di Martina Moggia, 2B

Quanti posti di lavoro spariranno a causa della IA? Nelle Big Tech la scomparsa dei lavoratori è già una realtà.

Nel mondo del lavoro si sente sempre più spesso parlare di intelligenza artificiale e sui giornali si moltiplicano le notizie di licenziamenti di massa. Secondo un’indagine del World Economic Forum, il 41% dei datori di lavoro ha già in programma la riduzione del personale a favore della IA.

Il 20 maggio 2026 la società Meta, che controlla Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger, ha licenziato ottomila dipendenti in tutto il mondo e, in particolare a Milano, sono stati annunciati 33 esuberi.

Questo piano, annunciato nelle scorse settimane, è legato ai massicci investimenti nell’intelligenza artificiale ed è diventato realtà con l’avvio delle procedure nei paesi in cui Meta è presente, a partire dagli Stati Uniti.

Come riportato dal New York Times, i licenziamenti sono iniziati da Singapore, dove alle 4 del mattino, ora locale, migliaia di dipendenti hanno ricevuto una e-mail che comunicava la fine del rapporto di lavoro. Nelle ore successive, dipendenti in Gran Bretagna, Stati Uniti e in altri paesi hanno ricevuto la stessa comunicazione.

E’ nata una petizione interna contro un nuovo programma di Meta dedicato alla raccolta e all’utilizzo dei dati dei dipendenti per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale. Benché tale utilizzo di dati fosse stato comunicato dall’Azienda, alcuni lavoratori sostengono che siano state rese accessibili anche conversazioni personali, in violazione della loro privacy.

Sono state create quattro nuove divisioni concentrate sullo sviluppo di strumenti e applicazioni basati sulla IA. In esse sono stati trasferiti 7000 dipendenti.

Anche altre società, come Microsoft, Google, Amazon e Paypal, hanno scelto di investire nell’intelligenza artificiale.

Microsoft ha avviato riorganizzazioni del proprio business e ha investito miliardi di dollari in OpenAI, incorporando efficacemente l’intelligenza artificiale generativa nel suo motore di ricerca Bing.

Google continua lo sviluppo dei suoi modelli di intelligenza artificiale Gemini, effettuando investimenti e collaborazioni con altre società di rilievo come quella stretta con Anthropic.

 

Nel frattempo il settore tecnologico affronta una fase di ristrutturazione; Amazon ha eliminato circa 30.000 ruoli aziendali attraverso due cicli di licenziamenti tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Paypal sta integrando i propri programmi con l’intelligenza artificiale, causando il taglio di circa 5000 posti di lavoro.

L’intelligenza artificiale è un’innovazione che non può essere fermata né evitata, anche se comporta l’eliminazione di posti di lavoro. La soluzione non è quindi bloccare la tecnologia, ma trovare un equilibrio per cercare di tutelare i diritti dei lavoratori.