando sempre più diffuso anche a fini politici, tanto da suscitare un acceso dibattito tra coloro che ne lodano le potenzialità e quelli che ne temono gli abusi. Questa tecnologia, capace di elaborare enormi quantità di dati e di apprendere da essi, offre una vasta gamma di strumenti che possono essere impiegati per influenzare le opinioni pubbliche, gestire le campagne elettorali e prendere importanti decisioni politiche.

Tuttavia, la sua applicazione solleva anche una serie di preoccupazioni in merito all’aspetto della privacy, della manipolazione delle informazioni e della trasparenza riguardo al processo decisionale. Da un lato, l’utilizzo dell’IA in ambito politico può condurre a una maggiore efficienza nella gestione dei processi decisionali, consentendo ai politici di analizzare dati complessi e di formulare proposte politiche più mirate ed efficaci.

Ad esempio i sistemi di analisi predittiva possono aiutare a prevedere i risultati elettorali e a identificare i problemi che maggiormente preoccupano gli elettori, consentendo ai candidati di adattarvi le proprie strategie di campagna.

Tuttavia, l’uso dell’lA solleva anche gravi preoccupazioni in termini di manipolazione delle informazioni e di controllo dell’opinione pubblica. Il rischio è che l’algoritmo venga adoperato per provocare volontariamente disinformazione, per manipolare i social media e per influenzare l’opinione pubblica a proprio vantaggio.

 

Inoltre, l’IA potrebbe essere impiegata per profilare gli elettori e inviare loro messaggi personalizzati, creando una bolla informativa con l’obiettivo mirato a eliminare la diversità di opinioni, compromettendo il dibattito democratico. Un’altra criticità riguarda il tema della trasparenza e dell’accountability, (cioé della rendicontabilità e tracciabilità) nell’uso dell’lA in contesto politico.

Mentre i politici possono trarre vantaggio dall’automatizzazione dei processi decisionali, è essenziale che tali scelte siano quanto più trasparenti e soggette ad una supervisione a livello pubblica. Ciò richiede normative rigorose che regolamentino l’uso dell’lA in politica e che garantiscano la protezione dei diritti fondamentali dei cittadini. Un esempio controverso dell’uso dell’lA è rappresentato dall’impiego di sistemi di microtargeting durante le campagne elettorali. Tali sistemi utilizzano algoritmi per analizzare i dati degli elettori e inviare loro messaggi personalizzati in base alle loro ideologie e convinzioni, soprattutto in ambito socio-culturale. Se da un lato ciò può aumentare l’efficacia delle campagne elettorali, semplificandone lo svolgimento, dall’altro solleva gravi preoccupazioni in termini di privacy e di manipolazione dell’opinione pubblica.

Per affrontare tali problematiche è necessario un approccio multilaterale che coinvolga governi, organizzazioni sovranazionali, della società civile ed esperti del settore. È fondamentale sviluppare normative e linee guida chiare riguardo l’uso dell’lA in politica, garantendo la trasparenza, la chiarezza e il rispetto dei diritti fondamentali del cittadino. Allo stesso modo, è importante investire nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui rischi associati all’uso dell’lA e promuovere una cultura digitale che favorisca il pensiero critico e l’empowerment individuale. L’uso dell’intelligenza artificiale in politica prospetta dunque sia potenzialità che sfide significative.

Mentre questa tecnologia può migliorare l’efficienza dei processi decisionali e delle campagne elettorali, è fondamentale garantire che il suo impiego avvenga nel rispetto dei principi della democrazia e dei diritti umani.

Solo attraverso un approccio responsabile e collaborativo è possibile massimizzare i benefici dell’IA in ambito politico, riducendo parallelamente i rischi di abusi e manipolazioni.

 

Una nuova realtà

di Matilde Tesini 3b

Il 26 marzo gli studenti di alcune classi del Liceo D’Oria hanno incontrato Maria Emanuela Oddo, archeologa e project manager per l’azienda  ETT S.p.a di Genova, la quale ci ha parlato del suo percorso lavorativo e delle nuove tecnologie che ormai fanno parte della nostra vita.

L’archeologa ci ha spiegato che, dopo la laurea e un master in Analisi e Gestione dei Beni Culturali presso l’università di Lucca, ha deciso di approfondire la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie per valorizzare il patrimoni artistico e culturale e ha avuto così l’opportunità di collaborare con numerose associazioni locali e successivamente con il Parco Archeologico di Paestum in Campania per la realizzazione di mostre.

Poi si è trasferita i Liguria per lavorare per EET S.p.a, una delle principali aziende, con sede a Genova, nel settore della consulenza e del  supporto tecnologico. La  società offre una vasta gamma di servizi tra cui l’innovazione in ambito culturale e sviluppo software. Inoltre propone a realtà museali e culturali  un utilizzo efficace delle tecnologie innovative per valorizzarsi e promuoversi.

Ciò che caratterizza l’azienda è la realizzazione di App da viaggio, da essa gestite , che permettono al visitatore di ottenere in breve tempo molte informazioni dettagliate sui vari monumenti visitati .

 

 

Visita in un museo attraverso la realtà aumentata

ETT si sta specializzando anche nell’ambito della realtà virtuale, proponendo esperienze di realtà immersiva  da gestire con visori 3D, gli stessi utilizzati  per i videogiochi.

L’azienda lavora su due filoni fondamentali, il primo è la produzione cinematografica e il secondo la realtà  virtuale, per permettere di accedere anche virtualmente alle realtà museali, consentendo tale esperienza  anche a persone che non si possono spostare ,come gli anziani nelle case di riposo, i disabili motori  o i carcerati.

Sono importanti anche i Totem sparsi per la città, ovvero i dispositivi dotati di monitor performanti di grandi dimensioni  ideali per diffondere informazioni in modo efficace. La loro progettazione è complessa e richiede la collaborazione di molte professionalità diverse.

Totem sparsi per la città

“Non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano’’

 

Esplorare l’intricato labirinto dell’evoluzione: il Darwin Day 2024 al Liceo D’Oria

di Sara Mercurio e Ginevra Venturi, 3D

 

Il 12 Febbraio, il Liceo D’Oria di Genova ha celebrato il Darwin Day, già ospitato l’anno precedente, per ricordare la nascita dello scienziato e biologo Charles Darwin, che formulò la teoria dell’evoluzione della specie. I partecipanti, studenti e non solo, hanno avuto l’opportunità di esplorare la teoria darwiniana attraverso gli interventi di Domenico Saguato, del centro di documentazione ‘’Logos’’, docente e divulgatore scientifico, e di Silvano Fuso, del gruppo CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), docente e ricercatore scientifico: nello specifico, i due relatori hanno affrontato i temi dell’irrazionalità dell’uomo e del concetto di violenza e guerra nell’evoluzione della specie umana. Presente, per il corpo insegnanti del Liceo D’Oria, la professoressa Martina Savio, che ha  introdotto la conferenza.

Il primo a intervenire è stato Saguato, che ha iniziato parlando  dell’evoluzione dell’essere umano, analizzando la sua diversità rispetto agli scimpanzé: con il 99% di patrimonio genetico condiviso, ciò che ci rende umani va oltre la similitudine genetica. Ha fatto inoltre riferimento alla storia dell’uomo preistorico, partendo dall’analisi dell’uomo di Neanderthal, estinto 40,000 anni fa. Diverse prove suggeriscono rapporti intimi tra Neanderthal e l’essere umano, confermate dal DNA condiviso, ma non del tutto identico. Una delle sostanziali differenze tra lo scimpanzé, da cui ci siamo evoluti, e l’essere umano  è l’approccio alla violenza: la capacità di gestire gli istinti violenti è sicuramente uno dei principali fattori che ha permesso di delineare le differenze tra ominidi e animali. L’evoluzione ha permesso a noi esseri umani di essere l’unica specie al mondo in grado di contenerla grazie allo sviluppo della corteccia prefrontale. Il relatore ha poi parlato della diversità che ogni essere umano presenta rispetto ai suoi simili e di come, anche in base al paese in cui si vive, si può distinguere un maggiore sforzo nel cercare di rafforzare le sinapsi presenti nella corteccia. Un esempio lampante è la differenza di tasso annuo di omicidi in due paesi diversi, che hanno valori, culture e leggi diverse l’uno dall’altro. In Giappone la percentuale di omicidi è dello 0,2% all’anno, mentre negli Stati Uniti raggiunge addirittura il 17,3% all’anno.

 Il dibattito sulla nostra evoluzione continua, ma la tesi predominante è che ci siamo auto-addomesticati; un passo fondamentale per la nostra complessa organizzazione sociale. Tuttavia Saguato ha rilevato come prima della rivoluzione neolitica (quindi prima della scoperta dell’agricoltura) non ci siano state guerre, citando la teoria di Karl Marx secondo la quale tutte le guerre nascono dalla proprietà privata dei mezzi di produzione. La violenza umana può essere scaturita da diversi fattori: essendo un meccanismo biologico, da sentimenti come rabbia o paura (si tratta del caso della violenza reattiva). La violenza però non nasce sempre come offensiva; in determinati casi può essere usata come meccanismo di difesa, come metodo di sopravvivenza in situazioni in cui agire violentemente è l’unico modo per continuare a vivere. Al contrario, la violenza perpetrata per conquista alla ricerca di ampliare o mantenere le proprietà è puramente offensiva e ha come scopo quello di ferire la vittima. A questo proposito, durante la conferenza Saguato ha fatto riferimento alle guerre nel mondo antico, parlando di come sia in Grecia che nell’impero Romano uno degli scopi principali delle guerre fosse la conquista degli schiavi (un aspetto sottolineato in particolare dall’eminente storico Luciano Canfora in una recente monografia). Possiamo quindi dire che la guerra è l’espressione più cinica e distruttiva della violenza. Tuttavia, quest’ultima non sempre viene utilizzata al fine di danneggiare il prossimo.

Continua Silvano Fuso, che focalizza l’attenzione sul contrasto alle pseudoscienze e alle “fake news” scientifiche. Sottolinea che la diffusione rapida delle false notizie è facilitata dalle caratteristiche del nostro cervello, spesso orientato emotivamente nelle decisioni. Noi crediamo che le nostre decisioni siano sempre il risultato di un ragionamento, ma in realtà, spesso, le cose stanno diversamente: citando il neuroscienziato Antonio Damasio, Fuso evidenzia che le nostre scelte, quando non sono consapevolmente orientate al senso critico, sono compiute per la maggior parte su base emotiva. Ciò porta a prendere per vere anche informazioni assolutamente false, le quali ci portano a rifiutare le teorie la cui validità è dimostrata, cosa che successe anche con le teorie di Darwin.

Silvano Fuso collega queste peculiarità cognitive alla resistenza a teorie come quella darwiniana, insistendo sul fatto che la razionalità richiede un processo graduale e faticoso per adattarsi al mondo complesso in cui viviamo oggi; paradossalmente, tuttavia, ciò nasce anche da una caratteristica evolutiva: nel cervello umano permangono meccanismi volti ad assicurare la sopravvivenza della specie attraverso il ricorso a decisioni rapide e non mediate dal ragionamento, utili per sfuggire a pericoli immediati (si tratta delle cosiddette euristiche). Egli continua il suo discorso facendo l’esempio delle illusioni ottiche, secondo cui a noi appare un’immagine diversa da quella reale, ed illustrando diverse altre euristiche e bias cognitivi, per esempio l’attribuzione di un fine a oggetti inanimati e dare per buono il primo dato offerto. Noi esseri umani siamo maggiormente predisposti a recepire le fake news, in quanto l’emotività e l’irrazionalità costituiscono un substrato nella nostra mente.

Dalla riflessione sulla nostra interpretazione storica a un’analisi dettagliata delle tracce del nostro passato, passando per i dati genetici e uno sguardo agli altri primati, così come alle forme più antiche di espressione e percezione della coscienza, i due ricercatori hanno commemorato il compleanno di Charles Darwin.