di Christian Giannini e Leonardo Crucioli, 5B

Che cos’è la Blue Economy?
L’economia blu è una visione macroeconomica che si pone come obiettivo la trasformazione dei mari e degli oceani da risorse esauribili da sfruttare a veri e propri punti di rigenerazione innovativi e sostenibili.
L’economista belga Gunter Pauli ha inventato questo concetto. Sostiene infatti che l’uomo si debba porre l’obiettivo di emulare gli ecosistemi già presenti in natura, evitando così gli sprechi e soprattutto creando valore dagli scarti.
La blue economy si può applicare in moltissimi settori marittimi: quello della Pesca e Acquacoltura per evitare il prelievo intensivo utilizzando metodi rigenerativi per ripopolare la specie; quello del Trasporto Marittimo, per lo sviluppo di navi a basse emissioni (idrogeno, propulsione velica moderna) e la digitalizzazione dei porti (“Smart Ports”).
Viene interessato anche il turismo costiero, con l’adozione di modelli che tutelino la biodiversità anziché distruggerla con il sovraffollamento. Il settore delle Energie Rinnovabili Marine non riguarda solo l’eolico offshore, ma anche l’energia che sfrutta le maree. Infine il settore delle “Biotecnologie Blu” che prevedono l’utilizzo di alghe e organismi marini per la produzione di farmaci, cosmetici o bioplastiche e quello della Desalinizzazione Sostenibile, per ottenere acqua potabile riducendo l’impatto delle salamoie di scarto sull’ecosistema.
Durante l’incontro è emerso un punto fondamentale e imprescindibile: il rapporto tra porto, città e sostenibilità.
Il porto di Genova è sempre stato un punto di riferimento fondamentale per la città, ha caratterizzato la sua economia, la sua identità e lo sviluppo. Importantissimo è il ruolo che ricopre come collegamento strategico con tutte le parti del mondo come la stessa Italia o l’Europa.
In questo periodo il porto sta affrontando la necessità di cambiamenti per quanto riguarda la sostenibilità e l’innovazione. L’espressione “porto verde” infatti indica infrastrutture più efficienti, uso di energie rinnovabili, tecnologie digitali e riduzione dell’impatto ambientale. Il porto in futuro si deve prefiggere l’obiettivo di diventare sempre più integrato con la città in modo da migliorare progressivamente la convivenza con la vita urbana. È importante, soprattutto per una città come Genova, investire nel porto, in settori come logistica, cantieristica, turismo, ricerca, sostenibilità e integrazione urbana, per sostenere quello che è il cuore dell’economia e dell’aspetto sociale della località.


