Notte nazionale dei licei classici: Il gioco di carte dell’Olimpo

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Jacopo Di Leo, Francesco Ricci, Ludovico Carpaneto 2B

Presso il liceo classico Andrea D’Oria, il 17 gennaio, durante la notte nazionale dei licei classici, per intrattenere un pubblico che – come da tradizione – è stato numerosissimo, molti giochi, spettacoli e attività sono stati organizzati dagli studenti delle varie classi

Abbiamo seguito il progetto organizzato dalla classe 2ˆH, che ha organizzato un gioco interattivo, “Le carte dell’Olimpo”, nel quale gli spettatori venivano divisi in due squadre che dovevano, grazie a brevi filastrocche in rima recitate dagli alunni, indovinare il nome della divinità rappresentata.  Chi indovinava il nome della divinità otteneva un punto; chi accumulava più punti, vinceva.

Ecco il  nostro videoservizio: https://www.youtube.com/watch?v=dGafrImGV9Y

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

Anche al liceo classico si canta e si recita!

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Poesie, canzoni, coreografie e monologhi comici hanno intrattenuto gli ospiti nella prima parte della “Notte nazionale del liceo classico”

Di Stefano Memore, Anna Giacon, Sergio Bolog e Giulia Marcianò (2B)

 

Venerdì 17 gennaio, al liceo classico Andrea D’Oria, si  è tenuta la sesta edizione della notte nazionale del liceo classico.

Nel corso della prima parte della serata, il pubblico ha avuto modo di assistere a numerose esibzioni dei giovani talenti della scuola. In questo video è riportato l’inizio della notte, in cui numerosi allievi hanno sfoggiato le loro doti canore e oratorie.

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Rosalind Franklin: la storia di una scienziata screditata

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Di Giulia Dellacasa e  Ilaria Penco, classe 2B

La VI edizione della Notte Nazionale dei Liceo Classico, progetto idealizzato dal professore di lingue antiche Rocco Schembra, ha coinvolto quest’anno più di 430 licei classici italiani, che hanno aperto i cancelli ai ragazzi la notte del 17 gennaio 2020 tra le 18:00 e le 24:00. Le diverse esibizioni e spettacoli messi in scena dal Liceo classico Andrea D’Oria di Genova hanno avuto come filo conduttore il tema dell’amore, nelle sue diverse sfumature.

La classe 3E, indirizzata al potenziamento delle discipline scientifiche, ha portato sul palco l’amore per il lavoro e per la scienza mettendo in scena la storia vera di Rosalind Franklin, una brillante scienziata, oggi quasi sconosciuta benché autrice della celeberrima foto 51, immagine di diffrazione dei raggi X del DNA.

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Una notte al D’Oria: cortometraggi fantastici

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Di Alessia Gerini e Giulia Zambrano 2B

A Genova il 17 gennaio ha avuto luogo la notte nazionale dei licei classici. Un’occasione incredibile in cui gli studenti mostrano la bellezza della cultura classica e le attività svolte nel corso dell’anno scolastico con l’aiuto dei docenti, mettendo in campo la propria creatività  e le proprie passioni.

Nel  videoservizio, il progetto della classe 2F (liceo classico ad indirizzo artistico espressivo), che ha presentato una mini rassegna: sei brevi cortometraggi di genere fantastico interamente realizzati dagli alunni, dallo script, alla regia, dal montaggio alla recitazione.

 

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Racconto fantastico e cortometraggio nella Notte del Liceo Classico A.D’Oria

di Elia Pepe 1D

Il 17 gennaio 2020 il liceo classico Andrea D’Oria ha partecipato alla VI edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico insieme ad altri 436 Licei Classici sparsi per tutta l’Italia. Durante questa serata, da oltre sei anni, i licei classici che vi aderiscono aprono le porte dalle 18:00 alle 24:00 a chiunque voglia assistere alle varie esibizioni degli studenti dei rispettivi licei.

Al liceo D’Oria la serata si è divisa in due parti, durante la prima si sono esibiti in Aula Magna diversi studenti con balletti, canzoni e poesie; nella seconda parte invece alcune classi, nelle proprie aule, si sono esibite presentando la loro performance a chiunque entrasse. Attraverso il social network Twitter, una parte degli alunni e dei professori dell’indirizzo umanistico, si sono occupati di condividere in tempo reale sulla piattaforma le foto e le informazioni relative alla serata (inviate dagli alunni reporter che giravano per la scuola). I reporter avevano come compito di assistere alle esibizioni, intervistare i presenti, e successivamente scrivere degli articoli su quanto avevano visto. In qualità di reporter mi è stato assegnato il compito di assistere alla rassegna di cortometraggi, di genere fantastico, svolti dagli alunni della 2F.

Il tutto si è svolto nell’aula della 1F che una volta iniziata la rassegna si è subito riempita di gente. Due alunni ci hanno accolto con una breve introduzione su quello che era il lavoro che avevano svolto spiegandoci che la classe si era divisa in piccoli gruppi per realizzare una serie di cortometraggi tutti obbligatoriamente di genere fantastico. Lo spirito, Trust, Doppelgänger, La nuit de Gênes, I tre anelli: questi erano i titoli dei corti presentati, duravano tutti intorno ai 5 o 10 minuti circa e si distinguevano nei sottogeneri di cui facevano parte che variavano dall’horror, come ad esempio I tre anelli, allo storico-biografico come ad esempio La nuit de Gênes, che racconta della crisi esistenziale che il poeta Paul Valery vive durante il suo soggiorno a Genova. Nonostante si siano presentati dei problemi relativi all’audio, che hanno reso spesso difficile seguire la trama dei corti, è stata un’esperienza molto divertente e affascinante e spero che in futuro verrà riproposta.

Una notte al Liceo

di Angelica Marcenaro e Valentina Martini Donati

 

L’evento certamente più atteso da tutti gli studenti dei Licei Classici d’Italia, in quanto proposta tra le più innovative nella scuola degli ultimi anni, è la Notte nazionale del Liceo Classico, che si è svolta per la sesta volta Venerdì 17 gennaio in tutta Italia. Tutti gli Istituti partecipanti hanno aperto in contemporanea le loro porte dalle 18:00 alle 24:00, in modo da permettere alla cittadinanza di assistere a svariate performance, quali maratone di letture di poeti antichi e moderni, brevi drammatizzazioni in italiano e in lingua straniera, esposizioni d’arti plastiche e visive, concerti ed attività musicali, presentazioni di cortometraggi, esperimenti scientifici, e quant’altro possa essere legato alla cultura, in particolar modo quella classica.

Anche Genova, naturalmente, ha partecipato a questo importantissimo evento, con i principali Licei cittadini fieri di portare avanti quest’idea innovativa.

Al Liceo Andrea D’Oria sono state organizzate numerose performance di grande interesse; solo per citarne qualcuna, ricordiamo “Amor ch’a nullo amato“,una raccolta di liriche e canzoni d’amore di Saffo presentata dalla 2F; “L’Atene che non ti aspetti“, una riduzione teatrale da “Per Eufileto” di Lisia, presentata al pubblico dalla 4F; un Power Point sulla figura di Afrodite nell’arte, creato da un’alunna di 4F; sicuramente uno dei progetti che ha riscosso più successo è stato il murale creato da alunni di più classi dell’indirizzo artistico-espressivo insieme all’artista Stevo rappresentante “Amore e Psiche”.

Quanto avvenuto nella classe IV G, nella quale gli alunni maschi, sotto l’egida della professoressa Solinas, hanno presentato la descrizione di uno  dei protagonisti delle novelle del libro di Geoffrey Chaucer “The Canterbury Tales”, ha divertito il pubblico per l’allestimento particolare molto “casalingo” ma, allo stesso tempo, assai efficace nella descrizione della stravagante protagonista, ossia “The wife of Bath”. Essa è una donna di attitudine mondana del Medioevo che, sposatasi 5 volte, viaggia libera e indipendente per intraprendere pellegrinaggi religiosi . Per rappresentarne il carattere, 4 ragazzi recitavano a turno un breve testo in inglese che descriveva i dettagli dell’abbigliamento della signora e in contemporanea uno studente, vestito con improbabili abiti femminili, mimava le descrizioni dei compagni. La scenografia, decisamente artigianale, era costituita da una scrivania che fungeva da corpo del cavallo usato per gli spostamenti della signora in questione. La testa dell’equino non era altro che un gioco per bambini incastrato sotto il piano della scrivania. Nonostante la semplicità della scenografia i ragazzi hanno creato un’atmosfera coinvolgente, resa ancora più toccante della musica del violino suonato da una studentessa della classe.

Al termine della rappresentazione abbiamo intervistato i protagonisti.

Da dove deriva la scelta di questa novella?

Sicuramente il nostro interesse verso l’inglese è stato uno dei moventi principali, inoltre in classe avevamo trattato questa novella solo superficialmente, mentre con questa rappresentazione, durante la magica notte bianca, abbiamo avuto modo di conoscere più a fondo la cosiddetta “Wife di Bath”. Siamo comunque molto fieri di aver rappresentato un autore così importante come Chaucer.

In che modo la donna di Bath può assomigliare alla donna moderna?

La wife of Bath, pur essendo un personaggio del medioevo, ha in se’ caratteristiche moderne come la voglia di emancipazione e di indipendenza che poi ha denotato le lotte femministe avvenute fino ad oggi.

Cosa vi ha lasciato questa esperienza?

Ci siamo divertiti molto, abbiamo capito che applicarsi all’apprendimento di una materia non vuol dire solo stare sui libri ma mettersi alla prova anche con rappresentazioni teatrali come questa. Inoltre siamo entrati in contatto con un mondo che apparentemente può sembrare noioso, fuori dai nostri interessi dimostrando che non è cosi. Una delle cose più importanti che abbiamo appreso è stata l’esigenza delle donne fin dai tempi antichi  di raggiungere l’uguaglianza con l’uomo.

L’amore in varie epoche

di Gaia Castellini, 1B

Pochi giorni fa, il 17 gennaio 2020, si è svolta la Notte Nazionale dei Licei Classici, cioè una serata durante la quale tutti i licei classici d’Italia rimangono aperti al pubblico e gli studenti si esibiscono in performance di qualsiasi genere mostrando i loro talenti e cercando di far comprendere il più possibile il mondo classico agli spettatori.

Anche il liceo D’Oria ha partecipato a quest’evento mettendo in piedi una serata indimenticabile. Tra le varie classi che si sono esibite possiamo trovare la 2F, la quale ha messo in scena uno spettacolo dal titolo “Amor ch’a nullo amato“. Questo celebre verso è tratto dalla Divina Commedia, più precisamente dal V canto dell’Inferno, nel quale i protagonisti sono Paolo e Francesca, cioè due innamorati intrappolati nel 2°girone dell’Inferno in balia di una tempesta di vento come pena del contrappasso per punire la forte passione d’amore che hanno avuto in vita. “E’ proprio da una frase così importante sull’amore che siamo voluti partire per parlare di quest’ultimo in diverse epoche” dice la professoressa Pansardi che si è occupata della realizzazione di questo spettacolo. Infatti esso aveva come filo conduttore l’amore che è stato trattato nelle diverse epoche. Dopo aver parlato della Divina Commedia i ragazzi ci hanno fatto ascoltare una canzone di di Antonello Venditti intitolata “Ci vorrebbe un amico” nella quale si cita il verso dantesco, successivamente hanno parlato di Gaio Valerio Catullo e del suo amore per Lesbia citando i carmina 5, 8, 70, 51 e 85, leggendone anche dei versi in lingua originale. A questo punto ci hanno fatto ascoltare una interpretazione musicale dell’ode 31 di Saffo proposta da Roberto Vecchioni ad uno spettacolo televisivo di Gianni Morandi, definita dal cantautore, la prima canzone d’amore della storia

A concludere lo spettacolo ci hanno fatto ascoltare un’altra canzone, cioè “Compagno di scuola“, di Venditti, il cui testo raccoglie una critica a quegli ideali traditi che a volte purtroppo accompagnano l’ingresso alla vita adulta, quando si dimenticano le ispirazioni culturali e intellettuali, i sogni e i progetti maturati al liceo. Infatti in quegli anni, tra i banchi, il tema dell’amore e dell’innamoramento (il riferimento della canzone è a Paolo e Francesca)  restituisce il senso di cercare una vita appassionata per non diventare compagni di niente.

Assistere a quest’esibizione è stato molto interessante poiché, al di là dei temi trattati, traspariva l’emozione dei ragazzi nel mettere in scena un qualcosa a cui tenevano e per il quale hanno lavorato per diverse settimane, inoltre il loro entusiasmo e la loro voglia di fare ha coinvolto l’intero il pubblico.