Andrea Puccio otto mesi all’anno al Centro Surf Club

di Simone Repetto, 1B

 

Inizia la primavera e lui è già lì, al lavoro, perché Andrea Puccio è uno dei titolari, con il fratello Maurizio e le rispettive mogli, di uno stabilimento balneare e ristorante in Lungomare Lombardo (una strada parallela a Corso Italia), il Centro Surf Club.

Foto dello stabilimento balneare e ristorante Centro Surf Club e sullo sfondo l’Abbazia di San Giuliano
Il Centro Surf Club e sullo sfondo l’Abbazia di San Giuliano

E lì lo puoi trovare tutti i giorni, tutto il giorno, fino alla fine di ottobre, quando la stagione finisce e lui può godersi un “meritato” riposo. Ma il mare accompagna Andrea anche a stagione balneare conclusa, durante i suoi viaggi per il mondo.

Lo conosco da sempre e a lui ho pensato quando ho deciso di intervistare una persona che avesse con il mare un rapporto particolare. L’ho quindi contattato telefonicamente, siamo in inverno, e lui è fuori Genova, al caldo e ovviamente al mare! Lui mi ha risposto entusiasta: “Sull’argomento mare mi trovi particolarmente preparato!“. 

Foto di Andrea Puccio
Andrea Puccio

Innanzitutto gli chiedo se i genovesi amano il mare e lo rispettano. Mi risponde: “Quale genovese non ha mai fatto un bagno in mare? Ogni genovese ha con il mare un rapporto particolare: c’è chi ama passeggiare sul bagnasciuga, chi ama prendere il sole, chi adora praticare al mare attività sportiva e chi si ferma semplicemente ad osservarlo, magari e soprattutto durante delle belle mareggiate”

Gli domando se ritiene che il mare sia fruibile per tutti e quali modalità si potrebbero usare per migliorarne l’accessibilità. “A Genova non abbiamo molto spazio per le spiagge, lo sappiamo bene, e molte sono ricoperte di pietre o piene di scogli. Le spiagge di dimensioni più grandi sono quelle in prossimità di sbocchi di torrenti e di molte spiagge derivano da diverse azioni dell’uomo sull’ambiente. Le nostre spiagge quindi non sono facilmente raggiungibili da chiunque, proprio per via della loro conformazione. Oggigiorno c’è sempre più attenzione sul tema della disabilità, e recentemente nuove leggi sono state emanate perché tutti gli stabilimenti balneari siano obbligati ad adottare delle misure per permettere anche alle persone con disabilità di godersi il mare.” Sebbene lui parli da titolare, con tutto ciò che ne comporta dovendosi il suo stesso stabilimento adeguare a questa recente normativa, mi confida: “Queste nuove leggi sono giustissime.” 

Gli chiedo se ha mai temuto il mare durante un’emergenza. “Assolutamente sì!”. Ricorda da ragazzino, al largo di Quarto, una virata sbagliata e la barca a vela cappottata, con lui finito fuori bordo e la compagna di corso finita sotto lo scafo. La paura legata alla difficoltà di non poter aiutare l’amica perché il giubbotto di salvataggio non gli consentiva di immergersi nell’acqua per poterla liberare da quella situazione. 

Poi gli domando come ha imparato a leggere il mare e quali segnali osserva per capire se è pericoloso. “Ogni posto ha le sue caratteristiche”, mi dice. Certamente l’età e l’esperienza gli sono di aiuto. Il meteo genovese ormai non ha più segreti per lui. Al giorno d’oggi ognuno di noi è più avvantaggiato nel conoscere le previsioni atmosferiche ed Internet è sicuramente di aiuto in tutto questo.

Infine gli chiedo quale è stato il salvataggio più significativo della sua carriera. Qui si fa serio (ammetto che la chiacchierata fino ad ora è stata serena e molto divertente). Il soccorso che si è trovato a dover effettuare è stato causato da una sua imprudenza, per il fatto di aver sottovalutato il mare: giornata di mare calmo, esce in canoa con i suoi due nipoti, che porta alla boa, un po’ al largo. Purtroppo si alza il vento di Tramontana che spinge i suoi nipoti, che sono in acqua, ancora più al largo in direzioni opposte uno rispetto all’altro. Andrea deve scegliere rapidamente chi salvare per primo, consapevole che ogni secondo è prezioso. Riesce a portare in salvo entrambi, ma quella paura non l’ha mai dimenticata.

Quel giorno ho ricordato che il mare non perdona la superficialità“, mi confessa. “Anche quando sembra calmo, devi sempre rispettarlo. È questo che cerco di trasmettere a chi viene al Centro Surf Club: il mare è una cosa meravigliosa, dobbiamo goderne, ma dobbiamo rispettarlo. Sempre.