di Ludovica Dolcini, 1D
Dietro alle pietre d’inciampo di Genova si celano molte vite delle vittime della Shoah , ma la maggior parte di loro sono sconosciute a molti, come quella del partigiano Giorgio Labò.

Egli nacque a Modena il 29 maggio 1919. Di madre ebrea, dopo un periodo di permanenza a Genova, si trasferì a Milano. Lì, seguendo le orme del padre architetto, cominciò i suoi studi alla Facoltà di Architettura, che poi dovrà abbandonare a causa dell’inizio della seconda guerra mondiale. In seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, entrò a far parte della Resistenza e dopo essere diventato membro dei Gruppi di Azione Patriottica di Roma, partecipò a molti sabotaggi mettendo in pratica le sue conoscenze nel campo degli esplosivi.

Sebbene non sia stato mai catturato durante i boicottaggi, venne tradito da Giovanni Amidei e il primo febbraio 1944 venne arrestato dalle SS. Fu portato nel carcere di via Tasso, a Roma, dove rimase con mani e piedi legati per quasi venti giorni. Nonostante la tortura, non rivelò mai nulla e, per questo motivo, il 7 marzo 1944, venne fucilato insieme a 11 partigiani a Forte Bravetta, a Roma, dalle SS tedesche.
A distanza di quasi settant’anni dalla sua morte, il 7 marzo 2013, fu posta una pietra d’inciampo in suo onore in via Roma a Genova.
Come detto in precedenza, la sua vita e molte altre sono sconosciute a gran parte degli abitanti genovesi, siccome la piccola dimensione delle pietre d’inciampo sparse per la città non cattura sempre l’attenzione dei passanti. Per questa ragione, alcuni studenti della classe 5F del Liceo D’Oria hanno deciso di riportare alla luce la vita delle vittime delle sterminazioni attraverso il progetto “Stolpersteine”, con il fine di coinvolgere i propri compagni di scuola riguardo l’argomento. L’idea è nata dalla loro insegnante di religione, la professoressa Borello, che quest’anno per la prima volta ha scelto di proporre l’iniziativa per approfondire la questione.
Come ci ha riferito la docente, il progetto “Stolpersteine” :”Non è nato come progetto ma come attività della classe e per praticità è stato definito progetto“. La docente notando il gradimento e l’impegno dei ragazzi per realizzare il lavoro e la disponibilità di molti insegnanti del liceo per accompagnare le classi, ritiene che possa essere: ” bello poter riproporre questa opportunità di conoscenza e riflessione” anche negli anni futuri.
Il lavoro degli studenti si è sviluppato dalle basi seminate l’anno scorso dalla classe 5I, che partecipando al concorso “I giovani ricordano la Shoah”, ha dato inizio alle ricerche da cui i ragazzi della classe 5F hanno preso spunto. Gli alunni sono subito stati coinvolti dalla proposta della docente, dedicandosi al progetto con accuratezza, siccome a ognuno, citando le loro parole, “ la questione sta davvero a cuore”.
Ora come ora, le pietre d’inciampo vengono ricordate solo il Giorno della Memoria, ma si spera che il progetto “Stolpersteine” possa aumentare l’interesse per aiutarci a non dimenticare il passato.


