NOI MARE. I segreti del grande navigatore Cristoforo Colombo svelati al Galata

La nuova sezione del Museo del Mare di Genova rivela dettagli e curiosità sul famoso navigatore ligure

di Leonardo Scarrone, 1B

Nella giornata di venerdì 5 Dicembre 2025 al Museo del Mare Galata è stata inaugurata una nuova sezione dedicata a Cristoforo Colombo. L’esposizione racchiude in un’unica grande sala numerosi cimeli, fonti e innovativi strumenti per scoprire e approfondire la storia di Colombo e l’enorme impatto che le sue scoperte hanno avuto per il mondo.

L’esposizione può essere suddivisa in due parti: le riproduzioni ed i reperti storici. All’interno della mostra sono presenti diverse accurate riproduzioni inerenti le spedizioni di Colombo: tra tutti spiccano quelle delle tre caravelle, la Nina, la Pinta e la Santa Maria, ricreate fedelmente in miniatura e accompagnate da brevi descrizioni che aiutano a capirne la storia in maniera più dettagliata.

Ma possiamo trovare anche altre riproduzioni, come i diversi tipi di prodotti alimentari che vennero scoperti durante le spedizioni e, successivamente importati, come pomodori, cacao, mais e tuberi.

Per quanto riguarda invece i reperti e i cimeli relativi al famoso navigatore genovese, la sezione del museo è dimora di alcuni tra i più famosi e preziosi conosciuti, tra questi spicca il ritratto di Cristoforo Colombo di Ridolfo Ghirlandaio (1520 circa)  protetto, proprio per il suo valore immenso, da una teca in vetro anti-proiettile.

Un altro eccezionale reperto è l’ampolla contenente le ceneri di Colombo, creata da un anonimo artigiano genovese, molto tempo dopo la sua morte. Infatti, sebbene Colombo sia morto il 20 maggio del 1506, il suo corpo venne trasferito successivamente da Valladolid a Siviglia, per poi passare da Santo Domingo e Cuba per essere sepolto “definitivamente” in Spagna. Ma nel 1877 il nunzio di Santo Domingo, aprendo il sarcofago dove un tempo era seppellito lo storico navigatore, scoprì che il corpo era ancora lì, e che i resti spostati prima a Cuba e poi a Siviglia erano del figlio, Diego Colombo.

Un altro cimelio di rilievo che possiamo trovare è il Codice dei privilegi di Cristoforo Colombo. Prodotto nel 1502 da un copista della corte spagnola, contiene i privilegi concessi a Colombo dai reali di Castiglia e Aragona sulle terre scoperte. Di questo libro esistono in tutto quattro copie: una venne affidata al convento di Las Cuevas di Siviglia, un’altra al suo procuratore a Santo Domingo, mentre le altre due copie vennero affidate all’ambasciatore genovese in Spagna, Nicolò Oderico, affinché le portasse a Genova e le affidasse al Banco di San Giorgio. Mentre i primi due volumi andarono dispersi (ne rimane solo un estratto a Providence, negli USA), le due copie genovesi furono rubate dagli emissari napoleonici: una è rimasta a Parigi, mentre la seconda è conservata alla Biblioteca Berio a Genova. 

L’esposizione permette di conoscere il navigatore e le sue imprese, ma anche gli strumenti e le tecniche disponibili al tempo che gli permisero le sue scoperte in un percorso approfondito che cattura l’interesse del visitatore.

Questa nuova sezione impreziosisce la già ricca offerta del Museo Galata, il più grande museo marittimo dell’area del Mediterraneo, che è diventato negli anni meta di migliaia di visitatori.