Di Lisa Ferrari classe 1B

Le classi dello storico liceo classico genovese visitano l’autobus tecnologico parcheggiato davanti alla scuola.

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Genova, 21 ottobre 2024. E’ in questa data che il CampBus, il laboratorio tecnologico su ruote del Corriere della Sera, si parcheggia davanti all’ingresso del D’Oria, pronto ad aprire ai suoi studenti le porte dell’innovazione digitale. Questo progetto inaugurato nel 2020 e giunto alla sua quinta edizione, ha l’obiettivo di promuovere le nuove tecnologie nella didattica.

Mai come durante la pandemia si è percepita questa necessità. Dopo la fine della quarantena, si è capito che nell’era del digitale per i giovani è fondamentale utilizzare questi strumenti con consapevolezza. Il progetto mira proprio a questo: insegnare agli studenti di oggi come costruire il futuro di domani, grazie all’aiuto delle nuove tecnologie.

Il CampBus ha scelto come ultima tappa Genova dopo Milano, Roma e Bari e rimarrà nel capoluogo ligure anche per l’annuale Festival della Scienza.

Il mezzo, originariamente un vero e proprio bus, è stato rimodernato e dotato di tutte le più recenti innovazioni. A mostrarle è stato un giornalista del Corriere della Sera, Roberto Ricchitelli, che, con un approccio entusiasta, ha illustrato agli studenti molti modi in cui possono imparare tramite l’intelligenza artificiale o le piattaforme social.

Ad esempio Tiktok, molto popolare fra i ragazzi di oggi, presenta una funzione detta STEM (acronimo di Science Technology Engineering and Mathematichs) che consente la divulgazione di brevi video didattici.

Durante le visite guidate gli studenti hanno osservato vari strumenti modernissimi, come un braccio meccanico ideato dall’azienda italiana Leonardo, a forma di tentacolo di polipo. Il suo scopo è liberare i pozzi petroliferi da eventuali oggetti che li ostruiscono. Gli alunni hanno potuto notare anche i componenti più piccoli che formano i dispositivi utilizzati tutti i giorni, come un minuscolo processore di calcolo, che traduce il linguaggio binario del PC.

Infine il cronista ci ha spiegato anche una legge fisica della velocità attraverso un esperimento con una rampa costruita in LEGO. Il giornalista ha dimostrato in questo modo che un’esperienza pratica e divertente può aiutare a comprendere meglio delle nozioni della didattica scolastica. 

 Il progetto CampBus in conclusione “Promuove l’apprendimento attraverso la tecnologia, senza limiti…purché usata in maniera intelligente!” per dirlo con le parole di Roberto Ricchitelli. 

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