di Amelia Verrini, 2B
Alessandro Manzoni racconta nei Promessi Sposi la peste del 1630 a Milano, descrivendo un clima di terrore e follia, dominato da disinformazione. A distanza di quasi quattro secoli ci si ritrova nelle parole disperate e angosciose della folla milanese del ‘600; infatti l’ultimo decennio è stato caratterizzato da epidemie e pandemie che hanno devastato e terrorizzato l’umanità moderna.
Manzoni scrive dell’incredulità e dell’incertezza delle autorità, le quali spaventate dall’ingente problema, lo hanno sottovalutato, fino a giungere al degrado e al disastro. Nel 2019, quando scoppiò la pandemia globale COVID-19, le istituzioni, ma anche la popolazione trascurarono inizialmente il problema, cercandolo di minimizzare e pensando che fosse una semplice influenza. Come sappiamo, non fu cosi. Questa convinzione e la conseguente sottovalutazione portarono a numerose morti, fino ad arrivare al culmine, con 228 mila nuovi contagiati in sole ventiquattro ore. Fortunatamente l’Italia fu uno dei primi paesi a redigere normative di sicurezza per tutelare i propri abitanti, a costo di essere criticata da diversi media che definirono tali provvedimenti dannosi per l’economia e troppo radicali.
Il romanzo manzoniano, oltre a descrivere i sentimenti del popolo, introduce il lettore alle scarse condizioni igieniche che aumentarono e diffusero di più l’epidemia. Lo stesso problema è stato all’origine dell’epidemia di Ebola in Africa; tale virus provoca febbre alta ed emorragie interne e venne scoperto nel 1976, ma gli anni peggiori furono quelli del 2014-2016, quando un bambino, Emile Ouamouno, si infettò a causa di una colonia di pipistrelli nel suo villaggio che diffusero il male. Tutti coloro che interagirono con Emile furono contagiati e, a causa del degrado ambientale del villaggio, il virus si diffuse ancora più velocemente.
Nelle ultime settimane si è divulgata la notizia di una nuova possibile epidemia ovvero l’Hantavirus, trasmesso attraverso roditori in una nave da crociera.
La peste del ‘600 scoppiò a causa di un batterio, la Yersinia pestis, trasmesso dalle pulci dei ratti. Manzoni aggiunge inoltre che l’epidemia fu anche causata dai movimenti delle truppe imperiali, i lanzichenecchi, che partendo dalla Germania, attraversando le Alpi, diffusero la malattia nei paesi nord-italici. In questi giorni si stanno cercando di prendere misure di sicurezza per contenere la trasmissione del virus. Nei Promessi Sposi, Manzoni racconta che inizialmente i malati venivano “murati” in casa, così da non propagare ulteriormente la peste; successivamente furono condotti in luoghi di isolamento, ovvero il lazzaretto, dove in un ambiente sudicio e disumano, morivano ogni giorno migliaia di persone. Ancora oggi misure preventive e isolamento sono spesso indispensabili.
Le pandemie ed epidemie sembrano ricorrere inesorabilmente, accomunando ogni epoca storica, ma grazie all’intervento della scienza questi virus non sono più sottovalutati per ignoranza. La ricerca approfondisce le proprie conoscenze ogni giorno. E la peste manzoniana rimarrà sempre una grande testimonianza del degrado sociale e politico a cui si può giungere quando politica e società rinunciano alla ragione, alla scienza, alla responsabilità.

