Macbeth al Carlo Felice: tra critiche e applausi

Macbeth e Lady Macbeth che tramano

di Agostino Ferretti, 2B

Fredda e distaccata la recitazione, lo spettacolo privo di tensione, afferma l’Ansa riguardo all’opera andata in scena al Carlo Felice il quindici maggio con regia di Fabio Ceresa e direzione d’orchestra di Sesto Quatrini; a contrapporsi alla visione dell’Ansa ci sono decine di spettatori che applaudono fragorosamente elogiando attori, regia e orchestra.

La trama

Macbeth è un’opera di Shakespeare del 1606. Il valoroso generale Macbeth riceve da tre streghe la profezia che diventerà re di Scozia. Spinto da una cieca ambizione e dall’istigazione della spietata moglie, decide di affrettare il destino e uccide a tradimento il re Duncan mentre è suo ospite. Ottenuta la corona, Macbeth viene divorato dal senso di colpa e da una paranoia ossessiva che lo spinge a ordinare nuovi omicidi, tra cui quello dell’amico Banquo, il cui fantasma tormenterà i suoi incubi. Nel frattempo, Lady Macbeth, oppressa dal rimorso per i crimini commessi, perde la ragione e si toglie la vita. La tirannia di Macbeth solleva la rivolta dei nobili scozzesi, guidati da Macduff e sostenuti dall’esercito inglese del principe Malcolm. I soldati marciano verso il castello mascherati con i rami della foresta di Birnam. Durante la battaglia finale, Macduff affronta e decapita il tiranno in un violento duello di spada. Con la morte dell’usurpatore, la pace viene finalmente restaurata e Malcolm sale al trono come legittimo re.

La critica

L’Ansa scrive: “Lo spettacolo proposto, purtroppo, è parso totalmente privo di tensione: una recita fredda e distaccata soprattutto per una impostazione visiva del tutto asettica. La scena ideata prevedeva uno spazio vuoto (due poltrone portate e tolte indicavano l’interno del palazzo), in secondo piano cornici luminose e concentriche e nel fondo un sipario che si apre verso il mondo dei fantasmi.” e continua “Il regista Fabio Ceresa, interessato, come si legge nel programma di sala, a “una rilettura filosofica sul destino dell’uomo” perde di vista alcuni momenti fondamentali dell’azione.”

Il pubblico

La lettura dell’Ansa si può trovare senza dubbio interessante, comunque al Carlo Felice si sono visti molti spettatori sulle spine e interessati alla rappresentazione. Molti di questi hanno trovato eccellente la direzione di Sesto Quatrini che è riuscito con l’orchestra a imprimere una forte tensione drammatica, ma non solo, hanno trovato anche eccellente la performance di Jennifer Rowley (Lady Macbeth) che li ha conquistati con una voce potente e un’interpretazione aggressiva.

Conclusioni

Questo Macbeth al Carlo Felice ha suscitato emozioni per alcuni, riuscendo nell’intento di farli entrare nello spettacolo, per altri invece, è stata una interpretazione lenta e noiosa che non ha saputo interessare, insomma, senza una via di mezzo. Bisogna però aggiungere che rispetto ad altre interpretazioni ha raccolto più critiche negative,  quindi si può affermare che Fabio Ceresa e i suoi collaboratori non abbiano saputo cogliere la vera essenza del capolavoro di Shakespeare.

Otello: il femminicidio riscritto da Dacia Maraini

di Chiara Scalera Caserza, 2B

In un mondo circondato dalla violenza e dall’indifferenza, il teatro non resta in silenzio.

Otello” nasce proprio dal bisogno di smuovere la coscienza delle persone. È una tragedia scritta da William Shakespeare nel 1603, riadattata poi in chiave moderna da Dacia Maraini, con la regia di Giorgio Pasotti. La rappresentazione è stata messa in scena il 20 e il 21 Gennaio 2026 al Teatro Ivo Chiesa di Genova.

La tragedia parla della vendetta di Iago, adirato perché Otello, un generale moro di Venezia, ha promosso a tenente Cassio a sue spese. Iago insinua nella mente del moro che l’amata moglie Desdemona lo tradisca proprio con Cassio. Per dimostrare ciò, ruba un fazzoletto rosso che Otello aveva regalato alla moglie, e lo fa ritrovare fra gli averi di Cassio. Otello, accecato dalla gelosia, uccide Desdemona sul loro letto nuziale, ma quando si accorge di essere stato manipolato, decide di togliersi la vita.

Quando Shakespeare scrive la trama, dà particolare rilievo al tema del razzismo. Otello è infatti un uomo molto ricco e potente, un abile condottiero ammirato per le sue doti militari, ma, nonostante ciò, è considerato diverso in quanto moro. Il suo matrimonio con l’amata Desdemona è dunque visto come un’unione non solo sentimentale, ma anche politica.

Nella riscrittura della Maraini, invece, emerge un altro tema, quello della violenza sulle donne. Lo spettacolo non parla infatti di un omicidio scatenato solo dalla manipolazione, ma anche dalla mutazione dell’animo di Otello che, corroso dalla gelosia, diventa possessivo e malato. Desdemona non viene uccisa solo da un coltello, ma dall’ossessione autodistruttiva del marito.

La scena con cui si conclude lo spettacolo non è più la morte di Otello, ma un momento di rottura della quarta parete. Durante tutta la rappresentazione è stato utilizzato uno specchio che rifletteva ciò che veniva proiettato sul palcoscenico, in modo da poter giocare con effetti visivi, ricreando i luoghi in cui era ambientata la storia. Alla fine, lo specchio è stato ruotato verso la platea e i riflettori sono stati rivolti sul pubblico, in modo che ogni spettatore fosse in grado di vedere la propria immagine riflessa per alcuni secondi. Anche grazie alla musica di sottofondo, si è creato un momento di tensione e di forte emozione, spezzato dall’entrata in scena del Doge. Il Doge, per tutta la durata dello spettacolo è sempre stato un personaggio dallo stampo comico, sempre pronto a strappare un sorriso nei momenti di maggiore drammaticità. Ma alla fine della rappresentazione pronuncia un discorso molto intenso rivolto alla platea. L’uomo sottolinea che il femminicidio non è un semplice raptus isolato, ma un fatto che dilania l’intera società, che molto spesso rimane indifferente o finge di non vedere ciò che sta accadendo. Accusa lo spettatore di essere rimasto a guardare mentre si consumava la tragedia, diventando colpevole tanto quanto Otello.

Questo messaggio è stato accompagnato da una messa in scena cinematografica. Sono stati utilizzati infatti effetti speciali e musiche che incorniciavano scene da grande schermo. Anche lo stile recitativo è atipico per il teatro, dato che risente della formazione televisiva della maggior parte del cast. Sul palco sono saliti infatti Giacomo Giorgio nei panni di Otello, Giorgio Pasotti in quelli di Iago, Claudia Tosoni in quelli di Desdemona, Salvatore Rancatore in quelli di Cassio, Gerardo Maffei in quelli di Brabanzio, Dalia Aly in quelli di Emilia, Andrea Papale in quelli di Roderigo e infine Diego Migeni nel ruolo del Doge.

La scelta stilistica di portare un vero e proprio film sul palco, oltre che dare l’occasione di immergersi ancora di più nella trama, è pienamente azzeccata. Infatti, il pubblico era composto per lo più da adolescenti, che erano completamente stregati dalla messa in scena, oltre che ad essere molto attenti.

Ciò che la Maraini, Pasotti e tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione dello spettacolo sono riusciti a fare è creare un modo per riscoprire e far apprezzare una delle opere più iconiche della letteratura inglese anche ad un pubblico di giovanissimi, oltre che a far uscire “trasformato” dal teatro ogni spettatore.