L’opinione di Laura Gazzolo sul futuro del turismo marittimo, balneare e sostenibile a Genova
di Magenta Verna 1B
Genova è una città di mare caratterizzata da una storia e una cultura molto importante, che si collega in maniera imprescindibile al turismo, in particolare a quello marittimo. Tuttavia, se da un lato crociere e traghetti contribuiscono alla visibilità della città, dall’altro pongono interrogativi importanti sul reale impatto economico e ambientale.

Ne parliamo con Laura Gazzolo, General Manager dell’AC Hotel Genova e vicepresidente e coordinatrice regionale turismo di Confindustria Genova, che offre una visione critica ma costruttiva sul futuro del settore.
Come il turismo marittimo, per esempio navi da crociera, traghetti, influenza l’economia di Genova e come secondo lei può essere sviluppato?
Il turismo marittimo ha una ricaduta molto bassa sul territorio. Cosa significa? Significa che è uno di quei turismi in cui il turista lascia molto poco dal punto di vista di potere di spesa sulla città, perché alla fine una persona che va sulla nave da crociera o su un traghetto, praticamente a Genova non lascia niente, perché sale o scende dal traghetto e va al massimo a fare le escursioni o a prendersi un gelato, però dal punto di vista della ricaduta non è un turismo che comunque apprezzo. Non credo che si debba sviluppare più di tanto, un po’ perché ha un impatto negativo sul mare e un po’ perché non ha una grossa ricaduta economica sulla città. Ci porta solo tanta coscienza, cioè il fatto che, quando una persona prende una nave da crociera a Genova, fa sì che la conosca parzialmente, così fa una piccola vista di Genova e poi magari torna perché vuole vederla. E’ forse l’unica cosa buona che vedo nel turismo marittimo, poi mi rendo conto che è importante perché comunque i trasporti dei traghetti sono importanti, però io non investirei più di tanto sulle navi da crociera e su questo tipo di turismo.

Come si possono limitare le eventuali conseguenze negative del turismo, in particolare di quello marittimo?
Questo è sempre un po’ un discorso delicato perché è pieno di contraddizioni, ci vuole un equilibrio, ci vuole tanto rispetto del territorio, di chi ci abita principalmente, in modo che questo turismo non vada poi a peggiorare le condizioni generali del territorio. Quindi si deve fare una buona politica su come preservarlo al meglio, legata alle persone che ci abitano e ai turisti che arrivano.
Il turismo balneare di Genova può essere rinnovato e reso più competitivo? In che modo?
Diciamo che il turismo balneare è cambiato molto negli ultimi anni, nel senso che le persone non vivono più la vacanza esclusivamente balneare: Genova è molto adatta, perché tu, quando vieni a Genova, puoi fare la tua giornata d’arte, la tua giornata di mare. Purtroppo adesso siamo in una situazione un po’ particolare perché le strutture dove si fa balneazione stanno subendo dei cambiamenti di tipo legislativo, quindi stiamo vivendo un po’ una situazione di stallo dove i balneari non stanno investendo molto in questa innovazione. Tuttavia intorno a noi, si stanno muovendo dei sistemi innovativi di balneazione che noi dovremmo assolutamente attuare e che sono la prenotazione online, disporre di un vero e proprio menù della balneazione, cioè sapere per esempio dov’è la spiaggia dove posso portare il bambino, la spiaggia dove posso portare il cane, la spiaggia più sabbiosa, la spiaggia più di sassi. Quindi credo che ci voglia proprio tantissima innovazione tecnologica e digitale anche per le spiagge.

Ci sono delle iniziative che gli hotel e Confindustria Genova stanno prendendo per promuovere la responsabilità ambientale nei confronti del nostro mare?
In Confindustria mi occupo solo di turismo, ma abbiamo notato che il turista ha sempre più sensibilità per la sostenibilità e quindi noi stiamo cominciando più che altro a essere strutture turistiche sostenibili, in cui il cliente quando arriva trova un’attenzione nel confronto dell’ambiente e del territorio. Cerchiamo quindi anche di suggerire per esempio di non utilizzare la macchina, proponendo delle alternative, ed essendo noi specialisti dell’accoglienza dobbiamo essere preparati ad accogliere le persone con le loro nuove tendenze, le nuove idee che sono sicuramente tante, e quindi si può dire che queste siano delle iniziative che prendiamo nei confronti del turismo sostenibile.
Genova ha tutte le carte in regola per valorizzare il proprio rapporto con il mare in modo nuovo e più consapevole. Dalla diversificazione dell’offerta turistica all’innovazione nel settore balneare, fino a una crescente attenzione alla sostenibilità, il futuro passa da scelte mirate e condivise. Il turismo marittimo può essere solo un punto di partenza: il vero obiettivo resta quello di costruire un modello turistico capace di generare valore per la città, per chi la vive ogni giorno e per chi la sceglie come destinazione.
