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1917
Di Francesco Ricci II B.
1917 ė un film del regista Sam Mendes uscito nel 2019 , un film di guerra.
Nell’aprile del 1917, due soldati inglesi, Tom e William , vengono scelti per una missione speciale: sul fronte occidentale gli inglesi vogliono attaccare i tedeschi che sembrano battere in ritirata, ma in realta ė una trappola.
Le linee telefoniche sono interrotte e i due giovani soldati devono avvertire la compagnia inglese che si trova oltre Auguste di non sferrare l ‘attacco. Tom e William attraversano i campi di battaglia devastati dalla guerra, purtroppo però Tom viene ferito a morte da un aviatore tedesco da lui soccorso . William decide di portare a termine la missione da solo ad ogni costo per onorare l’amico e salvare migliaia di vite di altri soldati.
Personalmente il film mi ha colpito molto: vediamo attraverso gli occhi del giovanissimo caporale William gli orrori della guerra. Il film ricorda “Niente di nuovo sul fronte occidentale” in cui protagonisti erano i soldati tedeschi. Il momento più toccante arriva quando William raggiunge la compagnia inglese che, in attesa di sferrare l’attacco, è riunita in un bosco e, come in un momento di preghiera, ascolta il canto , che vorrebbe essere di conforto ma in realtà è straziante, di un soldato.
La guerra è terribile, alcuni uomini alimentano la loro violenza con la violenza della guerra, ma altri – molti per fortuna – reagiscono con grande valore, coraggio, umanità ed eroismo.
Ė un film che tutti i ragazzi dovrebbero vedere.
Scalinata Vincenzo Longo: un tributo alla cultura umanistica
di Maria Vittoria Buzzi e Arianna Strada 1B
Giovedì 13 febbraio si è svolta l’intitolazione della scalinata adiacente il Liceo D’Oria in memoria dell’illustre grecista Vincenzo Longo.
La cerimonia è durata circa un’ora onorando gli studi effettuati dal grecista, coinvolgendo emotivamente il pubblico. Alla commemorazione, era presente la moglie del prof. Longo, Clara Rubbi, a sua volta studiosa e insegnante delle lingue antiche e critica teatrale. Con commozione, ha intrapreso un discorso con cui lodava gli studi del marito e la sua modestia.

Clara Rubbi era visibilmente emozionata nel levare la bandiera che copriva la lastra,in ricordo di suo marito, e ha ripreso a parlare in modo coinvolgente e toccante, al tempo stesso.
Grazie alla disponibilità e gentilezza della professoressa Rubbi siamo riuscite a porle alcune domande.
Perché ritiene che ancora oggi lo studio delle lingue antiche sia importante?
”Perché è la base della nostra cultura; le lingue moderne che oggi si studiano, come tedesco e inglese, non hanno la base del greco e del latino. Faccio un esempio: quante parole noi troviamo nella medicina? Se voi leggete i famosi “bugiardini” ci sono tante parole che si capiscono attraverso il greco. Anche la parola φάρμακον(fàrmacon) è una parola greca. Possiamo, inoltre, risalire al significato di numerosi lemmi proprio grazie al greco e al latino. Posso dire, in conclusione, che queste due lingue antiche non sono morte, ma vigenti.”
Sappiamo che si è dedicata alla scrittura, alla critica teatrale ed all’insegnamento, qual è tra tutti i mestieri, quello che più l’affascina?
“Sono tre mestieri completamente diversi; il rapporto con i ragazzi è un rapporto speciale, io avevo un legame molto amichevole ed unico con loro pur mantenendo i limiti della disciplina. Pensate che addirittura, alcuni miei ex alunni mi mandano gli auguri di Natale dopo 50 anni. Il teatro invece mi piace molto e mi allarga le idee. Il teatro è un modo per togliersi dall’isolamento, perché a differenza della visione di programmi televisivi, in cui il soggetto, la maggior parte delle volte, è da solo, a teatro si è in mezzo alla gente, in compagnia. Il teatro è un vivere insieme agli altri, infatti hai la possibilità di commentare lo spettacolo con gli altri spettatori, è una condivisione di gioie e dolori.”
Ci può raccontare una memoria di suo marito, al fine di farlo rivivere?
”Mio marito era un uomo molto buono e gentile, non mi ha mai detto di no. Mi ha sempre lasciato fare ciò che desideravo, non per sottomissione, ma per il piacere di accontentarmi. Noi in 50 anni di matrimonio non abbiamo mai litigato, come ho già detto nel discorso fatto in precedenza, anche perché era impossibile litigarci”
Noi siamo alunni del liceo classico con indirizzo umanistico, siamo molto interessate al suo mestiere di critico teatrale e volevano sapere se in futuro potesse venire nella nostra scuola per parlarne.
”Si, molto volentieri. Sarei molto felice di trasmettervi la mia passione e la profonda bellezza del teatro. È molto importante avere e saper esprimere le proprie opinioni anche attraverso la scrittura.”
I nostri più sentiti ringraziamenti vanno alla signora Clara Rubbi che ha dedicato del tempo per rispondere esaustivamente alle nostre domande, anche incoraggiandoci a portare avanti gli studi intrapresi delle lingue classiche.
“Ambiente ed energia al quadrato”: un’associazione per il recupero del patrimonio ambientale e culturale di Genova
di Anna Di Paola, Asia Simonelli, Giorgia Marchetti, 1B

Giovedì 13 Febbraio, la scalinata adiacente all’istituto comprensivo D’Oria Pascoli è stata intitolata alla memoria dell’illustre grecista Vincenzo Longo, che ha dedicato tutta la sua vita allo studio delle materie umanistiche e alla traduzione del greco antico.

Durante la cerimonia per l’inaugurazione, il vicesindaco del comune di Genova ha tenuto un breve discorso, seguito poi da quello della signora Longo, che ha raccontato alcuni aneddoti riguardanti il marito, da lei descritto come un uomo dolce, umile e amato da tutti i suoi alunni.

Sono inoltre intervenute due studentesse, provenienti rispettivamente dal liceo classico Andrea D’Oria e dalla scuola media D’Oria Pascoli, che hanno parlato dell’importanza della cultura classica e del rispetto dell’ambiente.

Alla cerimonia erano presenti anche la presidentessa e la vicepresidentessa dell’associazione “Ambiente ed energia al quadrato“, che si sono occupate della pulizia della scalinata e hanno dato la loro disponibilità per un’intervista:
Di che cosa si occupa la vostra associazione?
«Ci occupiamo prevalentemente del cimitero di Staglieno e della sua valorizzazione. Vogliamo infatti che le persone capiscano che non si tratta solo di un cimitero, evidenziando quindi il suo bellissimo lato culturale. Stiamo mettendo in pratica vari progetti per raggiungere il nostro obbiettivo; pensiamo ad esempio di mettere a disposizione dei turisti gli orari degli autobus, appendendo dei cartelli per cercare di facilitare loro l’arrivo».
Oltre a questo, avete in mente altri progetti?
«Sì, abbiamo in mente molti altri progetti. È evidente ormai l’enorme problema dell’inquinamento -basti pensare a tutti i fiori di plastica posti sulle tombe che, durante le giornate ventose, vengono spazzati via, finendo per terra- e, perciò, vogliamo invitare i giovani a mantenere pulito il cimitero, organizzando apposite giornate, per esempio durante i weekend, per raccogliere tutti i rifiuti che inquinano il territorio».
Quale valore date al recupero di queste parti della città?
«Un valore importantissimo. Avendo questa vasta gamma di beni culturali, pensiamo sia giusto valorizzarli e metterli in evidenza».
Perché avete deciso di dedicarvi a questo progetto?
«Onestamente, siamo persone che non sono in grado di stare con le mani in mano. Lavoravamo in comune e, essendo ora pensionate, abbiamo deciso di intervenire attivamente per fare in modo di dare un aspetto migliore al cimitero, che, al contrario di ciò che si pensa, non è solo un luogo di dolore. Insieme all’assessore Campora abbiamo perciò iniziato questo percorso, che ora proseguiamo con il vicesindaco Baleari».
Vincenzo Longo: chi sa mantenere vivo l’amore per la cultura
di Noemi Chiasserini 1B
Il 13 febbraio la scalinata tra Via Banderali e Via Brigata Liguria è stata dedicata al grecista genovese Vincenzo Longo, una persona importante per noi studenti del liceo classico. Il professor Longo è l’esempio di qualcuno che ha dedicato tutta la sua vita alla cultura classica, riuscendo a far appassionare tutti i suoi alunni.
Alla cerimonia di intitolazione tra i presenti spiccavano il vicesindaco Stefano Balleari e Clara Rubbi, la moglie del professor Longo.
Quest’ultima, molto commossa, ha voluto ricordare soprattutto il lato umano di suo marito. Sottolineando come nonostante Longo possedesse un enorme bagaglio culturale sia riuscito a rimanere sempre un uomo semplice ed umile. Infatti prima di ogni altra cosa lui era un docente che ha lasciato un segno indelebile nella memoria di tutti quelli che furono i suoi studenti, trasmettendo tutta la sua passione per lo studio della cultura classica.
Al termine dell’inaugurazione abbiamo voluto fare alcune domande al vicesindaco Balleari sull’importanza simbolica di questa intitolazione e su ciò che riguarda l’avvicinamento dei giovani alla cultura.
“Sicuramente è un tributo a una persona che nella sua vita ha cercato, con dei grandi risultati, di far innamorare i propri studenti di una lingua che non è per niente morta che è sempre vitale e che ci serve per approfondire una cultura importante del nostro passato. Spero che qualche ragazzo si domandi chi è Vincenzo Longo e che voglia informarsi. Può essere un primo passo, certamente non è sufficiente, bisogna avere la volontà”
In seguito ha fatto riferimento al discorso di alcuni ragazzi delle medie che hanno ricordato come prendersi cura della pulizia della scalinata debba essere un punto di partenza per curarsi della nostra città in generale:
“C’è un’attenzione particolare da parte dei ragazzi riguardo all’ambiente, perché noi dobbiamo cercare di capire gli errori che sono stati fatti nel passato per lasciare un mondo migliore ai ragazzi che verranno. In questo dobbiamo impegnarci tutti”
Unendo il tema dell’ambiente a quello della cura della città, partendo dal rinnovamento di alcune parti di essa, il vicesindaco espone la teoria delle “broken windows”, secondo la quale una situazione di degrado provoca altro degrado. Lo stesso vale per un’atmosfera di ordine e pulizia che può spingere le persone a comportarsi di conseguenza, fornendo un incoraggiamento per tutti.
Per queste ragioni l’intitolazione della scalinata ad un illustre grecista rappresenta un segno di riscatto per Genova e per tutti coloro che sono legati in qualche modo con la cultura classica, a partire da noi studenti.

Una scalinata simbolo del rilancio urbano e culturale di Genova
di Niccolò Zunino e Simone Maragliano, 1B

Purtroppo i grecisti sono ormai pochi, tuttavia la loro memoria può essere una chiave per spingere i giovani a seguire le loro orme: è per questo che il Comune di Genova ha deciso di intitolare una parte vivente della città, la scalinata che permette l’ingresso all’Istituto Comprensivo Foce, all’illustre professor Vincenzo Longo. Per l’occasione sono state invitate le dirigenti scolastiche della scuola media “D’Oria Pascoli” e del liceo classico “D’Oria”, delle delegazioni di studenti di queste due scuole, le autorità e il vicesindaco Stefano Balleari. La moglie del professor Longo ha tenuto poi un emozionante discorso nel quale ha ricordato la bontà del suo coniuge. Successivamente la parola è stata data a due rappresentanti dei ragazzi delle medie e del liceo, che hanno pronunciato dei discorsi ove spiegavano l’importanza di quest’opera. Infine il vicesindaco Balleari ha argomentato quella che, secondo lui, è la rinascita della nostra città e a conclusione si è mostrato disponibile a rispondere ad alcune nostre domande.
L’intitolazione di questa scalinata all’egregio professor Vincenzo Longo può spronare i giovani a scegliere un percorso di studi classico?
Sicuramente è un tributo ad una persona molto importante nel panorama della cultura classica che ha saputo far appassionare i suoi studenti al greco antico. Poi chiunque passi di qua deve chiedersi: chi è Vincenzo Longo? Questo sarebbe già un passo avanti.

Questo evento può essere un simbolo di rinascita per Genova?
Certamente, poi ci sono anche le aiuole di viale Brigate Partigiane. C’è molta attenzione da parte dei ragazzi per quanto riguarda l’ambiente bisogna dunque cercare di capire quali sono gli errori che sono stati fatti nel passato per cercare di lasciare un mondo migliore alle nuove generazioni. Io poi credo in una teoria detta “Broken Windows”, che dice che dove si trova del degrado il degrado rimarrà, però il tutto può anche funzionare al contrario: quindi se si riesce a migliorare la situazione tutti si sentiranno obbligati a comportarsi meglio.
Una scalinata per la cultura classica e il recupero del territorio
di Giorgia Mori 1B
Il 13 Febbraio 2020, nello spazio adiacente l’edificio scolastico del liceo classico “D’Oria” e della scuola media “D’Oria Pascoli”, si è tenuta l’inaugurazione della scalinata in onore del grecista Vincenzo Longo , che ha dedicato la sua vita allo studio e alla traduzione dei classici. A prendere parte a questa cerimonia sono state molte autorità tra cui il vicesindaco Stefano Balleari, Francesco Vesco, presidente del Municipio del Medio Levante, Federica Cavalleri, assessore del Municipio di Centro-Est, e Claudia Rubbi, moglie del prof. Longo. Il vicesindaco ha ricordato l’illustre grecista e ha poi sottolineato l’impegno del comune in particolare nella tematica della cura e del rispetto verso la città di Genova, che tramite iniziative e futuri rinnovamenti punta ad essere una città migliore. In seguito è intervenuta anche la professoressa Rubbi che, molto emozionata, ha parlato anche di quelli che erano i valori umani del marito; successivamente due alunne del liceo e delle medie hanno sottolineato l’importanza della cultura classica nella formazione, di come sia vista e affrontata dai ragazzi di oggi. Il vicesindaco, a conclusione della cerimonia, ha risposto ad alcune domande.
Secondo lei, l’intitolazione di questa scalinata al professor Longo, può stimolare i giovani classicisti genovesi?
Sicuramente questo è un tributo ad una persona che nel corso della sua vita ha cercato, con grandi risultati, di far innamorare i propri studenti ad una lingua tutt’altro che morta, che ci permette di ragionare e approfondire una cultura importante che c’è stata nel passato. Spero che da parte dei giovani sorga la domanda “Chi è Vincenzo Longo?” e che vogliano informarsi su di lui. Questo è un primo passo che, se seguito dalla volontà, può portare al raggiungimento di importanti traguardi.
Il rinnovamento di questa scalinata è un passo significativo per la rinascita di Genova?
Questo è uno dei tanti simboli della rinascita genovese, le cose su cui stiamo lavorando sono molte, è difficile riuscire a dare delle priorità. In primo luogo, data una particolare attenzione da parte dei ragazzi riguardo all’ambiente, noi tutti ci stiamo impegnando nel capire ciò che si è sbagliato in passato con la finalità di non commettere gli stessi errori e garantire alle generazioni future un mondo migliore, coinvolgendo anche i giovani. Sono convinto che la teoria delle “Broken windows”, funzioni anche al contrario, dove è presente una situazione di ordine e pulizia è più semplice mantenerla, e che sia uno sprono ad avere più rispetto per la città.
Quali sono i prossimi eventi, da voi organizzati, sempre finalizzati ad un miglioramento della città?
Abbiamo varie intitolazioni in programma, la più vicina è quella di una nuova targa, in onore di Aldo Gastaldi altrimenti noto come Bisagno, medaglia d’oro della Resistenza, di cui è in corso la causa di beatificazione da parte dell’ Episcopato genovese. Stiamo curando anche degli altri progetti come quello di mettere una targa dove ha vissuto l’ingegnere Navone. Sono tante le iniziative che si vanno a collocare in quella che vorremmo diventasse “Genova meravigliosa”, una città attrattiva dove si vive bene, dove i cittadini sono contenti di abitare e dove speriamo che ne vengano altri da altre città.
Donne romane: come hanno influenzato la storia
di Aurora Piccardo e Stella Panavija 2^B
Presso il Liceo Classico Andrea D’Oria, tra le tante esibizioni e spettacoli messi in scena per la Notte Nazionale del Liceo Classico, ha avuto luogo lo spettacolo “Le donne romane” ideato dalla professoressa Bottazzi con la partecipazione della 3^F.
Dal vivo ma maledetto amore di Didone, unica donna non romana, alla spregiudicatezza di Lesbia vengono raccontate sotto forma di monologhi otto vicende per cui queste donne sono considerante fondamentali per la storia di Roma.
Ecco il nostro video-servizio:





di Aurora Piccardo e Stella Panavija 2^B