di Giacomo Bertelli, 1D

L’episodio di Bari-Cremonese: insulti razzisti a Mehdi Dorval

Sabato 15 Febbraio 2025 a Bari si sta giocando Bari-Cremonese, partita valevole per la ventiseiesima giornata di Serie B. Il risultato è di 1 a 1, i pugliesi hanno appena realizzato il pareggio dopo una bella azione dell’esterno franco-algerino Medhi Dorval. Al minuto 94 l’arbitro fischia il termine della partita e al centro del campo inizia un parapiglia tra i giocatori e le rispettive panchine. Ne esce in lacrime proprio il 23enne del Bari che abbandona il campo. In conferenza stampa è il tecnico dei “galletti” Moreno Longo a fare chiarezza sull’accaduto, forti le sue dichiarazioni: “Mi assumo la responsabilità di ciò che dico. Vazquez ha dato del ne**o di m***a a Dorval. Nel 2025 è inaccettabile” 

Purtroppo dunque, il mondo sportivo italiano torna fare i conti con un episodio di razzismo che, come anche detto dall’allenatore del Bari, nel 2025 è inaccettabile.

Altri episodi recenti nel calcio italiano: il caso di Akinsanmiro

Soprattutto perché non si tratta di un caso isolato infatti il 12 Gennaio sempre nel campionato di Serie B i tifosi di Brescia e Reggiana si erano resi protagonisti di due spiacevoli episodi: i primi avevano fatto il verso della scimmia al sampdoriano Ebenezer Akinsanmiro, di origini nigeriane (per questa situazione una donna ritenuta colpevole ha ricevuto 5 anni di DASPO), mentre i secondi avevano insultato lo stesso Dorval e l’arbitro aveva sospeso l’incontro per ben 7 minuti. 

Oltre il calcio: razzismo nel basket giovanile e nella pallavolo

Ma tutto ciò non avviene solo nel calcio: ha fatto molto scalpore la storia della ragazza di colore diciassettenne che il 3 Febbraio è stata squalificata per aver reagito agli insulti razzisti di una mamma delle avversarie nella partita di basket under-19 tra la Rimini Happy Basket e la Nuova Virtus Cesena. A seguito delle indagini la squalifica alla ragazza è stata revocata, la mamma colpevole ha ricevuto 2 anni di DASPO e la squadra di Cesena dovrà disputare 3 partite a porte chiuse. 

Senza mai dimenticare la tristezza di cui più volte Paola Egonu, pallavolista italiana con origini nigeriane, ha parlato in delle interviste riguardo ai messaggi razzisti che riceve. 

Tutti questi fatti non solo lasciano agli spettatori incredulità e disprezzo ma anche chi è in quel momento sul campo, di qualsiasi sport si tratti, prova forti emozioni e una sensazione di trauma.

Moltissime sono le misure che il mondo dello sport sta prendendo al fine di distruggere la xenofobia che ogni giorno si abbatte sugli sportivi: l’associazione Black Lives Matter organizza manifestazioni di ogni tipo e alle loro iniziative partecipano anche molti sportivi come Lewis Hamilton e alcuni dei più importanti giocatori del NBA.

Ma anche gli stessi giocatori prendono spesso l’iniziativa: dal 2020, quando c’è stato l’omicidio di George Floyd, per esempio, non è raro imbattersi in giocatori o intere squadre che si inginocchiano prima del fischio d’inizio in segno di protesta. Inoltre le organizzazioni sportive, come l‘Unione Italiana Sport per Tutti, sono attivamente coinvolte nella promozione dell’inclusione e nella lotta contro le discriminazioni, attraverso progetti e campagne educative.

I numeri del problema

Tuttavia le statistiche dicono che siamo ben lontani dal risolvere questa questione che riguarda tutti gli sport e purtroppo anche tutte le categorie dai più piccoli ai professionisti: infatti nel periodo compreso tra il 1° giugno 2021 e il 30 giugno 2022, l’Osservatorio Nazionale contro le Discriminazioni nello Sport ha documentato numerosi episodi di discriminazione, rivelando che le vittime minorenni rappresentavano il 14,7% dei casi registrati.

Nel calcio professionistico, le statistiche sono allarmanti: nel 2022, l’Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti di Discriminazione ha registrato 49 episodi di discriminazione razziale, di cui 48 nel calcio e 1 nel basket. Nel 2023, i casi sono aumentati a 57, con 51 nel calcio, 3 nel basket e 1 rispettivamente nella boxe, nell’hockey e nel tennis. Anche nel 2024 si sono verificati episodi nonostante non ci siano dati precisi: sono stati  4 fino all’8 febbraio, tutti nel calcio ma certo è che ce ne siano stati numerosi altri come quello accaduto a Mike Maignan il 20 Novembre quando ha abbandonato il campo a causa degli insulti che piovevano dalla curva dell’Udinese.

Il razzismo dunque rimane un problema attualissimo e presente in tutti gli ambienti nonostante ci sembri così lontano.

Nel 2025, nonostante l’uomo stia facendo grandi progressi in tanti campi, rimane ancora un vecchio problema: l’accettare chi è diverso da noi.