di Mario Zingirian, 2D
Leggere un libro o fare sport, azioni spesso date per scontate, sono traguardi impegnativi per chi non vede e richiedono supporti specifici e soprattutto il sostegno di un gruppo. Infatti la collaborazione permette molto spesso di arrivare a risultati che individualmente sarebbero irraggiungibili. Questo è il caso dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), fondata a Genova nel 1920 come iniziativa indipendente. Oggi è diventata un vero baluardo per le persone con difficoltà visive, che l’associazione sostiene assiduamente e coinvolge in attività differenti e stimolanti. Infatti l’Unione si impegna a garantire agevolazioni finanziarie e aiuti di ogni genere, ad esempio i Cani Guida, agli associati. Allo stesso tempo, offre a membri e volontari la possibilità di usufruire di iniziative di vario genere e parteciparvi, tra cui la stesura di un giornale online e di più riviste e la messa in onda di una radio (SlashRadio) con annesso canale youtube.


Queste sono autentiche sfide rese decisamente più complicate dalla cecità, ma proprio per un desiderio di rivalsa, la soddisfazione nel momento della riuscita è ancora più grande.
Inoltre alcune delle 107 sezioni dell’UICI presenti in tutta Italia organizzano concorsi per le scuole di ogni grado e indirizzo, per esempio le sezioni liguri bandiscono il concorso “Ascoltami: ti racconto una storia” che consiste nel produrre un elaborato audio che racconti parola per parola un testo precedentemente prodotto dall’alunno stesso. La composizione deve contenere tre parole che l’Unione sceglie ogni anno. Tra i partecipanti ricorrenti ci sono anche alcune classi del Liceo Andrea D’Oria.
I progetti dell’associazione hanno origine dal sentimento di resilienza e dallo spirito di collaborazione tra persone con le stesse difficoltà, aiutate da volontari. Questo può essere uno spunto di riflessione, infatti le grandi imprese nascono da rivincite, un esempio è il Servizio Civile Universale adibito dall’UICI, che include la partecipazione di volontari per un aiuto nell’accompagnamento e più in generale nel supporto degli associati. Abbattersi è umano e comprensibile, ma è rialzandosi che si arriva ai traguardi, in qualsiasi ambito, proprio come hanno fatto i ciechi e gli ipovedenti italiani nella storia e soprattutto come fanno adesso.


