Di Valeria Bellazzini, 2B
Un’inversione di tendenza?
Negli ultimi anni gli studenti della scuola secondaria di primo grado hanno continuato a preferire i licei, scelti dal 55,88% dei ragazzi, contro il 30,84% degli istituti tecnici e il 13.28% dei professionali. Tra i liceali ben il 25.8% sceglie di frequentare un liceo scientifico, seguono poi il liceo delle scienze umane e il linguistico. Il Liceo Classico, con una percentuale circa del 5% di iscritti, è a lungo sembrato in calo rispetto agli altri licei, ma, al contrario di quanto ci si aspetterebbe, diversi studi e trend sembrano affermare che il numero di iscrizioni è destinato a salire molto nei prossimi anni. La causa di questa inversione di tendenza è sicuramente il profondo valore di questo percorso scolastico.

Secondo Massimo Gramellini, giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano, editorialista del Corriere della Sera: “è vero, il classico non ti spiega “come” funziona al mondo, ma ti abitua a chiederti “perché”. Ti aiuta a capire le cause delle cose, a scoprire conformismo degli anticonformisti, addestrare i sensi alla mente per poter apprezzare la bellezza in un tramonto o anche solo in una vetrina. Il classico è come una cyclette: mentre la usi fai fatica e ti sembra che non porti da nessuna parte. Ma quando scendi, scopri che ti ha fornito i muscoli puoi andare ovunque”.
Gramellini tocca un tasto fondamentale per il liceo classico, ovvero lo svilupparsi del pensiero critico, uno dei vantaggi più importanti che fornisce questa scuola. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale si diffonde sempre di più, anche nella vita quotidiana, il ragionamento e la riflessione permettono di governare questi nuovi strumenti digitali anziché farci governare da essi. L’Ai è sfruttata per velocizzare e ottenere soluzioni a problemi ormai anche elementari, il che né automatizza l’utilizzo, abitudine profondamente sbagliata. In un mondo ormai molto controllato dall’intelligenza artificiale, il liceo classico permette di sviluppare delle capacità comunicative, ragionamento e pensiero critico fondamentali per affermarsi in un futuro sempre più governato dalla tecnologia e dall’Ai.
Sebbene sia logico immaginare che prossimamente emergeranno le persone con più competenze in ambito tecnologico o tecnico, queste competenze rischiano di essere velocemente sorpassate da altre, in quanto in costante e velocissima crescita, mentre l’intelligenza emotiva e il pensiero critico di coloro che provengono da studi umanistici rimarranno insostituibili, anche in un mondo in continua evoluzione.
Quando gli algoritmi saranno in grado di replicare ogni competenza, la vera differenza la faranno coloro che avranno il coraggio di ragionare e analizzare il mondo con una mente libera e critica. Il Liceo Classico non si limita ad insegnare il greco e il latino, ma offre agli studenti un percorso completo, sviluppando una consapevolezza interiore diversa e un pensiero critico che permette di rispondere e reagire al meglio alle sfide della vita.
Perciò questa scuola non è solo passato, ma è presente e futuro.


