di Edoardo Messina, 1D  

Bisogna preoccuparsi o la situazione è sotto controllo?

Prendere l’autobus o la metro a Genova è molto comodo, economico ed ecologico, ma purtroppo negli ultimi anni si sono verificati episodi di borseggi, vandalismo e situazioni che hanno messo a disagio i passeggeri, in particolare nelle ore serali o sulle linee più affollate. Per molti giovani, specialmente gli studenti che prendono i mezzi tutti i giorni, la sicurezza è una questione importante. C’è chi si sente tranquillo e chi invece preferisce prestare più attenzione, soprattutto in certe linee e orari.

Ma cosa pensa e che provvedimenti ha intenzione di prendere l’AMT di Genova? 

Per rispondere a queste domande l’Ufficio di Comunicazione e Media ci ha rilasciato un’intervista che ricorda innanzitutto che la sicurezza a bordo dei mezzi pubblici di AMT è un fattore prioritario per l’azienda e, di conseguenza, costantemente monitorato.

Protocolli di sicurezza: come interviene il personale AMT in caso di problemi

In caso di problema a bordo, l’autista, dopo aver valutato la gravità della situazione, può decidere se fermare il mezzo, gestire il problema in autonomia o chiedere il supporto del centro operativo tramite fonia (solo per comunicazioni audio) o tramite il pedale allarme (nei casi più gravi, per visionare da remoto le telecamere di videosorveglianza presenti a bordo bus). Eventualmente, può chiamare anche le forze dell’ordine. Il centro operativo di AMT, ricevuta la chiamata del collega, può controllare la situazione da remoto supportare l’autista sul comportamento da seguire. Inoltre, se la situazione lo richiede, può inviare sul posto un addetto all’esercizio e richiedere a sua volta l’intervento delle forze dell’ordine.

In caso di aggressione verso personale AMT (aggressione che può essere fisica o verbale), l’autista è tenuto a compilare un modulo specifico previsto dal regolamento aziendale, con i dettagli di quanto accaduto e trasmetterlo al centro operativo.

Il “Protocollo Misure per il miglioramento della sicurezza” del 2023

La sicurezza a bordo dei mezzi pubblici resta un tema di fondamentale importanza per l’azienda. A questo proposito, nel settembre 2023, AMT ha siglato insieme a Città Metropolitana di Genova, Comune di Genova e le organizzazioni sindacali il protocollo “Misure per il miglioramento della sicurezza del servizio e del personale nel trasporto pubblico locale”. Lo scopo di questo documento è quello di individuare una serie di misure e azioni a tutela delle condizioni di lavoro del personale e a garanzia di un migliore servizio per l’utenza. È inoltre ormai consolidata la presenza di un tavolo permanente tra Comune di Genova, AMT e le quattro organizzazioni sindacali, per un monitoraggio costante del fenomeno sul territorio.

La collaborazione con le Forze dell’Ordine, l’isolamento del posto guida e la videosorveglianza a bordo sono alcune delle azioni più rilevanti messe in atto a tutela della sicurezza di personale e utenza. In particolare, tutti i mezzi di nuova immatricolazione sono già dotati di separazione del posto guida, mentre sugli altri sono state via via implementate alcune azioni correttive, come l’aggiunta di paratie ad hoc per mitigare il fenomeno. Inoltre, la videosorveglianza e la registrazione delle immagini a bordo, sistema che svolge anche funzione di deterrenza, verranno progressivamente estese a tutti i mezzi. Le immagini sono comunque registrate anche in assenza di allarme e mantenute per 72 ore a disposizione per le eventuali richieste da parte delle Forze dell’Ordine.

Tutele per il personale: polizze assicurative e supporto psicologico

Tra le principali novità contenute nel Protocollo sulla sicurezza, una polizza infortuni AMT, integrativa di quella Inail, che prevede la copertura degli infortuni che comportino invalidità permanente, non solo a causa di sinistri accaduti durante l’attività lavorativa, ma anche di aggressioni. È prevista anche una polizza per il riconoscimento di una diaria giornaliera da infortunio per il personale. Tra le altre misure contenute nel protocollo, l’istituzione, ove necessario, di programmi di protezione e sicurezza attraverso la presenza di personale dedicato (anche guardie giurate), da utilizzare come deterrente nelle zone a maggior rischio; l’attivazione di programmi formativi specifici sulla gestione del conflitto, dedicati al personale, per prevenire e gestire situazioni critiche; assistenza e supporto anche di natura psicologica, da parte di AMT, al personale vittima di aggressione; assistenza legale e costituzione di parte civile da parte di AMT nei confronti dei responsabili di eventuali aggressioni. 

Il futuro del trasporto pubblico genovese sembra quindi orientato verso un miglioramento della sicurezza, nell’interesse di tutta la comunità, lavoratori e utenti.