di Carola Caruso e Margherita Fabrizio, 2 E
Il progetto “Adotta uno scrittore” è un’iniziativa promossa dal Salone del libro di Torino che coinvolge diverse regioni italiane come il Piemonte, la Liguria, la Basilicata e la Calabria.
Attraverso tre incontri in classe ed uno a Torino, gli studenti e le studentesse delle classi partecipanti hanno l’occasione di conoscere lo scrittore o la scrittrice che hanno “adottato” e di approfondire diverse tematiche.
La nostra classe II E, partecipando al progetto, ha “adottato” la scrittrice Andreea Simionel e, in modo particolare, ha avuto modo di leggere il suo ultimo romanzo “La ragazza d’aria”.
Il romanzo racconta la storia di Aryna, una giovane ragazza molto brillante, nata in Romania, che si è da poco trasferita con i suoi genitori in Italia. Aryna si sente molto distaccata dal mondo che la circonda: vive tra la scuola, la famiglia e i rapporti con i coetanei, ma fatica a sentirsi davvero parte di qualcosa. Con i genitori ha un rapporto molto difficile, mentre a scuola, nonostante sia la più brava della classe, si sente spesso inadeguata e si vergogna del suo nome straniero e delle sue origini.
L’elemento centrale della storia è il rapporto della protagonista con il proprio corpo e con il cibo. Aryna attraversa un periodo segnato da un disturbo alimentare: inizia ad allenarsi e fare diete per provare a perdere peso, ma la situazione ben presto le sfugge di mano. La ragazza si rifiuta di mangiare e non accetta l’aiuto offerto dalla sua famiglia e dai suoi amici. Per affrontare questo momento critico, è costretta a ricoverarsi in ospedale per un lungo periodo di tempo.
Durante il periodo trascorso in clinica, Aryna, lontana da casa e dagli affetti, si sente sola, in una condizione di profondo disagio e spaesamento. È in questo momento che emerge la figura di Anna. Questa ragazza rappresenta un punto di riferimento importante: attraverso il suo ruolo di guida e sostegno, aiuta Aryna a confrontarsi con sé stessa e con le proprie difficoltà. Non si limita a offrirle aiuto pratico, ma cerca di instaurare un dialogo, spingendola ad aprirsi con lei e a riflettere sulle sue fragilità.
Anche grazie all’amicizia con Anna, Aryna reagisce e prova a guarire, per poter finalmente “stare bene”
Il tema centrale del romanzo è senz’altro la costruzione dell’identità. Questo percorso non è lineare, ma fatto di difficoltà, ricadute e piccoli progressi, che rendono la storia realistica e vicina all’esperienza di molti giovani. Aryna, dopo la sua dimissione dall’ospedale, capisce il valore della famiglia, dell’amicizia e dell’amore. Scopre il mondo della boxe e diventa più consapevole, forte e responsabile.
Un aspetto particolarmente significativo, che abbiamo avuto modo di scoprire durante gli incontri del progetto “Adotta uno scrittore”, è che il romanzo ha una forte componente autobiografica. Come ci ha raccontato la stessa Andreea Simionel, il personaggio di Aryna è in gran parte ispirato a se stessa: anche l’autrice ha vissuto in prima persona un periodo difficile legato all’anoressia. Per questo motivo, la storia risulta ancora più intensa e autentica, perché nasce da un’esperienza reale. La scrittura diventa quindi non solo un modo per raccontare, ma anche uno strumento per elaborare il proprio vissuto e dare voce a emozioni profonde.
Durante gli incontri in classe con la scrittrice abbiamo svolto varie attività. In primo luogo, l’autrice ci ha raccontato alcuni fatti relativi alla sua vita personale: il suo trasferimento in Italia, il modo con cui ha iniziato ad avvicinarsi alla scrittura, come mai ha deciso di scrivere questo romanzo. Siamo riusciti così a conoscerla meglio e a comprendere le sue idee e i suoi sentimenti.
Andreea Simionel ha deciso di svolgere con noi una sorta di “gioco” che ci avrebbe coinvolto maggiormente nel corso della lettura. Leggendo insieme vari brani tratti dal romanzo, ci siamo focalizzati sulla descrizione di personaggi e luoghi e sul modo con cui veniva resa sulla carta. Abbiamo analizzato gli “oggetti” che delineano i protagonisti e i suoni che caratterizzano ambienti e situazioni: in tal senso, abbiamo compreso più a fondo alcune scelte stilistiche della scrittrice e abbiamo apprezzato il romanzo anche sotto questo specifico punto di vista.
Inoltre, durante gli incontri si è tenuto anche un laboratorio di scrittura creativa: seguendo gli spunti dell’autrice, sono stati stesi diversi testi, come dialoghi e storie. Andreea ci ha aiutato a svolgere al meglio i compiti assegnati, fornendoci consigli per migliorare il nostro stile di scrittura.
Il progetto “Adotta uno scrittore” è dunque un’esperienza molto interessante e coinvolgente. Il romanzo “La ragazza d’aria”, insieme alla sua autrice, è stato parte integrante di questo percorso. Con questa iniziativa, abbiamo riflettuto su varie tematiche e abbiamo allargato i nostri orizzonti, grazie al confronto attivo con idee e visioni diverse dalle nostre. In conclusione, “La ragazza d’aria” è un romanzo di formazione che affronta temi importanti e attuali come la solitudine, il rapporto con il proprio corpo, la fragilità e la ricerca di sé. Attraverso il percorso di Aryna, il libro mostra quanto sia difficile, ma anche possibile, imparare a conoscersi, accettarsi e trovare la propria forza.
Video — L’incontro con l’autrice al Salone Internazionale del Libro di Torino:
“Il mio corpo è arrivato, finalmente. Ha percorso i chilometri che ci separavano, ha oltrepassato i confini. Siamo diventati tutt’uno. Sono un oggetto affilato. Se mi tocchi, taglio.”

