Torino e la storia del cinema

di Laura Grimaldi, 2D

A Torino ci possiamo immergere nella storia del cinema mondiale: uno sguardo alle storie più lontane e più vicine al nostro tempo. Una guida ci ha accompagnati nella visita del Museo Nazionale del Cinema, ospitato all’interno della Mole Antonelliana.

Si inizia dalle origini del cinema: “L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat” dei fratelli Lumière. La maggior parte delle persone conosce questo cortometraggio: un treno in arrivo alla stazione. Al giorno d’oggi può sembrare solo un semplice video, ma per l’epoca (1896) era una novità: un treno che stava arrivando in stazione e che sembra quasi uscire dallo schermo. Ma non dobbiamo pensare che sia soltanto l’unico, esistono altri cortometraggi simili a questo che danno inizio alla storia del cinema. Da lì si sale e si inizia a conoscere cosa c’è dietro un film. Si parte dalla sceneggiatura, l’idea della storia: si possono vedere oggetti rappresentativi che danno l’idea del mondo cinematografico. In seguito si passa alla macchina da ripresa. Lì si possono ammirare le vecchie cineprese: imponenti macchine, poste su un binario che venivano spostate per far vedere e rendere reale la scena. Si arriva poi allo spazio dedicato ai costumi di scena… Veri e propri abiti probabilmente indossati sul set del film. E alla fine di questo settore troviamo il green screen, un tendone verde utilizzato per ingannare il pubblico con effetti speciali.

Proseguendo il percorso troviamo un rullo con un effetto ottico: il pubblico che lo prova vive l’esperienza visiva di cadere giù da una montagna. Una sensazione che lascia a bocca aperta. Continuando troviamo una sagoma dedicata al “Mago di Oz“. Ognuno può osservare attraverso una videocamera come la protagonista Dorothy saltella all’infinito seguita da altre persone. Qui l’occhio ci inganna: sembra che lei vada avanti, ma in verità rimane ferma sul posto.

Ora si entra nel magico mondo del cinema e degli attori più amati dal pubblico. Si possono ammirare le sceneggiature originali, come ad esempio quella de “Il padrino 2“, quella di “Psycho” e molte altre. Inoltre, si possono osservare i vestiti originali indossati dalla famosissima attrice Marilyn Monroe. Per rimanere in tema, si possono vedere anche la sciarpa e il cappello originale del regista Federico Fellini, donati da colui che ha firmato veri e propri capolavori del cinema italiano. Dentro al museo sono conservati anche i costumi originali di molti film.

Alla fine della visita guidata, è possibile prendere l’ascensore per salire sulla cima della Mole Antonelliana: una meraviglia per gli occhi, con la giornata giusta. Dalla cima possiamo ammirare la bellezza di Torino. Insomma, una vera e propria immersione nel mondo del cinema e nello stupore dello sguardo.

Dai Lumière ai social: perché il cinema incanta ancora

di Camilla Balbi, 2B

Prima dei social e degli effetti speciali, il cinema era stupore e meraviglia: un’immagine che per la prima volta prendeva vita.
Nel 1895 bastò uno schermo con un treno in corsa per togliere il fiato a un’intera sala.

Lo abbiamo scoperto visitando il Museo del Cinema, a Torino, suggestivamente allestito all’interno della Mole Antonelliana. Oggi siamo abituati a scorrere svogliatamente decine di video al giorno, ed è difficile immaginare lo stupore di chi si trovò davanti a quelle prime immagini in movimento. Quando il treno dei Fratelli Lumière apparve sullo schermo, diversi spettatori scattarono in piedi o si spostarono, certi che stesse davvero piombando verso di loro. Da quella sera, la storia del cinema ebbe inizio.
Erano gli ultimi anni dell’Ottocento quando Auguste e Louis Lumière presentarono il cinematografo. Funzionava in modo semplice ma rivoluzionario: catturava immagini in movimento e le proiettava su uno schermo. Qualcosa che prima sembrava impossibile.
Il cinema si rivelò subito qualcosa di più di un semplice intrattenimento: fu il primo grande mezzo moderno di aggregazione sociale, ancora prima della televisione. Le persone non andavano in sala solo per vedere un film, ma andavano anche per stare insieme. In quelle sale buie si mescolavano età, mestieri e classi sociali diverse, accomunati dalle stesse immagini. Si rideva tutti insieme, ci si commuoveva, e uscendo si continuava a parlare di quello che si era appena visto.
In un’epoca con poche forme di intrattenimento, il cinema rappresentava svago e socialità. Proprio questa capacità di unire le persone trasformò il cinematografo in uno dei fenomeni culturali più rivoluzionari della storia.
Oggi siamo abituati a vedere tutto da soli, sul telefono o sul computer, spesso facendo anche altre cose nello stesso momento. Il cinema è diverso. Quando entri in una sala, ci sono tante persone sconosciute sedute vicino a te che guardano esclusivamente la stessa storia. Tutti condividono le stesse emozioni, anche senza conoscersi.
E’ proprio questo che ha reso il cinema straordinario: non è solo un passatempo, ma un’esperienza. Guardare un film in sala ci abitua anche a prestare più attenzione. Non scorriamo velocemente le immagini come facciamo sui social, ma ci fermiamo davvero a osservare. In questo modo impariamo a comprendere le emozioni dei personaggi, ad immergersi nei suoni avvolgenti delle proiezioni e ad essere catturati da immagini coinvolgenti.
La visita al museo del Cinema ci fa riflettere su come il cinema abbia ancora oggi un grande valore.
In un tempo in cui tutti sembrano non interessarsi agli altri e i social consentono solo una vicinanza apparente, il cinema ci ricorda che condividere emozioni ed esperienze ci fa sentire più vicini.