di Riccardo Veneziani, 2D
Quest’ estate mi sono recato in vacanza in Val d’Ayas, una località turistica della Valle d’Aosta.
Oltre a chi parte per la montagna in cerca di pace e rilassamento, ci sono alcune persone che desiderano sfidare la natura provando a raggiungere le vette più alte.
A facilitarli l’uomo ha creato i rifugi, edifici costruiti nei posti più impensabili, luoghi dove i camminatori, oltre a riposare, si ritrovano con i loro simili.
Una delle camminate più ardue presenti nella valle dove mi trovavo, è quella che permette di raggiungere le vette del Monte Rosa, il massiccio montuoso più esteso delle Alpi; il toponimo deriva dal latino rosia, che significa “ghiacciaio”.
È impensabile riuscire a raggiungere cime come il Castore o il Polluce in una singola giornata, proprio per questo lungo la via che permette di raggiungere queste mete sono presenti due strutture: Il Rifugio Mezzalama ed il Rifugio Guide d’Ayas.
IL RIFUGIO MEZZALAMA
Il Rifugio Ottorino Mezzalama si trova sulla morena naturale del quasi estinto Grande ghiacciaio di Verra, alla base delle rocce di Lambronecca, all’altezza di 3036 metri d’altitudine.
La costruzione è di proprietà del CAI di Torino, è stato finito di costruire nel 1934, su proposta dell’alpinista Pietro Ghiglione, che fece notare la mancanza di un buon punto d’appoggio in una zona ricca di itinerari.
L’edificio fu successivamente ampliato nel 1987.
È una delle mete più classiche, note e apprezzate della Val d’Ayas, per merito del suo ampio panorama sui ghiacciai.
Fu ampliato nel 1987.
Insieme al rifugio Guide di Ayas è il punto di partenza che permette di raggiungere i 4.000 m. Anche se ora viene principalmente utilizzato come meta di escursioni in giornata e da chi vuole provare l’emozione di pernottare in un rifugio di alta montagna.
RIFUGIO LAMBRONECCA O GUIDE D’AYAS
Edificato nella grande Conca del Ghiacciaio di Verra, a 3420 metri d’altitudine, il Rifugio Guide della Valle d’Ayas o Lambronecca
rappresenta un punto di partenza ottimale per le salite classiche (Polluce, Castore, Rocce Nere e Breithorn), per il Tour Alto del Monte Rosa e Corsi di ghiaccio e alpinismo.
È stato costruito con pietra, ferro e rame nel 1989.
Il Rifugio prende il nome dalla cresta sulla quale è stato inaugurato. Al toponimo Lambronecca sono stati attribuiti significati diversi. Secondo alcuni deriverebbe dai termini “tischi” (lingua Walser), “Am brun Ekko” che significano “sull’altura bruna”. Secondo altri, deriverebbe da “lambruna”, termine con cui in qualche dialetto piemontese sono definiti i mirtilli, secondo altri ancora, il nome sarebbe l’insieme di Lamb (agnello) e Ekke (Morena) e significherebbe quindi “morena degli agnelli”.
Entrambi dovrebbero essere considerate opere grandiose, tenendo conto della loro distanza dalla civiltà e del terreno ripido e roccioso sul quale si trovano.

