NOI MARE. Il porto dietro le quinte

Un viaggio nella logistica marittima 

di Eleonora Birardi, 1B 

Alessandro Ferrari, direttore dell’ Assiterminal

C’è un porto che tutti conoscono, quello fatto di navi, gru e container che si muovono incessantemente. E poi ce n’è un altro, più silenzioso, quello dove si prendono decisioni, si gestiscono flussi, si risolvono problemi e si costruisce giorno dopo giorno il funzionamento di un sistema complesso. 

Assiterminal un’associazione portuaria

Questo “porto dietro le quinte” ce lo racconta Alessandro Ferrari, direttore di Assiterminal, l’associazione nazionale che rappresenta i terminalisti portuali italiani e che svolge un ruolo cruciale per l’intera filiera della logistica marittima.

Assiterminal, spiega il dott. Ferrari, è molto più che un‘associazione a carattere nazionale. Si occupa di aiutare le aziende per gli aspetti operativi, quindi per tutto ciò che riguarda l’attività che l’azienda svolge all’interno del porto, ma svolge anche consulenza nei rapporti tra lavoratori, sindacati e il territorio. L’ingresso di Ferrari nel settore non è stato programmato: per anni ha lavorato come direttore del personale, ed era per lui un bellissimo lavoro però l’azienda stava cambiando, e quindi ha iniziato a guardarsi intorno per cercare un’attività diversa: «Cercavano una figura come la mia, proprio nel momento in cui stavo guardando altrove» ricorda «Il mondo dello shipping mi ha sempre affascinato e così ho deciso di provarci. È stato un incontro felice».

Sfatiamo alcuni miti: ambiente e sostenibilità

Nave petrolifera, foto di mauticexpo.it

Ferrari affronta anche un tema spesso oggetto di pregiudizi: quello dell’impatto ambientale delle navi petrolifere. «Le navi che trasportano petrolio» dice «non inquinano il mare. Una nave può inquinare il mare nel momento in cui subisce un danno, quindi per esempio ha una falla, e allora c’è dispersione del carburante in mare.  Ma la nave, se è intatta, mentre viaggia, l’unica forma di inquinamento che può causare è quella dei fumi. Perché il processo di combustione è più o meno analogo a quello di un’auto.

Merci alla rinfusa, foto di ubestshipping.com

Va detto, però, che le navi costruite negli ultimi quindici anni sono dotate di avanzati sistemi di filtraggio che riducono drasticamente le sostanze nocive, come previsto dalle normative internazionali. Quando si parla di merci, il dott. Ferrari sfata un’altra idea comune: la presunta marginalità delle rinfuse. Ci spiega che per “merci alla rinfusa” si intendono tantissime cose. Le rinfuse possono essere liquide, per esempio il petrolio di cui noi abbiamo ancora tantissimo bisogno perché diversamente le auto non si muoverebbero, a volte non riscalderemo le case, non si muoverebbero gli autobus, non avremo la luce nelle case; o solide, come il carbone. Ci svela poi un segreto, dal porto di Genova passa quasi tutto l’olio di palma utilizzato dalla Ferrero.

Il porto del futuro: grandi opere in cantiere

Diga Foranea, foto di webuildgroup.com

Guardando ai prossimi due anni, Ferrari mantiene aspettative realistiche: «Tendenzialmente sarà poco diverso da oggi perché tutti i grandi cambiamenti avvengono in periodi medio lunghi. Nel nostro porto si stanno eseguendo grandissime opere come la Diga foranea, ossia lo spostamento di 50 metri verso il mare della Diga  dalla Foce fino a Sampierdarena e oltre, quasi a Cornigliano, che però difficilmente da qui ai prossimi due anni sarà realizzata. Un’altra opera importante sarà l’ampliamento del collegamento per le merci, via ferrovia, che da Genova si sposteranno in LombardiaQueste opere infrastrutturali rappresentano investimenti strategici per il futuro della logistica italiana ed europea, aumentando la capacità del porto e migliorando i collegamenti con l’entroterra.

Dopo 25 anni di esperienza con le navi, Ferrari ha un momento preferito della giornata portuale: «La sera, perché le luci sono completamente diverse». Un’osservazione poetica che rivela il legame profondo con un ambiente che molti vedono solo come luogo di lavoro e commercio. 

A conclusione della nostra intervista, abbiamo chiesto al dott. Ferrari dove porterebbe qualcuno per mostrargli l’anima del porto. Non ha dubbi: lo condurrebbe a Sampierdarena in un weekend estivo. «In quei giorni transitano decine di migliaia di passeggeri diretti in Sardegna, in Sicilia, in Tunisia, in Marocco e, magari, accanto c’è una nave portacontainer. Quindi stiamo parlando del bacino di Sampierdarena, dove arrivano merci dalla Cina, dall’India, dal Vietnam, oppure partono verso gli Stati Uniti o altri paesi. Nel porto si muovono cose che arrivano e vanno ovunque.»

Porto di Sampierdarena, foto di portsofgenoa.com

È in questa dimensione, dove l’umano e il mercantile si intrecciano, dove i viaggi delle persone si affiancano ai percorsi delle merci,  che il porto rivela la sua vera essenza: un crocevia globale che connette continenti, economie e destini.

NOI MARE: il mare che siamo

Un progetto giornalistico della Classe 1B sul legame tra Genova e il mare

Il mare di Genova non è solo acqua che lambisce il porto: è vita, storia, lavoro e sogni. È il filo invisibile che unisce la città, raccontato attraverso le voci di chi lo vive ogni giorno.

Con “Noi Mare“, un progetto nato tra i banchi di scuola, vi portiamo in un viaggio tra le onde della città: interviste e storie che svelano come il mare definisce l’identità genovese, tra tradizioni, mestieri, leggende, sport e luoghi che custodiscono secoli di vita portuale.

Abbiamo raccolto le voci di chi il mare lo vive davvero: chi ne porta i sapori sulle tavole, chi ne custodisce le spiagge, chi ne attraversa le rotte. Chi lo governa dalle istituzioni e chi lo trasforma in cura e speranza. Ogni storia è un pezzo di Genova che prende forma.

Ogni articolo è frutto della nostra curiosità di giovani reporter e delle storie che abbiamo raccolto sul campo: dal porto che pulsa di attività, alle spiagge che custodiscono ricordi, fino alle iniziative di chi reinterpreta il mare ogni giorno.

E’ un invito a guardare con occhi nuovi questa distesa blu che ci accompagna da sempre: gli occhi di una classe che ha deciso di raccontarne il ruolo nella nostra identità e di scoprire che, in fondo, il mare siamo anche noi.

➡️ Segui il nostro reportage “Noi Mare”.

Tutti gli articoli saranno pubblicati nella sezione La Redazione del D’Oria su Agoraliceodoria.it