Alla Fondazione Ansaldo per una chiacchierata con una storica della navigazione
di Alessandro Ponte, 1B

Claudia Cerioli è una storica navale, che si occupa degli archivi storici della Fondazione Ansaldo. Il suo compito è quello di preservare e divulgare il patrimonio storico fotografico e librario legato all’industria italiana in particolare all’industria genovese.
Ci spiega che la società Ansaldo nasce nel 1853, creata da Giovanni Ansaldo.
L’azienda (Ansaldo Energia) si occupa ancora oggi di fabbricare impianti e macchinari per la produzione di energia elettrica, come turbine e generatori.
Claudia Cerioli tiene anche a raccontare la storia di uno dei personaggi più significativi per la società Ansaldo: “Ferdinando Maria Perrone nasce in Alessandria nel 1847 da una famiglia umile, giornalista di professione non aveva nessun legame con il mare. Nel 1884 va in Argentina, dove continua a fare il suo mestiere e nel 1895 senza avere alcuna esperienza riesce a vendere al presidente dell’Argentina Julio Roca l’incrociatore corazzato “ Garibaldi “. Così nel 1902 gli viene dato l’incarico di rappresentare l’ Ansaldo in Sud America; diventerà poi proprietario dell’ Azienda dando inizio all’ Ansaldo Energia. Muore nel 1908 a Genova”.
La storica Claudia Cerioli afferma che “l’ Ansaldo e in particolare Genova, ha dimostrato anche di saper ripartire da zero. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, infatti, si cominciava a utilizzare l’aereo per spostarsi dall’ Europa all’ America e i transatlantici non venivano quasi più utilizzati. Per risolvere questo problema vennero inventate le navi da crociera, nei primi anni ’50: non si viaggiava più per raggiungere un punto b ma per divertimento. Genova divenne una delle principali produttrici di queste navi in Italia e lo è ancora oggi, si è infatti adattata al cambiamento che ha subito l’industria navale”.
Il metodo di costruzione delle navi è cambiato molto negli anni: fino agli anni sessanta le navi venivano costruite in darsena e non in bacino protetto, inoltre venivano varate quando ancora non erano terminate, mancavano infatti gli allestimenti e gli interni.
Ma il cambiamento più significativo è stato l’ automazione, molti passaggi della costruzione delle navi non erano più gestiti dall’uomo, questo provocò più sicurezza e meno infortuni.

Continua raccontando che “i transatlantici vennero adattati per attirare clienti: divennero dei veri e propri musei galleggianti allestiti con opere d’arte e statue.
Uno dei transatlantici Genovesi più belli e famosi era l’Andrea Doria comandata da Piero Calamai.

La nave divenne famosa in tutto il mondo dopo il naufragio che si verificò dopo che la nave svedese Stockholm la speronò. In quell’occasione più di 1660 persone vennero tratte in salvo, il comandante fece tutto il possibile ma morirono comunque 46 persone. A seguito dell’incidente Calamai non poté più navigare, morì poi a Genova nel 1972”.


La dottoressa conclude dicendo che il porto è una struttura molto importante per Genova, è un simbolo che la caratterizza da sempre e sarà fondamentale per l’economia genovese negli anni a venire.
Dalle sale della Fondazione Ansaldo, dove si conserva questa memoria, fino ai cantieri ancora attivi, si respira la stessa passione per il mare. Una storia che continua a scriversi ogni giorno e che merita di essere conosciuta.
Chi volesse approfondire, può visitare la Fondazione Ansaldo e immergersi in questo straordinario patrimonio di immagini, documenti e storie di mare.
