Crisi AMT: la CISL sta col Comune e promuove la linea di risanamento della società
di Adele Di Domenico, Liliana Steneri e Lorenzo Verga, 2D.
L’articolo 4 della Costituzione italiana recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
Nel nostro territorio è rappresentativa di questo articolo la crisi AMT, che ogni giorno impegna i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e le figure amministrative di Genova a difendere i principi espressi nella nostra Costituzione.
Da ormai quasi tre anni l’AMT, l’azienda dei trasporti pubblici di Genova, sta affrontando una grave situazione finanziaria, con oltre 280 milioni di euro di debito che devono essere saldati. Il rischio è che l’azienda fallisca, portando alla disoccupazione di centinaia di lavoratori e al disagio della popolazione, che non avrà più accesso a un sistema di trasporti pubblico.
Abbiamo scelto di intervistare Marco Granara, Responsabile della CISL Genova, per comprendere le cause della crisi, i traguardi del lavoro del sindacato, gli obiettivi futuri e le dinamiche interne tra sindacalisti, lavoratori e Comune. Non solo per la sua autorevolezza nel settore, ma anche per la sua esperienza diretta nelle dinamiche del lavoro locale e per la capacità di leggere con lucidità le trasformazioni in atto, la sua figura rappresenta un interlocutore cruciale per comprendere le cause e le complessità della crisi attuale. La sua voce offre una prospettiva competente e radicata nella realtà quotidiana dei lavoratori genovesi, elemento essenziale per dare concretezza e credibilità alla nostra analisi.

“Il rischio quando i fondi vengono tagliati è che si parta da dove c’è meno utenza, ma più bisogno dei servizi.”
Con queste parole Marco Granara descrive in modo concreto una delle criticità più importanti legate alla crisi di AMT. Si tratta di un problema concreto che rende evidente quanto le difficoltà economiche possano avere ricadute dirette sulla vita delle persone, soprattutto nelle aree più periferiche e tra le fasce più bisognose. Lo scopo del sindacato è proprio questo: proteggere gli interessi dei lavoratori e al contempo le necessità dei cittadini.
Il bisogno principale dei lavoratori, per cui si è lavorato maggiormente nell’ultimo periodo, è stato il rinnovo del contratto nazionale. Grazie al raggiungimento di questo obiettivo, i dipendenti di AMT non hanno organizzato uno sciopero per mettere in evidenza il disagio. Granara ha sottolineato che tra gli obiettivi del sindacato c’è quello di risolvere le situazioni critiche senza dover ricorrere alle manifestazioni, puntando invece su una comunicazione costante con i delegati che mediano il rapporto tra i lavoratori e il sindacato: “L’obiettivo è la collaborazione, la comunicazione avviene in modo per lo più costruttivo, sia con il Comune che con i dipendenti di AMT”
“Benché le situazioni economiche siano sempre più difficili, il nostro compito è rendere ciò che può sembrare impossibile qualcosa che deve diventare possibile”, dichiara Granara. Ribadisce così un quadro meno conflittuale di quanto ci si potesse aspettare inizialmente, in cui il dialogo e la collaborazione rappresentano gli strumenti principali per affrontare una crisi complessa, cercando di tutelare al tempo stesso il lavoro, i diritti e il servizio pubblico.



