La derisione del fisico, un dramma della nostro tempo

di Giovanni Mozzati 2B.

 

Durante la diretta sul canale youtube  di Diregiovani del 26 Ottobre 2020, alcuni  ragazzi e ragazze hanno espresso il  punto di vista dei giovani riguardo a certe situazioni che dovrebbero essere migliorate. Tra tutti, una ragazza di 15 anni, Giulia Corona, oltre ad aver esposto la sua opinione sul rendere consapevoli i ragazzi rispetto alla vita di tutti i giorni, ha esposto il suo parere su problematiche discriminatorie esistenti anche tra ragazzi e che rispecchiano il mondo degli adulti, come il cyber bullismo, il  body shaming, il bullismo ed il razzismo. In particolare il fenomeno del body shaming sembra spiccare su tutti; questo tipo di discriminazione, al contrario del bullismo o del razzismo, è molto legato al cyber bullismo, infatti si può reputare anche una parte di esso. In entrambi il mezzo è internet, ed in entrambi la vittima subisce violenze psicologiche da parte dell’esecutore tramite siti online. Purtroppo questo fenomeno è  comune anche tra i  ragazzi a causa dello smisurato uso del web, e soprattutto dei social instagram, facebook, twitter, snapchat.La crudeltà del body shaming, la specialità delle donne (verso altre donne) - Il Sole 24 ORE

Ma cos’è il body shaming?

Il body shaming è l’atto di derisione di una persona per le caratteristiche fisiche che non si ritengono entro determinati canoni di bellezza; questo fenomeno può colpire entrambi i sessi sia quello  maschile che  quello femminile.

Purtroppo  ciò non accade solamente a ragazzi comuni ma anche a celebrità, come è successo ad esempio a Los Angeles a Billie Eilish, famosa cantautrice americana 18enne nota oltre che per il suo tipo di musica anche per il suo modo di vestirsi con felpe e giacche molto larghe. Sfortunatamente per lei, è stata ritratta da alcune foto di paparazzi in abiti comuni ed è stato subito attaccato gravemente il suo aspetto esteriore da persone comuni e non fan che non hanno tenuto in conto i sentimenti della persona, eppure lei stessa aveva  fatto una dichiarazione contro il body shaming all’inizio di un suo concerto per cercare di diminuire gli insulti di questo tipo e di sensibilizzare le persone su questo argomento.

Nonostante tutto, ci sono figure di riferimento in questa lotta contro il body shaming, ad esempio Armine Harutyunya e Alessandro Michele, rispettivamente modella e direttore creativo di Gucci, una delle case di moda più famose al mondo. Il loro ruolo è stato chiave, infatti la modella era ritenuta troppo brutta e non rientrava nei canoni di bellezza per sfilare sulle passerelle e quindi di seguito è stata attaccata pesantemente con insulti sessisti ed ingiurie, ma Michele, nonostante ciò, l’ha fatta esibire nella sfilata di primavera/estate 2020 di Gucci a Parigi con un vestito fuori dal comune,  sembrava proprio  una camicia di forza usata nei vecchi manicomi. Facendo ciò il direttore creativo di Gucci ha voluto mandare un messaggio forte a tutti gli “haters” di Armine, che poi è stato condiviso da molti con messaggi di apprezzamento sui social.

Questo tipo di fenomeno è generato sicuramente dalla situazione attuale, dove l’aspetto fisico è preso molto in considerazione e viene usato anche per arrivare a certi scopi, al punto che molte persone, non contente di una loro parte del corpo, decidono di modificarla tramite interventi chirurgo-plastici.

Arrivati a questo punto risulta necessario abbandonare completamente il tipo di idea che abbiamo di bellezza e accettare l’idea che il  fisico è bello per come è; però questo non lo possono pensare e attuare solo Armine Harutyunya,  Alessandro Michele o Billie Eilish ma ogni persona, nel suo  quotidiano, deve trovare la forza e la voce per condannare il body shaming.

 

Il fenomeno del body shaming e l'effetto negativo nella società per le donne - Sociologicamente

 

 

 

 

Le donne e il lavoro, un problema di mentalità

di Davide Benvenuto 2B.

Il mondo va avanti, ma spesso le vecchie usanze rimangono radicate nella società. Sin dai tempi antichi la donna aveva il dovere di allevare i figli e fare lavori casalinghi come filare la lana. Questo, purtroppo, si può ancora riscontrare nella società di oggi. Infatti, come riporta l’I.S.T.A.T., 7 milioni e 300 mila donne italiane sono casalinghe, e quasi la metà ha un compagno e dei figli. In Italia la regione che ha in assoluto più casalinghe è la Campania, seguita dalla Lombardia e dalla Sicilia.

Invece, se guardiamo la percentuale di casalinghe per abitanti, c’è al primo posto la Sicilia.

 

 

Molte fanno lavori in casa, come per esempio assistenza ad anziani, ma generalmente questo accade in nero. In più la maggior parte delle casalinghe si trova in una situazione economica non facile o tale da non consentirne l’indipendenza.

Come si potrebbe risolvere questo problema? Bisognerebbe prima di tutto finanziare maggiormente gli asili in maniera che le madri non siano forzate a scegliere tra occuparsi dei figli o lavorare. Un altra soluzione potrebbe essere quella di estendere il congedo parentale dei padri, in maniera che la crescita del neonato sia meglio suddivisa tra i genitori.

Cos’è il congedo parentale? E’ un permesso che garantisce ai genitori il potersi assentare dal lavoro per poter seguire il proprio figlio.

Fortunatamente, le casalinghe sono poche tra le donne giovani, infatti le casalinghe fino a 34 anni sono l’8.5%. Nonostante ciò, i giovani sono interessati a risolvere questa problematica che affligge l’Italia. Infatti una delle proposte emerse durante la diretta “I Giovani Propongono“, promossa da DIRE e che ha visto la partecipazione della  Ministra per le pari opportunità e la famiglia,  Elena Bonetti  e del ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora   è stata proprio quella di permettere ai padri di lavorare da casa, riuscendo allo stesso tempo a curare il proprio figlio.

Ma le differenze di genere stanno lentamente sparendo: l‘occupazione femminile nel mondo lavorativo è in continua crescita. Nonostante ciò, si fa anche qualche passo indietro perché le donne rispetto ai propri colleghi uomini anche se hanno le stesse competenze capita spesso che vengano pagate meno.

In conclusione, nonostante la situazione non sia delle più rosee, le giovani donne stanno acquistando sempre più importanza nel mondo lavorativo rivendicando e raggiungendo e la parità di importanza degli uomini.

I giovani: sentinelle oggi, protagonisti domani?

di Maria Vittoria Buzzi, 2B

“Credo che la vostra generazione avrà un ruolo fondamentale nella storia del futuro che ci attende, come spesso accade nel trapasso generazionale, voi però non state vivendo questi vostri anni di vita in un momento neutro, siete sentinelle di un tempo che deve accadere ma che voi dovrete costruire”, ecco alcune parole della Ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti che ha partecipato, insieme al Ministro per le politiche giovanili e per lo sport Vincenzo Spadafora, alla diretta su Youtube, del 26 ottobre 2020, de “I Giovani propongono” , evento voluto per “dare voce e spazio ai giovani studenti e studentesse”, così afferma Marta Nicoletti, giornalista dell’agenzia Dire, presentando il progetto, in cui ragazzi di età differenti propongono alle istituzioni le loro richieste.

L’importanza dei giovani oggi è vitale: sono il futuro, hanno in mano l’oggi per trasformarlo nel domani, tuttavia la generazione odierna sta vivendo un periodo anomalo, dove i contagi del Covid-19 sono in aumento esponenziale. Convivono con la paura di poter nuocere alla propria famiglia e con il timore di non riuscire a superare questo momento buio, ma, nonostante ciò, solo i giovani possiedono le chiavi per il futuro. Come scrive Stefano Cappellini, su La Repubblica, “la scienza non basta”, ormai la popolazione è abituata a convivere con un virus che incute paura poiché pericoloso e sconosciuto, ma, per sopravvivere ad  esso, ci vuole solidarietà, condivisione di idee, di propositi e di responsabilità. Prima di “sopportare” il virus, è necessario rispettare queste poche regole.

Come ha detto la Ministra i ragazzi “ hanno l’intelligenza di intervenire con proposte coraggiose ma, nello stesso tempo, di inserirle in un percorso che è sempre fatto di una relazione collettiva, perché in questo modo le persone sono davvero abilitate a realizzare se stesse, sia con la propria vita, sia con il mondo che le circonda” . Ognuno dei ragazzi, infatti,  si è impegnato individualmente a proporre una legge che va ad influire in modo positivo su tutta la società. Non si sono focalizzati solo su stessi, ma  sono andati a beneficiare tutta la comunità, per progredire civilmente nella parità dei sessi, nell’educazione sociale, nell’educazione sessuale e così via. In questo momento il mondo necessita di persone desiderose di cambiare la società, col solo intento di migliorarla. Non ci devono, quindi, essere più distinzioni, ciò significa costruire  una società, oggi, che abbia il volto dell’umanità che vogliamo vivere in futuro. Già la  Costituzione italiana bandisce le  distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Tuttavia queste divisioni continuano a crearsi nel corpo sociale e dovrebbero essere proibite anche dalla scuola, che costituisce per i ragazzi un punto di riferimento,  non solo un luogo di preparazione al dopo, ma già in se stessa il volto del nostro essere cittadini adesso, perché se noi pensiamo la scuola solo come palestra di vita e non come vita, perdiamo un pezzo straordinario che è tutta la capacità che ha la scuola di connettere tutta l’esperienza del già vissuto, l’apprendimento, con l’esperienza di ciò che deve accadere, quindi mette insieme due tempi, nell’oggi quelli che sono i sogni, i desideri e le intuizioni del futuro e tutto ciò che è già stato vissuto.

La scuola insieme alla famiglia, è il luogo principale per la costruzione della persona, perché, anche se risulterà strano, la parola “scuola” è riconducibile al termine latino “schola“, che deriva a sua volta dal greco σχολή e significa “ozio”, “riposo”. Un tempo, infatti, si andava a scuola per risposarsi e per dedicarsi al ragionamento, ma in effetti la scuola  aiuta a sviluppare pensieri, ragionamenti e soluzioni che noi individualmente non avremmo potuto avanzare, perciò essa è fondamentale per la persona che vogliamo diventare, anche perché nasce, naturalmente, un confronto con i propri compagni di classe che costituisce un rapporto sociale essenziale in quanto sin dall’infanzia è presente la necessità di un rapporto con il prossimo.

 

Diario minimo del lockdown 15 marzo – 5 maggio 2020

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

della Classe  2B – Liceo A.D’Oria – Genova

Dal mio diario del 15 marzo  2020 

Cario diario, mia mamma pensa che a furia di guardare film apocalittici in cui le persone muoiono brutalmente io sia diventata cinica. Non lo sono, anzi, sono piuttosto sensibile a tutto questo che stiamo vivendo. Ho iniziato ad essere cosciente della gravità della cosa solo quando a casa è arrivata una telefonata inaspettata. La catechista di mia sorella, Renata, era venuta a mancare. E’ stato così che mi sono resa conto che il Coronavirus non era più una cosa che riguardava la Cina; è in agguato, ad aspettare che chiunque di noi faccia un passo falso, che esca senza precauzioni, che per una volta si dimentichi di lavarsi le mani. Da allora è stato difficile non vedere il volto di Renata ogni volta che papà mi aggiornava sui numeri dei morti.

Estella

 

Dal mio diario del 17 marzo 2020

In questo periodo, in cui l’intero pianeta è immobile, quasi congelato da questa epidemia, la sensazione più diffusa, dopo la paura, è la rabbia; una rabbia inesorabile e terrificante che spinge le persone a gesti rozzi, quasi animaleschi, come gli assalti ai supermercati e le risse per le ultime mascherine rimaste in farmacia.

Però non bisogna scambiare la penosa rabbia popolare con la rabbia dei disperati, che magari hanno perso molto a causa dell’epidemia e il cui risentimento è pienamente giustificato.

Sergio

 

Dal mio diario del 20 marzo 2020  

Le mattinate sono impiegate nelle lezioni online, per poi ammirare attraverso la finestra la bellezza del nostro paesaggio sotto il sole rovente. Il pomeriggio, ecco, è il momento per riflettere: chiusa tra le quattro mura di casa, come un uccellino in gabbia. Pensare che negli ospedali c’è che mette a repentaglio la propria vita per quella altrui mi tortura.

Ora che le piazze sono vuote e le nostre città sembrano abbandonate, in tutto quel silenzio il nostro Paese ci appare ancora più incredibile; la sua bellezza ci manca.

Michela

 

Dal mio diario del 25 marzo 2020

Lo studio è un ottimo modo per occupare la mente e sopportare meglio la quarantena. Anche un buon libro, così come i film e la musica, possono tenerci impegnati e farci dimenticare questo orribile virus. E’ anche necessario mantenere i contatti con gli amici e i parenti per non chiudersi in se stessi. Noi, infatti, a differenza degli animali siamo dotati dello spirito che ci permette di trovare vie di uscita dalle situazioni poco piacevoli come questa. Come diceva Thomas Mann e prima di lui molti altri, “Lo spirito è l’unica cosa che ci distingue dal resto della vita organica”.

Stefano

 

Dal mio diario del 30 marzo 2020

In questo periodo ho capito il vero valore della famiglia: cerchiamo di supportarci a vicenda in ogni situazione, anche in quelle più difficili. Ho avuto modo di passare molto più tempo con loro, anche se siamo tutti molti indaffarati: cuciniamo piatti nuovi, guardiamo film la sera o ceniamo sul balcone, su cui sono fioriti da poco i gerani dal vivo colore rosa, piantati da mia mamma quest’inverno. Parlando con i miei genitori, inoltre, ho compreso i loro numerosi timori, causati da questo particolare periodo. Sono convinti, infatti, che questa situazione cambierà notevolmente il modo di rapportarci gli uni con gli altri e temono che a subire di più questa privazione saranno i più giovani.

Giulia M.

 

 

Dal mio diario del 30 marzo 2020  

Siamo nel bel mezzo di questa tragica situazione: ad oggi sono 97689 casi in tutta Italia e ben 1078 deceduti.

Numeri che fanno paura anche quando sono sul foglio del compito di matematica, figuriamoci se si parla di ammalati e morti… E’ come se tutta la città di Cesena fosse infetta, e per tutta, intendo ogni singolo abitante.

Più di diecimila morti, l’attentato alle Torri Gemelle ne causò “solo” tremila.

Forse non tutti, forse nemmeno io, si stanno, rendendo conto di quello che stiamo vivendo; non mi rendo pienamente conto che quanto sto scrivendo lo leggeranno i miei figli, i miei nipoti…

Andrea

 

Dal mio diario del 30 marzo 2020

I miei sogni sono tanti, alcuni improbabili, ma non si può mai dire. Uno dei miei desideri è quello di viaggiare e spesso lo faccio con la mente, ma in futuro spero di poterli realizzare davvero. Mi piacerebbe conoscere nuove culture, nuove tradizioni, ma soprattutto vivere tutte le emozioni che un viaggio comporta.  Sono nel periodo dell’adolescenza, un periodo pieno di emozioni: a volte sono felice e subito dopo mi ritrovo triste. La quarantena influisce sull’umore di tutti e, avendo tutto questo tempo a disposizione, anche sul mio: ho pensieri negativi che cerco di superare, spero vivamente che dopo questo periodo tutto torni alla normalità e di poter passare momenti più spensierati.

Anna G.

 

 

Dal mio diario del 31 marzo 2020  

Fortunatamente il dato di oggi conferma il rallentamento della crescita dei ricoverati e nelle terapie intensive e l’aumento dei guariti ben oltre i 15mila. Ciò nonostante, si va verso una proroga delle misure restrittive.

Un altro piccolo segnale positivo può essere letto nei “chiarimenti” inviati ai prefetti secondo cui è possibile che un genitore porti il figlio minore con sé a prendere una boccata d’aria camminando nei pressi della propria abitazione.

La strada verso la normalità prosegue.

Ludovico

 

 

Dal mio diario del 1° aprile 2020

E’ passato praticamente più di un mese da quando è iniziata la didattica a distanza e devo dire che dopotutto non è così male.                                                                                             

Certo, le lezioni non saranno mai come quelle che si fanno a scuola, manca il rapporto umano professore-alunno e non è la stessa cosa senza i propri compagni, ma devo ammettere che ci sono anche dei vantaggi: essendo un lavoro individuale riusciamo a concentrarci di più, senza troppe distrazioni.       Oggi abbiamo seguito la prima lezione di religione.  E’ stata una delle lezioni più belle mai fatte fino ad ora.  Mi piace molto l’ora di religione perché è un momento in cui ognuno può essere se stesso e dire quello che pensa.   Infatti si creano sempre dei veri e propri dibattiti e a volte è davvero bello ragionare non solo con la propria testa, ma vedere il mondo anche con gli occhi degli altri.  Oggi sono stata anche interrogata di matematica e sono riuscita a prendere 7+. In periodi tristi come questo non c’è soddisfazione più grande di quella di riuscire a prendere un bel voto anche in una materia in cui si hanno delle difficoltà.                                                  

Alice

 

Dal mio diario del 3 aprile 2020

questo è un venerdì come gli altri in questa quarantena: mi sono svegliata alle otto e mezza del mattino per seguire le lezioni online. Alla prima ora ho avuto italiano, poi scienze, inglese, matematica ed infine greco.

Per pranzo ho provato a fare la brava e mangiare insalata, ma poi non ho resistito e venti minuti dopo il mio piatto era sporco dei resti di lasagne! Dopo pranzo mi sono spaparanzata a letto, ho acceso Netflix e mi sono quasi presa un infarto quando ho scoperto di aver quasi finito la mia serie preferita, Peaky Blinders, che ho iniziato qualche giorno fa… Mentre mi godevo la serie, mi sono appisolata, perché oramai il mio corpo si è abituato a fare il sonnellino pomeridiano. Alle 18 ho portato la mia cagnolina a spasso e alle 20 ho cenato.

Ora che sono le 23 e  sto al telefono finché non mi viene sonno e mi addormento.

Chiara T.

 

Dal mio diario del 5 aprile 2020  

Caro diario, sto vivendo una situazione che mai avrei pensato di vivere in vita mia. Non si può uscire, non si possono vedere gli amici, mentre con l’arrivo della primavera il mio unico desiderio sarebbe quello di fare tutto ciò che invece ci è impedito. Oggi avrei tanta voglia di andare a fare la colazione al bar con i miei amici, addentare un bel cornetto caldo, per poi andare a scuola. Una volta mi avrebbe fatto piacere stare un po’ da sola, ma ora non ne posso più. D’altro canto, sono pienamente consapevole che stiano morendo tante persone, e non tollero infatti chi esce per vedere gli amici, violando le normative imposte dal Governo, oltre a compiere un atto di grande egoismo. Perché è questo di cui si tratta, egoismo. Davvero non si riesce a reprimere il desiderio di vedere qualcuno? 

Alessia

 

Dal mio diario del 10 aprile 2020

Questa sera durante un programma in televisione hanno definito le città “cartoline”. Ripensandoci è un’affermazione perfettamente azzeccata, considerando che le persone, elemento che contraddistingue e dipinge le città donando ad esse fascino ed unicità, non si vedono più affollare i centri abitati e le strade, incontrarsi con un sorriso sul volto e con il desiderio di passare del tempo con le persone amate.

Devo ammettere che questa situazione sta cambiando molto la nostra visione di ciò che ci circonda, stiamo riscoprendo valori importanti prima dati per scontati e anche prendere qualche raggio di sole sul terrazzo, quasi banale fino a pochi  mesi fa, ora sembra qualcosa che ci dia la possibilità di avere una distrazione dalla “reclusione”, una delle poche attività che ci permetta di avvicinarci il più possibile ad una forma di svago.

Elena

 

Dal mio diario del 12 aprile 2020 (33° giorno di quarantena)

Caro diario,

Oggi è Pasqua e tutto sommato è andata bene, abbiamo fatto un bel pranzo, aperto le uova e mi sono finalmente vestita decentemente. Le buone notizie però sono finite, hanno prolungato la quarantena fino al 4 maggio (e forse la prolungheranno ancora) e dicono che non sanno quando torneremo alla normalità, in più continuo a non fare niente tutto il giorno anche se oggi un po’ ho studiato… Continuo ad immaginare il momento in cui rivedrò i miei amici e mi fa sempre più male perché sembra solo un sogno; una cosa così scontata oggi mi sembra una lontana probabilità. E’ strano come le cose possano cambiare da un momento all’altro. 

Angy

 

 

Dal mio diario del 15 aprile 2020

Ho sentito dire alla TV che alla fine di questa esperienza saremo tutti cambiati: speriamo di essere cambiati in meglio. La mia paura è che l’uomo dimentichi troppo velocemente e temo che la routine quotidiana ci faccia dimenticare in fretta le “lezioni di vita” che abbiamo appreso in questo ultimo periodo: il valore della famiglia, del silenzio, del sacrificio per l’altro, del rispetto per chi lotta per farci sopravvivere rischiando la propria vita. La bellezza di potersi abbracciare, di poter stare vicini: ma quanto eravamo fortunati tre mesi fa. E non lo sapevamo!

Quanto siamo sciocchi: abbiamo bisogno di essere privati delle persone e delle cose per capire il loro valore!

Anna S.

 

Dal mio diario del 16 aprile 2020

Oggi  mi sono chiesta come certe persone, certi italiani, che sono liberi di pensare, di dire, di credere in ciò che vogliono, e sono giudicati tutti allo stesso modo davanti alla legge, e a cui viene insegnato a rispettare le minoranze ed in generale le altre culture, riescano a scaricare la colpa su un popolo soffocato, prosciugato dal suo stesso governo, dicendo “ma se non mangiassero quei pipistrelli” “ma se avessero un po’ più di igiene e pulizia” attribuendo quelle quattro notizie che hanno letto su Instagram ad un’intera popolazione. Io sono la prima che su certi argomenti sono totalmente impreparata, non sono ben informata e quindi non ho un’idea chiara di cosa sia veramente successo ecc. Ma sono anche la prima che cerca di non essere superficiale, di capire se dietro a ciò che mi stanno dicendo c’è qualcos’altro che non vogliono far sapere, che, senza fare enormi ricerche, ha deciso di guardare la tv, leggere i giornali (di destra, di sinistra, internazionali) per avere una visione generale e personale. Perché anche gli altri, se proprio vogliono intraprendere una discussione articolata e importante come quella sul coronavirus, non provano ad informarsi?

Ecco era questo ciò che pensavo oggi, e volevo scriverlo per non dimenticarlo.

Aurora

 

Dal mio diario del 17 aprile 2020

Ogni giorno che passa questa situazione diventa sempre più difficile da sostenere.

Mia nonna è ancora ricoverata in ospedale per la sua malattia, abbiamo tutti molta paura di perderla senza poterla salutare un’ultima volta; non ci permettono di andare a trovarla o a tenerle compagnia. 

Oggi è il compleanno di una delle mie migliori amiche, per farle gli auguri ho cercato tra le foto della mia galleria una da mandarle, e ne ho trovate anche alcune del 17 aprile dell’anno scorso. Tutto il gruppo si era riunito per festeggiarla, mi ricordo che avevamo mangiato un panino da Masetto nei vicoli per poi andare a fare un giro a Boccadasse. Mi mancano tutti i miei amici, l’ultima volta che li ho visti è stato il giorno prima che iniziasse la quarantena, abbiamo fatto una grigliata. 

Sento sempre più intensamente la mancanza della normalità.

Benedetta

 

Dal mio diario del 20 aprile 2020

Prima di concludere umo dei compleanni più belli della mia vita, nonostante mi mancassero i miei nonni e i miei amici, ho trovato un po’ di tempo per leggere le lettere che avevo chiesto: ho chiesto come regalo delle lettere da ciascun componente della famiglia, perché per il mio quindicesimo compleanno desideravo qualcosa che potesse restare per sempre. Queste lettere mi hanno fatto capire quanto sia importante amare qualcuno ed essere amato, quanto sia essenziale avere una famiglia che ti sostiene, che qualche volta ti prende in giro e ti fa arrabbiare, ma che però è sempre presente.

Anna S.

 

Dal mio diario del 21 aprile 2020

Ogni tanto durante la giornata chiudo gli occhi, penso che in realtà questo sia solo un incubo e quando mi sveglio tutto è come prima; invece no… Niente sarà più come prima, la serenità che c’era prima quando si usciva con gli amici, da oggi in poi sarà sempre mischiata alla paura: di star troppo vicino a qualcuno, oppure all’avere messo male la mascherina, o anche a qualche semplice linea di febbre.

La vita che facevamo prima è solo un ricordo, sempre più lontano, ma che terremo sempre bene impresso.

La cosa che mi fa più arrabbiare è tutto il tempo che stiamo perdendo e che nessuno ci darà più indietro, tutte le risate con gli amici, le scoperte quotidiane, le mattinate passate a scuola, l’ansia per qualche verifica o interrogazione…  Tutto questo è stato “buttato”.

Arianna

Dal mio diario del 25 aprile 2020

Oggi è il 25 aprile, è il giorno della liberazione. No, non è vero: è un giorno come tutti gli altri, con la differenza che, invece di chiederci “Come stai?” e “Sei preoccupato?” o di condividere fotografie che riportano scritte come “Andrà tutto bene” e “#iorestoacasa”, nei gruppi Whatsapp e su Facebook regna la frase “Buon 25 aprile”.  “Buon 25 aprile”. Io più che un augurio del genere direi alle persone: “Ehi, il fatto che siamo in quarantena non implica che dobbiamo dimenticarci del giorno della liberazione”. Per cosa dovrei fare gli auguri, esattamente? 

Ho deciso di seguire gli insegnamenti di Epicuro. 

Epicuro diceva che l’uomo sereno è colui che, sano e salvo sulla terraferma, vede la tempesta che incombe sugli altri e che, pur tentando di aiutare le persone in alto mare, è imperturbabile dalla loro sofferenza. Sono convinta che in realtà “gli altri” non siano altro se non l’uomo che si guarda dall’esterno. In poche parole, devo restare sana e salva sulla terraferma ed osservare distaccata la parte di me che è turbata da ciò che le capita (solo se ciò che la turba non ha rimedio). Ho imparato a distaccarmi dalla parte di me che è turbata da qualcosa che non posso cambiare e mi sento molto meglio. 

Giulia D.

 Dal mio diario del 27 aprile 2020

Sono in quarantena da ormai un mese e non mi ero mai trovata così vicina a me stessa, sola con i pensieri che mi ronzano nella testa. Prima pensavo che questo periodo sarebbe stato solamente uno spreco della mia adolescenza, ma mi sono resa conto che mi sta dando un’occasione per riflettere sulla mia vita prima del coronavirus e su quello che mi piacerebbe fare in futuro.

Bianca

Dal mio diario del 28 aprile 2020

Mi manca vedere Genova vivace e, al solo pensiero che per uscire bisogna portare sempre la mascherina e l’igienizzante, provo molta tristezza. Fortunate sono le persone, come me, che avendo un cane possono ancora assaporare l’aria e avvolgersi in un fresco vento senza fare del male a nessuno. Però ho imparato cose nuove e apprezzo di più il lavoro faticoso che i miei genitori fanno per poter mantenere la nostra famiglia in questo periodo buio.

Giulia Z.

 Dal mio diario del 1° maggio 2020

Anche questo giorno di festa è passato, un giorno come tutti gli altri da quando siamo in quarantena, così come il 25 aprile e le feste di Pasqua…i giorni più belli dell’anno, quelli che guardi subito il calendario nuovo per vedere come cadranno e programmare qualcosa di speciale. …ecco i miei amici sono la cosa che mi manca di più, Carpa e Dile, mi mancano un sacco, mangiare schifezze al Mc con loro dopo la scuola il venerdì…  E i miei compagni di squadra, anche loro mi mancano, una bella partita a pallone e, incredibile ma vero, comincia a mancarmi anche la scuola!

Francesco

 Dal mio diario del 2 maggio 2020

Caro Diario, oggi è stata una giornata molto importante e significativa. Ormai da tempo si sa che nei prossimi giorni saranno consentite le passeggiate e un minimo di libertà in tutta Italia.

Stamattina una coincidenza mi ha fatto capire quanto senta  la mancanza delle persone a cui tengo: per la prima volta sono uscita per andare in farmacia e ho potuto notare con i miei occhi quanto la città sia triste e desolata; tornando verso casa per pura casualità ho incontrato Alessia, una mia grande amica. Anche se da molto lontano ho iniziato a sbracciare, saltare e gridare per l’emozione. Vedere una persona conosciuta dopo questo lungo periodo buio è stato molto commovente e gratificante; forse stiamo iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel? È ancora presto per dirlo: la situazione sta diventando difficile da gestire, bisogna resistere e rispettare le leggi imposte, solo così potremmo tornare ad abbracciarci. 

Giulia  A.

 Dal mio diario del 3 maggio 2020

Ma cosa sono gli affetti stabili? Per un breve periodo è girata una fake news che diceva che in essi vi erano comprese le amicizie più intime. Dopo un breve periodo di gioia, trascorso a decidere cosa si sarebbe fatto insieme, la possibilità di passare il tempo con i propri amici è svanita. Andrò a trovare i nonni, a salutare i miei cugini quando avrò il tempo dopo i compiti, ma con gli amici si ha un rapporto diverso. Con loro è più semplice esprimersi e tirar fuori tutto ciò che ci passa per la mente.

Ilaria

 

Dal mio diario del 3 maggio 2020, giorno 55 della “quarantena”

Manca poco allo scoccare della mezzanotte. Domani sarà il quattro maggio ed ogni italiano sa che cosa implica per lo stato, e per noi tutti, questa data. Nonostante l’ottimismo che si inizia a percepire nei discorsi della gente, mi sento inaspettatamente peggio rispetto a qualche mese fa. Ci ho pensato a lungo e più mi ritrovavo a riflettere più mi convincevo della mia posizione; le misure di contenimento verranno allentate, si potranno incontrare i propri parenti con i quali non ci si era riusciti a ricongiungere e rivedere quelle persone definite come “congiunti”, termine che ha creato tanta confusione e allo stesso tempo speranza.

Sembra che la vita stia tornando al normale corso degli eventi, che si riesca finalmente a vedere la luce, tanto attesa, infondo a questo tunnel che ha causato morte e ha stravolto le vite di ognuno. Reputo invece, al contrario di altri, che questa sarà la parte più difficile, più complicata e che arrecherà più sofferenza e dispiacere. Cosa vale un rapporto se non può essere realmente vissuto? Mi spiego meglio: sarà veramente così soddisfacente vedere le persone che si amano, sentirne la voce o la risata se non le si potrà abbracciare, se mancherà il contatto fisico? 

Chiara Z.

 Dal mio diario del 4 maggio 2020

Caro Diario, oggi è il primo giorno in cui siamo finalmente liberi…o quasi. Infatti da oggi è consentito uscire, indossando la mascherina e mantenendo almeno un metro di distanza da chiunque incontro, ma la bella notizia è che siamo finalmente liberi da questa quarantena infinita. Questa mattina ho parlato con il mio migliore amico Filippo, entrambi non vedevamo l’ora di uscire e rivederci dopo tutto questo tempo, così, ci siamo organizzati su cosa fare nel pomeriggio, le idee erano molte ma la maggior parte delle quali irrealizzabili…progettarle ci ha resi euforici, ed alla fine abbiamo optato per un giro in bici.

Non stavo più nella pelle, non vedevo l’ora che arrivassero finalmente le cinque, ma, come si suol dire, il tempo sembra infinito quando aspetti che accada ciò che desideri da tanto. 

Ho finalmente preso la mia bici, che più di una bici sembra un palo arrugginito con le ruote, ma in quel momento mi sembrava la più bella al mondo perché era la chiave per uscire da quella prigione ed ho cominciato a pedalare come se ci fosse in gioco la mia vita.

Finalmente ho visto, per la prima volta dopo tanto tempo, il mio amico. 

Jacopo

 Dal mio diario del 4 maggio 2020

Mi è sempre piaciuto stare in mezzo alla gente e frequentare luoghi affollati, ma in questo grave momento storico condizionato dal coronavirus provo emozioni contrastanti. Infatti, se inizialmente attendevo con ansia e desiderio l’inizio di questa seconda fase perché le restrizioni e la limitazione delle attività rappresentavano un disagio, ora sono spaventata e titubante all’idea di poter uscire poiché con il passare del tempo, durante la quarantena, ho trovato il mio equilibrio ideale tra le mie cose, i miei pensieri, i libri, la musica e l’attività fisica. 

Stella

 Dal mio diario del 5 maggio 2020

Alle 19 per la prima volta dopo due mesi esco per andare a correre. Quando mi sono trovato fuori di casa mi sono sentito finalmente libero, pur essendo rimasto all’erta dal momento che, anche se ci è consentito di uscire più liberamente, dobbiamo usare mille precauzioni per proteggerci da questo maledetto virus.

Devo dire che, in realtà, mi aspettavo molte più persone sprovviste di mascherina durante il mio giro, invece a parte due o tre persone, tutti quanti la indossavano.

Paolo

 

 

 

 

 

Covid-19, lotta contro il tempo per trovare un vaccino.

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

Di Stella Panavija (2B).

La ricerca di un vaccino durante un’epidemia è una corsa contro il tempo. Gli sforzi per prevenire la diffusione pandemica del corona virus in America, Asia, Europa e Australia sono colpiti dalla mancanza di risposte coordinate per la ricerca di un vaccino efficiente contro il virus.

Sono stati condotti moltissimi studi da scienziati e ricercatori, ma la corsa per trovare un vaccino si è trasformata in una competizione tra stati che necessitano di risultati positivi per risollevare la propria economia.

I ricercatori e gli scienziati stanno lavorando su tre tipologie di vaccini:

Vaccino a RNA, il quale consiste in una sequenza di RNA sintetizzata in laboratorio che dovrebbe indurre le cellule a produrre anticorpi attivi contro il virus;

Vaccino a DNA, il quale introduce un frammento di DNA nel corpo umano che sintetizza una proteina simile a quella che dovrebbe sviluppare gli anticorpi;

Vaccino proteico, il quale  sintetizza le proteine che, introdotte nell’organismo, dovrebbero indurre alla risposta anti corporale da parte dell’individuo.

Una volta avvenuta la valutazione delle componenti del vaccino, ha inizio la fase preclinica in cui viene testata la risposta immunitaria su organismi viventi non umani. Successivamente inizia una sperimentazione clinica sull’uomo costituita da quattro fasi, in base a vari fattori come il modello sperimentale adottato, la quantità di componente somministrata e il numero di persone coinvolte. Le prime tre fasi avvengono prima della commercializzazione del vaccino, la quarta fase viene effettuata quando il vaccino è già in commercio.

Un team di scienziati cinesi sta lavorando su un vaccino ricavato da virus inattivati purificati; il vaccino candidato si chiama “PiCoVacc” ed è stato sperimentato su ratti e scimmie. I ricercatori hanno vaccinato una parte degli animali utilizzati per gli esperimenti e hanno introdotto il virus; le scimmie che erano state vaccinate non hanno contratto il virus, mentre quelle non vaccinate si sono ammalate. Tuttavia, non è ancora sicuro che il vaccino abbia gli stessi effetti sull’uomo.

Inoltre, l’Università di Oxford ha svolto diversi esperimenti mirati a rafforzare il sistema immunitario contro il covid-19 di sei scimmie senza causare effetti collaterali. Entro ventotto giorni dalla vaccinazione tutti gli animali vaccinati avevano sviluppato anticorpi covid-19, prodotti dal corpo. Gli scienziati affermano che le scimmie vaccinate erano nelle condizioni di lottare contro il virus prima che esso arrivasse ai loro polmoni.

Sono risultati che alimentano la speranza che la scoperta di un vaccino sia all’orizzonte.  

 

 

 

25 Aprile 2020: io resto libero

Noemi Chiasserini, 1B

Una delle ricorrenze da ritenere tra le più significative, per il nostro paese, in assoluto è quella del 25 Aprile.

Ogni anno si celebra la liberazione dell’Italia dal regime fascista e dall’occupazione nazista, conclusa nel 1945. Chiaramente questa è una data simbolica, che coincide con l’inizio della ritirata dei soldati tedeschi e di quelli della repubblica di Salò.

Quando parliamo di libertà ci ritroviamo subito a pensare alla situazione attuale. Molti di noi si sono trovati per la prima volta a subire delle limitazioni riguardo a tutto quello che fino adesso  sembrava scontato, come per esempio andare a scuola, incontrare i propri amici, visitare i propri parenti.

Dall’inizio del lockdown tutto ciò che riguarda i nostri spostamenti, anche i più semplici, è stato molto limitato. Per questa ragione si è sentito spesso parlare erroneamente di una dittatura in riferimento al governo che emanava provvedimenti sempre più condizionanti la libertà individuale dei cittadini.

Paragonare la situazione di quarantena a una dittatura è una delle cose peggiori che abbiamo visto fare in questo periodo. Chiaramente il confronto non ha motivo di esistere, ma se è stato fatto, significa che qualcuno non ha accettato di vedere la propria libertà limitata per un certo tempo.

Il punto è che questo aspetto è obbligatorio per fermare l’emergenza sanitaria in cui ci troviamo. Inoltre questa situazione ci ha fatto comprendere la responsabilità della libertà perché non si può vivere da soli, perché senza l’altro la vita si svuota.  

La responsabilità della libertà ci riporta al tema del 25 Aprile. L’importanza di questa festa è indubbia, perché dà l’impressione di avere un motivo concreto per cui gioire e festeggiare ogni volta. Quest’anno sono state numerose le iniziative on-line per rendere questa ricorrenza viva anche in lontananza. Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 25-aprile-2020-2-700x467.jpg

La fine del regime fascista ha influenzato quasi ogni aspetto della vita che conduciamo oggi, ed è importante che tutti comprendano il valore della libertà di cui possiamo godere, soprattutto perché se possiamo considerarci liberi  è grazie alle lotte e ai sacrifici di persone che hanno capito cosa si provasse a non esserlo. Tantissimi uomini, donne e ragazzi hanno dato la vita per liberare il nostro paese ed è giusto ricordarli.

Aprendo un libro di storia o chiedendo ai più anziani si può solo provare ad immaginare cosa comporti vivere sotto una dittatura come quella fascista, per questo il 25 Aprile è una delle feste più importanti, perché è grazie alla Liberazione se siamo liberi di pensare e agire secondo le nostre opinioni e ci sacrifichiamo  per il bene della collettività.

Nonostante questo la festa della Liberazione è vista ancora negativamente da molti, mentre la forza straordinaria di questo evento, che dovrebbe unirci, è proprio dovuta al fatto che probabilmente quello fu  l’unico momento in cui tutte le persone, indipendentemente dalle idee politiche, mettendo da parte le loro differenze si allearono per abbattere il fascismo.

Per queste ragioni dovrebbe essere nell’ interesse di tutti festeggiare la Liberazione, perché anche chi grida all’ inutilità di questa ricorrenza può farlo perché qualcuno è morto per la sua libertà.  Soprattutto quest’anno, perché il 25 Aprile 2020 ci fa sperare che la quarantena ci sia servita da insegnamento per apprezzare la libertà di cui approfittiamo ogni giorno per scegliere di essere una comunità civile ancora più unita e solidale, pronta a lavorare per obiettivi comuni, pronta a ricostruire insieme e a conservare libertà e democrazia..