Il passato criminale, la confisca e una nuova vita: la storia degli immobili genovesi sequestrati alla mafia | Videointervista

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Davide Benvenuto, Federico Davini, Giovanni Mozzati, 2B

Quello che adesso può sembrare un semplice palazzo nel  centro storico genovese, in realtà porta con sé i ricordi di una travagliata storia tra  mafia e  legalità. Tutto inizia dall’utilizzo dell’immobile da parte della criminalità organizzata, passa per il sequestro e la confisca definitiva, poi per l’amministrazione da parte dell’A.N.B.S.C.. Infine arriva al bando comunale e successivamente al suo nuovo utilizzatore. A Genova, per non dimenticare, sono state dipinte le saracinesche di tutti i magazzini confiscati nel processo Canfarotta; nel suo piccolo anche la chiesa di S. Maria delle Vigne dona nuova vita agli immobili.

Ecco cos’hanno a che fare un avvocato, un commerciante e un parroco con degli immobili sequestrati alla mafia.

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Oltre l’apparenza: essere immigrato in Italia | Videointervista

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Giorgia Mori e Sara Bellè, 2B

Da sempre l’immigrazione è uno fra i temi politici principali più discussi, tema che divide l’Italia, i suoi partiti politici e il pensiero dei cittadini. Spesso la non-conoscenza e i pregiudizi sono caratteristiche che accomunano l’opinione pubblica, idee stereotipate riguardo la vita di uomini e donne che per diversi motivi e necessità hanno deciso di abbandonare il loro paese, i loro cari e tutto ciò che faceva parte del loro mondo. Ma com’è in Italia la vita di un immigrato?   Ce lo testimoniano Julio, membro della comunità di SANT’EGIDIO, a Genova da 6 anni, Marta Olla, volontaria della comunità e i pareri di alcuni passanti nel centro di Genova.

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Beni confiscati nei caruggi genovesi: storia di un’assegnazione non ancora conclusa | Videointervista

di Camilla Borreani, 2 B

La famiglia Canfarotta, a partire dal 1970, ha iniziato ad accumulare un patrimonio immobiliare sempre maggiore mediante lo sfruttamento della prostituzione e della clandestinità.

Nel 2014 più di novanta immobili, tra locali, appartamenti ed interi palazzi, situati nel centro storico genovese, sono stati confiscati dallo Stato, il quale avrebbe dovuto assegnarli alle associazioni no profit che ne fanno richiesta.

Esattamente, avrebbe dovuto.

In realtà, rispetto al numero dei beni confiscati, solo una minima parte è stata consegnata alle associazioni organizzate per il conseguimento di un bene comune.

Ma come è possibile?

Lo spiegano Davide Ghio, responsabile di Genova del Cantiere per la Legalità , la dottoressa Carla Ricci, amministratrice dei beni confiscati alla mafia e la volontaria dell’associazione PAS À PAS, Giovanna Bianchi, tutti direttamente coinvolti nella questione dei beni provenienti dal processo Canfarotta.

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Contro la discriminazione per l’identità di genere e per l’orientamento sessuale: tutto quello che si dovrebbe sapere sulla comunità LGBTQ+ | Videointervista

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Sofia Puggioni 2D

Molto spesso la discriminazione nasce dalla disinformazione.

Molto spesso si prendono posizioni riguardo alcuni temi senza avere delle reali informazioni a riguardo, magari anche a discapito delle persone, solo perché è un atteggiamento diffuso. 

L’ orientamento sessuale è ancora un tema molto discusso, ma la maggior parte delle persone che si esprime a riguardo non ha un quadro completo della comunità LGBTQ+ o addirittura non sa cosa sia. In questa intervista, attraverso alcune domande ad un membro della comunità,  vengono esposte le informazioni più importanti, ma quasi mai conosciute, sul tema.

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La mafia che non si fa sentire | Videointervista al neo magistrato Luca Traversa

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Giulia Marini, 2d

Qual è la struttura della criminalità organizzata della Liguria, come agisce e si espande? Dove prolifera e meglio si adatta, soprattutto in questa condizione di pandemia globale? La nostra società quanto è coinvolta e come ne viene influenzata?

A tutti questi quesiti ha risposto  il neo magistrato Luca Traversa, volontario di Libera,  che il 9 Febbraio ha dato la sua disponibilità per una videointervista a fianco del palazzo di giustizia genovese, dove sta completando il tirocinio in magistratura presso la Procura, per poi essere assegnato a settembre, come pubblico ministero, a Savona.

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Il modo giusto di essere inclusiv*? Ascoltare | Videointervista

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Noemi Chiasserini e Giulia Corona, 2 B

Il politicamente corretto è definito dall’enciclopedia Treccani come “un movimento politico statunitense che rivendica il riconoscimento delle minoranze etniche di genere ecc. e una maggiore giustizia sociale, anche attraverso un uso più rispettoso del linguaggio”, eppure si sente spesso parlare di una cosiddetta “dittatura del politicamente corretto” che viene accusata di proibire la libertà di espressione.

Per comprendere meglio il significato di questo termine e per capire se è veramente possibile parlare di una dittatura abbiamo deciso di intervistare due attiviste femministe intersezionali: Irene Facheris e Rachele Agostini.

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Body neutrality: l’importanza di amare se stessi | Videointervista

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Asia Simonelli e Anna Di Paola, 2B

 

Un fenomeno molto diffuso oggi è quello del body shaming , ovvero l’atto di deridere qualcuno per il proprio aspetto fisico, alimentato soprattutto dai social media che tendono ad esaltare eccessivamente ideali di bellezza quasi impossibili da raggiungere, facendo sentire inadeguati molti adolescenti ma anche altrettanti adulti. Di conseguenza, per tentare di arginarne l’espansione, è stato creato il movimento della body neutrality; esso non si concentra sull’apprezzamento del proprio corpo dal punto di vista estetico, ma prende invece in considerazione solamente le sue funzioni vitali, screditando di conseguenza i canoni di bellezza odierni.

A tal proposito è stata intervistata Laura Lanza, counselor e maestra d’asilo ed è stato poi condotto un breve esperimento sociale sui canoni di bellezza e sull’importanza dell’aspetto fisico su un gruppo di passanti, a cui sono state poste alcune domande in merito.

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“Un inciampo” nel passato | Videointervista

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Sofia Allegro, Maria Vittoria Buzzi e Veronica De Astis, 2B

Oltre ai Lager ormai addormentati e  a quei pochi testimoni in vita, ci sono delle targhe d’ottone, dette “pietre d’inciampo”,  piccole, calpestate da passi frettolosi, che portano incise date terribili, nomi dimenticati, civili resi schiavi. Si trovano in mezzo a noi, per le vie, davanti ai portoni, ma sono abbastanza grandi per il loro nobile scopo della memoria? O sono destinate ad essere calpestate come lo furono i nomi che  portano impressi?

Abbiamo chiesto un  parere a dei passanti genovesi, molti dei quali, impegnati nelle commissioni mattutine, non si erano accorti della presenza della pietra d’inciampo, in Via Barabino, luogo in cui li abbiamo intervistati.

Una soluzione per mantenere viva la memoria?

Basterebbe renderle note ai pedoni e creare un passaparola di testimonianza per rendere omaggio alle pietre d’inciampo ed ai nomi incisi sopra.

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“Non è solamente una saracinesca chiusa” | Videointervista

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Halima Ouanane, 2B

L’associazione Libera è nata il 25 marzo 1995 da Don Luigi Ciotti, con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia.

Attualmente sono oltre 650 associazioni e cooperative assegnatarie di beni in Italia, che si occupano di inclusione e servizi alle persone, di rigenerazione urbana e culturale, di accompagnamento alle vittime e ai loro familiari.

Siamo andati ad intervistare Maurizio Dall’Oro, un volontario dell’ associazione Libera di Genova, che ci ha raccontato la sua esperienza e il significato delle saracinesche dei beni confiscati alla criminalità organizzata che sono state dipinte nel corso degli anni nel centro storico di Genova.

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Il fenomeno del body shaming e la disperata ricerca della perfezione | Videointervista

Agorà del Liceo Classico D'Oria a Genova

di Gaia Castellini, Naomi Munoz e Alessia Setzu, 2B

Il body shaming è un fenomeno molto diffuso, soprattutto tra i giovani: alimentato dagli stereotipi e dai canoni di bellezza imposti dalla società e soprattutto dai mass media, è rimasto nell’ombra a lungo, ora si trova invece al centro degli argomenti affrontati sul web. 

Per approfondire meglio questo tema, ne abbiamo parlato con la psicologa Margherita Dolcino della ASL 3 di Genova. La dottoressa, lavorando ogni giorno a stretto contatto con i giovani, ci aiuta a comprendere ed affrontare questo problematica adolescenziale.

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