Raccontare per emozionare: Tommaso Sacchi e l’arte di avvicinare i giovani alla bellezza

di Silvia Alicata, Camilla De Martini, Iacopo Di Muzio e Agata Reggiardo, 3D

Quante volte si sente dire che i giovani non si interessano alla cultura? Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura di Milano, ribalta questa prospettiva. Ospite il 20 febbraio al Museo Diocesano di Genova per presentare il suo Negli occhi la bellezza. Sedici esperienze tra arte e natura da vivere prima dei 16 anni, Sacchi ha individuato il vero ostacolo nell’atteggiamento del mondo adulto: un “paternalismo” diffuso che spesso allontana i giovani dall’arte e dalla cultura. Questo approccio nasce dalla storia familiare di Sacchi, cresciuto seguendo l’esempio di una madre geografa e autrice il cui lavoro rivolto ai giovani ha ispirato il desiderio di instaurare un dialogo autentico con loro. L’opera pone l’accento sul valore del viaggio inteso come atto di conoscenza e scoperta, sottolineando come l’età dei sedici anni rappresenti una fase cruciale in cui le esperienze vissute possono cambiare radicalmente le prospettive personali.

La scelta dei sedici siti Unesco raccontati nel volume non segue una gerarchia, ma risponde alla volontà di presentare l’Italia come un insieme di forme identitarie capaci di trasformare chi le visita. Tra i casi più sorprendenti, quello di Ivrea emerge come una testimonianza fondamentale di bellezza sociale e civile: definita dall’autore come la Silicon Valley italiana, la città rappresenta il successo del modello industriale e di welfare promosso da Adriano Olivetti.

Attraverso il racconto di questi luoghi, Sacchi invita a riscoprire il viaggio anche nelle sue forme più semplici, come l’utilizzo dei treni regionali per esplorare i territori meno celebrati ma ricchi di storia. 

Durante la presentazione, Sacchi affronta le critiche delle generazioni precedenti, che attribuiscono alle nuove uno scarso interesse per la cultura. Il vero problema, secondo l’assessore alla Cultura di Milano, è invece l’atteggiamento dei più anziani, che pretendono che l’interesse parta spontaneamente dai giovani, senza che nasca da una dimensione di dialogo o di scambio autentico.

Gli interessi dei ragazzi di oggi sono moltissimi e il viaggio è tra i più sentiti. Lo stesso Sacchi lo sa bene: fin da giovane ha esplorato il mondo vivendo emozioni profonde grazie al padre fotoreporter, ed è proprio con l’intenzione di suscitare queste stesse emozioni nei giovani che ha scritto questo libro pensato più come un diario che come una guida di viaggio e come un invito concreto a osservare gli elementi naturalistici, storici e artistici che il nostro paese ha da offrire. Racconta a questo proposito un aneddoto della sua infanzia: il nonno offriva ai nipoti una ricompensa monetaria in cambio di una visita a un museo o a una galleria d’arte, una sorta di “banca della cultura” familiare per avvicinare i giovani all’arte. 

Incontro con gli studenti del Liceo D’Oria, prima della presentazione del libro.

Il cuore del metodo di Sacchi, però, è lo storytelling. Raccontare, non descrivere. Lo dimostra con due esempi concreti: la storia di una tazzina di caffè rimasta su un capitello nel complesso monumentale di Santa Croce dopo un’alluvione a Firenze nel 1966, storia capace di spingere chiunque, il giorno dopo, ad andare a verificare di persona; il motivo per cui Picasso decise di esporre Guernica nella sala delle Cariatidi a Milano, una scelta carica di significato che nessuna descrizione architettonica avrebbe saputo rendere altrettanto viva. La narrazione, insomma, è la chiave per aprire una porta che la didattica tradizionale spesso tiene chiusa.

A questo si affianca un impegno concreto: Sacchi, come assessore, ha sostenuto a Milano una tessera dei musei civici annuale, al costo di soli 15 euro, convinto che l’arte debba diventare un’esperienza quotidiana e non un evento occasionale. L’obiettivo finale è lo stesso del libro: restituire ai giovani lo stupore davanti alla bellezza, e ricordare loro che il viaggio, anche quello più semplice, è uno degli strumenti più potenti per costruire la propria identità.