Dall’emozione del primo imbarco alla responsabilità della sicurezza della flotta: il racconto di 22 anni tra rimorchiatori, grandi manovre e passione per il mare.
di Andrea Bolioli, 1B
Da oltre un secolo i Rimorchiatori Riuniti rappresentano una presenza fondamentale nel Porto di Genova, garantendo sicurezza, efficienza e continuità operativa in uno degli scali più importanti d’Europa. In un contesto in costante trasformazione, segnato dal gigantismo navale, dall’aumento dei traffici e da infrastrutture sempre più complesse, il ruolo dei rimorchiatori si è evoluto senza mai perdere la propria centralità.
In questa intervista, attraverso il racconto diretto di chi vive il porto ogni giorno, emergono la passione per il mare, la responsabilità del lavoro svolto e l’orgoglio di far parte di una realtà che accompagna, spesso in silenzio, le grandi manovre che tengono in movimento Genova. A raccontarlo è il Comandante (CLC) per il Servizio di Rimorchio Portuale e d’Altura, Responsabile della Sicurezza della Navigazione Flotta Sociale e Responsabile della Sicurezza Antiterrorismo Mezzi Sociali (CSO) dei Rimorchiatori Riuniti, Maurizio Iannetti.
Qual è il suo ricordo più bello legato al mare e al suo lavoro?
“Il giorno che mi sono imbarcato per la prima volta. Ravenna, 13 settembre 1990, M/C ONDA AZZURRA, in qualità di Allievo Ufficiale di Coperta. Avevo la certezza di aver iniziato a costruire il mio futuro. La mia determinazione aumentava per il raggiungimento del mio obbiettivo finale. Mi ritengo fortunato, sapevo dove volevo arrivare e sono arrivato”.
Come sono cambiati i quartieri portuali di Genova e i “Rimorchiatori Riuniti” nel corso degli anni?

“L’evoluzione del Porto di Genova è, da anni, in continuo sviluppo. Alcune calate sono state tombate e alcuni moli sono stati accorciati o allungati. Negli anni non si è mai arrestato l’adattamento al traffico ed alle nuove navi, sempre più grandi, che arrivavano e arrivano in porto. Di conseguenza, con l’aumento dei volumi di traffico merci e passeggeri, la viabilità ha condizionato, non poco, la fisionomia dei quartieri limitrofi al porto e la trasformazione è tutt’ora in corso”.
In che modo il Porto di Genova, essendo uno dei Porti più grandi d’Europa, influisce sul suo lavoro quotidiano?
“Costantemente. Come detto, le navi sono diventate sempre più grandi e il porto, di conseguenza, sempre più piccolo, nonostante gli adeguamenti. Oggi, con la nuova diga in costruzione, si è fatto un grosso passo avanti per le sovrastrutture portuali. Forse siamo indietro sul retroporto, ancora in affanno a ricevere l’incremento cospicuo di merci e passeggeri sempre in aumento. Da parte mia, cerco sempre di mantenere alto il livello di prontezza dei rimorchiatori a me affidati per la sicurezza della navigazione e la sicurezza antiterrorismo”.
Qual è il ruolo dei rimorchiatori oggi, nell’era delle navi sempre più grandi e delle moderne tecnologie?
“Le navi sono diventate più grandi. Di conseguenza, negli anni, ho visto aumentare la potenza dei rimorchiatori necessari per le manovre. E’ raddoppiata la forza di tiro, è incrementata la manovrabilità, è aumentato il numero di rimorchiatori necessari per portare a termine ed in sicurezza le manovre di arrivo e partenza. Fondamentale è l’assistenza dei rimorchiatori alle manovre in porto. Il gigantismo navale e l’aumento del traffico ci sottopone a giornate di lavoro veramente importanti”.
Da quanto tempo lavora nel Porto di Genova e come è cambiato il suo lavoro nel tempo?

“Sono stato assunto alla Rimorchiatori Riuniti Porto di Genova Srl, il 4 marzo 2003. Sono ormai 22 anni. E’ stato una continua evoluzione, seguendo lo sviluppo del porto e del suo traffico. Dopo un periodo di tirocinio, ho comandato il mezzo antinquinamento, ho fatto le sostituzioni a bordo ed infine l’incarico attuale che svolgo da 17 anni, ovvero, la Sicurezza della Navigazione e la Sicurezza Antiterrorismo della Flotta Sociale, non dimenticando di andare a bordo a fare qualche rimorchio qua e là. Mi riferisco quotidianamente con la Capitaneria di Porto, il Rina, il Ministero delle Infrastrutture ed i vari provveditori tecnici, per il mantenimento in linea dei mezzi”.
Come si svolge una giornata tipica di un rimorchiatore a Genova?
“Rimorchiando. I sette mezzi in turno, più tre, lavorano intensamente. La nostra Torretta Operativa organizza i rimorchi con i Piloti per tutta la giornata e la nottata, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno.

Alla chiamata, il rimorchiatore si presenta sotto la nave e il Comandante, coadiuvato dal Direttore di Macchina e dal Marinaio, all’ordine del Pilota, esegue la manovra richiesta per l’ormeggio o il disormeggio della nave. Il tutto si svolge via radio. Sembra semplice, ma in realtà è un po’ più complesso….le condizioni meteorologiche hanno un peso importante sulla manovra, che deve essere sempre svolta in sicurezza per il personale e per i mezzi coinvolti”.
Quali sono le prospettive future per il Porto e per i rimorchiatori di Genova?
“Sarà una continua evoluzione. Il porto sarà più grande, le navi saranno sempre di più e noi saremo sempre più presenti per la sicurezza delle navi e del porto. I rimorchiatori, a lungo termine, cambieranno, come sono cambiati da 22 anni ad oggi. E’ necessario per adeguarsi ai tempi. Vedremo come funzionerà il “nuovo” Porto di Genova”.
Quali sono i suoi ricordi più importanti legati al mare di Genova?

“Sono tre. Il mio primo arrivo a Genova, di notte. Vedere Genova dal mare di notte, è straordinario. La Lanterna domina il porto con la sua sicura presenza. Il faro di Punta Vagno ti guida all’imboccatura…
La mareggiata del 30 ottobre 2008, in assistenza, con il rimorchiatore Giappone, al traghetto Fantastic in entrata durante la tempesta. Una manovra impegnativa non senza preoccupazioni.
Il rimorchio del relitto della Concordia da Voltri a Genova. Eravamo tre rimorchiatori: Messico, Genua e Norvegia, con i Piloti a bordo del Concordia. Per tutta la notte l’abbiamo rimorchiata. In silenzio. Con attenzione. Una manovra complessa ma perfettamente riuscita”.
Quali consigli darebbe ad un giovane che vuole intraprendere una carriera legata al mare?
“Di andare. Se sente dentro di sé determinazione, certezza, e passione, non si pentirà della scelta. Più andrà avanti e più si sentirà realizzato e sicuro di aver fatto bene. Sarà molto impegnativo e non facile, ma se certo di sé e dei suoi valori, arriverà”.
Il racconto di una carriera trascorsa nel Porto di Genova restituisce l’immagine di un lavoro poco visibile, ma essenziale, dove ogni manovra richiede attenzione, esperienza e spirito di squadra. I Rimorchiatori Riuniti operano ogni giorno, in ogni condizione, per garantire la sicurezza delle navi, delle persone e dell’intero scalo portuale.
In un porto che cambia, cresce e si rinnova, il ruolo dei rimorchiatori rimane centrale: un equilibrio costante tra tradizione e innovazione, tra forza e precisione. È una professione che non si improvvisa, ma si costruisce nel tempo, guidata dalla passione per il mare e dalla consapevolezza di svolgere un servizio fondamentale per Genova e per il suo porto.
