di Giulia Pedemonte, 1 D
Lo Skymetro è la nuova tratta della metropolitana, interamente a cielo aperto, finanziata dal Ministero dei Trasporti, che permetterebbe di attraversare la Valbisagno in soli 11 minuti, partendo da Molassana e arrivando a Brignole. La struttura, sopraelevata rispetto al piano stradale, dovrebbe avere una lunghezza di circa 7 Km, sei fermate ed essere alimentata tramite pannelli fotovoltaici. E’ stato stimato che una volta in funzione, potrebbe essere utilizzata da circa 60.000 persone al giorno. 
Il costo del progetto è stimato in 398 milioni di euro e porterebbe a una svolta della viabilità nella Valbisagno, attualmente molto congestionata dal traffico.
Sin da subito, però, si sono evidenziati problemi di carattere strutturale, in quanto individuare il percorso più congeniale per la struttura e meno impattante per il territorio, non sembra facile.
Lo Skymetro, vista l’importanza dell’opera, andrebbe inevitabilmente a influenzare non solo l’ambiente circostante ma anche a creare una serie di ripercussioni su tutte le zone interessate.
Ben presto si sono creati, quindi, i comitati che appoggiano l’opera, perché trovandosi nelle zone periferiche, avrebbero i maggiori benefici nell’uso dello Skymetro e i comitati, che ne contestano la costruzione, perché trovandosi nei quartieri centrali, utilizzerebbero meno questo tipo di trasporto e ne subirebbero comunque le conseguenze.
I comitati del “NO” sostengono a gran voce che, non soltanto la struttura deturpa l’ambiente ma che essendo sopraelevata, con un’altezza di circa 12 metri, arriverebbe fino ai quarti piani delle case, limitando la luce e la vista delle abitazioni che si trovano affacciate al percorso. Si troverebbe inoltre, in un’area esondabile e la costruzione implicherebbe l’impegno non soltanto di risorse economiche ingenti ma anche il restringimento delle strade già esistenti con diversi cantinieri aperti lungo tutto il percorso cittadino. I cittadini che non vogliono l’attuazione dell’opera sostengono che la spesa sia è troppo elevata e vorrebbero che le finanze pubbliche fossero utilizzate meglio, ad esempio per il comparto sanitario che versa ormai da anni in una situazione di difficoltà o per la costruzione di aree verdi. Propongono quindi la costruzione di un tram al posto del cosiddetto “ecomostro”.

I comitati per il “SI” sostengono invece, che si tratterebbe di una vera rivoluzione per la Valbisagno che finalmente potrebbe sfruttare la metro per gli spostamenti con conseguente diminuzione del traffico, anche per chi sarà comunque costretto a utilizzare il trasporto su gomma. La struttura inoltre, grazie ai pannelli fotovoltaici promette di limitare l’impatto ambientale e il consumo energetico. Si ridurrebbe inoltre l’inquinamento dovuto all’utilizzo delle auto con un notevole miglioramento sulla qualità dell’aria e della saluta pubblica. Lo Skymetro migliorerebbe anche la vita di tutti gli studenti che dal quartiere di Molassana tutti i giorni raggiungono il centro cittadino per recarsi o in stazione o presso i vari istituti.
Il progetto dello Skymetro è stato revisionato più volte, cambiando il suo tragitto in vari punti e questo ha alimentato la convinzione che l’opera non fosse attuabile su un territorio fragile come quello genovese. Il mese scorso inoltre, il percorso nuovamente modificato, ha portato il transito così vicino all’Istituto Firpo che si è pensato al suo abbattimento.
Il progetto non è ancora definitivo e tanti nodi sono ancora da sciogliere.
I fondi stanziati non sono sufficienti per coprire le ultime modifiche fatte e questo comporterà una riduzione del percorso previsto. Sono slittate anche le date di consegna e lo Skymetro, che doveva vedere la sua attuazione nel 2027, vede la fine lavori spostarsi al 2030.
Ecco che cosa ci hanno detto gli abitanti dei quartieri interessati:
Marino abitante di Marassi: “Sono felice della realizzazione dello Skymetro, mi permetterà di muovermi più agevolmente e sono convinto che la gente che si oppone, una volta realizzato, lo troverà invece un ottimo mezzo di trasporto”
Arianna abitante di Struppa: “Lo Skymetro almeno per ora non arriverà a Struppa e non sono convinta che il progetto sia fatto bene. Ho il timore che tutti i cantieri che verranno allestiti dureranno anni bloccando le strade. Quindi sarò comunque costretta a usare la mia auto con il rischio di trovarmi bloccata nel traffico per recarmi al lavoro.”
Gianfranco abitante di Molassana: “Sono favorevole, perché potrò lasciare l’auto a casa e risparmiare tempo e soldi. Non penso si troverà un accordo con chi si oppone perché sono quelli che abitano già in centro e hanno solo il timore che le loro case perdano valore.”
La partita è tutta da giocare e sembra ancora aperta e piena di sorprese.


