NOI MARE. Dragonjeans: pagaiare insieme significa ricominciare a vivere

L’associazione Dragonjeans di Genova aiuta le donne operate di tumore al seno a rientrare nel mondo attraverso lo sport

di Alessandro Delaini Viscoli, 1°B

Natalia Fiori è la presidentessa dell’associazione Dragonjeans, un gruppo che nasce con lo scopo di supportare le donne operate di tumore al seno che vogliono ricominciare o iniziare a fare sport. Il dragonboat in questo caso è perfetto perché il movimento che serve per praticare questo sport aiuta la riabilitazione dopo l’operazione. Infatti dopo alcuni studi svolti in questo campo i ricercatori hanno scoperto che svolgere un determinato tipo di movimento aiuta le donne operate a riprendersi dall’intervento.

La nascita dell’associazione

Questa associazione è nata sotto l’intervento di Francesca Gallino, che grazie al gruppo delle Dragonette di Torino ha scoperto il dragonboat, una disciplina acquatica di origine cinese che si svolge su una barca lunga 12 metri e con 20 posti per i vogatori. Nel 2023 ha quindi fondato l’associazione del Dragonjeans a Genova.

Unisono: la forza del gruppo

Per Natalia essere su un dragone o barca da dragonboat significa essere parte di un gruppo perché per fare avanzare l’imbarcazione bisogna remare tutte alla stessa velocità per poter raggiungere le distanze che la federazione italiana dragonboat fissa per le gare. Lo scopo del Dragonjeans non è però quello di vincere le gare perché, come dice Natalia, “ognuna deve raggiungere gli obiettivi del gruppo con i suoi tempi a seconda della propria capacità e forma fisica”.

Il canale di Prà dove il Dragonjeans si allena.

Il dragonboat è uno sport sociale con benefici sia psichici, perché aiuta a sentirsi parte di un gruppo, sia fisici dato che è uno sport completo che coinvolge tutti i principali gruppi di muscoli. E nel caso delle donne del Dragonjeans aiuta la prevenzione del linfedema e fa tornare le donne operate alla vita normale dopo l’operazione. Infatti pagaiare insieme è un atto di sinergia che aiuta a ritrovare la fiducia in se stesse che dopo un’esperienza come il cancro è messa a dura prova: il Dragonjeans serve anche a supportare psicologicamente le donne che hanno subito l’operazione, infatti sentirsi parte di un gruppo aiuta a reintegrarsi nella vita di tutti i giorni perché Quello che vogliamo è che la nostra associazione diventi un posto sicuro”.

In Italia ci sono 57 squadre di dragonboat con lo scopo di promuovere questo sport tra le donne operate di tumore al seno.

Il posto della coccola

Le donne del Dragonjeans si impegnano anche a supportare le loro compagne che magari un giorno non possono pagaiare portandole con loro sul dragone e facendole

Il gruppo Dragonjeans con la presidentessa del Soroptimist Maria Clelia Galassi

 sedere su un posto chiamato da loro “posto della coccola” dove la donna interessata si può sedere e uscire insieme alle sue compagne, però, anche senza pagaiare può aiutare le sue compagne a mandare avanti il dragone con un semplice movimento del busto.

L’associazione Dragonjeans ha collaborato anche con la sezione genovese del Soroptimist, quest’ultima ha sostenuto l’associazione e la presidentessa del Soroptimist Club di Genova 2 Maria Clelia Galassi ha partecipato ad una delle sedute di allenamento del gruppo.

L’associazione Dragonjeans è un gruppo che si impegna a migliorare la vita delle donne operate di tumore al seno attraverso uno sport di squadra: il dragonboat ci riesce includendo tutte le donne operate o meno che possono sostenere l’associazione, dentro e fuori dalla barca, sostenendo il gruppo moralmente ed economicamente.

Un messaggio di speranza

Una parte importantissima del dragonboat è la capacità di creare uno spirito di gruppo che lega tutte quante le vogatrici e le aiuta a superare le loro paure e insicurezze e che le fa sentire al sicuro perché “Pagaiare su un dragone significa raggiungere l’unisono”.

Per avere informazioni su come sostenere questa magnifica iniziativa potete contattarle visitando il loro sito o attraverso il loro canale social.