Di Emma Benvenuto, 2D 

Il teatro alla Scala al Festival di Nervi.

Passati vent’anni dall’ultima trasferta del corpo di ballo, i ballerini della Scala si esibiscono al Teatro Carlo Felice di Genova con titoli del novecento e contemporanei: Reveal, Skew-Whiff, un estratto da Il pipistrello, Cantata, Donizetti pas de deux e Blake Works.

“Reveal”

“Reveal”, il primo balletto della serata, si concentra sulla dualità: luce e ombra, bianco e nero, uomo e donna. Coreografia creata da Garrett Smith per lo Houston Ballet nel 2015, trasmette dall’inizio alla fine sensazioni di contrasto. Lascia lo spettatore ammaliato dai complessi giochi di luce intrecciati con i muovimenti ipnotici di ben dodici bellerini, che si alternano tra coppie, gruppi e solisti.

Skew-Whiff
Il pipistrello”
Cantata”
Donizetti pas de deux

“Skew-Whiff”, coreografia di Sol León e Paul Lightfoot, mette in armonia la musica classica, l’Ouverture dalla Gazza ladra di Rossini, e lo stile contemporaneo. In questa coreografia non mancano situazioni che fanno scappare una risata, ma si viene anche impressionati dai muovimenti alternati tra morbidi e spigolosi, accompagnati, anche in questo caso, da giochi di luce che formano sottili raggi dorati.

Lo spettacolo continua con un estratto dal famoso balletto “Il pipistrello” di Roland Petit. Si viene trasportati in un mondo frizzante e leggero, senza dubbio comico. Bella è una giovane sposa della borghesia che si ritrova un marito frivolo, così chiede aiuto a Ulrich, amico fidato.

Segue un passo a due da “Cantata” di Mauro Bigonzetti, un balletto fisico e passionale dalle sfumature mediterranee, che fa riflettere sui propri rapporti e sulla visceralità di essi. Non ci sono giochi di luce o costumi strabilianti, si viene incantati dalla semplicità e dagli intrecci dei due corpi, che creano armonia, come dovrebbe essere in un rapporto sincero.

Passiamo al balletto classico, sempre con un occhio più attuale, creata da Manuel Legris nel 2007: “Donizetti pas de deux”, creazione briosa e avvolgente, che vi sorprenderà con la tecnica classica accompagnata da una sensazione di leggerezza.

Blake Works

La serata si conclude con “Blake Works”, accompagnato dalle musiche di James Blake, che mostra la bellezza della danza con le sue linee e i suoi movimenti sinuosi, che ipnotizzano e avvolgono. Anche in questo caso la semplicità dei costumi e delle luci lascia spazio a vere e proprie opere d’arte disegnate con cura.

“Ogni uomo dovrebbe danzare, per tutta la vita. Non essere ballerino, ma danzare.”
Rudolf Nureyev

Foto prese dal sito del  “Festival di Nervi”